Bulgakov, Michail - Il maestro e Margherita

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Well-known member
Finalmente ho letto questo libro iniziato tantissime volte e sempre abbandonato.
Adoro gli autori russi, non ho difficoltà con i nomi (sono abituata) e i libri surreali e dissacranti sono i miei preferiti.
Non mi capacitavo quindi del perché questo romanzo non mi prendesse neanche un po'.
Invece all'improvviso qualcosa è scattato e per sette giorni non riuscivo a staccarmene.
Ben 9 pagine di commenti, quindi è stato detto tanto sia della trama che delle impressioni che riesce a suscitare.
Tra gli aggettivi il più frequente per descriverlo è stato: geniale.
Sì, sono d'accordo.
Lo è, è geniale e molto altro.
Dissacrante, divertente, poetico, filosofico, profondo, originale.
E fa riflettere, è moderno.
Ora capisco perché viene annoverato tra i classici da leggere almeno una volta nella vita.
Imperdibile, sono davvero felice di aver fatto questa esperienza e di aver anche io volato su Mosca insieme a questi incredibili personaggi.
I miei preferiti? Il gatto, Ponzio Pilato, Woland, il Maestro.
La trovata più geniale? Narrare tre storie così distanti e farle incastrare con una precisione chirurgica, quasi matematica, tanto che alla fine l'impossibile ti sembra quasi reale e coerente.
Chapeau
Anche se, come avevo detto nel mio post, ho trovato nella caratterizzazione dei personaggi prevalere nettamente l'aspetto simbolico rispetto a quello prettamente psicologico, mi sentirei di aggiungere all'elenco Margherita stessa, soprattutto citando quella che forse è il mio passaggio preferito di tutto il libro, quello in cui lei
nel corso della vendetta contro la casa del critico letterario Latuskin, responsabile delle disgrazie del Maestro, lei, pur trasformata da strega, mostra che la sua umanità e dolcezza non è andata per nulla persa, fermandosi a consolare il pianto di un bambino spaventato dai rumori e dalle fiamme. Si capisce che il suo essere diventata strega non significa essere diventata malvagia, ma solo aver ottenuto poteri necessari ad un fine che resta buono, cioè la salvezza del suo amato maestro. Mi ha colpito la delicatezza e dolcezza della scena. Peccato davvero che proprio quella scena sia stata l'unica tagliata della serie tv ispirata del 2005, che per il resto è di una fedeltà al millimetro al romanzo
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
In casa ho questo romanzo, I demoni ed I fratelli Karamazov ancora da leggere. Mi spaventano i nomi e la mole
 
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