78° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
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Dopo un bel po' di tempo apro il 78° Poeticforum dedicato alle poesie da voi proposte e ai relativi commenti.
Chi vuole può proporre fino a tre poesie, considerato che i partecipanti sono sempre molto pochi.
Spero che stavolta riuscirò a essere più presente!
A voi l'inizio della fase delle proposte!
 
D

Deleted member 11371

Guest
A IMMAGINARE UNA VITA CE NE VUOLE UN’ALTRA


A immaginare una vita ce ne vuole un’altra
già pronta a disperdersi
già pronta a non
restituirsi niente a dimenticarsi anche le
parole.
Sembra di scherzare a notte fonda e solitaria
sembra di avere un’età distinta da qualcos’altro
uno stormo che gira attorno gridando
un profumo impreciso di carne bruciata
o un testamento o una casa da acquistare
non so dove

una luce che cambia come me senza sapere
a immaginare una testa più dura
un cuore diverso
una piccola foresta più dentro
dove c’è il respiro

Se fossi un artigiano riprenderei il lavoro
a costruire un comodino celeste
ad avere freddo di mattino vicino al ponte
a vedere i cipressi nel cielo colore del fiume
a parlarmi come a un giovanotto

e se non fossi che un provvisorio mortale
come mio padre come i miei fratelli
a discutere in treno fumando
e a bere liquori bianchi
e certe volte scivolare sulle caviglie come
una signorina nella neve come un ragazzo
con le scarpe nuove

qualcosa è sospeso come un roveto ardente
senza figura né parola
come stessi ben piantato in terra e insieme a
un’infinita altezza

come un lontanissimo mai nato
da qualche mattino i fantasmi mi parlano
appaiono dietro le finestre azzurre
mi toccano le spalle
mi respirano attorno al collo
come un suono di passi che d’improvviso s’alza e poi si smorza
in una quiete simile a sonno d’un animale
come se qualcosa vivesse dentro il rumore dell’acqua
dentro un nido dentro gli occhi chiusi

e io mi chiedo se il coraggio di vedere tremare
e crescere
possa essere il lievito del mio nuovo giorno.

Victor Cavallo


Fonte: https://antoniobux.wordpress.com/20...-4-poesie-da-ecchime-stampa-alternativa-2003/
 

alessandra

Lunatic Mod
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Poesia in dialetto marchigiano di Elena Micheletti

Quella che vedi lassù,
affacciata ntel balcò cò la vestaglia blu,
è mi nonna.
Se chiama Argia
ancò se lia non se l’arcorda.

Sta a sede tutto el giorno
davanti al camì
e se carezza le gambe
ancò se stai a sentì a lia ne fa un bel pò.
Lava, stira e
‘oh è pronto el pranzo’.
In verità sta a sede tutto el giorno
perchè non è più bona
manco a lavasse.

El marito, Berto,
che saria mi nonno
è morto n’anno fa,
ancò se lia non ce l’sa ancora.
Me domando se se’l chiede
che fine ha fatto quando non lo rvede
tornà dal campo.

Quella che vedi lassù,
affacciata ntel balcò, c
he fa un cenno con la mà per salutà
è mi nonna.
Ancò se lia non se l’arcorda
e potria esse chiunque
io.
Me domando se se’l chiede
perchè sti occhi mii
so così tanto uguali
agli occhi sui.
 
D

Deleted member 11371

Guest
Mah, forse una lista snella come questa potrebbe essere più leggera come approccio, magari una/uno si sente più rilassato a vederne solo tre, tanto le altre poesie aspettano pazientemente, se c'è una creatura al mondo che non si affanna, non spinge, non sgomita e non guarda l'orologio è la poesia.
La poesia non ha meridiane o galli che la svegliano
le sue onde hanno il ritmo lunare del respiro
i suoi tempi sono granelli di sabbia sotto il mare
le sue canzoni hanno l'alito e il suono dei segreti
le poesie sono fiato, parvenza, realtà nell'illusione
fanno bene con forza, fanno male piano
ed io.. mi son fatta un po' prender la mano😆
 

Shoshin

في الذاكرة
C'è una lingua senza parole
che le parole ignorano,
un linguaggio segreto delle cose
che si rivelano nel silenzio
C'è un'ombra in ogni alfabeto
un improvviso cambio di lettere
nel saggio dizionario,
quando questo cuore oscuro
batte sulle labbra


Rubén Sevlever
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Iniziamo.... Prima poesia.


