Le nostre poesie

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Stralci di parole,
visioni notturne,
un continuo senso di colpa immotivato da placare.
Inquietudine e insicurezza pervadono i miei giorni.
Panico, battito alterato e senso di soffocamento.
Anelo alla normalità ma
continuo ad essere pervasa dalla follia.
(9 ottobre 24)

L'ho ritrovata stasera per caso, è ancora attuale
 

Elizabeth.

Member
Una mia poesia💋

Sogni
"Mi desto da sogni su di te
nel mio primo,dolce sonno della notte
quando i venti soffiano lievi
E le stelle splendono luminose.
Mi desto da sogni su di te
e uno spirito diede ali al mio cuore
facendomi correre,
mentre vaganti arie si perdono nella scura,
tacita notte.
Le ombre si stendevano su di noi,
era quasi il crepuscolo e
lentamente una solitaria
lacrima inizia a scivolarmi
lungo la mia gelida e pallida guancia.
Spiriti camminano al nostro fianco
mentre la nostra follia cammina
di pari passo con l'incantata aria,
mentre ogni cosa risplende con dolcezza
verso il nostro cuore e la nostra anima.
Ormai il giorno e finito e le ombre
cadono dalle ali della notte
come piume che, lentamente
cadono volteggiando leggere
nell'aria fredda che ci circonda."
 

greenintro

Well-known member
Rimpianti.
Foglie sbattute da un vento che spira in direzione contraria
A inseguirle, cadi in terra, i capelli si scompigliano, sparati in direzioni senza senso, inutile follia che macera dall'interno.
Ma fingere di ignorarle non si può.
Non siamo formiche, gli occhi si aprono sul celeste vuoto del possibile, dell'immaginaria alternativa al crudo fatto.
Anche quando fa male, anche se soli ci sentiamo di fronte al luccichio di foglie che fuggono lontane, imprendibili per la cinica logica del mai più.
Non saranno mai gli occhi tanto pesanti che lo sguardo scivoli verso la noiosa terra, che solo scarpe pesanti si degnano rassegnate a carezzare, al contempo infastidite e impietosite per la sua monotonia ottusa.
 

NardaNick

Narda che legge... e scrive
Su carta intestata

Sono un numero,
non più solo un nome.

Inchiostro vischioso
su un tampone consunto,
un piatto di ferro, un materasso,
legato, ammaestrato.

La scala si snoda su sporche pareti,
sale lassù nei piani affollati,
scende laggiù
nell’inferno più freddo.

Un’ora d’aria per respirare,
corpi in attesa,
una precisa colonna,
il fratello in divisa
sorveglia i miei sogni.

Lo Stato materno
mi dà carta intestata:
una domanda d’amore
per sentire una voce.

Chiedo il permesso
per il cuore che batte.

Un timbro decide.
 

Cynthia M.

Il silenzio non è assenza di suono...è rumore.
Lei che ha il cuore di lava e gli occhi di cielo,
ha imparato a camminare sul filo tra la terra e il volo.
Il suo ruggito è una preghiera.
Il suo silenzio è una mappa.
Ogni volta che scrive, si ricorda di esistere.
Ogni volta che ama, si addormenta senza paura.
Ma la sua sfida è ancora lì, nascosta tra le pieghe del giorno:
imparare a essere accesa
senza aver paura di consumarsi.

Cynthia M.
 

greenintro

Well-known member
Tempo perso
Tempo davvero ben speso.
Tempo perso dalle lancette, sgattaiolato via dal loro muoversi a tagliola,
tenaglie che intendevano sezionare un cadavere.
E invece corre verso la salvezza, verso la vita,
verso lo scorrere di un fiume che è sempre più di ogni raccolta di foto che lo ritraerrebbero fermo,
onde libere di sommergere ogni orologio,
illuso di misurare il tempo del loro erompere, di far di una vivente coscienza uno stupido numero.
 
Alto