Del Toro, Guillermo - La forma dell'acqua - The Shape of Water

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
C'è Elisa, la protagonista, una giovane donna affetta da mutismo che fa l'operaia delle pulizie in un laboratorio governativo dove si prendono decisioni importanti, durante la guerra fredda. Elisa mangia uova, ama le belle scarpe e ogni giorno arriva al lavoro in ritardo perché ha indugiato troppo masturbandosi nella vasca da bagno.
C'è Giles, il vicino di casa nonché amico pittore, discretamente omosessuale.
E c'è Zelda, la chiacchierona collega afroamericana di Elisa, che al mattino timbra il cartellino al suo posto, sposata con un uomo egoista e insulso.
Tre storie di solitudine e di emarginazione, tre personalità sensibili e, a loro modo, inespresse o infelici.
Ma presto Elisa si scontrerà con l'emarginazione e la solitudine di un altro essere: una creatura anfibia umanoide custodita nel laboratorio in cui lavora. La creatura è stata catturata in Amazzonia, dove era venerata come un dio, allo scopo di studiare la sua anatomia per ottenere informazioni utili per la corsa allo spazio.
Elisa stringe timidamente conoscenza con l'essere, che mostra un inatteso aspetto umano, inconsapevole ma infelice vittima di macchinazioni interne e soprattutto dei maltrattamenti del perfido e frustrato colonnello Strickland...
Questa storia è una favola e, come tale, mostra una netta distinzione tra personaggi buoni e cattivi. Elisa è buona e così i suoi due amici, non c'è dubbio. E sul fatto che Strickland sia cattivo credo non ci sia da discutere.
Al di là di questo aspetto che forse può spiazzare un po', si tratta di un film che parla di disagio e insieme di coraggio, di emarginazione e di redenzione, di solitudine e di vera amicizia e solidarietà. Di miracoli, grandi o piccoli. E di amore. Di un amore puro, che prescinde da ogni aspetto materiale o sociale, così come da piccoli ci hanno insegnato che doveva essere. Quello delle favole, appunto.
Storia di grande poesia e fantasia, che parte dal fascino quasi evanescente dell'acqua. L'acqua come punto di partenza e come punto di arrivo.
Gran bel film, magico.
 

Monica

Active member
L'ho visto anch'io. la storia di Elisa e l'essere acquatico è romantica e tenera,non c'è dubbio ma mi pongo una domanda: cosa accadrebbe se davvero potessimo venire in contatto con forme di vita così diverse dalla nostra? Avremmo davvero rispetto per esse? Ci potrebbero essere sentimenti di affetto,tolleranza,comprensione reciproca?
Ho paura che ,appunto,sia solo una favola,per questo,alla fine,non do un giudizio positivo su questo film.Da una versione troppo poetica di una ipotetica realtà.Intendiamoci,io sarei la prima ad auspicarla!
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
L'ho visto anch'io. la storia di Elisa e l'essere acquatico è romantica e tenera,non c'è dubbio ma mi pongo una domanda: cosa accadrebbe se davvero potessimo venire in contatto con forme di vita così diverse dalla nostra? Avremmo davvero rispetto per esse? Ci potrebbero essere sentimenti di affetto,tolleranza,comprensione reciproca?
Ho paura che ,appunto,sia solo una favola,per questo,alla fine,non do un giudizio positivo su questo film.Da una versione troppo poetica di una ipotetica realtà.Intendiamoci,io sarei la prima ad auspicarla!

