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Discussione: 273° MG - L'immortalità di Milan Kundera

  1. #1
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    Predefinito 273° MG - L'immortalità di Milan Kundera

    Oggi si parte con questo minigruppo in compagnia, isola74 ed io, chi volesse unirsi è il benvenuto. Il libro è L'immortalità di Milan Kundera

  2. #2
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    Eccomi pronta!! Con Kundera ho avuto in passato incontri altalenanti, speriamo che questa lettura sia piacevole, la compagnia lo è!!!

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  4. #3
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    Predefinito Parte prima. Il volto- par. 1 e 2

    Ho letto poco ieri sera - circa 6 pagine - perchè ero stanchissima ma ci tenevo ad iniziare.
    Il primo paragrafo mi ha colpito tantissimo… sarà che ormai sto diventando grande ma le riflessioni sui gesti senza età mi hanno fatto riflettere…. abbiamo davvero solo l'età che ci sentiamo? oppure c'è una linea di confine a un certo punto, che gli occhi altri vedono meglio di noi, impietosamente?


    Ma la donna, anche se doveva sapere di non essere più bella, in quel momento l'aveva dimenticato.
    Con una certa parte del nostro essere viviamo tutti fuori dal tempo.
    Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni,
    mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza età.

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  6. #4
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    Predefinito

    Anche io ho letto poche pagine, non è una lettura veloce, perché densa e affascinante. Questo lo straordinario incipit:



    "La signora avrà avuto sessanta, sessantacinque anni. La guardavo, steso su una sdraio di fronte alla piscina di un circolo sportivo all'ultimo piano di un moderno edificio da dove, attraverso grandi finestre, si vede tutta Parigi. Aspettavo il professor Avenarius, con il quale mi incontro lì di tanto in tanto per fare due chiacchiere. Ma il professor Avenarius non arrivava e io osservavo la signora. Era sola nella piscina, immersa nell'acqua fino alla vita, lo sguardo rivolto in su verso il giovane maestro di nuoto in tuta che le stava insegnando a nuotare. Ora lei ascoltava le sue istruzioni: doveva aggrapparsi con le mani al bordo della piscina e inspirare ed espirare profondamente. Lo faceva con serietà, con impegno, ed era come se dal fondo delle acque risuonasse la voce di una vecchia locomotiva a vapore (quel suono idillico, oggi ormai dimenticato, che per coloro che non l'hanno conosciuto può essere descritto soltanto come il respiro di un'anziana signora che inspira ed espira forte vicino al bordo di una piscina). La guardavo affascinato. Ero attratto dalla sua comicità commovente (anche il maestro l'aveva notata, perché ad ogni istante gli si contraeva un angolo della bocca), ma poi qualcuno mi rivolse la parola distogliendo la mia attenzione. Poco dopo, quando volevo tornare a guardarla, l'allenamento era finito. La donna si allontanava in costume da bagno facendo il giro della piscina. Superò il maestro di nuoto e quando si trovò a quattro o cinque passi di distanza, girò la testa verso di lui, sorrise e lo salutò con la mano. E in quel momento mi si strinse il cuore! Quel sorriso e quel gesto appartenevano a una donna di vent'anni! La sua mano si era sollevata con una leggerezza incantevole. Era come se avesse lanciato in aria una palla colorata per giocare con il suo amante. Quel sorriso e quel gesto avevano fascino ed eleganza, mentre il volto e il corpo di fascino non ne avevano più. Era il fascino di un gesto annegato nel non-fascino del corpo. Ma la donna, anche se doveva sapere di non essere più bella, in quel momento l'aveva dimenticato. Come una certa parte del nostro essere viviamo tutti fuori del tempo. Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza-età. In ogni caso, nell'attimo in cui si girò, sorrise e salutò con la mano il giovane maestro di nuoto (che non resse e scoppiò a ridere), lei ignorava la propria età. In quel gesto una qualche essenza del suo fascino, indipendentemente dal tempo, si rivelò per un istante e mi abbagliò. Ero stranamente commosso. E mi venne in mente la parola Agnes. Agnes. Non ho mai conosciuto una donna con questo nome."


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  8. #5
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    Predefinito pagina 20 capitolo 4

    prosegue la lettura, la scrittura di Kundera mi piace perché molto suggestiva e ogni parola ci sta senza lungaggini. Poi ha certi guizzi nel descrivere le persone e le situazioni che ti rimangono molto impresse.

