A proposito di "Vendute" di Muhsen e della violenza sulle donne

Yamanaka

Space's Skeleton
Carcarlo, ciò che dici è sicuramente interessante e frutto dell'esperienza, ma ti sei mai fermato a chiederti il perchè delle cose che hai visto?

Le situazioni di arretratezza che hai visto sono frutto di una molteplicità di cause storico-culturali, non sono sorte dal caso. Per dire, l'estremismo islamico è stato prodotto dal civilissimo occidente, tanto con l'intervento statunitense quanto quello sovietico nella regione. I mullah estremisti sono stati messi su grazie all'intervento americano in funzione antisovietica (cosa celebrata anche in film hollywoodiani, come Rambo 3, dove i mullah sono salutati come eroi romantici antisovietici), Bin Laden l'hanno finanziato gli USA e via discorrendo.

Sono riusciti persino a trasformare una zona di cultura molto laica rispetto al resto della regione come la Palestina in un covo di estremisti religiosi. Senza dimenticare che la stessa Israele, salutata dai paesi occidentali come baluardo di civiltà, è in realtà una teocrazia di ultra-destra, la sua costituzione si fonda sulla Torah!

Se poi ci spostiamo dal piano politico/storico a quello umano, che ne sappiamo noi di come vivano le persone di quelle culture? Se siano sereni o meno con quest'organizzazione sociale e culturale?
Fermo restando, come detto vari post prima, che i diritti formali di cui godiamo qui in Occidente sono una GRANDISSIMA conquista e sono sacrosanti, non possiamo erigerci a giudici universali nel nome della maggiore razionalità scientifica e del potere tecnologico / economico. Sarebbe un grave errore, quando lo si è fatto si è combinato solo dei grandi guai sia per noi che per le popolazioni oggetto dell'azione di massa occidentale.
Alla fine noi di queste donne non sappiamo molto...quello che conosciamo è, al massimo, la loro maschera sociale. Ma che rapporto hanno con i loro uomini, qual'è il loro ruolo nella loro esistenza?
Escludendo i casi disgustosi di corruzione, ipocrisia e tradimento che citi nel tuo post e sono sicuramente numerosi (ma, ancora una volta, siamo sicuri che siano meno numerosi da noi?) che ne sappiamo noi se per quelle persone quell'organizzazione particolare non vada bene.

Non siamo tutti uguali, ci sono vari gradi di evoluzione ed indipendenza psicologica, ma questo non rende superiore in senso assoluto nessuno...un Masai messo a vivere in una metropoli occidentale morirebbe, così come un occidentale messo a vivere in una tribù antica, e non è giusto forzare la mano a queste comunità imponendo loro un percorso che non è detto vada bene per loro.

Inoltre, per concludere, tu stesso dici che gli "ipocriti rompipalle" sono stati messi a tacere, ma non sono mica spariti, anzi moltissimi uomini (e donne) nostrani ragionano in maniera probabilmente ancora più primitiva di alcuni popoli ad organizzazione tribale...credo basti vedere il livello del dibattito sociale e culturale attuale per rendersene conto.
Cioè, rendiamoci conto, in America ha rischiato di vincere un fanatico MORMONE, quelli che credono che Gesù sia risorto una seconda volta in America e che da qualche parte nello spazio Dio gironzoli sulla sua navicella spaziale, roba che non si trova manco nel peggior b-movie degli anni '70 e non ha assolutamente nulla della profondità e delle grandi domande che la spiritualità tradizionale ha posto all'umanità.
 

HOTWIRELESS

d'ya think i'm stupid?
...quelli che credono che Gesù sia risorto una seconda volta in America e che da qualche parte nello spazio Dio gironzoli sulla sua navicella spaziale,...

perchè credere nella prima resurrezione è invece tanto diverso ?

certamente quel dio lì non è molto credibile, ma se fossimo veramente stati messi qui da qualcuno che sta nello spazio -che per noi assurge alla dignità di dio-, occhio a triangolo e barba bianca è tanto diverso da tuta spaziale e astronave ?

oh sì, filosofia dogmi fede ...
ma finora sembra più che sia dio ad essere creatura degli uomini, non il contrario.



ps) Come si dice sempre, se qualche divinità vuole farsi avanti per dire la sua, ...
(ma fino ad allora, la "verità" proclamata dagli studiosi non sarà più vera dei dubbi degli "ignoranti").
 
