Bulgakov, Michail - Il maestro e Margherita

mìmir

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Bulgakov, Michail - Il maestro e margherita

Vorrei tirare in ballo Bulgakov per parlare di "Margherita" : un nome,un destino.

Quasi tutti citano prima o poi questo libro ma pochi si fermano a leggerlo... Dunque, faccio un riassuntino: stufo di starsene all'inferno, arriva sulla terra l' incarnazione di Satana decisa a farsi un girettino negli anni ’20…e qui cominciano i problemi.
Satana non compare direttamente nella storia come "Satana", ci entra come personaggio diremo di contorno... di nome Woland.
Ora mica è colpa di Margherita se lei è nata nella stessa epoca e abita in zona… e ... Margherita ama un tale che ci viene presentato come "il Maestro". Costui è uno scrittore che è stato rinchiuso in manicomio e lei è lì, triste e sconsolata, che pensa a lui... seduta nel parco.
E arriva il satanasso di turno che le offre compagnia....vogliamo incolparla di averlo evocato lei? No, lei se ne stava beata per i cavoli suoi.
Satana non sceglie Chicago, piena di gangster, sceglie Mosca e l’ambiente letterario e - invece di adeguarsi all’andazzo - si mette a smascherare soprusi e favoritismi.
Ora, Satana vestito da Zorro non ce lo vedo… ma si sa, la fantasia supera la realtà nell’appioppare trame oscure pure al parroco di un paesino (leggi : Rennes le Chateux).
Dunque Satana in persona si mette ad aiutare il Maestro e il suo romanzo.
Il Maestro è una vittima della censura, perchè racconta la vera vita, ma soprattutto morte, di Gesù di Nazareth. E questo non gli procura un Pulitzer.... viene condannato come “indesiderabile” e chiuso in manicomio e chi lo salva se non la povera Margherita che, come la Dame aux Camelias, si offre e sacrifica diventando strega e accettando di guidare per una sola notte il Gran Sabba?
Margherita.. donna fatale o nome diabolico?
Forse si, visto che anche Faust si innamora di una Margherita…il satana di Faust si chiama Mefistofele e il prezzo della sua anima è l’innocente Margherita: se Faust sarà appagato al punto da esclamare : “fermati bellezza!” in quello stesso istante sarà perduto.
La storia di Faust: Mefistofele, per farsi conoscere, accompagna Faust in una cantina piena di studenti ubriachi, gli canta la canzone della pulce e gli studenti quella del topo (spero ardentemente non fossero quelle di Branduardi …).
Faust non si diverte... allora Mefistofele lo porta in una cucina dove Gatta Mammona sta preparando il Filtro della Giovinezza mentre Gatto Mammone si scalda al fuoco con i gattini…e, mentre aspetta che Mefistofele abbia finito i suoi intrallazzi con la famiglia Gatti, Faust osserva quello che passa nello Specchio Magico .... ecco... l’immagine di una donna : Margherita....Faust è affascinato ed esclama la disgraziata frase...

...“I suggest you all stop chuckling before she starts throwing teapots…..” Questa è la Voce della Coscienza fuori campo : una cosa tipo “maggid” e cosa è un maggid (non è un caso che la radicale sia simile ^^ a quella di Margaret) ve lo spiego un altra volta.

