46° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Buongiorno,
chi vuole partecipare al 46° Poeticforum?
Inserite le vostre poesie preferite, coraggio! Poi le commenteremo tutti insieme.
 

maclaus

New member
Potrei

Perdermi nelle stelle
dell'universo,
Tuffarmi in un mare
sconfinato,
Accecarmi nel sole
rifulgente,
Urlare la mia rabbia
all'infinito...

Tutto questo io potrei.

Rimarrei lo stesso
soltanto
una piccolissima luce
persa nello spazio
e nel tempo
di una notte senza fine...

(Maclaus)
 

Shoshin

Well-known member
Sogno il mio sogno preferito
e la notte non finisce mai.
Gli alberi rivelano il loro alfabeto
e stelle che
parlano dell’infinito
di ogni soffio del vivere.
Costruisco madri passate
con la mano affondata nella notte.
Che bello era il suo angolo
dove echi vaghi la nominavano!
Così, di spalle a me,
fuggiva ad un paese baciato
dalla sua gelida gioventù.
Madre che
cucinavi distanze
nelle pentole del giorno.
Mi parli ancora
dalle crepe del tempo.



Juan Gelman

Buenos Aires, 3 5 1930 – Città del Messico, 14 1 2014

da “Mondessere“

traduzione di Laura Branchini
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Grazie a qweedy ho scoperto questo poeta che mi è piaciuto moltissimo, Francesco Tomada :)
Per questa volta glielo "rubo" e riporto questa poesia, che mi pare non sia mai stata postata.

La Terra Promessa

Volevo scrivere di loro
ma mi chiedevo come
perché non so da cosa sono fuggiti
o forse ho paura di immaginarlo

camminano a piccoli gruppi
in cui non parla nessuno

aspettano a decine fuori dalla Caritas
quando è ora di cena
qualcuno telefona altri guardano la strada
soltanto pochi sorridono

dormono sulle rive dell’Isonzo
eppure hanno i vestiti in ordine e puliti

volevo scrivere di loro
anche di Tajmur
ma ieri
se lo è preso il fiume.
 

qweedy

Active member
Quando viene la notte,
io sto sulla scala e ascolto,
le stelle sciamano in giardino
ed io sto nel buio.
Senti, una stella è caduta risuonando!
Non andare a piedi nudi sull'erba;
il mio giardino è pieno di schegge.

Edith Irene Södergran
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Proviamo a iniziare i commenti..e apriamo alla grande con Maclaus :)

Potrei
Perdermi nelle stelle
dell'universo,
Tuffarmi in un mare
sconfinato,
Accecarmi nel sole
rifulgente,
Urlare la mia rabbia
all'infinito...

Tutto questo io potrei.

Rimarrei lo stesso
soltanto
una piccolissima luce
persa nello spazio
e nel tempo
di una notte senza fine...

(Maclaus)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Le poesie di maclaus sembrano semplici e invece spesso nascondono un significato che non riesco a cogliere. Leggendo questa penso a quanto è piccino l'essere umano di fronte all'immensità del mondo, però quelle ultime parole "notte senza fine" mi trasmettono pessimismo, come se la vita fosse soltanto una notte buia e difficile da superare.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
In questa poesia di maclaus, apparentemente semplice ma profonda (condivido il pensiero di alessandra) c'è del pessimismo finale, vero, ma percepisco anche un desiderio nascosto di ribellione, ma forse il termine più corretto è "espressione", un desiderio di tirare fuori forse emozioni rimaste controllate dentro di sé.
Perdermi, tuffarmi, accecarmi, urlare, per me indicano una forte volontà di espressione ma subito dopo c'è quel "potrei" che blocca tutto.
Questa poesia è molto potente a livello espressivo.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Aggiungo la mia proposta, anche se con molto ritardo.

Separare congiungere
spargere all’aria
racchiudere nel pugno
trattenere
fra le labbra il sapore
dividere
i secondi dai minuti
discernere nel cadere
della sera
questa sera da ieri
da domani.

Goliarda Sapienza
 

qweedy

Active member
Potrei
Perdermi nelle stelle
dell'universo,
Tuffarmi in un mare
sconfinato,
Accecarmi nel sole
rifulgente,
Urlare la mia rabbia
all'infinito...

Tutto questo io potrei.

Rimarrei lo stesso
soltanto
una piccolissima luce
persa nello spazio
e nel tempo
di una notte senza fine...

(Maclaus)

Bella poesia, all'inizio c'è la consapevolezza delle possibilità infinite che la vita ci offre, alla fine c'è la coscienza di essere un granello di sabbia nell'universo. E' la nostra condizione umana, capace di godere della gioia dell'universo, ma pur sempre solo particella infinitesimale dello stesso. Abbiamo in noi l'infinito, ma anche la limitatezza umana.
 

maclaus

New member
Grazie a tutti per i commenti che trovo perfettamente coerenti con il momento in cui scrissi questi versi. Era un momento molto difficile e complicato per me e, come quasi sempre mi succede, scrissi di getto senza "ritocchi", tant è che oggi forse riscriverei il finale. Ma come ho sempre sostenuto per me la poesia è la fotografia di un attimo, uno stato d'animo immediato da mettere nero su bianco...
 

Monica

New member
Perdermi nelle stelle
dell'universo,
Tuffarmi in un mare
sconfinato,
Accecarmi nel sole
rifulgente,
Urlare la mia rabbia
all'infinito...

