40° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Spero che in tanti parteciperete al 40° Poeticforum, tappa importante!

Coraggio, postate qui le poesie che preferite, anche le vostre come al solito :HIPP

Una proposta a ciascuno, poi commentiamo.
 

Evy

Member SuperNova
E guardale tu quelle stelle,
Che sembrano prenderci in giro,
Di desideri implosi
In sogni troppo grandi
Forse,
Guardale tu e credici sempre
In quella scia che attraversa il blu di una notte infinita.
Io guardo te
Che guardi le stelle,
E mi basta cosi per vedere l'immensità.

Eccomi come sempre in questo spazio che adoro,la poesia è stata scritta per la notte di San Lorenzo.
 

qweedy

Active member
I frutti del compenso

I giorni che tu credi dissipati
nel chiasso e nella noia,
a tua insaputa rodono il deserto
con furiose radici

trovano un filo d'acqua mentre dormi
o aspetti a lungo un treno che non viene,
e succhiano in silenzio, e ti preparano
i frutti del compenso.

Maria Luisa Spaziani
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
La mano.
Ventisette ossa,
trentacinque muscoli
circa duemila cellule nervose
in ogni polpastrello delle nostre cinque dita.
E’ più che sufficiente
per scrivere Mein Kampf
o Winnie the Pooh.
(Wislawa Szymborska)
 

maclaus

New member
Tramonto siciliano

Un altro giorno
Lento se ne va
E una dolce malinconia
S'insinua nell'anima
Mentre rosseggiando il sole
Si nasconde dietro la collina.
Si trasforma
Il paesaggio d'intorno
In mille colori
Confusi tra i tanti pensieri,
Qualche speranza
E troppe illusioni...
Si muove, stanco,
Tra gli uliveti
Un contadino
Lungo il sentiero,
Perdendosi
Tra gli ultimi bagliori
Di questo tramonto.
E mentre nel cielo
S'affaccia
La prima stella della sera,
Il sole scompare
Dietro l'ultimo orizzonte.
Ultimi bagliori
Nel crepuscolo del giorno
Per il tempo che va via
E non fa più ritorno...

(maclaus)
 

shvets olga

New member
La tenda

Tieni la tenda della nostra finestra a nord chiusa.
Notte dopo notte ci abbracciamo stretti
nel nostro unisono appartato
sotto le coperte pesanti della Baia di Hudson
come fossimo due clarinetti sotto
i bassi e i violoncelli del mondo. Siamo privi
di essenza, due esistenze, quindi niente
vecchio né giovane, né maschio né femmina,
né carne né pietra,
che nell'esistere e attraverso l'esistere sono
qualcosa di unico, unico, perfetto – o quasi.
La nostra canzone è una felice canzone di fusa.
Eppure
la tenda è sempre abbassata e nel retro
della mente mi chiedo perché – perché tu al mattino
scacci l'unica pura luce pulita del mondo
che ci arriva dal nord oltre il nord,
dalla chiarezza di là, invisibile, decisa e sincera.

Hayden Carruth
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Inizio scintillante con Evy e la sua poesia scritta per la notte di San Lorenzo :)

E guardale tu quelle stelle,
Che sembrano prenderci in giro,
Di desideri implosi
In sogni troppo grandi
Forse,
Guardale tu e credici sempre
In quella scia che attraversa il blu di una notte infinita.
Io guardo te
Che guardi le stelle,
E mi basta cosi per vedere l'immensità.
 

shvets olga

New member
Una delle poche poesie di Evy senza il verbo lasciare :)
Mi sembra, che questa è una poesia scritta rapidamente e facilmente, mi sono venuta in mente la frase, che amare non è guardarsi l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.Evy ha scritto una buona poesia, anche se non sono davvero d'accordo con questo:
Io guardo te
Che guardi le stelle,
E mi basta cosi per vedere l'immensità.
:)
 

qweedy

Active member
Inizio scintillante con Evy e la sua poesia scritta per la notte di San Lorenzo :)

E guardale tu quelle stelle,
Che sembrano prenderci in giro,
Di desideri implosi
In sogni troppo grandi
Forse,
Guardale tu e credici sempre
In quella scia che attraversa il blu di una notte infinita.
Io guardo te
Che guardi le stelle,
E mi basta cosi per vedere l'immensità.

