Bulgakov, Michail - Il maestro e Margherita

elena

aunt member
sto facendo una fatica dell'anima a finirlo....
purtroppo per me è come la peperonata a colazione....:W

nooooooooooo nathan non lo dire :OO!!!!

Io, spinta dagli stimolanti interventi fatti dai vari utenti su questo libro, lo sto rileggendo in questi giorni.....e mi sta appassionando ancor più della prima volta :D

Non mollare nathan....ti assicuro che è tutt'altra cosa da una peperonata a colazione :wink:
 

shvets olga

Member
Io, invece, sono contenta che problemi descritti in "Maestro e Margherita" sono lontani dalla vita di un giovanotto felice e gli auguro non saperli!
Ogni frutto vuol la sua stagione.
 
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ha_iku

New member
Credo di averlo letto la prima volta a 18 anni, dopo averlo regalato al mio babbo, e averlo riletto altre 2 volte, riuscendo a scoprire cose nuove... come per ogni libro che rileggo.

I vari commenti mi hanno incuriosito... credo che lo rileggerò :wink:
 

Vladimir

New member
Il mio prof delle superiori diceva sempre "al rogo chi non ha mai letto il maestro e margherita"! Ho detto tutto! :mrgreen:

La tua prof. era una donna veramente illuminata e unta dal signore:D. Io l'ho proposto a molti miei amici e ad alcuni e piaciuto e altri no. Ovviamente non è un romanzo facile da avvicinare, perché non tutti sono avvezzi a sentirsi raccontare la realtà attraverso fatti assurdi, tuttavia se ci si ferma ad analizzare bene le allegorie che fa Bulgakov credo che sia innegabile affermare che ci si trovi di fronte ad un capolavoro.
 

Vladimir

New member
Ho trovato leggendo un libro per la tesi le memorie di Jurij Ljubimov, il regista che nel 1977 al mitico teatro moscovita Taganka realizzò la prima rappresentazione drammatica di questo capolavoro:

Lo spettacolo dopo 4 ore finì. Gli attori uscirono sulla scena con le foto di Bulgakov in mano. Nessuno applaudiva. L'atmosfera era tesa e carica di elettricità, tutti avevamo le lacrime agl'occhi. Dopo quasi cinque minuti un ragazzo si alzò e gridò: "Bravo" cominciando ad applaudire, e proprio in quel momento tutto il teatro si sciolse in un applauso che si protrasse per 20 minuti. Avevamo vinto: per una sera il potere, la censura, il conformismo erano stati sconfitti. Il Maestro, Margherita, Woland e tutti gli altri avevano finalmente ottenuto il posto che spettava loro nella cultura sovietica.
 

elena

aunt member
Confermo la mia impressione iniziale........la seconda lettura di quest'opera è stata ancora più emozionante della prima.
E' vero che questo avviene ad ogni rilettura di un capolavoro ma in questo caso ho apprezzato nei minimi particolari il testo: non solo per una maggiore consapevolezza del significato delle numerose allegorie ma anche per il semplice piacere di leggere una storia fantastica che proprio perché così assurda riesce a rendere concreta l'idea dell'assurdità di alcune situazioni non altrimenti denunciabili.
Mi sono divertita molto a seguire Margherita nel suo folle volo.......ritengo esprima il vero senso della libertà......non rappresentabile con la stessa efficacia attraverso immagini realistiche :D
Ho anche apprezzato di più i salti temporali o meglio la storia nella storia: forse la prima volta non ero riuscita a cogliere la vera importanza della vicenda di Ponzio Pilato :boh:
 

pigreco

Mathematician Member
salve a tutti...volevo fare una domanda.

ho appena finito di leggere il Maestro e Margherita e non ho capito un particolare della trama. quando il Maestro e Margherita vengono avvelenati e muoiono, il corpo dell'uomo viene poi ritrovato nel manicomio mentre quello della donna nella sua casa.

nell'epilogo finale viene invece detto che Margherita è scomparsa e che secondo la polizia è stata catturata dagli "ipnotizzatori". Sono io che ho capito male oppure è una incongruenza?
 