E poi c’è Margherita nella vita reale… questa non fa ridere per niente: “Cristoforo Ponti di Semogo querela Domenica Pradella, detta Castelera, di Semogo e Lorenzo Sosio: la prima perché ha ingiuriato la sorella e la madre dicendo, fra l'altro, che, dopo un nuovo parto nella famiglia di Cristoforo, si è portato a compimento il numero di cento becchi in Semogo; il secondo perché ha detto che la moglie Margherita era una strega. La madre di Cristoforo, Maria, ha a sua volta insultata Domenica dicendole chiega (e cioè nebbia) nel senso di strega.”
Il resto lo trovate qui:
http://plain.unipv.it/bormio/index.php?pag...oc&idpersona=29
e poi c’è l’altra:
“La prima chiamata a confessare era stata Margherita Fornasari, accusata con la figlia Caterina di essere strega ed eretica da un certo Giacomo da Seregno, da poco messo al rogo in quel di Monza per eresia e stregoneria. Da questo episodio era partita l'inchiesta che aveva portato l'inquisizione ad interessarsi di Venegono, una frazione piccola e marginale”
fonte : http://www.url.it/donnestoria/testi/recens...cciolielena.htm
E ancora: “Margherita Guglielmina fu barbaramente assassinata il 22/1/1828 perché ritenuta strega e colpevole di aver lanciato un maleficio. Era chiamata la “Stria gatina”. Per alcuni aspetti salienti, questo omicidio può essere considerato come l’ultimo atto della caccia alle streghe in Italia. La lapide è stata inaugurata il 29 novembre 2005”
http://www.chieracostui.com/costui/docs/se...tre.asp?ID=5681
… tre casi non sono un caso….
E se invece che “caso” fossero un “contatto”?
Nelle sacre scritture delle tre religioni monoteiste si parla di gente rapita (Elia e il carro di fuoco) e di “Veglianti” che conoscono scienze oltre l’umano sapere, può darsi che si siano copiati l’un l’altro…ovvio, pessimo vizio grazie al quale si moltiplicano le ignoranze passate tramandandole ai posteri…. Si parla di angeli e di demoni (e pure Dan Brown ha copiato…sissignore) che hanno contatti con esseri umani.
Si vedono immagini di dischi volanti o oggetti curiosi immortalate nell’arte di tutti i tempi, persino sul Musinè ci stanno le immagine di un umano sdraiato a terra mentre in alto ci sono dei dischi o mezzi dischi.
Si, lo so : probabilmente si tratta di una cerimonia funebre e i tre dischi sono il tempo che passa…e seppellisce tutti.
Leggete questo… http://www.edicolaweb.net/ufost12f.htm : secondo l’autore il cosmo è “abitato dai rabbini”.
Ok, ci siamo arrivati finalmente…e quindi la lapidazione delle streghe era solo per evitare che i nephilim continuassero a contaminare la razza umana?
In fondo, il peccato principale imputato alle streghe era quello di “commercio carnale”….e qui dovremmo parlare di Margherita Gauthier….se non foste tutti ormai addormentati.
 
Sono arrivata al meta del raconto, e purtroppo, non c'ho capito ancora niente... tranne un orrendo mal di testa che mi è venuto...
Mi è molto dificile a proseguire con la lettura, anche perchè non riesco a legare i singoli episodi molto malgamente, non trovo la scorevolezza della narrazione, la descrizione dei luoghi e posti trovo minimalista, non riesco a sentire nessun personaggio adatto per affezionarmi...
C'è una parola che mi ecchegga nella testa durante la lettura... fatamorgana... fatamorgana... :)W)
Devo assolutamente prendere una pausa, prima di proseguire la lettura...

P.S.
Non riesco a capire neanche come si può identificare il personaggio di Woland con Stalin... Caso, ma proprio casomai nel episodio con lo spetacolo di magia nera, possiamo avanzare qualche assomiglianza con Stalin... ma che cosa è del Woland nel resto della storia...?
 

Vladimir

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Sono arrivata al meta del raconto, e purtroppo, non c'ho capito ancora niente... tranne un orrendo mal di testa che mi è venuto...
Mi è molto dificile a proseguire con la lettura, anche perchè non riesco a legare i singoli episodi molto malgamente, non trovo la scorevolezza della narrazione, la descrizione dei luoghi e posti trovo minimalista, non riesco a sentire nessun personaggio adatto per affezionarmi...
C'è una parola che mi ecchegga nella testa durante la lettura... fatamorgana... fatamorgana... :)W)
Devo assolutamente prendere una pausa, prima di proseguire la lettura...

P.S.
Non riesco a capire neanche come si può identificare il personaggio di Woland con Stalin... Caso, ma proprio casomai nel episodio con lo spetacolo di magia nera, possiamo avanzare qualche assomiglianza con Stalin... ma che cosa è del Woland nel resto della storia...?

