Sarò breve. (Attenzione, quando si comincia così è un pessimo segno).

Non conoscevo l'Autore né tantomeno la poesia. Mi ha attratta il verso lungo, poi mi ha incuriosita il profluvio di immagini, infine mi ha conquistata il tono quasi sognante dei versi. Ciò nonostante non ci ho capito una virgola (anche perché qui di virgole non ce n'è neanche una).

Però col tempo ho imparato che la parola scritta non basta, bisogna leggere ad alta voce, assaggiare le sillabe, assorbire le immagini, masticare il suono e assaporare il senso. Anche così è una poesia non facile. Mi confondeva l'assenza del confortante trio soggetto - predicato - complemento che di solito illumina un discorso. Ma la poesia non è un discorso, magari potremmo dire che è un delirio, se Monna Poesia non si offendesse; allora diciamo che è un percorso nella mente di qualcuno e per entrarci è necessaria tanta pazienza.
Allora ho fatto tre cose:
- ho registrato me stessa mentre leggevo questi versi in modo che la mia voce interpretasse le parole;
- ho pensato a cosa avrei scritto se avessi fatto la fatidica "versione in prosa";
- ci ho dormito su.
Bè, insomma, ho scoperto che l'Autore ha descritto un processo che molti di noi mettono in atto quando si lasciano andare al fantasticare, cioè si è chiesto come sarebbe una vita diversa dalla propria. Ha immaginato miriadi di situazioni, di sensazioni, di emozioni. Ha inventato alcuni dei tanti mondi possibili, ha tentato l'impossibile impresa di uscire dalla propria pelle per esistere sotto altre forme e identità, ha annusato profumi inesistenti, ha seguito con la mente stormi d'uccelli, gente in treno, persone allegre sulla neve, donne uomini ragazzi ed è stato per un attimo ognuno di loro.
Che cuore ragazzino deve avere questo poeta per giocare così con il multiverso delle possibilità.
Il "lontanissimo mai nato", il mondo di ciò che non è accaduto ma potrebbe, gli si manifesta anche sotto forma di "fantasmi" cioè secondo me di immagini paragonabili alla visione rivelatrice di un roveto ardente in cui si nasconde e si manifesta la vita multiforme e inafferrabile. E questa manifestazione fantasmagorica e rutilante può anche attutirsi e diventare una calma ondata di accettazione o forse anche il brontolio animale di una vita ignota che sta per dilagare nel mondo: tutto un ribollire di fantasie che è, in fondo, semplicemente vivere.
Per i poeti, ovviamente.
