A proposito di "Vendute" di Muhsen e della violenza sulle donne

Fabio

Altro
Membro dello Staff
A mio parere questa è un'opinione molto ingenua, perchè la violenza non si esercita solo sui corpi ma anche (e sopratutto) sulle menti e la libertà non è solo una questione di diritti.
Ritengo che ci sia una simil-piramide di Maslow anche per i diritti. Non possiamo mettere sullo stesso piano una violenza fisica con una violenza sui comportamenti.

Concordo nel dire che la violenza non è solo fisica, ma affermare implicitamente che la violenza sulle donne è sullo stesso livello in europa e nei paesi mussulmani (eslusi i grandi centri abitati) mi sembra una forzatura.

Secondo la mia sensibilità basta un solo caso di violenza fisica ammassa dalla struttura legale di un paese per dare ad esso un giudizio infinitamente negativo.
Sia chiaro: non sto facendo di tutta l'erba un fascio, che non sto dicendo che tutti i paesi islamici sono uguali, e soprattutto sia chiaro che distinguo culture da persone.
Idem.

Credo che bunga bunga, l'invasione di donnine calendario in parlamento, l'abuso che la pubblicità fa del corpo femminile parlino da sè.
Per ribadire che stiamo parlando di due livelli di violenza completamente diversi! Uno schiaffone o la lapidazione per me non è lontanamente comparabile con un calendario.
 

HOTWIRELESS

d'ya think i'm stupid?
Riportando la discussione sull'argomento con cui é partito questo thread,vorrei rendervi partecipi di alcuni dati trovati on line oggi.I dati riportano la percentuale di donne maltrattate in alcuni paesi, provengono da un rapporto di monitoraggio Unicef,e da un Centro di ricerca sulla violenza domestica giapponese.
I dati riportano la percentuale "solo" dei paesi dove si sono fatti questi monitoraggi e sono risalenti all'anno 2009:

Canada 29%
Giappone 59%
Nuova Zelanda 20%
Regno Unito 29%
Stati Uniti 28%
Svizzera 20%
Corea 38%
India 45%
Israele 32%
Africa 42%
Messico 30%
Tagikistan 23%
Cambogia 16%
Egitto 35%

Come vedete,purtroppo la violenza sulle donne é globalmente distribuita,anche nei paesi dove qualcuno pensa di avere il diritto di sentirsi superiore.

io già ho affermato che tale comportamento è riscontrabile ovunque.

Però devo manifestare anche la mia diffidenza verso certe statistiche ...
Non è che siano poco attendibili o mancanti i dati di quei paesi dove il maltrattamento della donna non è ritenuto tale ?
 

zanblue

Active member
io già ho affermato che tale comportamento è riscontrabile ovunque.

Però devo manifestare anche la mia diffidenza verso certe statistiche ...
Non è che siano poco attendibili o mancanti i dati di quei paesi dove il maltrattamento della donna non è ritenuto tale ?

Io diffido sempre delle statistiche,non ho scritto che sono totalmente affidabili.I dati POI, si riferivano solo ai maltrattamenti denunciati ufficialmente.
Nessuno saprà mai, la percentuale esatta delle donne maltrattate.
 

Yamanaka

Space's Skeleton
Non convengo con te Yamanaka, poiché io ho parlato di difficoltà, tu invece , insieme con il Mos, non avete dubbi nell’affermare che un masai a new york morirebbe. Non sono un sofista, ma la differenza è enorme. In un’allocuzione del 1988 il Papa diceva che solo l’incapacità, e non già la difficoltà a prestare il consenso e a realizzare una vera comunità di vita e di amore, rende nullo il matrimonio.
Ecco, una cosa è la difficoltà di adattarsi ad un ambiente nuovo, può essere più o meno grande, altra è la certezza che un masai sia impossibilitato ad adattarsi. In realtà gli esempi che ho fatto, non sono un’eccezione. Inoltre credo che il tuo “contemporanea” sia fuori posto. Una cultura tribale masai, dinka, innuit, è diversa dalla nostra, ma contemporanea alla nostra.
Concludo con una domanda: secondo te, uno che vive a Korogocho lo fa per una libera volontà?

Non ho parlato di impossibilità assoluta ad adattarsi, quanto di come imporre uno sradicamento del genere sia una violenza e che tale sradicamento ha conseguenze pesanti sugli individui.
 

Carcarlo

Well-known member
La statistica di Zanblue mi sembrava discutibile poichè basata sul concetto di maltrattamento che è molto soggettivo, perciò ho fatto un copia e incolla su Google trovando questo approfondimento url=http://www.padovadonne.it/2010/05/dati-sulla-violenza-contro-le-donne-nel-mondo/ che, per quanto soggettivo e discutibile possa essere, merita sicuramente di essere letto.

La statistica di Zanblue mi ha anche stupito poichè, se per un attimo escludiamo il Giappone, elenca come fanalino di coda l'India e l'Africa che stranamente coincide con la mia osservazione (ancor più soggettiva!)

... le donne più bistrattate le ho viste proprio nella cristianissima Nigeria e le peggiori mostruosità sull’educazione delle ragazze le ho sentite da indiani cattolici.