Woland è Stalin perché fa ciò che vuole: è Dio sceso in terra. Lo spettacolo di magia nera è solo l'appice di quest'allegoria. Andando avanti, vedrai che addirittura egli può disporre del destino delle persone a suo piacimento, prorpio come poteva fare Baffone negli anni 30. Le parti su Cristo servono a esporre le idee teologiche e politiche di Bulgakov (memorabile l'ultimo colloquio fra Pilato e Gesù). Per una migliore comprensione di queste pagine ti consiglio di leggere attentamente i Vangeli Canonici e l'Apocrifo di Nicodemo.
La scarsa scorrevolezza della narrazione potrebbe essere colpa del traduttore. Se non ricordo male tu sai il russo, giusto? Se si, leggilo in originale: Bulgakov ha un russo molto semplice, benché bello e ricchissimo.
Gli episodi, comunque si legano tutti alla fine, e vedrai che riesci a collegare tutto: tieni presente che la tecnica del libro è piuttosto indiziaria, pertanto la matassa delle tre storie, a prima vista parallele, si sbroglia solo nel finale.
 

elisa

Motherator
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questa per me è Margherita

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non riesci ad amare margherita mentre spiega al bambino che il suo è solo un sogno e lei è solo una zietta?

Hmmmm... non sono arrivata ancora da lei... cioè fino al meta del racconto, il personaggio da quale il racconto porta il nome, non è ancora apparso... :boh:
Oggi riprenderò la lettura, sperando che riusciro a entrare... chi aveva nominato la peperonata a colazione...? :)
 
Questo libro definitivamente non fa per me... senza togliere niente a nessuno chi ha trovato questo testo straordinario.
Semplicemente io non sono portata per questo tipo di letteratura. :boh:
Adesso mi devo svagare un po'... vado a cercare qualche cosa di moooolto brioso per togliermi la depressione che mi ci ha messo Bulgakov...
Può darsi con Littizzetto ...? :mrgreen:
 

LA MORTE

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Mi prometto di leggere questo libro che avevo sotto mano,ma che cosi ha orecchio nn mi aveva entusiasmato...anzi vi diro di piu mi sa tanto che me lo comprero!!! Grazie a tutti.
 

bonaparten

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L'ho finito di leggere una settimana fa subito dopo Delitto e Castigo. L'ho tenuto in libreria per quasi due anni, prima di decidermi a leggerlo. Il libro è bellissimo. Ricollegandomi a quello che hanno detto altri qui nel forum, Bulgakov, non può scrivere come Dostoevskij o Tolstoj, semplicemente per due motivi: Lui è Bulgakov e vive in russia nel novecento. E' originale perchè è Bulgakov. Il maestro e margherita a volte sembra un libro per idioti o per bambini, a tratti fa ridere, ma è propri questa la sua particolarità; tratta tematiche "alte" con umorismo e semplicità. Per esempio mi hanno colpito le donne in questo romanzo, quasi tutte in maniera appena accennata, almeno una volta attraggono con sottile forza erotica. Woland e i personaggi amici del gruppo sono troppo divertenti e buffi e queste loro caratteristiche incuriosiscono ancora di più il lettore, che con sorriso si sente affascinato da questi personaggi. I temi sono l'amore, il bene e il male, il pentimento raffigurato nella figura di Ponzio Pilato, la libertà di parola e di stampa degli intellettuali (Bulgakov fu lungamente perseguitato dal regima stalinista). Forse perchè la materia è giocosa lascia sempre il riso in bocca e incanta trasmettendo una speranza di risoluzione dei problemi: gente che vola, che sparisce, che scherza..un mondo fantastico che da fiducia. Anche se il finale resta a mio avviso un pò triste.
 

Laura P

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Ancora non l'ho finito, la lettura procede mooolto a rilento. Però devo finirlo. Sono arrivata a dopo il ballo, e sono curiosa del seguito, soprattutto per la parte che riguarda Pilato. Poi non si può abbandonare un personaggio come quel gattone nero...
 

fabiog

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Un libro che sicuramente meriterà da parte mia una seconda lettura prima o poi, non tanto perchè mi abbia entusiasmato al massimo, ma proprio per il contario avendomi infatti soddisfatto a metà.
In genere non amo moltissimo romanzi in cui la satira, ma soprattutto il grottesco la facciano da padroni e in questo romanzo ho trovato un esasperazione di questi due aspetti. Ho amato tantissimo la prima parte, il capitolo sulla magia nera nello spettacolo di Woland l'ho trovato grandioso, ma la seconda ha di molto rallentato la mia lettura. Escludendo il capitolo " Il gran ballo di Satana ", altra parte fenomenale, l'ho trovata troppo fantasiosa e che troppo velocemente cambiasse avvenimenti e protagonisti. Alcuni capitoli li ho trovati un pò troppo ripetitivi negli argomenti e troppo veloci nel chiudere la storia.
Nel complesso il mio personale giudizio resta pertanto sospeso, ne ho intuito la genialità e l'originalità, anche se non raccolta in pieno, e proprio per questo dovrò rileggerlo prima o poi
 

