Bulgakov, Michail - Il maestro e Margherita

white89

InLove Member
Libro molto bello e pieno di spunti di riflessione.
Mi ha colpito molto il modo in cui è strutturato il libro con l'intreccio di storie diverse.

Penso che, per cogliere molti altri aspetti ed apprezzarlo a fondo, sarà necessario rileggerlo!
Ma quando un libro è bello non fa mai male! :mrgreen:

Ho apprezzato molto la figura di Margherita, il suo amore forte e profondo nei confronti del Maestro.
Mi ha colpito inoltre la parte su Ponzio Pilato.

Consiglio a tutti la lettura di questo romanzo, veramente sorprendente!
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
L'ho terminato ieri,ma ancora non riesco a darne un giudizio preciso.Premetto che probabilmente non è il mio genere,di solito non amo leggere romanzi così,ma ero curiosa di conoscerne la trama e soprattutto la fine .Mi è piaciuto a metà,nel senso che ho trovato parti piacevoli,ma anche altre noiose e per me troppo fantasiose e irreali.
Ne vedrei volentieri il film,perchè penso che la storia renda meglio attraverso le immagini.Anche la versione teatrale potrebbe essere interessante.
Ultimamente preferisco romanzi più vicini alla realtà,con personaggi nei quali posso identificarmi ed è per questo motivo che non sono riuscita ad apprezzarlo fino in fondo.
Certamente qui i personaggi interessanti non mancano,è stato divertente seguire le loro avventure,anche se spesso ho fatto confusione con i nomi.
Non sono stata capace di scorgere subito il parallelo Woland/Stalin,l'ho scoperto solo nella postfazione alla mia edizione e nelle pagine scritte qui sul forum.
 

Dallolio

New member
Buonasera...
ho letto Hegel, Dostoieski Tolstoi... non ho mai incontrato difficoltà in questi autori... invece questo romanzo mi ha davvero messo in crisi e mi ha messo addosso molte domande... non sono riuscito a collegare la narrazione su pilato alla trama del romanzo e mi hanno lasciato perplesso alcune trovate comiche, come il gatto con la pistola!
Sentirò pareri, per ora il mio voto è 3/10, ma come al solito sono disposto a transigere laddove mi si facciano notare cose che non ho notato
 
fgfh

Libro molto bello e pieno di spunti di riflessione.
Mi ha colpito molto il modo in cui è strutturato il libro con l'intreccio di storie diverse.
 

SALLY

New member
Fa parte della mia pila di libri "da leggere",ho visto pareri molto discordanti,mi avete incuriosita.:wink:
 

kiachan

New member
Allora allora allora...
Sono anch'io convinta che il maestro sia Bulgakov e Margherita la moglie, la donna che gli è rimasta a fianco anche nei momenti di pericolo visto che Bulgakov era sotto il controllo della censura.
Credo invece che la storia così come è stata scritta abbia un duplice scopo: quello di attirare l'attenzione con caratteristiche inusuali, vivaci ed appariscenti e quello di nascondere le proprie idee in un contesto che può essere definito favolistico e quindi non serio (non intendo riferirmi solo ad allegorie ma a un vero e proprio scansare i problemi riferiti a ciò che si è scritto dichiarando l'intera vicenda una serie di fatti con il solo scopo di far ridere, non sò se mi sono spiegata :?)
Margherita ci regala una concezione di bene e male insolita: decide che non le importa che collaborare con satana sia sbagliato, ciò che le caro è solo il risultato:salvare il Maestro. Lo stesso Woland che a noi appare malvagio, si spoglia alla fine della sua cattiveria e diventa un'altra persona, ma solo dopo che il suo obiettivo è raggiunto. Non è cattivo, fà quello che crede vada fatto. Lo stesso fà Pilato.
Bello, bello, bello :wink:
 