...un Masai messo a vivere in una metropoli occidentale morirebbe, così come un occidentale messo a vivere in una tribù antica, e non è giusto forzare la mano a queste comunità imponendo loro un percorso che non è detto vada bene per loro...


Un masai messo a vivere in una città occidentale, ma anche no, diventa campione olimpico e primatista mondiale, nonché l'atleta più elegante del decennio.



Olimpiadi: Rudisha, il guerriero Masai che cambia l'atletica per sempre - Repubblica Tv - la Repubblica.it
 

Yamanaka

Space's Skeleton
perchè credere nella prima resurrezione è invece tanto diverso ?

Si perchè c'è tutto un significato simbolico profondo e concreto, aldilà della fede religiosa, così come tradizioni millenarie che hanno prodotto uomini straordinari. Senza contare che tutti i grandi pensatori, anche e sopratutto quelli atei, hanno dovuto confrontarsi con le tematiche religiose. Basti pensare a giganti come Freud, Marx o Nietzsche.

Quanti San Franceschi, Francis Bacon e soci mormoni ci sono stati? Nessuno.

Senza contare che anche il metodo e il pensiero scientifico nasce dalla scolastica medioevale per poi staccarsene: basta leggere Cartesio per capirlo (in particolare le meditazioni metafisiche, lettura davvero illuminante e molto attuale per capire la base di molto pensiero moderno).


Un masai messo a vivere in una città occidentale, ma anche no, diventa campione olimpico e primatista mondiale, nonché l'atleta più elegante del decennio.



Olimpiadi: Rudisha, il guerriero Masai che cambia l'atletica per sempre - Repubblica Tv - la Repubblica.it

Si appunto, UNO. E tutti quelli che sono morti, impazziti o che non sono riusciti ad adattarsi?
Del resto, se non fosse un evento straordinario non farebbee notizia e di conseguenza non sarebbe finito sul giornale no?
 

dany-nyd

New member
Sono d'accordo con gran parte del tuo ragionamento, ma lasciami una riflessione:
in Italia i dati sulla violenza contro le donne è allarmante, in un paese che si definisce civile è inaccettabile, vergognoso!!
gli uomini e le donne non hanno stessa dignità sociale, però non ci possiamo lamentare perchè rispetto ad altre culture stiamo un po' meglio,la nostra cultura è superiore...
ma se non è un problema culturale allora cosa è?
 

Carcarlo

Well-known member
Cara Yamanaka,

ti rispondo volentieri e per completezza lo faccio punto per punto:

Carcarlo, ciò che dici è sicuramente interessante e frutto dell'esperienza, ma ti sei mai fermato a chiederti il perchè delle cose che hai visto?
Le situazioni di arretratezza che hai visto sono frutto di una molteplicità di cause storico-culturali, non sono sorte dal caso. Per dire...
Il motivo è che il sonno della ragione genera mostri (Goya) e là dove regnano i dogmi (che si sostituiscono al pensiero) e le morali (che si sostituiscono alle coscienze), ci può solo essere ignoranza e fanatismo, e sia chiaro che non vale solo per i musulmani, ma anche per i cristiani, ebrei, indù e via discorrendo. Breznev e i Bush non hanno certo fatto del bene in Afghanistan, ma bisogna ammettere che il burka non l'hanno inventato loro.

Sono riusciti persino a trasformare una zona di cultura molto laica rispetto al resto della regione come la Palestina in un covo di estremisti religiosi.
Tranquilla, non è mia intenzione difendere un certo tipo di Stato d'Israele; mi sembra sia chiaro.

Se poi ci spostiamo dal piano politico/storico a quello umano, che ne sappiamo noi di come vivano le persone di quelle culture? Se siano sereni o meno con quest'organizzazione sociale e culturale?
I principi culturali non devono avere come obiettivo la serenità delle persone, ma la loro libertà di scelta.
Le casalinghe cazache erano serenissime, ma non avevano avuto alcuna libertà, e ciò non è giusto.
Non c'è nulla di male che una donna faccia la casalinga, ma solo se lo fa per scelta.