alessandra

Lunatic Mod
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Anch'io ritengo sia un libro che va riletto più volte, per il semplice motivo che trovo impossibile coglierne tutti i vari significati, metafore, allegorie e dettagli con una sola lettura.
Le prime 30-40 pagine mi hanno catturato, poi c'è stata la fase "più vado avanti meno capisco e meno capisco più sono curiosa :mrgreen:"; chissà quante cose mi sono sfuggite - pur avendo, fortunatamente, letto prima i vostri post - sempre che non abbia stravolto il senso stesso della storia, ma la lettura del romanzo, una volta che ho cominciato a districarmi tra i vari nomi, personaggi e livelli narrativi, è stata veramente piacevole. Paragonerei questo libro a un esilarante, incalzante, coloratissimo spettacolo pirotecnico, nonostante l'amarezza di fondo percepibile tra le righe, sicuramente dettata dall'esperienza personale che Bulgakov probabilmente ha voluto esorcizzare scrivendo una storia così vivace.
Sono contenta di aver fatto una breve pausa per aver letto Il cappotto di Gogol, che nell'ultima parte parrebbe proprio aver ispirato le mirabolanti vicende di Woland e combriccola, volti a rappresentare un Male benevolo, che si prende gioco della società politica, sociale e pseudo-intellettuale della Russia del tempo, sconfiggendola con graffiante ironia e suscitando un'immediata simpatia nel lettore: un Male che, paradossalmente, alla fine salverà il libero pensiero e l'idea del maestro, rifiutata dalla società atea del tempo. Pur nella mia totale ignoranza riguardo alle vicende legate alla storia di Cristo e alle sue rivisitazioni, mi sono lasciata "prendere" dal romanzo dentro il romanzo, la storia di Cristo e Pilato, molto toccante, e fra le tante cose una soprattutto mi sfugge e continua ad incuriosirmi: se Woland rappresenta Stalin, perchè salverebbe un'opera basata sull'esistenza di Cristo? C'è una vera ragione o è l'ennesimo paradosso di Bulgakov? Oppure non ho proprio capito niente? Per il resto il paragone mi sembra che calzi perfettamente, Woland, come Stalin, domina in maniera spietata e consapevole le sorti della collettività e dei singoli; quanto alla positività della figura di Woland, nell'introduzione del libro vi è un preciso riferimento al fatto che, come diceva Vladimir nel suo post, Stalin garantì all'autore una certa "tranquillità", forse memore del fatto di aver "assistito per ben 15 volte alla rappresentazione dell'opera teatrale 'I giorni del Turbìn'".
Favoloso il volo simbolico di Margherita, che con coraggio e a qualsiasi costo lascia una vita che non è la sua...è stato veramente liberatorio leggere quella parte, mi ci sono proprio immedesimata!
Una menzione speciale merita il gatto vanitoso Ippopotamo, con la sua cravatta e la sua vodka...vale la pena di leggere il libro solo per conoscerlo :mrgreen: Un libro raffinato, fantasioso, ironico, a tratti commovente e decisamente molto molto originale :D
 

Zorba

tak kto zh ty, na konec?
Nulla impediva a Bulgakov, se tale fosse stata la sua ispirazione, di scrivere un romanzo psicologico o intimista (come ha fatto appunto questo Grossmann). Direi invece che Il Maestro e Margherita è fatto così perchè è il tipo di romanzo che era nelle corde di Bulgakov, autore votato soprattutto all'ironia e al sarcarsmo, come si vede anche in altre sue opere.

