Bulgakov, Michail - Il maestro e Margherita

Shakti

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Il mio preferito.

Gli scrittori russi hanno quel non so che ...
Un romanzo che all'epoca ha fatto scandalo, meravigliosa la storia di Ponzio Pilato e Gesù, grande elogio alla "follia", alla diversità, alla ricerca della magia dentro di noi, in barba alla sterilità umana della società.
 

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
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Libro su cui sono molto combattuto. Ho fatto fatica dopo le prime 40 pagine meravigliose (mi ha catturato subito questo personaggio che sostiene di aver assistito alla vita di Gesù per cui ne può testimoniare l'esistenza storica in modo incontrovertibile, lui c'era) ma poi - ahimè - la narrazione si fa confusa, farraginosa, più livelli narrativi che confondono e basta, decine di nomi di personaggi con storyline inutili e ripetitive. Gradevolissima la parte dei "trick" a teatro da parte di Woland e compagnia, Korovev e il gatto sono due personaggi delineati in maniera magistrale. E poi di nuovo la noia e la pesantezza più irritanti. Qualche sprazzo geniale torna nei capitoli su Ponzio pilato e l'uccisione di Giuda, ma la seconda parte del romanzo l'ho trovata di una noia vessante (Margherita che vola con la scopa sulla città, spacca i vetri del palazzo e va a farsi il bagno nel fiume e presiede il ballo di satana): ho dovuto farmi un'iniezione di adrenalina per superare questa parte a occhi aperti.
Il finale non l'ho capito, dovrei rileggerlo.
Comunque, con rammarico, perchè l'ho comprato solo per i commenti così positivi letti sul forum, libro bocciato e sicuramente non un capolavoro.
 

ayuthaya

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Appena terminata la lettura di qst romanzo straordinario, che mi ha conquistato dalla prima all'ultima pagina, mi sono fiondata sulla postfazione e poi su alcune recensioni cercate in rete... e mi sono fermata. Mi sono fermata perchè, per quanto sia sempre fortemente tentata dal documentarmi su un'opera che mi è piaciuta (per cercare di sviscerarne passaggi e significati che nn posso arrivare a comprendere da sola), ho sentito il desiderio di buttare giù, “a caldo”, un mio commento...
Una recensione come si deve porterebbe via pagine e pagine (ancora di più a me, che nn ho il dono della sintesi!!!), per cui mi limiterò ad alcune considerazioni.

La prima cosa che mi ha colpito e affascinato di qst opera è stato il suo “rovesciare” (o comunque il presentare sotto una luce inedita) delle figure già note e tradizionalmente "definite". Il frutto più lampante di qst operazione è la figura di Satana, che al suo primo apparire ci ispira un'immediata simpatia, determinando già -in qualche modo- la presa di posizione di noi lettori sugli eventi a venire (qst almeno è qll che ho provato io). Ma nn solo Satana si presenta fin dall'inizio simpatico e seducente (dov'è in fondo la novità? è come meravigliarsi dell'aspetto rozzo di Jeshua, che certamente nn doveva essere dotato di tutto quel fascino umano che noi, a posteriori, tendiamo ad attribuirgli), la vera sorpresa è scoprire che egli ha ben poco da spartire con l'immagine proverbiale di "diavolo tentatore". Anzichè "istigare al male", Woland nn fa altro che far emergere con gran naturalezza la verità, fino a quel momento mascherata e intrappolata in una rete di ipocrisie, inganni, menzogne. I finti buonismi si dissolvono come le banconote e i vestiti offerti durante lo spettacolo, lasciando i personaggi -e noi stessi- nudi e inermi davanti alle nostre meschinità. Se nel nostro immaginario Satana era il “principe delle tenebre”, qui ci viene presentato come elemento purificatore, in grado di restituire luce e trasparenza a ciò che era torbido.

