la vostra citazione del giorno!!!

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Oh, il mondo è davvero crudele! Si direbbe che una potenza maligna stia in agguato a spiare tutti i nostri desideri per contrastarli, che tenda l'agguato a tutte le nostre speranze per annientarle e indovini i nostri pensieri per soffocarli. Dovremmo augurare a noi stessi tutti i mali, bisognerebbe desiderarli, per ingannare questa potenza!
Da La sala rossa di Strindberg
 

DaneelOlivaw

I Robot
Ho perso un'altra occasione buona stasera
È andata a casa con il negro, la troia


Quando potevi scrivere una canzone senza avere la pretesa di offendere qualcuno.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Chi gli avesse osservata la faccia in quel momento, non avrebbe certo potuto leggervi alcun pensiero: aveva imparato tanto dell'arte di vivere, infatti, da non rivelare nemmeno alla solitudine i propri pensieri. Sì, temeva persino di confidarli a se stesso.
Da La sala rossa di Strindberg

Beato lui che ci riesce!
 

Shoshin

في الذاكرة
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...
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Era il suo un tale carattere che una parola bastava perch'egli si lasciasse andare a previsioni fosche d'ogni sorta di malanni, e la sua immaginazione glieli rappresentasse coi più orribili particolari.
da La Certosa di Parma di Stendhal
 

Shoshin

في الذاكرة
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«Bisognerebbe saper attendere e raccogliere, per una vita intera e possibilmente lunga, senso e dolcezza, e poi, proprio alla fine, si potrebbero forse scrivere dieci righe valide. Perché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si acquistano precocemente), sono esperienze. Per scrivere un verso bisogna vedere molte città, uomini e cose, bisogna conoscere gli animali, bisogna capire il volo degli uccelli e comprendere il gesto con cui i piccoli fiori si schiudono al mattino. Bisogna saper ripensare a sentieri in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e congedi previsti da tempo, a giorni dell’infanzia ancora indecifrati, ai genitori che eravamo costretti a ferire quando ci porgevano una gioia e non la comprendevamo (era una gioia per qualcun altro), a malattie infantili che cominciavano in modo così strano con tante profonde e gravi trasformazioni, a giorni in camere silenziose, raccolte, e a mattine sul mare, al mare soprattutto, ai mari, a notti di viaggio che passavano alte rumoreggianti e volavano assieme alle stelle, e non basta ancora poter pensare a tutto questo. Bisogna avere ricordi di molte notti d’amore, nessuna uguale all’altra, di grida di partorienti e di lievi, bianche puerpere addormentate che si richiudono. Ma anche accanto ai moribondi bisogna esser stati, bisogna essere rimasti vicino ai morti nella stanza con la finestra aperta e i rumori a folate. E ancora avere ricordi non basta. Bisogna saperli dimenticare, quando sono troppi, e avere la grande pazienza d’attendere che ritornino. Perché i ricordi in sé ancora non sono. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, anonimi e non più distinguibili da noi stessi, solo allora può darsi che in una rarissima ora si levi dal loro centro e sgorghi la prima parola di un verso».
 

qweedy

Well-known member

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"La gente di solito va nei musei e guarda quattrocento quadri in un'ora e mezza.
Torna con dei piedi gonfi così e va alla ricerca di una Coca - Cola tiepida per dimenticare l’esperimento.
I luoghi dove stanno i quadri si chiamano pinacoteche, come esistono i luoghi dove stanno i libri che si chiamano biblioteche. Nessuno va in biblioteca e legge tutti i libri.
Uno che va in una pinacoteca, in un museo, dovrebbe andare a vedere due quadri. All’inizio, a mio parere, addirittura uno solo.
Quello che l’ha fatto il quadro spesso ci ha messo due anni a farlo. O anche due mesi a farlo… Cosa mi dà il diritto a me di guardarlo in venticinque secondi?
Quando erano in Chiesa, la gente li vedeva da quando nasceva a quando moriva: tutta la vita. E adesso deve vederlo in un minuto mentre stai correndo al quadro prossimo? ».

Philippe Daverio
(1949 - 2020)
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Essere insieme è per noi al tempo stesso essere liberi come fossimo soli, e allegri come in compagnia.

Jane Eyre - Charlotte Brontë
 

qweedy

Well-known member
«"Ti ricordi troppo", mi ha detto mia madre di recente. "Perché aggrapparsi a tutto questo?". E io ho detto: "Dove posso metterlo giù?"
(da Glass, Irony and God)

Anne Carson
 

qweedy

Well-known member
I miti sono storie di persone che diventano temporaneamente troppo grandi per la propria vita, così da scontrarsi con altre vite o sfiorare gli dei. Nelle crisi la loro anima diventa visibile.
Anne Carson
 
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