C'è solo una cosa che impedì abulgakov di scrivere un romanzo intimista o psicologico, il non averne mai scritti...più che ironia, o sarcasmo, la chiamerei satira, che è cosa ben diversa...fa ridere certo, ma è un'arma potente quanto feroce e, a mio, avviso sapeva bene come usarla.
In questo romanzo ha racchiuso tutto il suo essere, tutto il suo sapere, ma anche il suo affetto verso quel paese che vedeva errare, a cui cercava di far capire i limiti di certe scelte. Gli spettacoli di magia, sono d'accordo con Vladimir, sono la dimostrazione con cui il potere soggioga le menti. Il prof Piretto, in un suo saggio dal titolo "Radioso avvenire", parla addirittuta di STALINLAND, ossia il paese dei balocchi, terra in cui regna sovrana l'abbondanza, in cui nessuno ha bisogno d'altro se non di beni materiali, terra in cui nessuno doveva sapere; per assicurasi che così fosse Stalin fece ridisegnare le carte geografiche in cui mancavano i gulag e i luoghi ostili al regime...(anni 30). Parla di Cristo, in un epoca in cui la russia era un paese ATEO, e ne parla con una sapienza degna di applausi; escluso ciò che gli può aver insegnto il padre teologo, immagino fosse un tantino difficile trovare certe informazioni ai tempi, soprattutto i vangeli apocrifi (a cui si è ispirato molto, addirittura per i dialoghi, che sono quasi simili).
Venendo invece a Margherita...è il personaggio più bello...una donna disposta a tutto, saggia, astuta, a mio avviso pure bella, perchè bella dentro. Se non fosse stato per lei, non ci sarebbe stato il Maestro...
 

SerafinaPekkala

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Che dire? bellissimo. quando un libro ti suscita curiosità, sorrisi e meravigia non si può chiedere altro. è una della mie letture preferite e mi sa che a breve la ripeterò.
 

Cutty

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Ho sempre letto critiche positivissime, io invece non sono riuscita a finirlo... boh, sarà colpa mia che non l'ho capito, oppure sarà che mi aspettavo qualcosa di simile a dovstoevskije invece è diversissimo.....:?
 

shvets olga

Member
Ho sempre letto critiche positivissime, io invece non sono riuscita a finirlo... boh, sarà colpa mia che non l'ho capito, oppure sarà che mi aspettavo qualcosa di simile a dovstoevskije invece è diversissimo.....:?

Quando Bulgakov l'ha letto ai suoi amici anche loro hanno capito poco. Secondo me ci sono due strade per percezione del libro :
1. Prepararsi a leggere: informarsi su biografia di Bulgakov, su tempo in cui lui ha visuto, su materiali che gli hanno dato lo spinto a scrivere suo libro ecc.
2. Leggere cosi come se lo vedi prima volta e prima non ha sentito niente di questo libro,prenderlo o no e non tormentarsi che altri capivano ma io non capisco niente:mrgreen:
Ma penso che in questo caso piu' interessante e' sceliere la prima strada:)


Scusate per gli errori.
 
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Vladimir

New member
Ho sempre letto critiche positivissime, io invece non sono riuscita a finirlo... boh, sar� colpa mia che non l'ho capito, oppure sar� che mi aspettavo qualcosa di simile a dovstoevskije invece � diversissimo.....:?

Olga ha perfettamente ragione. Il Maestro e Margherita � indiscibilmente legato all'epoca storica in cui Bulgakov � vissuto. Quasi tutti i personaggi che compaiono sono l'alter ego di uno reale (per es. Bulgakov � il Maestro, e Woland � Stalin), non per niente questo libro � considerato uno dei vertici del "realismo magico"; spesso, difatti, gli scrittori russi raccontano la realt� attraverso eventi impossibili, tradizione tanto radicata, che Dostoevskij considerava la letteratura fantastica il grado pi� alto e raffinato del realismo.
Non pu� essere qualcosa alla Dostoevskij per varie ragioni: prima di tutto epoche diverse, il realismo di grande respiro ottocentesco era morto 40 anni prima, sotto i colpi di Cechov, Gorkij e degli esperimenti dei simbolisti; inoltre, Bulgakov non apprezzava particolarmente n� Dostoevskij, n� Tolstoj: piuttosto tent� di recuperare la grande tradizione satirica di Gogol' e soprattutto di Saltykov-Scedrin (scrittore pochissimo noto in Italia). Per apprezzare davvero questo romanzo, io ti consiglio di rileggerlo (ad una prima lettura pu� restare indigesto), informandoti prima un minimo sia sulla vita di Bulgakov, sia sul periodo storico in cui l'ha scritto (anni 30). Vedrai che approcciandolo nuovamente ne capirai molti lati che ora possono essere rimasti oscuri.
 