Vividamente tratteggiati (nonostante la brevità delle descrizioni) sono poi i personaggi del “romanzo nel romanzo”: Ponzio Pilato, Jeshua, Levi Matteo (a mio avviso la figura più riuscita di tutte) e infine Giuda. E' come se anche qui, pur nella descrizione non convenzionale dei fatti e delle persone, l'autore fosse riuscito a farmi intuire meglio la verità... quello che realmente potrebbe essere avvenuto 2000 anni fa a Jershalaim. La nuova luce sotto cui l'autore pone gli eventi raccontati, nonostante l'apparente "rovesciamento" (Levi Matteo che, credendo di fare del bene, fraintende le parole di Jeshua e diventa suo malgrado il maggior responsabile della sua morte... Jesua stesso che non si consegna spontaneamente come vittima sacrificale, ma cerca fino alla fine di scampare a una morte ingiustificata), non entra in conflitto con l'immagine tradizionale, ma anzi la arricchisce, le dà un senso più profondo.
L'intreccio fra le due “storie” è molto ben congegnato: mi è piaciuto il modo in cui i vari “capitoli” affiorano di volta in volta dalla bocca di Woland, dallo scritto del Maestro, dal sogno di Ivan..., come se fosse questa seconda storia il vero filo conduttore, come se solo attraverso la comprensione del rapporto fra Jeshua e Pilato o fra Jeshua e Levi Matteo, passasse il significato profondo di tutto il romanzo.

Un significato che tuttora nn riesco a cogliere del tutto e pienamente, ma che proprio per qst sento che mi è arrivato dentro... che avrà ancora da dirmi, in futuro.
Alla partenza di Woland, non torna "tutto come prima" (sebbene la maggior parte dei personaggi si ostini ridicolmente a riprendere il controllo della situazione, sforzandosi di trovare spiegazioni plausibili e ragionevoli a tutto ciò che è avvenuto). Ma il lettore non viene ingannato: non si è trattato solo di un “brutto sogno”. Ed è lo stesso autore a ribadircelo insistentemente, quasi a metterci in guardia, quasi a suggerirci il modo in cui noi stessi dovremmo porci di fronte a qst opera: non come un momento di evasione dal mondo reale fine a se stesso, ma -al contario- come qualcosa che dopo averci attraversato ci lascia una traccia, un turbamento non destinato a svanire...
I “barlumi di follia” del povero Ivan sono l'ultima immagine con cui ci vuole lasciare l'autore, l'immagine forse più autentica, paradossalmente più serena, l'unica in cui Bulgakov allenta un po' la morsa del suo sarcasmo nei confronti dell'aldiquà, per offrirci -forse- la possibilità di un riscatto. Un riscatto che non è guarigione (nn c'è "lieto fine" in qst senso), ma è perdono offerto a una mente malata. Come se solo accettando la nostra condizione di malati, solo accogliendo in noi il germe della follia, potessimo finalmente trovare la pace.


La citazione: Tacque un poco e soggiunse: “Ma perchè non ve lo portate con voi, nella luce?” “Non ha meritato la luce, ha meritato la pace” proferì Levi con voce triste.
 
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pieracd

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l'ho acquistato l'altro giorno, ed ora leggendo qua qualche vostro vostro commento prima id cominciare, come faccio sempre, non vedo l'ora di prenderlo in mano, e visto che ho giusto un'oretta a disposizione (causa mal di gola, raffreddore ecc. sono a casa sola soletta :D) direi che vado a cominciare.

ho letto i vostri commenti saltellando qua e là per non scoprire troppo, li leggerò tutti più dettagliatamente a lettura ultimata, ma non ho trovato nessuno che facesse una critica negativa :mrgreen:

vado a cominciare allora......:YY:YY
 

Des Esseintes

Balivo di Averoigne
non vorrai mica mandarmi a leggere 10 pag di commenti???? :?

non potresti darmi un piccolo aiutino???? :mrgreen:


Ehm, ma se non vengono lette, fossero pure 50 pagine, che ci stanno a fare le recensioni di chi ha commentato il libro? :D
Io trovo i commenti molto utili e interessanti, c'è sempre qualcosa su cui ridere o con cui concordare :D
 

ayuthaya

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sì, però anch'io prima di leggere dò solo una sbirciatina... mi piace iniziare il libro in modo "neutro", senza pregiudizi...
solo dopo mi leggo a fondo tutte le recensioni (qll che trovo interessanti e qll che trovo...divertenti, come dici tu!!!)
 