Non siamo tutti uguali, ci sono vari gradi di evoluzione ed indipendenza psicologica, ma questo non rende superiore in senso assoluto nessuno...
Giusto, perciò a scanso di equivoci chiarisco: il fatto di vivere in una società più evoluta ci rende dei privilegiati, NON superiori.
Un conto è la superiorità di una cultura che consente la libertà di scelta rispetto ad un'altra che impone stili di vita, e un altro è pensare che chi è fortunato sia anche superiore!

tu stesso dici che gli "ipocriti rompipalle" sono stati messi a tacere, ma non sono mica spariti, anzi moltissimi uomini (e donne) nostrani ragionano in maniera probabilmente ancora più primitiva di alcuni popoli ad organizzazione tribale...
Anche se la cultura dovesse evolversi all'infinito, i bruti esisteranno sempre, però un conto è che sia bruto un uomo e un altro è che siano brute le leggi; un conto è che un pazzo ammazzi sua moglie perchè ha scoperto di averci le corna, e un'altro è che le mogli infedeli vengano lapidate nella piazza del comune la domenica dopo pranzo.

Fermo restando, come detto vari post prima, che i diritti formali di cui godiamo qui in Occidente sono una GRANDISSIMA conquista e sono sacrosanti, non possiamo erigerci a giudici universali nel nome della maggiore razionalità scientifica e del potere tecnologico / economico. Sarebbe un grave errore...
Esatto: sono una GRANDISSIMA conquista perciò abbiamo il dovere di difendere queste conquiste, e non in nome della razionalità scientifica ma del diritti di scelta che consentono. Se poi quando uno va a Parigi o a Lione dedica mezza giornata a visitare un quartiere periferico de-laicizzato (ovvero islamizzato) capisce certe scelte decise dei francesi, socialisti o conservatori che siano.

Sia chiaro: non sto facendo di tutta l'erba un fascio, che non sto dicendo che tutti i paesi islamici sono uguali, e soprattutto sia chiaro che distinguo culture da persone.
 

HOTWIRELESS

d'ya think i'm stupid?
Si perchè c'è tutto un significato simbolico profondo e concreto, aldilà della fede religiosa, così come tradizioni millenarie che hanno prodotto uomini straordinari. Senza contare che tutti i grandi pensatori, anche e sopratutto quelli atei, hanno dovuto confrontarsi con le tematiche religiose. Basti pensare a giganti come Freud, Marx o Nietzsche.
Quanti San Franceschi, Francis Bacon e soci mormoni ci sono stati? Nessuno.
Senza contare che anche il metodo e il pensiero scientifico nasce dalla scolastica medioevale per poi staccarsene: basta leggere Cartesio per capirlo (in particolare le meditazioni metafisiche, lettura davvero illuminante e molto attuale per capire la base di molto pensiero moderno).

Diverso quindi nelle conseguenze.
Non per il fatto che sia più vero.
Perciò tutto sta nelle persone, nell'intenzione con cui hanno creato dio.
Nel fatto di essere più o meno illuminati, più o meno onesti.
E nella maniera con cui tutto ciò hanno architettato per giungere agli animi dei più semplici.
Non m'importa certo dei mormoni.
La buona fede, gli uomini straordinari, i grandi pensatori, sono partiti da costruzioni arbitrarie sulla religiosità intima di ogni uomo, su presupposti dell'esistenza di un dio, che sono comuni a tutta l'umanità e a tutte le religioni, dalle piccole alle grandi, dalle buone alle cattive, dalle "serie" alle fantasiose, dalle antiche alle moderne, etc etc etc.
Perciò tutto quanto di grande citi è frutto di una serie di eventi e situazioni, e causa di culture grandiose (ma di frequente anche sanguinarie), con conseguenze di portata enormemente maggiore ...
Ma ciò non toglie che le risurrezioni su cui fanno fede grandi e piccoli, non siano rispettivamente più o meno veritiere.
La grandezza differente sta negli uomini !
E perdonami, ma io non accetto che la grandezza nasca da un'invenzione. Se tanto capaci sono le menti umane, perchè il bisogno di basare i ragionamenti su astrazioni come la resurrezione? E con quale diritto poi la tua vale e quella immaginata da altri no ? Quale credibilità avevano a loro volta i cristiani alle origini ? Come affermare che tra duemila anni le parti non saranno invertite ?
E come risultare convincenti e credibili, sostenendo che tutto gira attorno ad una indimostrabile e -francamente- credibile solo per fede "resurrezione" ?
Certo la fede ha dato enormi spinte all'umanità (laddove non l'ha tenuta in scacco con l'ipse dixit, laddove non ha sterminato popolazioni tipo Aztechi, laddove non ha torturato con l'inquisizione, laddove non ha relegato al più basso livello della società la donna); ma credo che ciò che ha portato l'ha fatto anche pagare caro. E la "grandezza" l'ha portata per secoli con sangue e repressione, scomuniche e anatemi, spesso ponendo inaggirabili freni, senza i quali forse saremmo andati magari anche più lontano, più avanti, e prima.
Niente in confronto al disprezzo per la resurrezione "di serie B" sostenuta dai mormoni.
 
