Diritti umani e pena di morte

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
COMUNITA' DI SANT'EGIDIO
TRE VITE IN BILICO: Appelli contro la pena di morte in Texas e in Florida

Cedric, James e James. Tre uomini, tre storie diverse, un unico, drammatico destino che incombe nei bracci della morte di Texas e Florida. Tra marzo e aprile, la macchina della morte rischia di compiere tre esecuzioni definitive.
Non possiamo restare a guardare. La giustizia non è mai tale se si fonda sulla violenza suprema.
Ci sono dubbi, prove che non convincono, vite che hanno percorso sentieri di redenzione e speranza.
Oggi, alziamo la nostra voce. Chiediamo clemenza. Chiediamo che sia rispettata la vita.

Si può firmare qui:
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qweedy

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Da Nessuno tocchi Caino:

VIAGGIO ALL’ALCATRAZ DELLE MONTAGNE ROCCIOSE DOVE L’ARIA È FERMA, LA LUCE ARTIFICIALE, LA PAROLA MUTA
Sergio D’Elia

Se vuoi dare una veste architettonica a tutto ciò che è vietato dalle Regole di Mandela non andare nel Sudafrica dell’era coloniale e della segregazione razziale, non visitare il carcere dove il fautore di una nuova era e della riconciliazione nazionale ha passato trent’anni della sua vita. Vai in America, quella della nuova frontiera e del sogno di una vita migliore, vai in Colorado, nella contea di Fremont, e visita il carcere di Florence. Lì, in un paesaggio deserto e aspro, il “genio civile” della certezza della pena ha architettato, fondato, attrezzato e allestito la struttura perfetta per isolare, deprivare dei sensi fondamentali, annichilire l’essere umano.
È ufficialmente noto come United States Penitentiary Administrative Maximum Facility (ADX), ma per i carcerieri e per i carcerati è volgarmente chiamato la “Alcatraz delle Montagne Rocciose”. È il vanto securitario del sistema penitenziario americano. È la pietra tombale di chi l’ha patito. L’Alcatraz più famosa era immersa nel mare gelido e agitato della baia di San Francisco. E pure qualcuno da lì era riuscito a fuggire. La ormai famigerata Alcatraz del Colorado è circondata da spazi enormi, aperti e assolati. Ma, in oltre trent’anni di storia, nessuno è riuscito a scappare.
Il terreno intorno è arido e brullo, con vegetazione bassa, cespugli e terra secca. In lontananza si vedono le Montagne Rocciose. Sono bellissime, ma la vista è beffarda per chi è rinchiuso lì dentro. Il cielo è immenso, limpido, con una luce intensa. Di notte, le stelle brillano nel firmamento ma sono invisibili a chi è prigioniero. È un luogo che trasmette solitudine, immobilità e distacco dal mondo. È esattamente quello che si vive all’interno, ma in un senso molto diverso. Fuori, uno spazio infinito, libero e maestoso. Dentro, tutto è finito, oppressivo, sbarrato.
Le Regole basilari che in nome di Nelson Mandela le Nazioni Unite hanno stabilito per porre un limite al dominio pieno e incontrollato degli Stati nel modo di sorvegliare e punire i suoi cittadini, sono tradite nella Alcatraz delle Montagne Rocciose. La Regola 44, ad esempio, dice che è isolamento il confinamento per 22 ore o più al giorno in una cella senza significativi contatti umani, ed è isolamento prolungato quello superiore a quindici giorni consecutivi. La “vita” ad Alcatraz, invece, è all’insegna della deprivazione sociale e sensoriale pressoché totali e senza scadenza certa.
Per almeno i primi tre anni, i detenuti restano isolati per 23 ore al giorno in celle più piccole di un normale posto macchina in un garage. Tutto è fatto di cemento armato: la base del letto con sopra un materasso sottile, il tavolo e lo sgabello. Il lavandino e il WC sono invece in acciaio inossidabile. Da una singola finestra, alta cento e larga dieci centimetri, filtra un po’ di luce naturale e s’intravede una striscia di cielo. Il contatto umano è ridotto a pochi secondi di scambio verbale coi guardiani attraverso porte di ferro. L’ora d’aria si fa in un recinto di cemento dalle pareti alte. Lo chiamano la “piscina vuota”, perché non c’è l’acqua e non si può nuotare. I detenuti si recano da soli e come pesci fuor d’acqua annaspano, fanno dieci passi avanti e dieci passi indietro oppure camminano in cerchio come criceti per massimo nove metri. Un ex direttore ha descritto questa struttura come “una versione pulita dell’inferno” e la vita lì dentro molto peggiore della morte”. La Regola di Mandela numero 43 considera un trattamento simile una forma di tortura o una punizione crudele, inumana e degradante.
La Regola 45 stabilisce poi che è proibito l’isolamento dei detenuti che abbiano disabilità mentali e fisiche se le condizioni possano aggravarsi in ragione della misura applicata. Robert Gerald Knott, un detenuto all’ADX con gravi disturbi mentali, ha trascorso 11 anni in isolamento prima di suicidarsi nel 2013. Era descritto dai suoi compagni di prigionia come “completamente pazzo furioso”. Beveva acqua sporca dalla
doccia e balbettava in modo incoerente. Al momento della morte, anziché prestargli aiuto, le guardie avrebbero sbirciato nella cella come se stessero assistendo a uno “spettacolo”. Alla fine, solo come un cane, Knott si è impiccato con un lenzuolo nella sua cuccia piena di feci.
All’ADX Florence ci sono circa 350 detenuti scelti nelle carceri americane tra quelli che hanno avuto problemi disciplinari cronici: che hanno ucciso altri detenuti e guardie carcerarie, capi mafiosi e altri banditi di alto profilo. Ci sono anche criminali che potrebbero rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale, terroristi di Al-Qaeda e spie antiamericane. All’inizio del suo mandato Donald Trump ha ordinato di trasferire nella nuova Alcatraz anche i 37 condannati a morte federali che Joe Biden ha graziato alla fine del suo mandato. Per il nuovo Capo della Casa Bianca sono “mostri, i peggiori assassini del nostro Paese e devono andare all’inferno!”
L’11 febbraio scorso, il giudice distrettuale federale Timothy Kelly ha sventato il suo piano: anche i peggiori tra i peggiori hanno diritti che devono essere tutelati. Non è tollerabile che un Presidente un giorno ti salva la vita e il giorno dopo un altro Presidente ti condanna a morte. A vivere fino alla morte nella Alcatraz delle Montagne Rocciose. Dove l’aria è ferma, la luce artificiale, la parola muta. Dove lo spirito di Mandela svanisce alla vista dei dannati alla pena corporale, alla perdita del senno, dei sensi e dei sentimenti umani fondamentali. E della stessa vita.