nici

New member
Sicuramente originale, soprattutto per il luogo e per l’epoca in cui è ambientato.
Credo di aver colto meno della metà dei significati nascosti di questa storia un pò ironica, un pò grottesca, un pò biblica. A distanza di giorni però ci penso ancora, quindi vuol dire che qualcosa questo libro mi ha lasciato, pur non avendomi entusuasmato più di tanto.
Ogni tanto non sarebbe male fare come Margherita: cospargersi di crema e volare via su una scopa, vendicarsi di chi ti ha fatto un torto, raggiungere la persona amata e stare assieme per sempre senza più guardarsi indietro…
 

lizzy

New member
credo che questo romanzo,prescindendo dal gradimento personale, riesca ad arrivare all'emotività di ognuno perchè contiene così tante storie, così tanti spunti che lascia aperta la decisione sulla parte in cui schierarsi. Personalmente ho amato il racconto della vicenda di pilato che fa capire meglio che mai che non esistono storie reali, ogni racconto, solo per il fatto di essere tale, si stacca dall'oggettività e in modo più o meno evidente, richiama la vita del suo autore; ma in generale ho adorato il libro, nella sua scrittura accattivante e persuasiva nel suo abile intreccio di personaggi tanto più al limite dell'assurdità, quanto più degni di essere credibili! Promosso a pieni voti!!:)
 

Kriss

blonde member
Sono d’accordo con Minerva, un romanzo decisamente… strano! Ne ho sentito parlare in toni esaltati; mi sono avvicinata per curiosità e perché ho letto molto di scrittori russi, quindi mi intrigava, ma mi ha lasciata un po’ perplessa. I personaggi fantastici sono stati i miei preferiti, soprattutto il gatto e trovo geniale il personaggio di Woland, la sua capacità di leggere nell’animo umano ti fa riflettere e ti dà un senso di inquietudine che rimane anche dopo aver lasciato il libro, però… ho molti però!
Sicuramente non sono stata capace di andare in profondità e quindi non posso dare una valutazione corretta, ma non è fra i libri che rileggerò.

:?
 

white89

InLove Member
Sono d’accordo con Minerva, un romanzo decisamente… strano! Ne ho sentito parlare in toni esaltati; mi sono avvicinata per curiosità e perché ho letto molto di scrittori russi, quindi mi intrigava, ma mi ha lasciata un po’ perplessa. I personaggi fantastici sono stati i miei preferiti, soprattutto il gatto e trovo geniale il personaggio di Woland, la sua capacità di leggere nell’animo umano ti fa riflettere e ti dà un senso di inquietudine che rimane anche dopo aver lasciato il libro, però… ho molti però!
Sicuramente non sono stata capace di andare in profondità e quindi non posso dare una valutazione corretta, ma non è fra i libri che rileggerò.

:?

A volte il bello dei libri è proprio quello di lasciare degli spiragli aperti, che ognuno possa elaborare in modo personale; tutto ciò può lasciare appunto "perplessi" con il dubbio che le nostre riflessioni rispecchino il vero significato del testo....
Ma in fondo penso che neppure Bulgakov, scrivendo questo libro, si sia reso conto di tutti i mille risvolti che la lettura di ogni singolo individuo possa portare alla luce.
 

Frundsberg

New member
Ascolta la quiete...

Io "Il Maestro e Margherita" lo rileggo molto spesso : i russi, mia madre per prima, insegnano che un "votnivor", un libro importante, va riletto spesso perché ci consegna le chiavi di segreti molteplici che, tante volte, non riusciamo a scoprire con una sola immersione nel contesto.
Bulgakov era ucraino, e lo era prima di quella che Stalin designò come "russificazione" dell'URSS.
Bulgakov era un medico, e come spesso capita per noi morì in seguito ad una causa che oggi sarebbe considerata...secondaria: nefrosclerosi. Il dolore causato da questa malattia dà l'idea di un'autoconsunzione lenta, provocata da un restringimento parassita delle vene primarie.Un male immenso, insomma.
Bulgakov morì a 49 anni solamente, ma dettò dal letto le ultime pagine di quest'opera eccezionale alla moglie, letteralmente fra un urlo di dolore e l'altro.