Ultima modifica:
Si appunto, UNO. E tutti quelli che sono morti, impazziti o che non sono riusciti ad adattarsi?
Del resto, se non fosse un evento straordinario non farebbee notizia e di conseguenza non sarebbe finito sul giornale no?


Si appunto UNO: Paul Tergat, Wilson Boit Kipeketer, Linet Masai, Peter Rono, Matthew Birir, Ibrahim Hussein, Moses Ndiema Masai, Eliud Kipchoge, Edna Kiplagat, Vivian Cheruyot, Wilson Kiprop, Titus Kwemoi Masai, Edith Masai, Sally Kipyego, Moses Tanui, Kisan Kiphumba, Sally Borosio, Janet Kipkosgei...

Se un fiorentino o un romano avesse realizzato ciò che ha realizzato David Rudisha, non avrebbe solo titoli sui giornali, ma gli sarebbero state intitolate strade e piazze, nonché statue ancora vivente.

Per non limitarmi all'atletica, un certo Barack Obama sn, partendo da uno speduto villaggio nel sud del Kenya di etnia Luo, non solo si è laureato un paio di volte negli Stati Uniti, ma ha generato anche il futuro Presidente degli States.

E per citarne solamente un'altra: Wangari Mathai, partendo da Ihithe, sperduto villaggio del Kenya centrale, non solo s'è laureata a Pittsburgh, ma è stata insignita del Nobel per la Pace.

Rigoberta Menchiù, Manute Bol, Hakeem Olajuwon, Oliver Tambo, Steven Biko, Thomas Sankara, Nelson Mandela, non solo non sono morti o impazziti in una metropoli, ma hanno cambiato una porzione di mondo.


Ps per gli atleti kenyani ho citato solo quelli della Rift Valley (tribù Masai), lasciando da parte le altre etnie...
 

Yamanaka

Space's Skeleton
Grazie per la risposta Cancarlo! Prima una piccola premessa però...sono un uomo :D

Sono pienamente d'accordo quando ti scagli contro i dogmi e gli obblighi forzati. Sono anche d'accordo con il fatto che idealmente tutta l'umanità dovrebbe vivere in condizioni da poter esprimere il proprio potenziale umano al meglio. Però questa è una visione ideale. Noi occidentiali siamo arrivati a un certo tipo di società, leggi, costituzione e modo di pensare attraverso secoli di riflessioni, lotte sociali, dibattiti accesi che non si sono limitati a cambiare le forme di governo ma anche a plasmare un certo tipo di forma mentis nelle persone comuni capace di vivere più o meno al meglio all'interno di una cornice del genere.

Non si può imporre dall'alto uno sviluppo dal genere, perchè anche se si cambiano le forme di governo ma la forma mentis del cittadino comune rimane la stessa semplicemente si torna indietro a forme di governo ancora più brutali. Per fare un esempio contemporaneo, basti vedere che sta succedendo in Egitto: dal regime di Mubarak sono passati alla dittatura militare e ora a uno stato a forte orientamento teocratico e reazionario. Eppure le forme di governo sono cambiate e le rivolte sono state idealmente guidate da cittadini colti e intelligenti. Perchè è successo? A mio parere perchè si è accelerato un processo storico, si è voluto tutto e subito piuttosto di cercare di promuovere un percorso di riflessione e sviluppo graduale.
Insomma, alla libertà formale di cui godiamo noi si arriva a gradi...e anche noi stessi non ci siamo arrivati ancora appieno, anzi ne siamo ben lontani. Per molti versi gran parte dell'umanità, compresi moltissimi occidentali, vive ancora in uno stadio di infanzia...e la libertà rimane principalmente una conquista individuale, per gran parte indipendente dalle condizioni esteriori.

@Baldassarre: attento a non mescolare mele con pere, Obama di certo non faceva parte di una società tradizionale, per quanto povera la sua famiglia era fortemente occidentalizzata tanto che il padre era un economista importante nel suo paese. Per quanto di sangue potesse essere di stirpe Masai, di mente di sicuro è sempre stato un occidentale. Io nel mio esempio mi riferivo a chi non possiede una forma mentis occidentale e quindi soffre gravi problemi d'adattamento, problemi che basta aprire un qualsiasi libro di storia per constatare.