Vladimir

New member
salve a tutti...volevo fare una domanda.

ho appena finito di leggere il Maestro e Margherita e non ho capito un particolare della trama. quando il Maestro e Margherita vengono avvelenati e muoiono, il corpo dell'uomo viene poi ritrovato nel manicomio mentre quello della donna nella sua casa.

nell'epilogo finale viene invece detto che Margherita è scomparsa e che secondo la polizia è stata catturata dagli "ipnotizzatori". Sono io che ho capito male oppure è una incongruenza?

L'incongruenza di Bulgakov è voluta, per dimostrare il modo, spesso piuttosto improbabile, con cui le autorità chiudevano i casi scomodi oppure quelli in cui non capivano niente. La gente era talmente atrofizzata che poco dopo la scomparsa di Woland, quasi non se ne ricorda più. Queste cose mi fanno venire in mente un altro paese, ma ora mi sfugge il nome...
 

pigreco

Mathematician Member
L'incongruenza di Bulgakov è voluta, per dimostrare il modo, spesso piuttosto improbabile, con cui le autorità chiudevano i casi scomodi oppure quelli in cui non capivano niente. La gente era talmente atrofizzata che poco dopo la scomparsa di Woland, quasi non se ne ricorda più. Queste cose mi fanno venire in mente un altro paese, ma ora mi sfugge il nome...



grazie mille della risposta...a presto!
 

Zorba

tak kto zh ty, na konec?
Ho trovato leggendo un libro per la tesi le memorie di Jurij Ljubimov, il regista che nel 1977 al mitico teatro moscovita Taganka realizzò la prima rappresentazione drammatica di questo capolavoro:

Lo spettacolo dopo 4 ore finì. Gli attori uscirono sulla scena con le foto di Bulgakov in mano. Nessuno applaudiva. L'atmosfera era tesa e carica di elettricità, tutti avevamo le lacrime agl'occhi. Dopo quasi cinque minuti un ragazzo si alzò e gridò: "Bravo" cominciando ad applaudire, e proprio in quel momento tutto il teatro si sciolse in un applauso che si protrasse per 20 minuti. Avevamo vinto: per una sera il potere, la censura, il conformismo erano stati sconfitti. Il Maestro, Margherita, Woland e tutti gli altri avevano finalmente ottenuto il posto che spettava loro nella cultura sovietica.

Peccato che lo finì 37 anni prima e non potè goderne in prima persona..:cry:
E' il libro più bello che sia stato scritto, profondo, carico di passione e di tristezza..Perchè basta leggere come descrive il suo paese, sapere cosa gli sia costato scegliere di fare lo scrittore, per avere anche questa sensazione.
Una satira, la sua, delle più taglienti, che noi oggi possiamo solo che invidiargli.
Un uomo che mi sarebbe piaciuto poter avere l'onore di conoscere, col quale mi sarebbe piaciuto poter parlare di questo suo romanzo così geniale...ma tutto ciò, purtroppo resterà un mio sogno..
 

