Améris, Jean-Pierre - Emotivi anonimi

ayla

+Dreamer+ Member
TRAMA:
Angélique è una giovane cioccolataia afflitta da un'insicurezza patologica. Rimasta senza lavoro, si rivolge alla piccola "Fabrique de Chocolat", dove viene subito assunta dal proprietario Jean-René, uomo apparentemente schivo e rigido, ma in verità affetto a sua volta da una timidezza ai limiti dell'asocialità. I due si amano ma dovranno trovare il coraggio di dichiararsi reciprocamente i loro sentimenti e superare la mancanza di fiducia nel mondo che li circonda.

Il titolo di questa piccola e dolcissima fiaba francese, secondo me, è già da solo degno di lode, troppo carino, e il cioccolato, con il suo magico e accattivante potere, non colpisce solo gli attori ma anche i palati deliziati degli spettatori.:mrgreen:
Più che sulle parole e sui dialoghi il film si basa sui rossori, su sorrisi timidi e impacciati, su maldestri tentativi di corteggiamento, su goffi ma onesti baci e su questo amore che sboccia e che nessuno, nemmeno la persona più imbranata su questa terra, può tenere al guinzaglio. Bravissimi e convincenti i due protagonisti, reggono da soli tutto il film che pecca, bisogna ammetterlo, di essere un pò ripetitivo.
E' un inno romantico e delicato all'amore, una storia che ha solo la pretesa di sciogliersi in bocca come una pralina di cioccolato...da vedere se si vuol sorridere!
 

Meri

Viôt di viodi
Non sono rimasta colpita nè dalla trama , nè dagli interpreti:boh:
 

velvet

Well-known member
Il film è carino, crea una piacevole atmosfera fiabesca senza tempo, ma poi non mantiene l'aspettativa, e si avvia verso il finale senza alcun fascino, al contrario in modo piuttosto banale.
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
un film con poco mordente, piuttosto scontato e che non riesce a coinvolgere nonostante l'interessante assunto che è quello del vissuto delle persone gravemente emotive
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Adoro le piccole commedie francesi come questa, ironiche ma sempre con una morale sociale.La sto guardando adesso su Iris ed è deliziosa


emotivi_anonimi.jpg

Gli occhi delle nove persone sedute in circolo sono tutti puntati su di lei, la nuova arrivata. Che si presenta con un filo di voce: «Buongiorno, sono Angelique» e mentre lo dice sviene. È la scena iniziale di Emotivi anonimi, commedia francese che in patria ha avuto un grande successo perché affronta un problema molto più vasto di quanto sembri: la difficoltà di gestire le proprie emozioni. :)

Il regista, Jean-Pierre Améris, ha tratto spunto dalla sua esperienza diretta: «Ho voluto raccontare l’iperemotività che mi tormenta da quando ero bambino» ha raccontato. «Nel 2000 ho scoperto l’esistenza di questa associazione, gli Emotivi anonimi, e ho cominciato a frequentarla. Così mi sono reso conto dell’incredibile numero di persone che soffrono di questo malessere psicologico». Un malessere che impedisce di vivere serenamente perché ci si sente sopraffatti da ciò che si prova: paura, rabbia, dolore, gioia.. Come la protagonista del film, che non è capace di esibire pubblicamente la sua abilità di cioccolataia perché essere ammirata, per lei, è troppo «disturbante» E, al primo appuntamento con l’uomo di cui si è innamorata, scrive su un bigliettino gli argomenti «interessanti» di cui parlare, perché altrimenti teme di essere noiosa. Comportamenti forse bizzarri, sicuramente inadeguati, ma certo non patologici. Ed è questo il punto fondamentale: i timidi cronici, che arrossiscono a ogni complimento, che temono di fare sempre brutta figura, che piuttosto che prendere la parola in pubblico si taglierebbero la lingua, non hanno bisogno di vere e proprie psicoterapie. Ma di qualcuno che li aiuti a non sentirsi una mosca bianca, e a capire che spesso quello che capita a loro succede anche al vicino di scrivania. […] Un modo per dire che l’emotività non è solo un problema: fa percepire il mondo in modo più fantasioso.


 
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