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Discussione: 52° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #16
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Inserisco anche la seconda, possiamo commentarle entrambe

    Lettera a Livio

    Ti voglio dedicare una poesia
    adesso che sono vivo
    e posso vederti, posso abbracciarti.
    Tu non mi fai recintare la luce,
    non mi fai dire cose già concluse.
    A volte mi chiedo
    che amicizia sarebbe la nostra
    se tu non fossi mio figlio.
    Ti scrivo per dirti
    che il mio amore per te è scandaloso
    e voglio che sia chiaro a tutti,
    voglio che sia detto senza reticenza.
    Io ti dono questo mio stare sparso
    e conficcato dentro uno spavento
    che non passa.
    Averti vicino è un soffio di bene,
    è qualcosa di più
    della paura che abbiamo in ogni cuore.
    Come fai ad essere così forte
    tu che sei figlio di un tremore?

    Franco Arminio
    Che rapporto luminoso ha descritto l'autore! La sua stima per il figlio è immensa, e porta il segno di una autenticità che non conduce a soluzioni scontate, non fa "recintare la luce" ma lascia aperti orizzonti di libertà.
    Mi piace immensamente la meraviglia espressa dagli ultimi due versi, quell'ammirazione sconfinata che è il dono più grande che un padre possa offrire (mi fa pensare a Carl Rogers e all'accettazione incondizionata, un costrutto che mi è infinitamente caro).

    Pathurnia.

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    Predefinito "Scintille" di Tagore

    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Iniziamo dalla prima proposta


    L'animo dimentica
    dove sia il cielo,
    dove sia la terra:
    cerca fiori
    tra la luce delle stelle
    cerca stelle
    tra i fiori del giardino.

    Rabindranath Tagore, Scintille, traduzione di Marino Rigon, Ed. Tea
    Quello che il poeta chiama l'animo, la nostra parte luminosa e vicina al divino, non ha logica ma solo bellezza e fantasia. Il poeta, il saggio e l'amante possono cercare ogni cosa in ogni luogo del''universo, perché per chi sa creare non esiste il sopra e il sotto, non esiste il "posto giusto", esiste solo lo splendore da contemplare.
    Entrare in sintonia con la sensibilità di Tagore è un'esperienza illuminante.

    Pathurnia

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  • #18
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    Predefinito "Prova a cantare il mondo mutilato" di Adam Zagajewski

    .................................................. .................................................. .................................................. .............................................Prova a cantare il mondo mutilato.
    Ricorda le lunghe giornate di giugno
    e le fragole, le gocce di vino rosé.
    Le ortiche che metodiche ricoprivano
    le case abbandonate da chi ne fu cacciato.
    ........................................Devi cantare il mondo mutilato.
    Hai guardato navi e barche eleganti;
    attesi da un lungo viaggio,
    o soltanto da un nulla salmastro.

    Hai visto i profughi andare verso il nulla,
    hai sentito i carnefici cantare allegramente.
    ......................................Dovresti celebrare il mondo mutilato.
    Ricorda quegli attimi, quando eravate insieme
    in una stanza bianca e la tenda si mosse.
    Torna col pensiero al concerto, quando la musica esplose.
    D’autunno raccoglievi ghiande nel parco
    e le foglie volteggiavano sulle cicatrici della terra.
    ......................................Canta il mondo mutilato
    e la piccola penna grigia persa dal tordo,
    e la luce delicata che erra, svanisce e ritorna.

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  • #19
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    Riprendiamo dai commenti sulla terza proposta

    AUTOCERTIFICAZIONE

    Tremo di paura da quando sono nato
    e il tremore non si addomestica.
    Andrò via senza padroni,
    senza soci di furbizia.
    Sono qui con i fili tutti scoperti,
    scrivo e vivo in bella vista,
    appartengo a piccole vicende,
    al vento e alla neve del mio paese.
    Sono e sarò sempre fratello
    degli inquieti, degli incerti.
    Non mi salverà nessuno
    e non salverò nessuno,
    ma è bello essere liberi e appassionati,
    aperti al soffio di ogni cosa:
    l'anima non è nient'altro
    che una rosa.