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Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Non sono per la pena di morte ma per il carcere a vita in una cella 2 per due per chi vende e abusa e uccide donne e bambini.
Vita per vita

#epsteinfiles
 

qweedy

Well-known member
La Knesset ha approvato in lettura finale la legge che introduce la pena di morte in Israele per atti di terrorismo contro ebrei: 62 i voti a favore e 48 quelli contrari. La legge sancisce di fatto la pena capitale solo per i palestinesi.
Il testo stabilisce che la pena di morte per impiccagione diventi la condanna predefinita nei tribunali militari che processano palestinesi accusati di attentati mortali.


Rula Jebreal, un racconto angosciante:
 

Shoshin

في الذاكرة


Pizzaballa dal Getsemani: momento molto complicato, vogliamo pace - Vatican News https://share.google/oIDXVKf0vQ4NhUNpb


In una nota il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa denunciano che la polizia israeliana ha impedito al patriarca Pizzaballa e al custode Ielpo di entrare nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. "La prima volta da secoli: misura grave e irragionevole, un allontanamento dai principi della libertà di culto e rispetto dello Status Quo. Nel pomeriggio prevista una preghiera per la pace dal Monte degli Ulivi

Da Vatican News


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qweedy

Well-known member
L'Assemblea generale Onu ha riconosciuto lo schiavismo delle persone africane come crimine contro l'umanità. 123 paesi a favore, tre contrari - Argentina, Israele e Stati Uniti - e 52 astenuti, tra i quali anche l'Italia.