A IMMAGINARE UNA VITA CE NE VUOLE UN’ALTRA

A immaginare una vita ce ne vuole un’altra
già pronta a disperdersi
già pronta a non
restituirsi niente a dimenticarsi anche le
parole.
Sembra di scherzare a notte fonda e solitaria
sembra di avere un’età distinta da qualcos’altro
uno stormo che gira attorno gridando
un profumo impreciso di carne bruciata
o un testamento o una casa da acquistare
non so dove


una luce che cambia come me senza sapere
a immaginare una testa più dura
un cuore diverso
una piccola foresta più dentro
dove c’è il respiro


Se fossi un artigiano riprenderei il lavoro
a costruire un comodino celeste
ad avere freddo di mattino vicino al ponte
a vedere i cipressi nel cielo colore del fiume
a parlarmi come a un giovanotto


e se non fossi che un provvisorio mortale
come mio padre come i miei fratelli
a discutere in treno fumando
e a bere liquori bianchi
e certe volte scivolare sulle caviglie come
una signorina nella neve come un ragazzo
con le scarpe nuove


qualcosa è sospeso come un roveto ardente
senza figura né parola
come stessi ben piantato in terra e insieme a
un’infinita altezza


come un lontanissimo mai nato
da qualche mattino i fantasmi mi parlano
appaiono dietro le finestre azzurre
mi toccano le spalle
mi respirano attorno al collo
come un suono di passi che d’improvviso s’alza e poi si smorza
in una quiete simile a sonno d’un animale
come se qualcosa vivesse dentro il rumore dell’acqua
dentro un nido dentro gli occhi chiusi


e io mi chiedo se il coraggio di vedere tremare
e crescere
possa essere il lievito del mio nuovo giorno.

Victor Cavallo
 
D

Deleted member 11371

Guest
Sarò breve. (Attenzione, quando si comincia così è un pessimo segno).;)
Non conoscevo l'Autore né tantomeno la poesia. Mi ha attratta il verso lungo, poi mi ha incuriosita il profluvio di immagini, infine mi ha conquistata il tono quasi sognante dei versi. Ciò nonostante non ci ho capito una virgola (anche perché qui di virgole non ce n'è neanche una).:mrgreen:
Però col tempo ho imparato che la parola scritta non basta, bisogna leggere ad alta voce, assaggiare le sillabe, assorbire le immagini, masticare il suono e assaporare il senso. Anche così è una poesia non facile. Mi confondeva l'assenza del confortante trio soggetto - predicato - complemento che di solito illumina un discorso. Ma la poesia non è un discorso, magari potremmo dire che è un delirio, se Monna Poesia non si offendesse; allora diciamo che è un percorso nella mente di qualcuno e per entrarci è necessaria tanta pazienza.
Allora ho fatto tre cose:
- ho registrato me stessa mentre leggevo questi versi in modo che la mia voce interpretasse le parole;
- ho pensato a cosa avrei scritto se avessi fatto la fatidica "versione in prosa";
- ci ho dormito su.
Bè, insomma, ho scoperto che l'Autore ha descritto un processo che molti di noi mettono in atto quando si lasciano andare al fantasticare, cioè si è chiesto come sarebbe una vita diversa dalla propria. Ha immaginato miriadi di situazioni, di sensazioni, di emozioni. Ha inventato alcuni dei tanti mondi possibili, ha tentato l'impossibile impresa di uscire dalla propria pelle per esistere sotto altre forme e identità, ha annusato profumi inesistenti, ha seguito con la mente stormi d'uccelli, gente in treno, persone allegre sulla neve, donne uomini ragazzi ed è stato per un attimo ognuno di loro.
Che cuore ragazzino deve avere questo poeta per giocare così con il multiverso delle possibilità.
Il "lontanissimo mai nato", il mondo di ciò che non è accaduto ma potrebbe, gli si manifesta anche sotto forma di "fantasmi" cioè secondo me di immagini paragonabili alla visione rivelatrice di un roveto ardente in cui si nasconde e si manifesta la vita multiforme e inafferrabile. E questa manifestazione fantasmagorica e rutilante può anche attutirsi e diventare una calma ondata di accettazione o forse anche il brontolio animale di una vita ignota che sta per dilagare nel mondo: tutto un ribollire di fantasie che è, in fondo, semplicemente vivere.
Per i poeti, ovviamente. :giggle:
 
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alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
E' davvero una poesia molto criptica e l'ho capita meglio alla luce della descrizione di @Pathurnia .
Mi piace molto l'immagine di questo vecchio - lo immagino tale, senza aver letto niente di lui - con un animo così sognatore e fantasioso, la sua capacità di immaginare vite diverse, complete di dettagli così concreti che è come se tramite la forza della mente le vivesse davvero.
Non so se il poeta sia molto anziano e senta la morte vicina, il riferimento ai fantasmi mi fa banalmente pensare a questo - anche se gli ultimi versi sembrano opposti rispetto a questa idea - e magari in quel momento si sofferma a rimpiangere tutte le vite che non ha potuto avere.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Inserisco la seconda poesia.