Bella domanda, Monica ...
Purtroppo temo anch'io che sia solo una favola. Ci scontriamo ogni giorno con differenze molto più lievi e sappiamo quale è il livello di tolleranza che c'è in giro.
Nel vedere una creatura simile a quella del film, sono certa che sarei la prima a scappare.
Ma il film mi è piaciuto anche per questo: perché ci fa desiderare almeno per un attimo una realtà diversa e ci fa porre domande come quella che tu hai posto. Quantomeno, ci spinge a soffermarci sulla realtà di chi viene emarginato spesso per motivi futili o inesistenti, e non ha nemmeno un aspetto o una forza che incute paura (il che potrebbe rendere comprensibile il fatto di stare a distanza, non i maltrattamenti ovviamente). Oltretutto credo che tutti siamo stati emarginati in qualche situazione.
Poter poi pensare che talvolta le cose potrebbero andare a finir bene è, forse, un po' utopistico ma, per me, almeno momentaneamente rasserenante.
Non sento la necessità di vedere del realismo nei film, talvolta mi piacciono storie totalmente assurde, purché potenzialmente verosimili. Questo però è del tutto soggettivo :)
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
Un buon film, che mescola realtà con la fantasia creando una storia sempre sospesa tra i due filoni senza mai trovare una coesione. Si parla di guerra fredda e di outsiders e del loro diritto all'amore, in questo caso una muta e un dio acquatico. Alla fine l'ho trovato poco armonico anche se gradevole.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Oltretutto credo che tutti siamo stati emarginati in qualche situazione.
Poter poi pensare che talvolta le cose potrebbero andare a finir bene è, forse, un po' utopistico ma, per me, almeno momentaneamente rasserenante.
Non sento la necessità di vedere del realismo nei film, talvolta mi piacciono storie totalmente assurde, purché potenzialmente verosimili. Questo però è del tutto soggettivo :)
Condivido Alessandra, è un film che fa sognare e scalda il cuore.
Di solito preferisco film realistici ma questo film inaspettatamente mi è piaciuto molto anche se nel fondo mi ha lasciato un velo di amarezza.
Mi piace il fatto che in un ambiente claustrofobico come quello in cui vive la protagonista (una intensa Sally Hawkins a cui avrei dato l'oscar) l'amore venga visto come la forma che ci riporta a respirare, l'amore qui è tra due persone che, in modi differenti, vivono la medesima condizione di sofferenza ed emarginazione e per loro non c'è altro modo di stare insieme se non nell'abbraccio accogliente e materno dell'acqua, contrariamente al rifiuto della terra dove c'è cinismo e pregiudizio.
 

isola74

Lonely member
Bel film, mi ha ricordato a un certo punto La bella e la bestia....
E' una favola e secondo me come tale va presa, pur con lo sfondo realistico della guerra fredda che la rende a tratti avventurosa.
In definitiva è un messaggio sulla diversità e sul diritto di amare che devono avere tutti.
Voto: 8/10
 

Roberto89

Active member
Come già è stato detto sopra questo film assomiglia molto a una favola. L'ambientazione è semplice e realistica ma alcuni elementi della narrazione sono idealizzati al punto da sembrare, appunto, favolistici.
Apparte qualche dettaglio il film mi è piaciuto. La storia tocca alcuni elementi della natura umana, come il sentirsi diversi, la solitudine, l'incapacità di comunicare, esplorando anche la complessità dei rapporti umani, facendo nascere nello spettatore la sensazione che non tutto è così semplice come potremmo pensare a prima vista.

Mi è piaciuto il modo in cui è stato rappresentato l'essere anfibio, sia fisicamente sia in termini di psicologia. La narrazione del film punta al cuore dello spettatore col legame fra Elisa e l'anfibio, la loro relazione speciale, il bisogno di essere capiti, non sentirsi diversi, sentirsi amati.
Un po' strana all'inizio la relazione fra i due, sarebbe stato più facile accettare un amicizia, ma la relazione amorosa ha il suo perché.

Parlando di personaggi l'antagonista forse poteva essere meno stilizzato, anche se il film non ha tutta questa pretesa di realismo. C'è anche da dire che il conflitto fra Strickland e l'anfibio è solo secondario nella storia, ciò che importa secondo me è il legame unico che si viene a creare fra Elisa e l'anfibio, entrambi incapaci di comunicare, entrambi diversi, ma allo stesso tempo uniti, simili fra loro; trovano presto un modo per esprimere ciò che hanno dentro di loro. Ed è così che secondo me si spiega l'amore fra i due, il bisogno di essere capiti, di sentirsi normali e non diversi.

A livello simbolico l'anfibio potrebbe rappresentare la paura del diverso, ma tutto sommato il film resta molto piacevole anche senza questo simbolismo o la ricerca di significati profondi. In fondo tutti noi abbiamo il bisogno di essere capiti e di sentirci amati, e a volte, come Elisa che fa amicizia col "mostro", va a fare pranzo con lui e supera piano piano le barriere che li separano (uno vive nell'acqua, l'altra no, entrambi sono incapaci di comunicare), l'unica possibilità è smettere di pensare a cosa pensano gli altri e lasciare che sia il cuore a guidarci.

Voto: 8/10
 

MonicaSo

Active member
Ho letto il libro.
Chiaramente scritto pensando a una sceneggiatura (o almeno questa è stata la mia impressione).
Credo che il film sia più bello
 
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