Per quanto riguarda il concetto di superiorità vorrei ribadire ancora una volta che non metto la Bibbia al di sopra del Corano, della Torah o dello Srimad Bhagavatam, e tanto meno i preti al di sopra degli imam, dei rabbini o dei bramini, semplicemente dico che in occidente i preti sono più o meno al loro posto mentre i loro equivalenti, altrove, no.
Tanto per fare un esempio pratico: in Spagna, negli ultimi 12 anni, le donne in politica si sono unite trasversalmente davvero (ex-comuniste, socialiste, popolar-conservatrici e independentiste varie) varando delle leggi per la tutela della donna da lasciar allibiti pure gli olandesi. Per dire: una donna va in caserma e dichiara di essere stata picchiata dal marito; la guardia civil va a casa,ammanetta il marito, lo sbatte dentro e poi sono cavoli suoi dimostrare di essere innocente. Forse avranno anche esagerato, ma non c'è dubbio che nella cattolicissima Spagna hanno messo la Bibbia dove gli spetta (in libreria o sul comodino, dipende dai gusti), ma in parlamento e nei tribunali c'hanno messo la loro Costituzione.
Scusate la domanda odiosa, ma le qui presenti donne preferirebbero essere parte del X% della Germania, dell'Y% della Bolivia o dello Z% della Spagna?
Se invece siete maschi, dove vorreste che vostra figlia contraesse per marito uno un po' burbero?

Il punto non è che l'occidente abbia confezionato dei vestiti più belli di quelli sudamericani, africani o asiatici, il punto è che in Italia puoi stare anche in costume da bagno mentre in Francia e in Spagna, se vuoi, ti puoi levare anche quello. Ecco, la libertà individuale che rende una società superiore ad un'altra, consiste anche nel non costringere nessuno a sopportare una cultura antica, millenaria ricca di tradizioni ancestrali, che però (magari) c'ha bello e che stufato, e a tante donne (senza il magari) ha lasciato qualche livido.
 

HOTWIRELESS

d'ya think i'm stupid?
La statistica di Zanblue mi sembrava discutibile poichè basata sul concetto di maltrattamento che è molto soggettivo, ...

La statistica di Zanblue mi ha anche stupito poichè, se per un attimo escludiamo il Giappone, elenca come fanalino di coda l'India e l'Africa ...

solo per evidenziare che è ciò che intendevo nel mio post precedente.

Che doverosamente sottolineo, però, la stessa Zan ha molto onestamente riconosciuto nella risposta.
 
Io credo che l'Islam sia una grandissima religione. Ma sposterei il discorso dal tema di questo 3d.

Ultima divagazione, mi preme dare una risposta a Y.

Siamo partiti dal non aver dubbi sulla non adattabilità del masai a new york, e siamo arrivati al "non ho parlato di impossibilità assoluta ad adattarsi".

Bene, e poiché non c'è impossibilità assoluta, io ti dico che si adatteranno, come lo abbiamo fatto noi a New York, anche se siamo stati trattati come bestie e carne da macello, anche se provenivamo da villaggi sperduti dell'entroterra meridionale.
Se ci siamo riusciti noi, ci riusciranno anche gli africani o gli altri abitanti del sud del mondo che cercano solo di non morire di fame.

Se la fame, quella nera, non ci avesse stanato dalle nostre case, saremmo rimasti al Sud. Stesso discorso vale anche per i nuovi emigranti africani, asiatici, sudamericani.

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Yamanaka

Space's Skeleton
Sopravvivere non significa necessariamente adattarsi nel senso che intendo io (cioè trovare un'integrazione soddisfacente nella società non solo a livello operativo ma anche individuale), non a caso ancora oggi negli USA le comunità italo-americane hanno una loro identità ben precisa...e fino a poche decine d'anni fa c'era una ghettizzazione molto forte.

Non so se sono molto chiaro, mi rendo conto che il discorso è astratto e non facilissimo, se risulto fumoso dimmelo e provo a spiegarmi meglio :)
 

Yamanaka

Space's Skeleton
Eccomi.
E' un discorso simile a quello che si sta facendo nell'altra sezione, amici.

Per poterci capire è bene abbozzare una risposta a una domanda fondamentale che è sottesa a tutto il discorso, cioè "che significa vivere?".

E' una domanda enorme, ma ai fini della nostra discussione ci basta riconoscere che possiamo riconoscere due macro-dimensioni della vita, la dimensione esteriore, cioè le azioni, gli oggetti, le cose, i fatti puri e semplici etc e la dimensione interiore, cioè quella del significato, quindi le spinte, i desideri, i pensieri, i sentimenti...insomma, a dirla un po' spiccia il "come" della vita (mentre la dimensione esteriore è il "cosa").

Possiamo quindi applicare quanto detto alla questione dell'adattamento e riconoscere due aspetti analoghi, quindi da un lato l'adattamento come capacità di inserirsi materialmente e socialmente in una nuova società e ambiente e quindi la capacità di trovare un'occupazione lavorativa, partecipare alla socialità, compiere le azioni della quotidianità eccetera, e l'adattamento come riuscire a trovare una buona armonia fra ciò che si è realmente, interiormente, e l'ambiente/società in cui si vive e quindi parliamo di valori, aspirazioni, idee di fondo e a un livello più profondo, la mancanza di conflitto fra ciò che una persona è e la sua società, ma l'armonia fra queste due componenti.

E' possibilissimo quindi che una persona riesca ad adattarsi esteriormente alla perfezione, e quindi riesca a trovare un lavoro, frequentare delle altre persone, costruirsi una routine quotidiana etc ma vivere malissimo a livello interiore.
Per fare un esempio estremo, pensiamo alla vita di molti nativi americani, in particolare del passato, nella società americana: molti sono riusciti a trovare eccellenti adattamenti nella società, anche ad avere successo economico e materiale, però di soffrire di immense lacerazioni psicologiche e interiori e quindi l'insorgere di problemi come violenza, alcolismo, depressione, suicidi...

E' un esempio estremo ma credo renda l'idea e ricordiamo che i casi estremi altro non fanno che amplificare qualche aspetto di per sè già esistente. Anche in medicina si impara più sulla salute dalla patologia che il contrario :)

E' più chiaro ora?
 
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