Sono fortunato, mia madre mi lesse il testo in russo quando ero ancora piccolo...e ne rimasi rapito.
Satana scende a Mosca, accompagnato da spiriti burloni servitori che lo assecondano in tutto ciò che desidera.
Ma la potenza scatenante di questo narrato è evidente: alcune battute, la struttura, il paradosso acuto del testo non sfugge alla NKVD...si tratta di una evidente forma di attacco alla figura di Stalin.Bulgakov verrà più volte picchiato e messo in condizione di tacere, ma non desisterà.
Il povero medico che ad un certo punto della vita abbandonerà la professione riesce, per quanto gli è possibile, a scrivere con un ductus grottesco delle cose più turpi...talvolta scivolando nel più evidente umorismo nero.
Il romanzo si svolge su due livelli: da un lato la "visita" diabolica in un paese sottoposto a dittatura, dall'altro la fase finale della vita di Gesù (stupendo a questo proposito il carattere psicologico di Pilato). E' Satana stesso che, presente in quell'ora, rende edotto chiunque lo chieda circa la passione del Cristo.E' un Gesù ben diverso dalla tradizione occidentale, un uomo che affronta la morte secondo una ritualità tipicamente ortodossa.
Ma la magnificenza di questo libro è tutta nell'interrogativo massimo : Satana è il Male o Satana è Dio?
Le azioni del Malvagio sono infatti diversissime da quelle che un lettore ci si aspetterebbe: dimostra la caducità della vita con metodi drastici, è vero, si pensi alla testa mozzata da un tram al povero personaggio che inaugura il tema; eppure questo Satana, a ben guardare, è Giusto. Ha pena del Maestro, un poeta che, secondo l'ottica dell'URSS è stato sottoposto a psichiatrizzazione.Conosce Margherita, la donna che è innamorata della purezza del Maestro, e cade in preda alla confusione: l'amore lo disarma, lo rende conscio di non poter mai, mai, potuto provare amore.
E soltanto tramite Satana, o Dio travestito da Satana, i due troveranno rifugio nell'unico modo possibile sotto una dittatura.
La morte.
Non è però una morte decisiva. E' la morte che comprende l'unità del tutto, la serenità...che non pretende lo stato di felicità.
Per quanto concerne le parti più dolci del libro del grande Bulgakov, io non ho dubbi: la chiacchierata eterna fra Pilato e Gesù che, come reliquato di sabbia, si esprime per sempre su dinamiche surreali...con un Procuratore della Giudea che ogni tanto si ferma e domanda al Nazareno conferma di non averlo...ucciso. Il dialogo come forma di perdono. Stupendo.
Io mi commuovo sempre quando rileggo quelle pagine precise in russo...perché il russo è una lingua dolcissima.
Dopo la morte che morte non è...il finale. Che corrisponde probabilmente all'ultima pagina pensata in vita dal genio di Bulgakov.
Il Maestro e la sua Margherita che si stringono la mano...il Maestro che non sa che dire, ma è la donna che parla.
Sono alla fine del viaggio e sentono di aver diritto ad un premio, soprattutto la donna.
Soprattutto Michail Bulgakov agonizzante nel letto.
Così, Margherita confida al suo Maestro il segreto dell'eternità : "Ascolta la quiete".
Ecco il premio.
Sembra nulla ma,credete, è tutto.
La quiete.
E Bulgakov...smise di dettare.
 

pigreco

Mathematician Member
Io "Il Maestro e Margherita" lo rileggo molto spesso : i russi, mia madre per prima, insegnano che un "votnivor", un libro importante, va riletto spesso perché ci consegna le chiavi di segreti molteplici che, tante volte, non riusciamo a scoprire con una sola immersione nel contesto.
Bulgakov era ucraino, e lo era prima di quella che Stalin designò come "russificazione" dell'URSS.
Bulgakov era un medico, e come spesso capita per noi morì in seguito ad una causa che oggi sarebbe considerata...secondaria: nefrosclerosi. Il dolore causato da questa malattia dà l'idea di un'autoconsunzione lenta, provocata da un restringimento parassita delle vene primarie.Un male immenso, insomma.
Bulgakov morì a 49 anni solamente, ma dettò dal letto le ultime pagine di quest'opera eccezionale alla moglie, letteralmente fra un urlo di dolore e l'altro.