Si tratta di una decisione storica, seguita alla risoluzione presentata dal Ghana a nome del continente africano, che riconosce il brutale rapimento, lo sfruttamento e la disumanizzazione sistematica di oltre 12,5 milioni di persone africane e chiede risarcimenti, responsabilità e un impegno globale per la verità e la giustizia.

Questa risoluzione è più che simbolica, perché l'eredità della schiavitù non appartiene al passato, ma continua a plasmare ancora oggi l'ingiustizia razziale, la disuguaglianza e la discriminazione. È una richiesta di verità storica e di responsabilità globale. Il mondo non deve solo ricordare, deve agire.

da "Amnesty International"
 

Shoshin

في الذاكرة
PRIMO AVVISO DI SFRATTO PER TRUMP
In qualità di figlia di immigrati iraniani fuggiti da questo regime, e come membro del Congresso degli Stati Uniti che ha prestato giuramento di fedeltà alla Costituzione americana, sono pienamente consapevole che questa situazione non può continuare.

Il 25° emendamento della Costituzione esiste per una buona ragione, e il suo gabinetto deve attivarlo. Il destino delle forze armate statunitensi, del popolo iraniano e persino delle fondamenta stesse del nostro sistema globale sono ora in gioco.

"Sto ora presentando azioni formali di impeachment contro Pete Hegseth per le sue ripetute violazioni del giuramento prestato e per il venir meno ai suoi doveri nei confronti della Costituzione.

Solo il Congresso ha il potere di dichiarare guerra, non un presidente folle e fuori controllo o i suoi subordinati.

Le azioni sconsiderate di Hegseth, che mettono a rischio la vita dei militari statunitensi, e i ripetuti crimini di guerra che avrebbe commesso, incluso il bombardamento di una scuola femminile nella città iraniana di Minab con 177 bambine morte, e il deliberato attacco alle infrastrutture civili, costituiscono motivi sufficienti per il suo impeachment e la sua rimozione dall’incarico."

Yassamin Ansari deputata del Congresso degli Stati Uniti d’America.

Dal web.


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Scheggia

" Profumo di carta e magia "
PRIMO AVVISO DI SFRATTO PER TRUMP
In qualità di figlia di immigrati iraniani fuggiti da questo regime, e come membro del Congresso degli Stati Uniti che ha prestato giuramento di fedeltà alla Costituzione americana, sono pienamente consapevole che questa situazione non può continuare.

Il 25° emendamento della Costituzione esiste per una buona ragione, e il suo gabinetto deve attivarlo. Il destino delle forze armate statunitensi, del popolo iraniano e persino delle fondamenta stesse del nostro sistema globale sono ora in gioco.

"Sto ora presentando azioni formali di impeachment contro Pete Hegseth per le sue ripetute violazioni del giuramento prestato e per il venir meno ai suoi doveri nei confronti della Costituzione.

Solo il Congresso ha il potere di dichiarare guerra, non un presidente folle e fuori controllo o i suoi subordinati.

Le azioni sconsiderate di Hegseth, che mettono a rischio la vita dei militari statunitensi, e i ripetuti crimini di guerra che avrebbe commesso, incluso il bombardamento di una scuola femminile nella città iraniana di Minab con 177 bambine morte, e il deliberato attacco alle infrastrutture civili, costituiscono motivi sufficienti per il suo impeachment e la sua rimozione dall’incarico."

Yassamin Ansari deputata del Congresso degli Stati Uniti d’America.

Dal web.


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Come se tolto lui al suo posto arrivasse uno migliore. Tutti uguali ,bestie di satana che odiano l umanità. Obama
amai era uguale Biden uguale. Non cambia niente lui o un altro. Erano tutti nelle liste di Epstein quelle di cui nessuno parla . 😉
 

Pnin

Well-known member
Come se tolto lui al suo posto arrivasse uno migliore. Tutti uguali ,bestie di satana che odiano l umanità. Obama
amai era uguale Biden uguale. Non cambia niente lui o un altro. Erano tutti nelle liste di Epstein quelle di cui nessuno parla . 😉
Secondo me una certa differenza c'è, per lo meno a livello politico, ma non voglio guastare il clima tranquillo di questo forum con ulteriori discussioni
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Secondo me una certa differenza c'è, per lo meno a livello politico, ma non voglio guastare il clima tranquillo di questo forum con ulteriori discussioni
Guarda che chiamare le cose con il loro nome non è guastare il clima. È proprio il non parlare che perpetua il sistema così come è. Non è questione di politica ma di avere nei posti di potere persone pulite e integre non pedofili satanisti. Altrimenti che ci sia uno di destra o di sinistra non cambia le cose.
 

