Cain, James M - Il postino suona sempre due volte

ila78

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Questa storia quasi intollerabilmente scarna di una passione devastante - che ha per teatro uno scalcinato distributore di benzina su una statale a pochi chilometri da San Francisco, per ostacolo un marito rozzo e brutale e per via di fuga nient'altro che la tenebra - ha stretto, e continua a stringere, con i suoi lettori lo stesso patto di sangue che lega i suoi protagonisti, portando spesso anche i primi (per girare "Ossessione" Luchino Visconti svendette i gioielli di famiglia) alla rovina. Il perché lo si capirà leggendo, e fatalmente arrendendosi fin dal primo incontro, come Frank Chambers, a Cora, uno dei più temibili e vessatori fantasmi femminili che abbiano mai abitato le pagine di un romanzo: nelle parole dello stesso Cain, neppure una donna, ma "il desiderio fatto realtà".
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E' un libricino piccolo come volume, scarno di descrizioni, fisiche e psicologiche ma "denso" nel racconto di un dramma umano di due disgraziati. Frank e Cora sono altro che due disadattati, due rottami umani in un contesto squallido alla disperata ricerca di loro stessi o forse di uno scopo per vivere, pensano di averli trovati l'uno nell'altra ma il loro è un amore malato, loro due sono malati, tutto il contorno è squallido e malato. Non c'è possibilità di redenzione, dimenticatevi romanticismi e smancerie, qui non c'è via d'uscita è una china che precipita sempre più velocemente verso l'abisso e il finale (forse un po' banale) tocca il fondo del baratro.
Nonostante il "pessimismo cosmico" che regna sovrano ho apprezzato l'abilità dello scrittore (di cui non avevo mai letto nulla) di costruire una storia avvincente, non banale e interessante in un contesto scarno, quasi nullo, ripeto, racconto vero e proprio ce n'è poco ma nonostante questo ti tiene incollata e vuoi vedere che èpiega prenderà il destino dei malcapitati protagonisti. Un bel libro.
Voto 4/5
 
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