El_tipo

Surrealistic member
Dopo le prime pagine si ha proprio la sensazione di essere alle prese con un vero capolavoro: linguaggio deciso e impegnato, rivisitazione storiografica degli eventi della cristianità, personaggi intriganti e bizzarri che sembrano nascondere chissà quale mistero, sono elementi che stupiscono il lettore e incuriosiscono la lettura. Tuttavia col procedere dei capitoli la storia si fa un po statica e ripetitiva, a volte addirittura pesante e noiosa, i personaggi vengono svelati nella loro interezza, ma senza una categorizzazione ben precisa, le bizzarrie diventano elementi sovrannaturali.
La critica alla società russa è magistrale, se si riesce a leggere attentamente i particolari e ad interpretare le metafore (maestro=bulgakov, margherita=russia?).
La dialettica tra bene e male, che i critici hanno tanto osannato, sembra solo abbozzata nella parte finale, dove si inscena un bellissimo dialogo tra satana e l’apostolo matteo, ed interpretata in maniera innovativa.
In conclusione: un capolavoro, ma non è tra i miei romanzi preferiti.
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
è un romanzo che secondo me risente del fatto che è stato riscritto più volte, in un lungo arco di tempo e che è stato scritto sotto Stalin, lo stile e i contenuti non possono che risentirne, ma proprio qui sta la sua bellezza, nella grande intensità e inventiva che a volte esplode all'interno del romanzo ma che spesso Bulgakov probabilmente ha dovuto contenere, limitare, sottintendre, trasformare, rendere in metafora, lasciare immaginare.
 

Vladimir

New member
Dopo le prime pagine si ha proprio la sensazione di essere alle prese con un vero capolavoro: linguaggio deciso e impegnato, rivisitazione storiografica degli eventi della cristianità, personaggi intriganti e bizzarri che sembrano nascondere chissà quale mistero, sono elementi che stupiscono il lettore e incuriosiscono la lettura. Tuttavia col procedere dei capitoli la storia si fa un po statica e ripetitiva, a volte addirittura pesante e noiosa, i personaggi vengono svelati nella loro interezza, ma senza una categorizzazione ben precisa, le bizzarrie diventano elementi sovrannaturali.
La critica alla società russa è magistrale, se si riesce a leggere attentamente i particolari e ad interpretare le metafore (maestro=bulgakov, margherita=russia?).
La dialettica tra bene e male, che i critici hanno tanto osannato, sembra solo abbozzata nella parte finale, dove si inscena un bellissimo dialogo tra satana e l’apostolo matteo, ed interpretata in maniera innovativa.
In conclusione: un capolavoro, ma non è tra i miei romanzi preferiti.

Perché statica e ripetitiva? Secondo me è una trovata dopo l'altra. La dialettica fra bene e male è solo abbozzata per un motivo: una delle specialità di Bulgakov affermare le cose senza dirle. Se leggi oltre allegorie vedrai che c'è, e non poco.
Il Maestro è senz'altro Bulgakov, ma ho miei dubbi che Margherita sia la Russia. Probabilmente è la terza moglie, Ljubov’ Evgen’evna, la quale gli è stata vicino nei momenti più brutti, l'ha sempre incoraggiato e rivisto e corretto le sue bozze e scritto sotto dettatura (Bulgakov è morto praticamente cieco).
 

El_tipo

Surrealistic member
Perché statica e ripetitiva? Secondo me è una trovata dopo l'altra.

nella parte centrale è un susseguirsi di "magie", che appesantiscono molto la scena (infatti è qui che la maggior parte dei lettori abbandona). Ho trovato tanto geniale quanto noiosa la scena del teatro, quando woland si cimenta con i giochi di "illusionismo".
Cmq romanzo russo fortemente atipico
 

Masetto

New member
Tuttavia col procedere dei capitoli la storia si fa un po statica e ripetitiva

nella parte centrale è un susseguirsi di "magie", che appesantiscono
Concordo. Ma aggiungo che, grazie alla grande fantasia di Bulgakov, la storia si mantiene sempre sufficientemente gradevole secondo me; infatti sono tra quelli che non hanno abbandonato :)



i personaggi vengono svelati nella loro interezza, ma senza una categorizzazione ben precisa
Più che altro sono “semplici", quasi più personaggi da commedia che esseri umani veri e propri, "vivi" ciascuno in un numero molto limitato di sentimenti. Per esempio Margherita esiste solo in funzione del suo amore per il Maestro; della sua vita "di prima" è detto solo che non le piaceva; la sua psicologia è quasi inesistente. Ma tutto questo non nuoce al romanzo secondo me, che rimane coerente, proprio perché ciascun personaggio è definito perfettamente (e quasi esclusivamente) in funzione della storia e delle metafore che essa contiene.
 