@Hotwireless: certo che la grandezza sta negli uomini, ma gli uomini mica vivono in asteroidi separati l'uno dall'altro, vivono in contesti storici, culturali, a contatto con gli altri...così come una pianta ha bisogno di nutrimento per crescere, una mente superiore ha bisogno della riflessione e del confronto con idee e uomini che hanno una certa profondità. Altrimenti tana liberi tutti e per sviluppare la propria intelligenza leggere Dostojewsky è uguale a leggere Moccia. :mrgreen:
 

maurizio mos

New member
Noi occidentiali siamo arrivati a un certo tipo di società, leggi, costituzione e modo di pensare attraverso secoli di riflessioni, lotte sociali, dibattiti accesi che non si sono limitati a cambiare le forme di governo ma anche a plasmare un certo tipo di forma mentis nelle persone comuni capace di vivere più o meno al meglio all'interno di una cornice del genere.

QUOTE]



Noi occidentali abbiamo sviluppato per secoli una filosofia nella quale la donna, istintiva e più "naturale" dell'uomo è sempre stata posta - come la natura, res nullis - asssoggettata all'uomo. Da Santippe (che effettivamente era una rompipalle) posta ìn contrapposizione a Socrate filosofo (che peraltro non ne parlava poi così male), alla sua vicinanza all'istintività e alla "natura" come stabilito da Aristotele via via (velo pietoso sui "filosofi" religiosi) fino ai giorni nostri sempre la donna è stata considerata inferiore all'uomo per ponderati profondi (per gli enunciatori) motivi. Solo Mill, se ben ricordo, osò dire che la donna era pari all'uomo e che la sua sottomissione era simile ala schiavitù (grosso modo)
 

maurizio mos

New member
Quanto alla "primavera araba" la prenderei con le molle: al momento mi pare evidente che tutta l'operazione sia volta a sostituire a governi certo corrotti ma rigidamente laici (ovvio, la religione se non controllabile è vista dal dittatore come un pericolo) governi religiosi, tra l'altro più o mneo connessi con la potente Confraternita dei Senussiti. In questi casi il sociale e il filosfico non c'entrano o al massimo forniscono un alibi al rigoverno del potere sul petrolio e sull'acqua nonchò al controllo delle rotte/vie del greggio e della droga iniziato con la liquidazione di Saddam che era un dittatore ma aveva dato all'Irak un corpus legi di stampo britannico con l'habeas corpus ecc.
 

maurizio mos

New member
Quanto ai Masai e affini che hanno avuto successo... verissimo. Tuttavia non mi pare che lo stesso sia capitato agli oltre 8 (otto) milioni (fonte: Alto Commissariato ONU per i rifugiati) inurbati nelle baraccopoli ai margini delle grandi città africane o per gli indugeni del medio corso del rio delle Amazzioni che, con lo stravolgimento delle loro terre sono finiti nelle favelas brasiliane o per le popolazioni rurali dell'Indocina che affllano senza redditi e prospettive le periferie delle città...

E' indubbio e magnifico che molti siano riusciti ad emergere anche ai massimi livelli (a parte attività ludico ricreative, non significative per l'umanità) ma è indiscutibile che l'assunto iniziale (il Masai in città va fuori di testa il civilissimo bianco in un villaggio Masai muore di fame) sia esatto
 

Carcarlo

Well-known member
Grazie per la risposta Cancarlo! Prima una piccola premessa però...sono un uomo :D


COLPO DI SCENA: io invece sono una donna!
Scherzo, sono un maschietto.
Però se non lo specifichi nel tuo profilo e uno non sa il giapponese (magari significa Maschio peloso pieno di testosterone....) come si fa a saperlo? :)

La cultura si diffonde in certe minoranze attraverso i libri, National Geographic o certi forum; alla maggioranza invece, che ci piaccia o no, ci pensa la TV e non a caso citavo Al Arabiya!
In Brasile ad esempio, le donne hanno smesso di fare figli fino a morire di parto solo perchè nelle soap operas le protagoniste figli ne hanno al massimo 1 o 2.

