Avoledo, Tullio - L'elenco telefonico di Atlantide

elisa

Motherator
Membro dello Staff
La Cassa di credito cooperativo del Tagliamento e del Piave, nel cui ufficio legale lavora Giulio Rovedo, il protagonista, viene repentinamente assorbita da Bancaalleanza. Amon Gottman, l'uomo che ha guidato la fusione, è una figura spietata e ambigua. Cecilia Mazzi, il nuovo capo del personale, circuisce Rovedo e fa in modo che la cosa giunga alle orecchie della moglie di lui, che non esita a metterlo alla porta. Ma dietro questo inspiegabile comportamento non si cela un modo per far fuori un dipendente scomodo, ma qualcosa di molto più misterioso, e infatti proprio lo stabile dove Giulio Rovedo stabilisce il suo alloggio temporaneo diviene l'epicentro di strani accadimenti.

Romanzo caotico, pieno di spunti e di citazioni, ma interessante e piacevole
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
Conterraneo, quindi sono di parte, però mi ha divertito, non è sicuramente un capolavoro perchè cerca d'infilarci tutto e di più, per cui trama e scrittura risultano un po' appesantite. Direi leggibile senza aspettarsi molto, vengono fuori cose simpatiche ed interessanti. Io gli darei la sufficienza con un più :D
 

cjale

New member
Io l'ho quasi terminato!
Ero incuriosita per il fatto che l'autore vanta origini friulane e poi per il titolo del libro.
E' pieno di battutine ironiche che lo rendono molto piacevole alla lettura, certo non lo ritengo un capolavoro.Riesce bene nell'intento di coinvolgere il lettore in una storia al limite del fantasy, ma ambientata in un piccolo capoluogo di provincia.
 

darkshine

New member
Ciao
ritiro fuori questa discussione perché mi hanno lasciata un pò perplessa i commenti. :?
Io l'ho letto due annetti fa se non sbaglio e devo dire che mi è piaciuto molto, sopratutto come finale. Questo libro è diviso in tre parti:
- metà libro dove sembra una storia di narrativa
- metà libro meno venti pagine dove si svolge la parte immaginaria
- ultime venti/venticinque pagine del libro che ti sconvolgono.
Appena finito di leggere questo libro io l'ho chiuso e sono rimasta a fissare il muro davanti a me per almeno 10 minuti. Senza ombra di dubbio il finale mi ha fatto riflettere. Non dico nient'altro altrimenti rovinerei la sorpresa :wink:
Se dovessi dare un voto da 1 a 10 io darei un 8.
Per essere un romanzo di oltre 600 pagine è molto scorrevole, si lascia leggere con facilità.
 

Cold Deep

Vukodlak Mod
Avoledo, Tullio - L' elenco telefonico di Atlantide

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trama:
Tutto ha inizio in uno spettrale e labirintico condominio di una cittadina di provincia, dove vive Giulio Rovedo, responsabile dell'ufficio legale di una piccola banca che sta per essere assorbita da un importante colosso finanziario. Dietro la fusione però non ci sono gli interessi di una qualsiasi multinazionale, bensì un gruppo di esoteristi rabbiosi a caccia dell'Arca perduta, con lo scopo di far tornare al potere gli dèi dell'antico Egitto. E così che da un quieto lavoro impiegatizio il protagonista si trova catapultato in un'avventura planetaria, fra matematica, cabalistica, fonti miracolose, universi paralleli, demoni egizi e divinità malefiche, in un thriller ironico etra fantascienza, fantasy e horror.

è uno di quei classici libri che compro e poi dimentico :mrgreen: lo conoscete?
 
Non so perché. Guardavo il risultato di gara 3 fra i Mavericks e i Thunders e all'improvviso mi è tornato in mente questo libro. Sono andato a cercarlo nella "Piccola biblioteca", temendo che nessuno dei forumlibrosi l'avesse recensito.
A me è piaciuto moltissimo. Mi piace il modo di scrivere di Avoledo, mi piace quello che ha scritto. Merita di essere riportata su questa discussione per dare visibilità a questo romanzo.
Perché Dan Brown ha avuto più successo di Avoledo?

Per dirla alla Guccini: "Non è la stessa cosa dire la vecchia Pontiac del '66 del padre di Dean e la vecchia 1100 del padre di Giovanni".
 

smemorina

New member
Purtroppo l'ho finito.
Dico purtroppo perché se mi fossi fermata 50 pagine dalla fine l'avrei adorato e invece così mi vien voglia di buttarlo.
Per quanto Avoledo sia anche per me un quasi conterraneo mi vien voglia di strozzarlo per come lo ha rovinato :(
Quasi tutto il libro è interessante e ironico, un mix perfetto. Nell'ultima parte Tullio ci butta dentro di tutto e di più: UFO, viaggi nel tempo, dei egizi incazzosi, nazisti, acqua miracolosa..., ma questo è niente perché quello che mi ha fatto veramente arrabbiare sono le ultime 3 pagine dove decide di buttare tutto in vacca, inventandosi di sana pianta un'altra storia.
Uffa che nervoso.
 
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