  9. #6
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    Predefinito par. 5

    Sono poche pagine più avanti.
    Anche a me sta piacendo molto lo stile. Agnes è una moglie-mamma come tante, e ha dei pensieri in cui a volte mi ritrovo
    Bella la descrizione della passeggiata sul marciapiede e la sua voglia di uccidere i passanti

    Se ho ben capito però si tratta di immaginazione nell'immaginazione… cioè Agnes se la sta inventando il protagonista del libro, giusto?

  10. #7
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    Predefinito La mia edizione è questa


  11. #8
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    Predefinito

    Agnes dovrebbe essere il personaggio letterario del suo romanzo


    Questa la mia edizione


  12. #9
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    Predefinito Fine parte prima

    La prima parte, Il volto, finisce a pag. 56 nella mia edizione.
    La lettura fino ad ora è stata piacevole, trovo la scrittura lineare e, se pure non difficile, molto classica. Ogni parola si adatta perfettamente al pensiero che si vuole esprimere.

    La storia di Agnes mi colpisce, è semplice, forse scontata ma riesce a non essere banale. Ama davvero il marito? È capace di amare? Sono gli interrogativi che la rendono inquieta, oppure è proprio perché è inquieta che le sorgono queste domande?
    Il rapporto con il padre mi ha incuriosito, chissà se verrà sviluppato meglio più avanti.
    Per ora c'è tanta roba......

    Quando ami qualcuno ami il suo viso che diventa così completamente diverso da tutti gli altri

  13. #10
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    Anche io ho finito il primo racconto e ho iniziato anche il seguente, quello che parla di Goethe per intenderci.

    Il volto finisce a pagina 43. Ho trovato molto commovente il rapporto di Agnes con mio padre, forse perché anche il mio è mancato e mi sono immedesimata per questo. Bella l'interpretazione della poesia di Goethe che cambia significato a seconda del periodo in cui vine letta. Trovo questa scrittura molto bella perché ti fa soffermare in particolari importanti che a volte non si dà peso.

  14. #11
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    Predefinito Fine seconda parte- L'immortalità

    Questa seconda parte mi ha colpito molto . Sembra quasi inserita così a casaccio senza continuità con la prima, solo verso la fine l'autore si ricorda di nominare nuovamente Agnes - peraltro in un breve inciso .
    La storia di Goethe e Bettina è bellissima e bellissimo è il modo con cui Goethe la vive e riesce alla fine , ma solo alla fine , a liberarsene.
    Mi sono documentata e in pratica Bettina è esistita realmente , io ne ero totalmente all'oscuro ....si tratta di una scrittrice non troppo famosa che Kundera accusa palesemente di essere opportunista.

    Interessante la descrizione dell'immortalità che tutti desideriamo ma che poi solo alcuni davvero riescono a sopportare...siamo fatti solo per una immortalità "minore ", quella cioè che riguarda solo le persone che ci hanno conosciuto.

    Sono curiosa di andare avanti con la lettura e vedere come tutte queste cose si uniscano fra loro.

  15. #12
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    Predefinito pagina 96 - Terza parte: La lotta

    Quando stavo leggendo la seconda parte pensavo si trattasse di una raccolta di racconti anche se ero convinta fosse un romanzo e questo mi stupiva un po', anche perché la prima parte e la seconda non avevano nessi. Interessante come digressione sull'immortalità ridicola, che mi ha colpito molto come concetto e sulla trattazione di personaggi famosi. Quando verso la fine nomina Agnes mi ha spiazzato.


    La terza parte entra dentro la famiglia e ritrae anche la sorella di Agnes, Laura, ew mi piace moltissimo come si dipana via via.

  16. #13
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    Predefinito

    Si è vero, fino ad ora sembra una raccolta di racconti con l'immortalità a fare da filo conduttore

  17. #14
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    Predefinito Lo spiritoso alleato dei propri becchini

    Sono alla terza parte, suddivisa in capitoletti, sempre molto interessante il racconto ma ancor più le riflessioni di Kundera.

    “I risultati dei sondaggi sono diventati una sorta di realtà superiore, oppure per dirla diversamente: sono diventati la verità.”

  18. #15
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    Predefinito Terza parte- L'asino integrale

    Siamo più o meno allo stesso punto. Questa terza parte risulta un po' destabilizzante, è vero che c'è un filo conduttore nei protagonisti ma dopo i primi paragrafi interessanti sul rapporto fra le due sorelle si sta dilungando un po' troppo.

    Ho capito solo da poco che l'io narrante è Kundera stesso, quando parla della Cecoslovacchia e della gioventù. Tu l'avevi già capito?


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