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
non vorrai mica mandarmi a leggere 10 pag di commenti???? :?

non potresti darmi un piccolo aiutino???? :mrgreen:

intendevo dire che non erano tutte positivissime le recensioni a questo libro osannato da più parti. E infatti io ho gridato pochi post più sopra all'eresia, dopo aver letto e sentito che sarebbe un capolavoro. Poi de gustibus, ci sta anche che sia io che non ne colgo la grandezza. O che sia io "ridicolo" e non capisca niente di letteratura. Ci sta tutto nella vita.
 

pieracd

New member
Ehm, ma se non vengono lette, fossero pure 50 pagine, che ci stanno a fare le recensioni di chi ha commentato il libro? :D
Io trovo i commenti molto utili e interessanti, c'è sempre qualcosa su cui ridere o con cui concordare :D

hai ragione, ma spesso rivelano fin troppo del libro, e quindi preferisco "sbirciare"prima, per farmi un'idea, ma "leggere" dopo, per non rovinarmi il gusto di scoprire il libro sa sola :mrgreen:

tanto se li leggessi prim i commenti, non potrei concordare con nulla, non avendo ancora letto il libro :wink:
 

pieracd

New member
intendevo dire che non erano tutte positivissime le recensioni a questo libro osannato da più parti. E infatti io ho gridato pochi post più sopra all'eresia, dopo aver letto e sentito che sarebbe un capolavoro. Poi de gustibus, ci sta anche che sia io che non ne colgo la grandezza. O che sia io "ridicolo" e non capisca niente di letteratura. Ci sta tutto nella vita.

ah ecco! grazie per la spiegazione :?? allora, pirma lo leggerò e poi vedremo con chi concorderò :mrgreen:
 

pieracd

New member
io non sono veloce come voi, ma l'ho finito......da qualche giorno, non adesso :??

beh..............mi è piaciuto eccome!!! TUNZZZTUNZZZ l'ho trovato geniale, surreale e fantasiosissimo :D
la cosa per me, sempre un po' (un po' tanto) difficile con i russi sono...................i nomiiiiiii :paura::paura::paura::paura::paura::paura: una fatica incredibile :paura:

e poi, comunque, è un libro talmente ricco di eventi incredibili, che la lettura deve essere sempre moooolto concentrata, perchè se perdi il segno sei fritta :?? quindi per quello che mi riguarda, dovevo leggere nel silenzio per avere la possibilità di concentrarmi per bene :oops:
ecco! al di là di queste difficoltà, l'ho trovato davvero bello.

:D
 

LowleafClod

e invece no
Attenzione! Contiene spoiler sul finale

Bè a questo punto, a tutti questi commenti positivi non posso che aggiungermi anche io:D ed è bello anche perché siamo in tantissimi ad averlo letto! Mi unisco ai favorevoli che sono rimasti ammaliati dalla follia di questa satira, che oscilla tra la crudele verità e l'ironia nel raccontarla.

Il personaggio che più mi ha soddisfatto è stata la figura di Pilato, con le sue decisioni, i suoi pensieri, i suoi dubbi, l'affetto che riesce a provare (quello per il suo cane) e infine, i suoi tormenti. Un personaggio che più di ogni altro stupisce a causa dello stereotipo che lo caratterizza nella storia del cristianesimo e che di conseguenza ci portiamo dietro, dipingendo la sua persona come crudele e spietata, priva di qualsiasi compassione. Tra l'altro una scena stupenda rimane quella finale di lui e di Gesù che percorrono la strada insieme. Un'immagine che ritrae la libertà interiore di un uomo, non tanto per ottenere la pace egoistica per se stessi, ma più a mio parere, per i sentimenti di ammirazione e forse anche di amore, rivolti verso un altro uomo.

Satana è un altro personaggio misticamente ben riuscito. Anche se per il maestro e Margherita sembra determinare il loro ricongiungimento, il loro destino in realtà già segnato, resta la morte che giunge da loro come un'altra vita, un'alternativa che loro accettano purché nessuno li separi mai più. Un'alternativa che anche a me piacerebbe pensare, come altri, possa essere stata l'ultima consolazione dello scrittore.
 
