Il desiderio mi brucia di Cesare Pavese
Il desiderio mi brucia
il desiderio di cose belle
che ho viste e non vissute.
Il desiderio mi brucia
ed impera ardente e solo
nel mio cuore e nel mio cervello.
Desidero tante cose
che ho viste in trasparenza
di musica fiori e profumi.
Di luci e di brusii strani
che avvicinano l'anima alla poesia.
Che è questa voce?
È il mio violino che canta
(Strano. Eppure io non ci sono!)
E questa vertigine insolita?
È quella che provo quando La vedo.
Tutto pare uno strano capogiro di febbre
pieno di tanti frantumi di cristallo
che scintillano e tintinnano
tintinnano, tintinnano e scintillano ...
... ed in questa vertiginosa ridda
ancora la vedo, bella e quasi assente
immensamente bella
ma lontana...
... lontana...
lontana...
... come la musica...
... come l'inebriante profumo...
... come le luci che ora sono
nel silenzio spente.
8 marzo 1929
Becco sempre queste storie di amori non corrisposti...chissà perché

Be', perché buona parte delle poesie scritte dalla creazione del mondo fino a oggi ne parla, certo...
Già la prima parte stringe il cuore se si pensa a quante cose belle non potremo vivere mai...ed ecco che nella seconda il desiderio bruciante del buon Cesare si concretizza e si trasforma in una sensazione insieme inebriante e dolorosa, dovuta a Lei.