E' una poesia lieve, impalpabile. Inizia con un sentimento di rabbia, poi si placa.
Per un attimo ho pensato alla mamma che parla al suo bambino: "guardale tu e credici sempre.
Io guardo te
che guardi le stelle
e mi basta così per vedere l'immensità."
Sinceramente preferisco pensare a una mamma con il suo bambino, che non a una coppia di innamorati. Una mamma magari un po' stanca e delusa dalla vita, che ha già avuto sogni infranti, ma che vuole trasmettere speranza e fiducia al suo bambino.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Anch'io ho pensato a una persona che parla con un bambino, non necessariamente una mamma; forse ho immaginato la poetessa parlare teneramente con una ragazzina/o consigliandole/gli un modo per conservare sempre i propri sogni, e poi guardare con affetto protettivo lei/lui che guarda le stelle e pensare: quale sogno è più bello di questo scorcio di realtà?
Bella, lieve e tenera.
 

shvets olga

New member
E' molto bella la versione di qweedy.
Però, sto pensando, che per la mamma manca la parola speranza e non si vede il futuro nella poesia , c'è la realtà e l'esperienza degli anni passati: prenderci in giro, desideri implosi, mi basta cosi.
E se per una donna innamorata le parole E mi basta cosi per vedere l'immensità sono organiche e spiegabili,allora per una mamma dovrebbe essere qualcosa di più.
In ogni caso, poesia è bella.
 

maclaus

New member
La poesia è bella e...amara.
Quella E iniziale mi trasmette rassegnazione e malinconia...
Come dire: ma si, guardale tu le stelle che io è da un pezzo che non credo più ai sogni e ai desideri...alle illusioni.
Vivo con te, vivo per te, mi specchio in te (sperando) che questo mi basti.
E guardale tu...(incipit)
E mi basta così...(finale)
E' una E privativa, delimitante, diminuitiva...
Io (da amante) pretenderei di più dall'Amore...
 

Evy

Member SuperNova
Anch'io ho pensato a una persona che parla con un bambino, non necessariamente una mamma; forse ho immaginato la poetessa parlare teneramente con una ragazzina/o consigliandole/gli un modo per conservare sempre i propri sogni, e poi guardare con affetto protettivo lei/lui che guarda le stelle e pensare: quale sogno è più bello di questo scorcio di realtà?
Bella, lieve e tenera.

Alessandra hai indovinato: l'ho scritta guardando una foto di un ragazzino che purtroppo ha perduto la sua mamma, e a conti fatti potrei essere sua mamma, ha 17 anni e io 38.
Si chiama Lorenzo ed è un bel tipetto dall'aria malinconica come l'espressione che aveva in foto, stava guardando in aria e ho pensato che proprio quel giorno era il suo onomastico e la magica notte delle stelle,le parole mi sono uscite di getto.
Grazie a tutt*
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Io guardo te
Che guardi le stelle


Mi piace molto l'alternanza delle parole "guardo" e "guardi", dona un effetto figurato alla strofa, mi sembra proprio di vedere i due volti, lei rivolta verso lui e lui rivolto al cielo, io avevo pensato a due innamorati ma dopo la spiegazione di Evy l'ho riletta ed in effetti la frase "Guardale tu e credici sempre" sembra proprio un messaggio da lasciare per il futuro, un insegnamento da parte di una mamma, che forse è disillusa e nelle stelle non crede più, c'è un lei un'amarezza profonda, come a voler dire "credi tu nelle stelle anche per me perché io non ci riesco".
 