Tutto questo io potrei.

Rimarrei lo stesso
soltanto
una piccolissima luce
persa nello spazio
e nel tempo
di una notte senza fine...

(Maclaus)

Complimenti a Maclaus!!!!!!
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Visto che ci siamo svegliati inserisco la seconda proposta :D

Sogno il mio sogno preferito
e la notte non finisce mai.
Gli alberi rivelano il loro alfabeto
e stelle che
parlano dell’infinito
di ogni soffio del vivere.
Costruisco madri passate
con la mano affondata nella notte.
Che bello era il suo angolo
dove echi vaghi la nominavano!
Così, di spalle a me,
fuggiva ad un paese baciato
dalla sua gelida gioventù.
Madre che
cucinavi distanze
nelle pentole del giorno.
Mi parli ancora
dalle crepe del tempo.



Juan Gelman

Buenos Aires, 3 5 1930 – Città del Messico, 14 1 2014

da “Mondessere“

traduzione di Laura Branchini
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Non conoscevo questo poeta.
L'immagine iniziale della notte è molto bella, questa notte dove si rivela il sogno, dove alberi e stelle nel silenzio notturno sono presenze vive, che fanno da cornice al sogno.
Sogna la madre, forse lo ha abbandonato.
Avverto un misto di tristezza, rancore, amore, emozioni contrastanti, una ferita aperta.
 

Shoshin

Well-known member
Visto che ci siamo svegliati inserisco la seconda proposta :D

Sogno il mio sogno preferito
e la notte non finisce mai.
Gli alberi rivelano il loro alfabeto
e stelle che
parlano dell’infinito
di ogni soffio del vivere.
Costruisco madri passate
con la mano affondata nella notte.
Che bello era il suo angolo
dove echi vaghi la nominavano!
Così, di spalle a me,
fuggiva ad un paese baciato
dalla sua gelida gioventù.
Madre che
cucinavi distanze
nelle pentole del giorno.
Mi parli ancora
dalle crepe del tempo.



Juan Gelman

Buenos Aires, 3 5 1930 – Città del Messico, 14 1 2014

da “Mondessere“

traduzione di Laura Branchini


Dalle crepe del tempo...
Mi parli ancora è vero.
Anche se mi pare di aver
perso per sempre la memoria
della tua voce terrena,
io ti sento e ti ascolto.
 

qweedy

Active member
"Madre che
cucinavi distanze
nelle pentole del giorno.
Mi parli ancora
dalle crepe del tempo."

Questi versi sono stupendi, perfetti.
I suoi genitori erano immigrati ebrei ucraini.
Leggendo la biografia di Juan Gelman, ho provato molta pena per lui. Nel 1976 il regime militare argentino sequestra e uccide suo figlio Marcelo Ariel e sua nuora Maria Claudia García Iruretagoyena, genitori di una bimba nata in carcere e della quale si perde ogni traccia. Nel 1990 vengono identificati i resti del figlio Marcelo, ucciso con un colpo alla nuca e sepolto in un bidone riempito di sabbia e cemento. Nel 1999 Gelman ritrova la nipote scomparsa, data in adozione a una famiglia di Montevideo.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Sogno il mio sogno preferito
e la notte non finisce mai.
Gli alberi rivelano il loro alfabeto
e stelle che
parlano dell’infinito
di ogni soffio del vivere.
Costruisco madri passate
con la mano affondata nella notte.
Che bello era il suo angolo
dove echi vaghi la nominavano!
Così, di spalle a me,
fuggiva ad un paese baciato
dalla sua gelida gioventù.
Madre che
cucinavi distanze
nelle pentole del giorno.
Mi parli ancora
dalle crepe del tempo.




Bellissima. A volte l'assenza diventa presenza nel ricordo, credo però non subito.
 

shvets olga

New member
Perdermi nelle stelle
dell'universo,
Tuffarmi in un mare
sconfinato,
Accecarmi nel sole
rifulgente,
Urlare la mia rabbia
all'infinito...

Tutto questo io potrei.

Rimarrei lo stesso
soltanto
una piccolissima luce
persa nello spazio
e nel tempo
di una notte senza fine...

(Maclaus)

Per me nella poesia parola centrale è "potrei", tutto in esso:gioventù, sogni, niente di impossibile, tutta la vita davanti...
La vita è stata vissuta non è male, molto è stato fatto, molto non è stato fatto...
Potrei..., ma non più tempo.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Grazie a qweedy ho scoperto questo poeta che mi è piaciuto moltissimo, Francesco Tomada :)
Per questa volta glielo "rubo" e riporto questa poesia, che mi pare non sia mai stata postata.

La Terra Promessa

Volevo scrivere di loro
ma mi chiedevo come
perché non so da cosa sono fuggiti
o forse ho paura di immaginarlo

camminano a piccoli gruppi
in cui non parla nessuno

aspettano a decine fuori dalla Caritas
quando è ora di cena
qualcuno telefona altri guardano la strada
soltanto pochi sorridono

dormono sulle rive dell’Isonzo
eppure hanno i vestiti in ordine e puliti

volevo scrivere di loro
anche di Tajmur
ma ieri
se lo è preso il fiume.

Intanto questa è la terza proposta, se vi va di commentarla :wink:
 
Alto