  • #20
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    Ringrazio qweedy per aver postato questa poesia in un altro 3d e avermi dato l'opportunità di conoscerla. La sento molto affine a me, anche se alcune parole io le avrei scritte in modo diverso, ma solo per una mia esperienza personale. Tipo la parola rosa alla fine. Oppure la neve perché nel mio paese per fortuna si manifesta raramente, a differenza del vento che invece è spesso presente.
    La paura la conosco fin troppo bene pure io da sempre e ho capito che non si può tenerla a bada. Così come mi sento sorella degli inquieti e degli incerti perché inquietudine e dubbio sono sempre con me. So che non riceverò salvezza né sarò mai in grado di darla. E sono convinta che sentirsi liberi sia una delle cose più belle e importanti, peccato però che io non mi ci senta affatto.

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  • #21
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    Credo che molti si possano riconoscere nell'essere con i fili tutti scoperti, fratello degli inquieti, degli incerti. Sono i versi che più mi colpiscono in questa poesia, descrivono un essere ultrasensibile destinato a non trovare mai pace in questo mondo, ma che non vorrebbe essere diverso da così.

    Ho recuperato un testo più attendibile di questa poesia, per correttezza lo riporto qui:

    AUTOCERTIFICAZIONE

    Io parlo di vecchi, di morti,
    di paesi abbandonati,
    tremo di paura da quando sono nato
    e il tremore non si può addomesticare.
    Andrò via
    senza padroni, senza soci
    di furbizia.
    Sono qui con i fili tutti scoperti,
    scrivo e vivo in bella vista,
    appartengo a piccole vicende,
    al vento e alla neve del mio paese.
    Da qui fino alla morte
    starò in ginocchio
    a cantare il mistero di essere un pugno
    di paura e di carne.
    Sono e sarò sempre fratello
    degli inquieti, degli incerti.
    Non mi salverà nessuno
    e non salverò nessuno,
    ma è bello essere liberi e appassionati,
    aperti al soffio di ogni cosa:
    in fondo in fondo quella che diciamo anima
    non è nient'altro che una rosa

    Franco Arminio

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  • #22
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    Ripensandoci meglio la rosa ci sta bene... Lo trovo un fiore troppo romantico perciò io ne avrei messo un altro però l'immagine che l'anima nel corso della vita perda i suoi pezzi come la rosa perde i petali mi piace .

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  • #23
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    Citazione Originariamente scritto da qweedy Vedi messaggio
    AUTOCERTIFICAZIONE

    Io parlo di vecchi, di morti,
    di paesi abbandonati,
    tremo di paura da quando sono nato
    e il tremore non si può addomesticare.
    Andrò via
    senza padroni, senza soci
    di furbizia.
    Sono qui con i fili tutti scoperti,
    scrivo e vivo in bella vista,
    appartengo a piccole vicende,
    al vento e alla neve del mio paese.
    Da qui fino alla morte
    starò in ginocchio
    a cantare il mistero di essere un pugno
    di paura e di carne.
    Sono e sarò sempre fratello
    degli inquieti, degli incerti.
    Non mi salverà nessuno
    e non salverò nessuno,
    ma è bello essere liberi e appassionati,
    aperti al soffio di ogni cosa:
    in fondo in fondo quella che diciamo anima
    non è nient'altro che una rosa

    Franco Arminio
    Fra le due versioni preferisco la prima, perché i due versi <<Io parlo di vecchi, di morti,
    di paesi abbandonati>> sono poco congruenti con i successivi enunciati, in cui invece parla di se stesso. Complessivamente faccio fatica a provare emozione per questa interessante serie di dichiarazioni fra l'introspettivo e il sociale. Il tono piano, il registro medio ma colloquiale, lo stile riflessivo, mi sembrano più adatti ad un discorso serio, appassionato, denso di "colore", ma comunque un discorso.
    La metafora dei fili scoperti per alludere alla propria trasparenza e sincerità inoltre non mi sembra particolarmente originale. Poiché so che l'Autore è pluripremiato, ne deduco che - o questa poesia non è delle sue migliori - o che sono io che (pur apprezzando il senso delle affermazioni e condividendo l'afflato di fratellanza) non riesco a cogliere quel qualcosa in più che secondo me rende tale una poesia.