Sono fortunato, mia madre mi lesse il testo in russo quando ero ancora piccolo...e ne rimasi rapito.
Satana scende a Mosca, accompagnato da spiriti burloni servitori che lo assecondano in tutto ciò che desidera.
Ma la potenza scatenante di questo narrato è evidente: alcune battute, la struttura, il paradosso acuto del testo non sfugge alla NKVD...si tratta di una evidente forma di attacco alla figura di Stalin.Bulgakov verrà più volte picchiato e messo in condizione di tacere, ma non desisterà.
Il povero medico che ad un certo punto della vita abbandonerà la professione riesce, per quanto gli è possibile, a scrivere con un ductus grottesco delle cose più turpi...talvolta scivolando nel più evidente umorismo nero.
Il romanzo si svolge su due livelli: da un lato la "visita" diabolica in un paese sottoposto a dittatura, dall'altro la fase finale della vita di Gesù (stupendo a questo proposito il carattere psicologico di Pilato). E' Satana stesso che, presente in quell'ora, rende edotto chiunque lo chieda circa la passione del Cristo.E' un Gesù ben diverso dalla tradizione occidentale, un uomo che affronta la morte secondo una ritualità tipicamente ortodossa.
Ma la magnificenza di questo libro è tutta nell'interrogativo massimo : Satana è il Male o Satana è Dio?
Le azioni del Malvagio sono infatti diversissime da quelle che un lettore ci si aspetterebbe: dimostra la caducità della vita con metodi drastici, è vero, si pensi alla testa mozzata da un tram al povero personaggio che inaugura il tema; eppure questo Satana, a ben guardare, è Giusto. Ha pena del Maestro, un poeta che, secondo l'ottica dell'URSS è stato sottoposto a psichiatrizzazione.Conosce Margherita, la donna che è innamorata della purezza del Maestro, e cade in preda alla confusione: l'amore lo disarma, lo rende conscio di non poter mai, mai, potuto provare amore.
E soltanto tramite Satana, o Dio travestito da Satana, i due troveranno rifugio nell'unico modo possibile sotto una dittatura.
La morte.
Non è però una morte decisiva. E' la morte che comprende l'unità del tutto, la serenità...che non pretende lo stato di felicità.
Per quanto concerne le parti più dolci del libro del grande Bulgakov, io non ho dubbi: la chiacchierata eterna fra Pilato e Gesù che, come reliquato di sabbia, si esprime per sempre su dinamiche surreali...con un Procuratore della Giudea che ogni tanto si ferma e domanda al Nazareno conferma di non averlo...ucciso. Il dialogo come forma di perdono. Stupendo.
Io mi commuovo sempre quando rileggo quelle pagine precise in russo...perché il russo è una lingua dolcissima.
Dopo la morte che morte non è...il finale. Che corrisponde probabilmente all'ultima pagina pensata in vita dal genio di Bulgakov.
Il Maestro e la sua Margherita che si stringono la mano...il Maestro che non sa che dire, ma è la donna che parla.
Sono alla fine del viaggio e sentono di aver diritto ad un premio, soprattutto la donna.
Soprattutto Michail Bulgakov agonizzante nel letto.
Così, Margherita confida al suo Maestro il segreto dell'eternità : "Ascolta la quiete".
Ecco il premio.
Sembra nulla ma,credete, è tutto.
La quiete.
E Bulgakov...smise di dettare.

Il più bel commento che abbia mai letto sulle pagine di questo Forum. Grazie.
 
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