Carcarlo

Well-known member
L'Assemblea generale Onu ha riconosciuto lo schiavismo delle persone africane come crimine contro l'umanità. 123 paesi a favore, tre contrari - Argentina, Israele e Stati Uniti - e 52 astenuti, tra i quali anche l'Italia.....
Non sapevo nulla di questa faccenda.

Ho scoperto che tra le nazioni astenute c’è anche l’Italia.

Tra i motivi per votare contro o astenersi, ci sarebbero stati:

1. che si ritiene sbagliato fare una graduatoria dei crimini dell’umanità, che secondo me ha una sua logica, a patto di ricordarcelo quando in particolare uno dei contrari ci ricorderà il motivo per il quale lui ha il diritto di fare quello che gli pare;

2. secondo gli USA, non si può riconoscere un diritto legale ai risarcimenti per fatti che, all'epoca in cui avvennero (XV-XIX secolo), non erano illegali secondo il diritto internazionale allora vigente.
Forse dal punto di vista del diritto è giusto così, però, insomma, che la schiavitù non andasse bene, qualcuno se l’era già data e soprattutto dal 18 secolo in poi, era non voler vedere!

3. sempre gli USA, avrebbero il timore che il riconoscimento formale possa aprire la strada a richieste miliardarie di risarcimento danni da parte dei discendenti delle vittime.
Non ci capisco nulla nel tema degli eventuali risarcimenti, nutro solo dubbi.
Supponiamo per esempio che nel 1723 la tribù A sulla riva destra del Niger abbia devastato il villaggio della tribù B sulla riva sinistra e ne abbia venduto i sopravvissuti a dei negrieri arabi, che li hanno rivenduti a dei negrieri olandesi o portoghesi, che a loro volta li hanno rivenduti in Brasile o negli USA.
Chi va risarcito? I discendenti della tribù B? E dove sono? Chi li trova più? Magari sono morti tutti 300 anni fa!
E chi li deve risarcire? I discendenti della tribù A, gli arabi, gli olandesi, i portoghesi, i brasiliani o gli americani?
Per assurdo si rischierebbe che i discendenti della tribù B oggi negli USA, risarciscano la Nigeria che all’epoca nemmeno esisteva e che magari tra 5 anni a seguito di una guerra civile non esisterà più, o peggio, i discendenti della tribù A che li aveva dati ai negrieri!

4. in Argentina e negli USA, il voto riflette anche le agende di governi conservatori meno inclini a politiche di giustizia riparativa legate al passato coloniale.
Non mi ricordo il passato coloniale dell’Argentina ma il presente da circo sì.

Comunque, tanto per avere un’idea, è importante ricordare che la Mauritania abolì la schiavitù nel 1981 (dopo Cristo) e la criminalizzò nel 2007: prima prendevi una multa come per un divieto di sosta?

Hailé Selassié (nero), imperatore d’Etiopia, solo nel 1932 abolisce la schiavitù che i suoi predecessori (neri) avevano tranquillamente praticato (sui neri).
Comunque, non cambia nulla, e infatti il democratico Badoglio nel 1936, la rivieta ancora di più, ovviamente, ancora di più inutilmente.
Infatti, Indro Montanelli ne approfitta per comprare per 500 lire la dodicenne Destà, tenerla un'annetto e poi regalarla ad un suo sottoufficiale (nero).

Nel 1817, negli USA, viene fondata l’American Colonization Society, una società filantropica che ha come obiettivo mettere una pezza ai danni fatti con la schiavitù, perciò rimpatria degli schiavi in Africa fondando Monrovia, la futura capitale della Liberia.
Un anno dopo tornano per vedere come stavano i loro ex-schiavi, e scoprono che questi avevano fondato una nuova società fondata sulla schiavitù dei nativi liberiani più arretrati di loro!