Saluti a tutti
 
Apprezzo sempre coloro che hanno certezze (ben argomentate). Tuttavia mi restano dubbi sul masai che va fuori di testa se lo sposti a new york e sul bianco che muore di fame se lo sposti in un villaggio africano.

Anch'io ho avuto le mie difficoltà ad adattarmi alla vita romana, provenendo da un borgo agricolo con poche migliaia di abitanti, ma se ce l'ho fatta io ad adattarmi, possono farcela tutti.

Sulle baraccopoli, non c'è bisogno di scendere in Kenya, c'erano baraccopoli di meridionali alle porte di Torino, Genova, Bologna, Milano negli anni '50-'60, e ci sono baraccopoli di masai e dinka alle porte di Rosarno, ma nessun Commissariato dice una parola:

Rosarno, gli "schiavi invisibili" ci sono ancora, sono tutti lì - Repubblica.it
 

maurizio mos

New member
Apprezzo sempre coloro che hanno certezze (ben argomentate). Tuttavia mi restano dubbi sul masai che va fuori di testa se lo sposti a new york e sul bianco che muore di fame se lo sposti in un villaggio africano.

Anch'io ho avuto le mie difficoltà ad adattarmi alla vita romana, provenendo da un borgo agricolo con poche migliaia di abitanti, ma se ce l'ho fatta io ad adattarmi, possono farcela tutti.

Sulle baraccopoli, non c'è bisogno di scendere in Kenya, c'erano baraccopoli di meridionali alle porte di Torino, Genova, Bologna, Milano negli anni '50-'60, e ci sono baraccopoli di masai e dinka alle porte di Rosarno, ma nessun Commissariato dice una parola:

Rosarno, gli "schiavi invisibili" ci sono ancora, sono tutti lì - Repubblica.it



Allora giochiamo a non capire: il concetto (espresso da altri ma su cui concordo) era filosofico, speculative e sicuramente fondato nei termini in cui è stato enunciato.

Volendo interpretarlo letteralmente... sono sicuro che tu ti sia adattato a Roma ma a Roma non credo tu debba fare una decina di chilometri per attingere l'acqua, credo che le abitudini alimentari siano abbastanza simili (peraltro a me la cucina romana non piace molto, a parte la cotoletta che preferisco a quella milanese), cosa che non è per la scienza culinaria di certe zone... non credo che gradiresti la carne conservata sottoterra o il misto di gamberetti, pesciolini e crostacei vari lasciato corrompere al sole o le larve di termiti... pure fanno parte della cucina di molti luoghi. E "quelli" non scappano perché scontenti del menù...

Le baraccopoli sono ovunque l'interesse dei "grandi" (governi, aziende) ha forzato la povera gente a lasciare le proprie case inseguendo un miraggio. Grandezza e povertà dell'uomo
 
Salvatore P. e Jerry Essan Masslo

Maurizio Mos! io lo so che le baraccopoli sono ovunque, ma sei tu che hai citato l'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati e le baraccopoli africane, sudamericane e indiane.
Io credo faccia più scandalo una baraccopoli alle porte di una città occidentale che non gli slum vicino Nairobi o Rio.

Salvatore P. giovane e promettente professore italiano che viveva nella opulenta città di Verona, decide di trasferirsi a Talì (Sud Sudan), a distanza di un decennio Salvatore P., con 5 litri di acqua al giorno, non solo beve, ma ci si lava anche i denti.

Jerry Essan Masslo da una baracca di legno e lamiera alla periferia di Umtata all'Italia ove non solo si adattò alle condizioni di vita peggiori che trovò nel bel paese, ma riuscì anche a tener testa alla camorra, pagando con la vita.

Io non condivido affatto l'assunto che un masai impazzirà se portato a vivere a new york e un bianco morirà di fame se portato a vivere a Korogocho, credo sia una sciocchezza. Come dice mia nonna: tutto il mondo è paese. Anche se l'unica volta che si è allontanata dal villaggio è stato per raggiungere l'ospedale a 60 km e operarsi di cataratta.

Ci saranno migliaia di Salvatore P., ma sicuramente i Jerry Essan Masslo saranno milioni.

« [...] Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un'accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né pregiudizi. Invece sono deluso. Avere la pelle nera in questo paese è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche qui: è fatto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane con chi non chiede altro che solidarietà e rispetto. Noi del terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro paese, ma sembra che ciò non abbia alcun peso. Prima o poi qualcuno di noi verrà ammazzato ed allora ci si accorgerà che esistiamo »
(Jerry Essan Masslo)
 

Yamanaka

Space's Skeleton
@ Cancarlo: hai perfettamente ragione sul nickname :mrgreen: è un personaggio minore di una vecchia serie a cui sono molto affezionato, è ovvio che sia sconosciuto.
Yamanaka comunque significa, letteralmente, (quello che sta) dentro (o al cuore de) la montagna.