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Vladimir

New member
Si è vero sono personaggi abbastanza semplici. Non dimentichiamo anche che è stato scritto dal 1928 al 1940; la grande caratterizzazione psicologica dei personaggi alla Dostoevskij e alla Tolstoj non si usava più, sarebbe stata abbastanza retrograda e obsoleta (Vita e destino di Grossmann, che doveva essere il Guerra e pace del 900, è abbastanza anacronistico se si considera la letteratura a lui contemporanea). Bulgakov scrisse Il Maestro e Margherita sia sotto l'influsso del Faust goethiano (abbastanza circoscrivibile a mio avviso) e sotto l'influsso dei simbolisti dei primi del 900. È evidente che i personaggi non possono essere "umani", ma devono essere maschere, marionette, atte a portare avanti la pagliacciata (si potrebbe scrivere un'enciclopedia sulla buffonata in Bulgakov). Lo spettacolo di magia nera bisogna leggerlo in maniera allegorica: Woland (Stalin) fa credere e fare al popolo ciò che vuole; non c'è cosa che lo Stato non possa fare se lo ordina e lo vuole(con Putin ancora oggi è così. Pensa che poco più di un mese ha fatto chiudere le sale da gioco del paese per confinarle in città franche!!!). Inoltre lo show, prende in giro il falso benessere strombazzato a tutto fiato dal regime (i vestiti si rivelano un'illusione); Stalin stesso nel 1935 dichiarò: "La vita è migliore compagni, vivere è diventato più allegro". Molte delle magie del romanzo hanno dei corrispondenti sociali e storici ben precisi, tanto che per Il Maestro e Margherita si sono addottate le definizioni di realismo magico e di irreale nel reale.
 

Masetto

New member
Non dimentichiamo anche che è stato scritto dal 1928 al 1940; la grande caratterizzazione psicologica dei personaggi alla Dostoevskij e alla Tolstoj non si usava più, sarebbe stata abbastanza retrograda e obsoleta (Vita e destino di Grossmann, che doveva essere il Guerra e pace del 900, è abbastanza anacronistico se si considera la letteratura a lui contemporanea).
La caratterizzazione psicologica dei personaggi è da sempre uno dei capisaldi della Letteratura, non è mai obsoleta. Può darsi che in alcuni Paesi non vada di moda per un periodo, ma se uno scrittore ci si vuole provare lo stesso e riesce a fare un buon lavoro non c'è moda che tenga, ha fatto dell'arte. Nulla impediva a Bulgakov, se tale fosse stata la sua ispirazione, di scrivere un romanzo psicologico o intimista (come ha fatto appunto questo Grossmann). Direi invece che Il Maestro e Margherita è fatto così perchè è il tipo di romanzo che era nelle corde di Bulgakov, autore votato soprattutto all'ironia e al sarcarsmo, come si vede anche in altre sue opere.


Lo spettacolo di magia nera prende in giro il falso benessere strombazzato a tutto fiato dal regime (i vestiti si rivelano un'illusione)
Qui sono d'accordo, anche se ho visto l'ironia piuttosto nella foga con cui le moscovite si gettano sui bei vestiti per accaparrarseli :)
 

danilo87

New member
"Hai pronunciato le tue parole come se tu non riconoscessi le tenebre,e nemmeno il male. Ma vorrai essere così cortese da riflettere un attimo sulla questione: che cosa avrebbe fatto il tuo bene se non fosse esistito il male,e che aspetto avrebbe la terra se ne scomparissero le ombre? E' dalle cose e dalle persone che si genera l'ombra. Ecco qui l'ombra della mia spada. Ma ci sono anche le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Non vorrai forse scorticare l'intero globo terrestre,strappandogli di dosso tutti gli albrei e tutto ciò che è vivo,per la tua fantasia di godere della luce nuda? Tu sei sciocco."

Che libro...
 
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