Quello della schiavitù è uno schifo, non c’è dubbio, ma anche volendo, da che parte si inizia a contare e a risolvere i danni fatti?
 

qweedy

Well-known member
Credo che questa risoluzione Onu abbia valore soprattutto per ribadire che la schiavitu' e' un crimine. Giusto che almeno si sappia.
Per il risarcimento la vedo complicata, come hai ben spiegato tu.
E non credo sia stato il timore del risarcimento a far astenere l'Italia dal voto, ma la volonta' di compiacere l'alleato americano.

Penso che questo tipo di risoluzioni Onu, o anche quelle della Corte Penale Internazionale, forse non abbiano grande valore pratico, ma hanno il valore immenso di dichiarare che certi comportamenti sono crimini contro l'umanita'.

Non dovrebbe essercene bisogno, tutti dovremmo sapere che il genocidio e' un crimine, o ridurre in schiavitu' lo e', ma a quanto pare oggi e' necessario che qualcuno super partes lo ribadisca.
E spero che per qualcuno chissa' in futuro ci possano essere conseguenze, come venir processato dal tribunale dell'Aja.
 
Ultima modifica:

qweedy

Well-known member
La pena di morte uccide le persone
non ferma i crimini

Secondo l’ultimo rapporto annuale di Amnesty International, nel 2025 le esecuzioni hanno raggiunto il numero più alto dal 1981 con 2707 persone messe a morte in 17 paesi, con un aumento del 78% rispetto alle almeno 1.518 esecuzioni registrate nel 2024.
Le autorità iraniane, le maggiori responsabili dell’impennata di esecuzioni, hanno messo a morte almeno 2159 persone, oltre il doppio del 2024.
In Arabia Saudita le esecuzioni sono salite ad almeno 356, dovute all’aumento dell’uso della pena di morte per reati di droga.
In Kuwait le esecuzioni sono triplicate, in Egitto quasi raddoppiate e lo stesso è accaduto a Singapore e negli Usa.
Il totale come sempre non tiene conto delle migliaia di esecuzioni che riteniamo continuino ad aver luogo in Cina, lo stato che resta pertanto in testa alla classifica mondiale della pena di morte.

Uno degli elementi più rilevanti del rapporto riguarda il ritorno di politiche altamente punitive nella cosiddetta guerra alla droga. Amnesty segnala che il 46% delle esecuzioni note nel 2025 ha riguardato reati legati agli stupefacenti.

Gli Stati Uniti restano l’unico Paese delle Americhe ad aver eseguito condanne a morte, per il diciassettesimo anno consecutivo. Nel 2025 le esecuzioni sono salite da 25 a 47, quasi la metà delle quali in Florida.

Quando Amnesty International avviò la sua campagna contro la pena di morte, nel 1977, solo 16 Stati l’avevano abolita. Oggi sono 113, più della metà del mondo. Considerando anche i Paesi abolizionisti per prassi, oltre due terzi degli Stati hanno ormai abbandonato la pena capitale.

tratto da
 

Shoshin

في الذاكرة
In questi giorni ho letto la notizia di un giovane ragazzo in Scozia che, durante una visita a una moschea con il suo gruppo scout, ha scelto di non inginocchiarsi durante una dimostrazione della preghiera islamica. Non ha fatto scenate. Non ha mancato di rispetto a nessuno. È semplicemente rimasto in piedi, fedele a ciò che la sua coscienza gli suggeriva. Una scelta silenziosa che ha fatto il giro dei social e che mi ha portata a riflettere profondamente.

Forse questa notizia mi ha colpita più di quanto abbia colpito altri perché sono nata e cresciuta in Pakistan. Provengo da una terra dove le minoranze religiose combattono ancora oggi per il diritto di vivere la propria fede liberamente e senza pressioni. Ho visto cristiani difendere la propria identità in un contesto dove spesso è più facile adeguarsi che restare fedeli alle proprie convinzioni. Ho visto famiglie affrontare difficoltà pur di trasmettere ai propri figli ciò in cui credono. Per questo guardo a ciò che accade in Europa con occhi molto diversi.