Chiusa questa piccola parentesi, mi chiedo: siamo sicuri che sia sufficiente sostituire un automatismo a un altro per poter parlare di libertà autentica? Io non ne sarei così sicuro, i vecchi fantasmi sono sempre pronti a rialzarsi in un modo o nell'altro...se vogliamo che il mondo sia più libero, credo che bisogna spendersi a favore della coscienza individuale. Ovviamente gli automatismi possono essere più o meno favorevoli all'interno di questo percorso, ma non possono essere certo il punto d'arrivo, almeno a mio parere.

Apprezzo sempre coloro che hanno certezze (ben argomentate). Tuttavia mi restano dubbi sul masai che va fuori di testa se lo sposti a new york e sul bianco che muore di fame se lo sposti in un villaggio africano.

Anch'io ho avuto le mie difficoltà ad adattarmi alla vita romana, provenendo da un borgo agricolo con poche migliaia di abitanti, ma se ce l'ho fatta io ad adattarmi, possono farcela tutti.

Converrai che c'è una bella differenza da passare da un borgo agricolo a una grande cittadina all'interno dello stesso paese e con un background culturale molto simile e passare da un tipo di società tribale a una società moderna e viceversa.
Se hai avuto difficoltà ad adattarti tu a Roma da occidentale contemporaneo, figurati quanta fatica e che stress psicologico può essere per una persona che viene da una cultura e un paese non occidentale e non contemporanea...

Sulle baraccopoli, non c'è bisogno di scendere in Kenya, c'erano baraccopoli di meridionali alle porte di Torino, Genova, Bologna, Milano negli anni '50-'60, e ci sono baraccopoli di masai e dinka alle porte di Rosarno, ma nessun Commissariato dice una parola:

Rosarno, gli "schiavi invisibili" ci sono ancora, sono tutti lì - Repubblica.it

A maggior ragione non mi pare una cosa bella! Tanto più che le baraccopoli di Rosarno sono lì per violenza e prevaricazione, di certo non per libera volontà di chi è costretto a vivere lì, che sicuramente desiderebbe una vita migliore ed è finito lì per motivi di pura sopravvivenza...
 
Non convengo con te Yamanaka, poiché io ho parlato di difficoltà, tu invece , insieme con il Mos, non avete dubbi nell’affermare che un masai a new york morirebbe. Non sono un sofista, ma la differenza è enorme. In un’allocuzione del 1988 il Papa diceva che solo l’incapacità, e non già la difficoltà a prestare il consenso e a realizzare una vera comunità di vita e di amore, rende nullo il matrimonio.
Ecco, una cosa è la difficoltà di adattarsi ad un ambiente nuovo, può essere più o meno grande, altra è la certezza che un masai sia impossibilitato ad adattarsi. In realtà gli esempi che ho fatto, non sono un’eccezione. Inoltre credo che il tuo “contemporanea” sia fuori posto. Una cultura tribale masai, dinka, innuit, è diversa dalla nostra, ma contemporanea alla nostra.
Concludo con una domanda: secondo te, uno che vive a Korogocho lo fa per una libera volontà?
 

zanblue

Active member
Riportando la discussione sull'argomento con cui é partito questo thread,vorrei rendervi partecipi di alcuni dati trovati on line oggi.I dati riportano la percentuale di donne maltrattate in alcuni paesi, provengono da un rapporto di monitoraggio Unicef,e da un Centro di ricerca sulla violenza domestica giapponese.
I dati riportano la percentuale "solo" dei paesi dove si sono fatti questi monitoraggi e sono risalenti all'anno 2009:

Canada 29%
Giappone 59%
Nuova Zelanda 20%
Regno Unito 29%
Stati Uniti 28%
Svizzera 20%
Corea 38%
India 45%
Israele 32%
Africa 42%
Messico 30%
Tagikistan 23%
Cambogia 16%
Egitto 35%

Come vedete,purtroppo la violenza sulle donne é globalmente distribuita,anche nei paesi dove qualcuno pensa di avere il diritto di sentirsi superiore.
 
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