Ti do me stessa,
le mie notti insonni,
i lunghi sorsi
di cielo e stelle
bevuti sulle montagne,
la brezza dei mari percorsi
verso albe remote.

Antonia Pozzi
 
D

Deleted member 11371

Guest
Raffinata lirica di una poetessa sensibile e tanto infelice.
Spero che abbia trovato pace.😢
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Bellissima, forse una metafora della sua breve vita, che è stata intensa e infelice, eppure l'immagine del percorso che lei compie verso rinascite forse irraggiungibili (la brezza dei mari percorsi verso albe remote) mi suggerisce un cammino lieve e sereno. Forse mi sbaglio o forse ha scritto questa poesia in un momento di pace.
 

alessandra

Lunatic Mod
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Poesia in dialetto marchigiano di Elena Micheletti

Quella che vedi lassù,
affacciata ntel balcò cò la vestaglia blu,
è mi nonna.
Se chiama Argia
ancò se lia non se l’arcorda.

Sta a sede tutto el giorno
davanti al camì
e se carezza le gambe
ancò se stai a sentì a lia ne fa un bel pò.
Lava, stira e
‘oh è pronto el pranzo’.
In verità sta a sede tutto el giorno
perchè non è più bona
manco a lavasse.

El marito, Berto,
che saria mi nonno
è morto n’anno fa,
ancò se lia non ce l’sa ancora.
Me domando se se’l chiede
che fine ha fatto quando non lo rvede
tornà dal campo.

Quella che vedi lassù,
affacciata ntel balcò, c
he fa un cenno con la mà per salutà
è mi nonna.
Ancò se lia non se l’arcorda
e potria esse chiunque
io.
Me domando se se’l chiede
perchè sti occhi mii
so così tanto uguali
agli occhi sui.

Ecco la terza proposta:)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Conosco poco di questa giovane poetessa scoperta per caso, mi è piaciuta la sua scelta di scrivere nel suo dialetto, anche perché è poco conosciuto e comunque comprensibile.
Questa è una poesia tanto lieve e tenera - la poetessa si rivolge alla nonna con un tono protettivo e affettuoso - quanto triste. Percepire il vuoto nella mente dei propri cari, di coloro che magari fino a qualche tempo prima sono stati una guida, vedere che neppure ti riconoscono, è atroce. Consola pensare che forse chi non ha più memoria o ha pochi momenti di lucidità soffre poco, ma sarà davvero così?
 
D

Deleted member 11371

Guest
Consola pensare che forse chi non ha più memoria o ha pochi momenti di lucidità soffre poco, ma sarà davvero così?
La poesia è lieve e affettuosa, evoca bene la perplessità di chi sta da questo lato della smemoratezza.
Ma la domanda di Alessandra resterà senza risposta, non possiamo sapere se soffrono. Però di sicuro sono capaci di gioire della carezza, dell'abbraccio, del tono di voce gentile e carezzevole. La mente si perde, ma il corpo ricorda. Siamo noi che non dobbiamo mai dimenticare questo. :)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Prossimo passo...


C'è una lingua senza parole
che le parole ignorano,
un linguaggio segreto delle cose
che si rivelano nel silenzio
C'è un'ombra in ogni alfabeto
un improvviso cambio di lettere
nel saggio dizionario,
quando questo cuore oscuro
batte sulle labbra


Rubén Sevlever
 
D

Deleted member 11371

Guest
Il momento rivelatore di questa interessantissima composizione è tutto qui: "quando questo cuore oscuro batte sulle labbra". Eh sì, le labbra rispondono troppo spesso a verità che verità non sono perché rappresentano solo la logica senza l'emozione. Come se fossimo solo robottini razionali. Ce la prendiamo con Cartesio che tra res cogitans e res extensa non considera la res trepidans? (Quest'ultima è un'invenzione mia estemporanea ;)). Sì, in parte la colpa è di Cartesio, ma diciamocelo: le emozioni sono sempre diverse, hanno bisogno di una profondità di comprensione che costa sforzo e fatica. Allora troppo frequentemente abbiamo parole senza spessore e quindi senza verità. Tutto questo si sconfigge solo con la poesia, che lascia parlare il mondo del profondo dove un moto dell'animo e il volo di uno stormo di uccelli hanno lo stesso significato.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Molto belli questi versi che sembrano sottolineare il contrasto tra la (spesso) non-verità delle parole e la verità e profondità del silenzio. Per chi lo sa ascoltare.
 
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