Sciascia, Leonardo - A ciascuno il suo

Palmaria

Summer Member
Pubblicato nel 1966 e oggi tradotto in tutto il mondo, questo romanzo dell'oscura, crudele Sicilia, è universalmente considerato una delle maggiori imprese narrative di Sciascia. Sobrio, amaro, sottilmente sarcastico, e insieme netto e preciso nei contorni, racconta la storia di un farmacista che "viveva tranquillo, non aveva mai avuto questioni, non faceva politica", e un giorno riceve una lettera anonima che lo minaccia di morte. Da questo punto in avanti tutta la realtà comincia a traballare, e il sospetto, l'insinuazione e il sangue dominano la realtà del paese, nell'entroterra siciliano. Tutta l'arte di Sciascia sta nell'aggrovigliare e dipanare, volta a volta, questa matassa. Nulla sfugge al groviglio, e alla fine vi rimarrà soffocata proprio la figura dell'investigatore disinteressato, dell'osservatore lucido, il quale, quanto più indagava, tanto più "nell'equivoco, nell'ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto".

In questo libro l'intreccio narrativo ben costruito consente allo scrittore di mettere in evidenza i meccanismi di stampo mafioso per cui è tristemente nota la Sicilia. Lo sguardo disincantato che Sciascia riserva alla sua terra ed ai giochi di potere che la governano non può che ricordare al lettore la mentalità siciliana già descritta nel Gattopardo, ma qui, a mio avviso, più duramente denunciata dall'autore.
Bel romanzo!
 

elena

aunt member
In questo libro l'intreccio narrativo ben costruito consente allo scrittore di mettere in evidenza i meccanismi di stampo mafioso per cui è tristemente nota la Sicilia. Lo sguardo disincantato che Sciascia riserva alla sua terra ed ai giochi di potere che la governano non può che ricordare al lettore la mentalità siciliana già descritta nel Gattopardo, ma qui, a mio avviso, più duramente denunciata dall'autore.
Bel romanzo!

Quoto in pieno Sara :D!
In questo libro Sciascia effettua un'analisi più disincantata della sua terra, mettendo in risalto e denunciando proprio gli aspetti meno edificanti !
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
Colpisce la lucidità con cui Sciascia scrive questo libro negli anni sessanta, dove l'impotenza e l'ambiguità la fanno da padroni.
Bello anche il film di Elio Petri con Gian Maria Volontè
 

zanblue

Active member
Lo stile di Sciascia mi piace sempre,anche in questo libro,da quando il protagonista riceve la lettera anonima,i suoi dubbi i suoi sospetti diventano anche i tuoi.
 

Heteronym

New member
Non connosco il libro, ma il film con Gian Maria Volonté é molto bello, mi piace sopratutto la colonna sonora di Luis Bacalov:

 

Des Esseintes

Balivo di Averoigne
Per quanto mi riguarda questo signore siciliano è il migliore autore italiano di prosa. Questo breve romanzo ne costituisce l'ennesima prova. Possiede uno stile gustosissimo da questo promanano un'acutezza e una cultura spaventose. Diversi sono i passaggi degni di nota: arguzie, constatazioni, giochi di parole, rimandi, sentenze, allusioni e ambiguità costituiscono il piano portante di tutta l'opera. Sciascia si districa magistralmente nel "groviglio di vipere" già immaginato da Mauriac trent'anni prima e restituisce l'immagine di una Sicilia assolata negli esterni ma buia negli interni (in stanze che non si vedono, dove si decidono "cose"); nei meandri della politica, nelle chiacchiere malevole da bar e nei sorrisi ingannatori dei vari personaggi prende vita un sottobosco omogeneo di segreti, invidie e segrete passioni.
Come al solito la trama gialla è mero pretesto e l'attore principale, lo schivo professor Laurana, vi passa attraverso da un'intuizione all'altra, per il solo gusto di cercare di capire i motivi dell'iniziale duplice omicidio. Il meccanismo a orologeria creato da Sciascia si chiuderà nel finale dando le risposte che cercava a Laurana e al contempo lasciando il lettore attonito...
In questo romanzo v'è anche l'inserimento, non spesso utilizzato dal nostro, di un'interessantissima figura femminile: la conturbante vedova Luisa attorno alla quale pare giri tutta la narrazione; i passaggi nei quali praticamente qualsiasi maschio del paese fantastica su di lei sono deliziosi.
Forse gli ho preferito "Il contesto" ma non c'è dubbio che la lucidità e l'abilità di Sciascia nel tratteggiare una realtà che è molto simile alla nostra ancora oggi, è qualcosa di mirabile.
Consigliatissimo!
 

Spilla

Active member
Ho letto poco di Sciascia e comunque quando ero troppo giovane per poterlo apprezzare. Questo libro, invece, mi è capitato tra le mani di recente e l'ho trovato lucido, inquietante e profondamente realistico.
 
Alto