Cutty

New member
Olga ha perfettamente ragione. Il Maestro e Margherita � indiscibilmente legato all'epoca storica in cui Bulgakov � vissuto. Quasi tutti i personaggi che compaiono sono l'alter ego di uno reale (per es. Bulgakov � il Maestro, e Woland � Stalin), non per niente questo libro � considerato uno dei vertici del "realismo magico"; spesso, difatti, gli scrittori russi raccontano la realt� attraverso eventi impossibili, tradizione tanto radicata, che Dostoevskij considerava la letteratura fantastica il grado pi� alto e raffinato del realismo.
Non pu� essere qualcosa alla Dostoevskij per varie ragioni: prima di tutto epoche diverse, il realismo di grande respiro ottocentesco era morto 40 anni prima, sotto i colpi di Cechov, Gorkij e degli esperimenti dei simbolisti; inoltre, Bulgakov non apprezzava particolarmente n� Dostoevskij, n� Tolstoj: piuttosto tent� di recuperare la grande tradizione satirica di Gogol' e soprattutto di Saltykov-Scedrin (scrittore pochissimo noto in Italia). Per apprezzare davvero questo romanzo, io ti consiglio di rileggerlo (ad una prima lettura pu� restare indigesto), informandoti prima un minimo sia sulla vita di Bulgakov, sia sul periodo storico in cui l'ha scritto (anni 30). Vedrai che approcciandolo nuovamente ne capirai molti lati che ora possono essere rimasti oscuri.

Grazie, ora mi inizio i racconti di un pellegrino russo, poi appena avrò tempo farò come mi hai suggerito :)
 
Grazie, ora mi inizio i racconti di un pellegrino russo, poi appena avrò tempo farò come mi hai suggerito :)

Non è detto che deve piacerti davvero... a volte si trovano i "grandi classici" che malgrado, in tanti li hanno definiti le vere opere d'arte, a noi risultano del tutto indigesti... Sono la prima che non riesco ad aprezzare la bellezza di un testo dove devo prima andare a scovare la vita intera d'autore, cercare i suoi punti di vista, i suoi pensieri e le opinioni, le sue debolezze, ed altro, per poi, soltanto dopo, poter comprendere il messaggio, o anche solo ad afferare il senso del testo... A me, personalmente, piace tanto conoscere un scrittore atraverso suo testo, sentire la sua voce mentre pronuncia chiaro e forte un suo pensiero, ci dichiara apertamente la sua posizione... che invece questo modo di dire, ma nello stesso momento non dire... vorebbe denunciare, ma teme le conseguenze... ma comunque, non resiste, e alla fine scrive, però cerca in ogni modo di non dire.... o di dire, ma solo alle tre persone che conoscono il suo codice segreto del linguaggio... :??
Tutto quello dover pessare ogni parola, se il significato suo è davvero quello che noi abbiamo di quella parola, o forse bisogna correre a scavare tra i numerosi testi qualche altro possibile significato.... :W :W :W a me ha dato solo una grande nausea, e un mal di testa...
Detto questo, non voglio dire che non devi tornare e riprovare, ma che non dovresti stupirti, se forse ti risulta di nuovo, un testo indigesto... è umano, e anche possibile....:mrgreen:
 
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elisa

Motherator
Membro dello Staff
io entro in empatia con il libro che leggo perchè dentro cerco l'autore, nel caso di Bulgakov mi sono lasciata andare completamente, in uno spazio tempo che era la Mosca vissuta da lui in quegli anni, il meccanismo che scatta in me è quello di identificarmi in chi scrive e non nella storia, sono una specie di lettrice Zelig, assorbo lo stile ed il pensiero in modo molto emozionale per cui ho vissuto veramente il libro in una sorta di "sospensione" della razionalità, che non mi ha fatto leggere per capire ma per "sentire", per cui sono arrivata alla fine senza quasi accorgermene. Forse ogni libro ha la sua chiave di lettura e non sempre si riesce a trovare quella giusta. Certe volte entra subito, certe volte si prova e si riprova e proprio non c'è niente da fare. Mi sembra che Il maestro e Margherita sia uno dei libri più abbandonati o che si ha fatto più fatica a finire.
 
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