Ondine

Logopedista nei sogni
L'acrobata

Ogni notte quest’agile giovane donna
Riposa fra lenzuoli
A brandelli sottili come fiocchi di neve
Finché un sogno non ne solleva il corpo
Dal letto ad ardue sfide
D’acrobazie sul filo.
Tutta la notte in equilibrio
Con destrezza da gatta sulla perigliosa fune
In una sala gigantesca
Balla delicate danze
Allo schiocco di frusta ed al ruggito
Degli ordini del suo maestro.
Dorata, avanza precisa
Attraverso quell’aria greve.
Un passo e si ferma, sospesa
Al fulcro del suo gesto
Mentre grossi pesi le cadono attorno
Ed incominciano a volteggiare.
Addestrata a tal punto, la ragazza
Para l’affondo e la minaccia
Di qualunque oscillazione;
Con un improvviso slancio e una piroetta
Chiama l’applauso, la corda luccicante
Le affonda affilata in ogni coraggioso arto.
Poi, finito il difficile esercizio, fa un inchino
E serenamente si lancia giù
attraverso il pavimento di vetro
in salvo verso casa; ma, roteando occhi allenati
un domatore di tigri ed un pagliaccio sogghignante
si accovacciano, lanciandole palle nere.
Alti carri rotolano dentro
Con tuono di leoni; tutto s’adopera
Ed avanza sgraziato
Per intrappolare questa oltraggiosa leggera regina
E sbriciolare in atomi
Le sue nove vite cosi inafferrabili.
Ma lei s’accorge dello stratagemma
Di pesi neri, palle nere e carri neri
E con un’ultima abile finta salta
Attraverso il cerchio del suo rischioso sogno
Per balzar sù seduta del tutto desta
All’arrestarsi dello squillo della sveglia.
Ora come punizione per il suo talento
Di giorno è costretta a camminare temendo
I guanti d’acciaio del traffico, terrorizzata
Dalla paura che, per dispetto, tutta
L’elaborata impalcatura del cielo sopra la sua testa
Cada alla fine fragorosamente sulla sua fortuna.

Sylvia Plath
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Oggi partiamo con la seconda poesia :)

I frutti del compenso

I giorni che tu credi dissipati
nel chiasso e nella noia,
a tua insaputa rodono il deserto
con furiose radici

trovano un filo d'acqua mentre dormi
o aspetti a lungo un treno che non viene,
e succhiano in silenzio, e ti preparano
i frutti del compenso.

Maria Luisa Spaziani
 

qweedy

Active member
Oggi partiamo con la seconda poesia :)

I frutti del compenso

I giorni che tu credi dissipati
nel chiasso e nella noia,
a tua insaputa rodono il deserto
con furiose radici

trovano un filo d'acqua mentre dormi
o aspetti a lungo un treno che non viene,
e succhiano in silenzio, e ti preparano
i frutti del compenso.

Maria Luisa Spaziani

Questa è la poesia più consolatoria che conosco, da leggersi nei momenti tristi per risollevare il morale. E' la speranza che anche i giorni vani e infruttuosi, in cui pare di aver vissuto inutilmente e aver sprecato il proprio tempo, abbiano invece un senso, una compensazione futura.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
o aspetti a lungo un treno che non viene
Ecco, esattamente così mi sento.
Di sicuro la poetessa, con queste meravigliose immagini come "le furiose radici che trovano un filo d'acqua mentre dormi", voleva infondere speranza ma in me non sortiscono questo effetto, mi piace molto questa poesia però a livello estetico, è potente, mi colpisce molto e mi turba soprattutto l'immagine de "i giorni che rodono il deserto".
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Oggi partiamo con la seconda poesia :)

I frutti del compenso

I giorni che tu credi dissipati
nel chiasso e nella noia,
a tua insaputa rodono il deserto
con furiose radici

trovano un filo d'acqua mentre dormi
o aspetti a lungo un treno che non viene,
e succhiano in silenzio, e ti preparano
i frutti del compenso.

Maria Luisa Spaziani

Mi ha emozionato così tanto che l'ho scritta nello stato di whatsapp, voglio che tutti la conoscano... i commenti domani, ma è difficile aggiungere qualsiasi cosa, davvero.
 
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