Ciò che trovo ancora più sorprendente è che queste visite alle moschee non siano più episodi isolati. Stanno diventando sempre più comuni nelle scuole e nei gruppi educativi europei, quasi fossero qualcosa di assolutamente normale e indiscutibile. Eppure io trovo tutto questo profondamente assurdo. Non perché sia sbagliato conoscere altre culture o religioni, ma perché stiamo parlando di bambini, di menti ancora in formazione, di giovani che dovrebbero prima conoscere e comprendere le proprie radici. Mi preoccupa vedere quanto facilmente queste iniziative vengano presentate come innocue attività educative senza che nessuno si interroghi sulle implicazioni più profonde. Una società dovrebbe chiedersi seriamente quale messaggio sta trasmettendo alle nuove generazioni quando dedica così tante energie a far conoscere le tradizioni degli altri mentre continua a trascurare le proprie.

Ciò che trovo paradossale è che mentre in Pakistan continuiamo a chiedere che altre religioni non vengano imposte ai nostri figli e che venga rispettata la libertà delle minoranze, in Europa sembra esserci una corsa continua a prendere le distanze dalle proprie radici. Si portano i bambini a conoscere ogni tradizione religiosa possibile, ma sempre più raramente si insegna loro la bellezza della propria. Si parla di inclusione, ma spesso si dimentica che una società che non conosce più la propria identità finisce per non avere nulla da offrire nemmeno agli altri.

L'Europa che ho imparato ad amare è quella delle grandi cattedrali, dei santi, dei pellegrinaggi, dell'arte sacra, delle campane che scandivano il tempo dei villaggi e delle città. È l'Europa che ha saputo generare una civiltà straordinaria proprio perché affondava le sue radici nel cristianesimo. Eppure oggi ho l'impressione che molti siano pronti a custodire con cura l'eredità degli altri, mentre considerano la propria qualcosa da nascondere, ridimensionare o persino abbandonare.

Non mi spaventa il dialogo. Non mi spaventa la conoscenza delle altre religioni. Mi addolora invece vedere un continente che sembra aver smesso di riconoscere il valore del tesoro che possiede. Da cristiana pakistana, appartenente a una comunità che conosce il prezzo della fede e della discriminazione, faccio fatica a comprendere come si possa rinunciare così facilmente a un'eredità che milioni di persone nel mondo guardano ancora con rispetto e ammirazione. Perché quando un popolo dimentica chi è, il rischio non è soltanto quello di perdere una tradizione. Il rischio è quello di perdere la propria anima.

Zarish Imelda Neno
 

Carcarlo

Well-known member
In questi giorni ho letto la notizia di un giovane ragazzo in Scozia che, durante una visita a una moschea con il suo gruppo scout, ha scelto di non inginocchiarsi durante una dimostrazione della preghiera islamica. Non ha fatto scenate. Non ha mancato di rispetto a nessuno. È semplicemente rimasto in piedi, fedele a ciò che la sua coscienza gli suggeriva. Una scelta silenziosa che ha fatto il giro dei social e che mi ha portata a riflettere profondamente.
(...)
Non discuto chi avvicina i propri figli alla propria fede, soprattutto se è una cosa light.
Se si comincia con i deliri, insomma.

Capisco che si visitino chiese e moschee quando si viaggia (a Roma e a istanbul non me ne sono persa una), ma non vedo la necessità di partecipare al culto dal momento che non è richiesto (nelle moschee ci sono aree riservate per chi prega, per il resto ti muovi come vuoi).

Visitare una moschea che non ha nulla di storico o bello a casa propria e partecipare al culto senza la fede, mi sembra come minimo "strano" (anche se ammetto che da ragazzo andavo dagli Hare Krhsna perchè mangiavo gratis :rolleyes:)

Ma portarci dei minori a te affidati e farli inginocchiare è da cretini, senza offesa, ma cretini proprio.
Da mettere in discussione non è il bambino, ma l'adulto a cui l'hanno affidato, che meriterebbe un diploma col timbro così sa cos'è.
Se poi li ha fatti inginocchiare in moschea, in chiesa o in sinagoga, è lo stesso.

Comunque sì: in occidente, c'è proprio una oicofobia dilagante.

Un'appunto per la Sig.a Zarish Imelda Neno, l'Europa che ha saputo generare una civiltà straordinaria non è quella che affondava le sue radici nel cristianesimo, come dice lei, ma quella che l'ha messo un minimo in riga, altrimenti, occidentali, lo rimanevamo solo salla cartina geografica!
 
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