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c0c0timb0

Pensatore silenzioso 😂
Il maestro e Margherita (tradotto da Maria Olsoufieva - 1907-1988)

Siccome Alfredo è un traduttore ed io sto leggendo la versione de "Il Maestro e Margherita" tradotto da Vera Dridso e c'è anche quella di Salvatore Arcella, vorrei proporre i due incipit per avere da te una valutazione tecnica. A me piace la mia versione però non saprei se mi perdo o guadagno qualcosa, perchè comunque sono diversi, ecco i due incipit


Vera Dridso:
"Nell'ora di un caldo tramonto primaverile apparvero presso gli stagni Patriaŝie due cittadini. Il primo - sulla quarantina, con un completo grigio estivo - era di bassa statura, scuro di capelli, ben nutrito, calvo; teneva in mano una dignitosa lobbietta, e il suo volto, rasato con cura, era adorno di un paio di occhiali smisurati con una montatura nera di corno. Il secondo - un giovanotto dalle spalle larghe, coi capelli rossicci a ciuffi disordinati e un berretto a quadri buttato sulla nuca - indossava una camicia scozzese, pantaloni bianchi spiegazzati e un paio di mocassini neri."


Salvatore Arcella:
"Era l'ora straordinariamente calda del tramonto di una giornata di primavera. Agli stagni Patriarsie giunsero due cittadini. Il primo indossava un vestito grigio, era basso di statura, corpulento, calvo, teneva in mano il suo bel cappello a forma di tortellino e sul volto ben rasato aveva poggiato un paio di occhiali smisurati con la montatura di corno. Il secondo - un giovanotto muscoloso che sui capelli rossi e arruffati portava un berrettino a quadri messo sulle ventitrè - aveva una camicia da «cow boy», pantaloni bianchi sgualciti e scarpe nere."




Io, come ho già scritto da qualche parte, sono un po' maniaco delle prime edizioni. Ho quindi l'edizione (ormai ovviamente già integrale) di De Donato. Ha una bellissima sovracoperta con un dipinto del 1911 di Malevič. La prima traduzione italiana quindi l'ha fatta Maria Olsoufieva. Ecco il suo incipit:


"In un caldo tramonto primaverile nei pressi degli Stagni dei Patriarchi apparvero due cittadini. Il primo poteva avere circa quaranta anni e vestiva un completo da estate grigio. Era basso e grasso, scuro di capelli, calvo; in mano aveva un dignitoso berretto a bustina mentre il viso rasato con cura si fregiava di un paio di occhiali enormi con l'armatura di corno nero. L'altro, un giovanotto dalle spalle larghe, i capelli rossicci arruffati e un berretto a scacchi schiacciato sulla nuca, portava una camicia alla cow-boy, calzoni bianchi sdrusciti e scarpe nere."

Interessante come anche lei usi il termine cow-boy. A questo punto non sono più molto sicuro che sia un caso. Tendo a credere che la Olsoufieva, visto il cognome e gli autori importanti che ha tradotto, abbia optato per quel termine per una valida motivazione.
Mah...
 

bonadext

Ananke
Sicuramente è un capolavoro, anche se la parte finale non mi ha convinto (mi sono reso conto dopo la prima lettura di non aver capito il significato dell'epilogo)...
I capitoli su Ponzio Pilato sono magistrali! E mi hanno lasciato a bocca aperta già dal capitolo due... mi sto rendendo conto che gli autori russi hanno una predilezione a mischiare temi “sacri” e “storie di ordinaria follia”, e io ne sto apprezzo tanto questo cocktail! :D
Bulgakov è un maestro nell'intrecciare “scene” e avvenimenti da non avere un attimo di tregua, col suo show dai “mille” personaggi sempre meravigliosi, Korov'ev e Behemot su tutti, veramente esileranti.
panchina-di-bulgakov-mosca-570x300.jpg
:mrgreen:

Un libro che finisce direttamente nella lista dei miei preferiti e che sicuramente rileggerò.

Ps: unica pecca i nomi russi, quanti nomi impronunciabili e che confusione! :mrgreen:
 
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