    Pathurnia
    Ultima modifica di Pathurnia; 10-02-2020 alle 06:48 PM.

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  • #24
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    Le poesie di Franco Arminio toccano sempre dei "fili scoperti"... non so cosa dire perché ha già detto tutto lui i miei versi preferiti sono "tremo da quando sono nato e il tremore non si può addomesticare". Non mi piace invece, sebbene riconosca la sua efficacia in relazione al significato, il suono dell'ultimo verso, quello della rosa: ho l'impressione che banalizzi il discorso.

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  • #25
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    Prossima poesia da commentare

    La mano - Wislawa Szymborska

    Ventisette ossa,
    trentacinque muscoli,
    circa duemila cellule nervose
    in ogni polpastrello delle nostre cinque dita.
    È più che sufficiente per scrivere Mein Kampf
    o Winnie the Pooh.

  • #26
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    mi appello al quinto emendamento della costituzione USA.
    Mi dice un amico "informato dei fatti" che quel giorno pioveva, nonna Wislawa aveva la lombaggine e scriveva poesie per distrarsi.

    ciao da Pathurnia

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  • #27
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Prossima poesia da commentare

    La mano - Wislawa Szymborska

    Ventisette ossa,
    trentacinque muscoli,
    circa duemila cellule nervose
    in ogni polpastrello delle nostre cinque dita.
    È più che sufficiente per scrivere Mein Kampf
    o Winnie the Pooh.

    Questa poesia è anomala anche per Wislawa, che di solito scrive poesie molto più lunghe (che preferisco, rispetto a questa).
    "La mano" è sul mistero dell'essere umano, come nessun altro animale al mondo capace di assurdità, sia in male che in bene.

    Le sue sono poesie colloquiali, in cui l'ordinario quotidiano diventa insolito.
    Le piccole cose che abbiamo sempre davanti agli occhi sono stupefacenti, se raccontate con ironia.
    Le sue poesie furono anche una forma di dissidenza nella Polonia comunista e collettivista: lei usa l'attenzione al privato, all'individuale, l'attenzione al mondo minimo e ai dettagli della vita quotidiana descrivendoli con linguaggio parlato in contrapposizione a chi invece scrive una poesia per pochi, elitaria.

    Questo tipo di linguaggio parlato la accomuna, secondo me, ad Alda Merini, a Vivian Lamarque, a Franco Arminio.
    Ultima modifica di qweedy; 10-11-2020 alle 04:33 PM.

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  • #28
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    Anch'io mentalmente la associo spesso a Vivian Lamarque, anche per una certa ironia di fondo che talvolta trovo nelle loro poesie.
    A me questa mini-poesia piace, proprio perché breve e incisiva, d'impatto, mi ha incuriosito l'esempio del Mein Kampf contrapposto a Winnie The Pooh.

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  • #29
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    Siamo arrivati alla poesia della nostra Evy

    E adesso cercami tu
    Tra le parole di un libro che non hai letto
    in una lettera lasciata in sospeso
    al suono di una melodia lontana,
    forse riuscirai a trovarmi
    in un sogno o nel ricordo.
    il tempo passa
    e quando tornerai da me
    io non sarò più la stessa,
    cercami oggi,
    domani sarà tardi.

  • #30
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    Composizione delicata con leggero retrogusto di malinconia 👍
    Pathurnia

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