Non ci ho capito un punto!

DaneelOlivaw

Well-known member
In effetti ci sono dei numeri che fanno impressione.
Centomila nuovi libri pubblicati ogni anno? Assurdo!
Il 30% non vende nemmeno una copia e buona parte ne vende uno (la mamma). Ovvio per il punto sopra.
Per leggere bisogna togliere tempo a qualcos'altro (capitan ovvio) sempre 24 ore ci sono al giorno.
I libri costano troppo? Nella maggior parte dei casi non è vero.
 

malafi

Well-known member
Certo che i nostri efficientissimi servizi di biblioteca per i cittadini, di cui io sono ampio utilizzatore (leggo sui 15-20 libri/anno e non compro un libro da parecchi anni 😇) non favorisce il mercato.
A volte mi chiedo se questo trade off (come dicono quelli bravi) abbia una soluzione.
A volte mi chiedo se devo vergognarmi di utilizzare così massicciamente il servizio messo a disposizione dal mio Comune.
 
D

Deleted member 11371

Guest
A volte mi sono chiesta se il mio leggere libri da Internet Archive danneggi l'editoria. Francamente penso di no, perché dei libri che leggo ne parlo ampiamente, e questo potrebbe (dovrebbe?) invogliare alla lettura degli stessi libri in formato cartaceo.
Inoltre, non ritengo probabile che molti altri leggano dal computer, è una lettura fisicamente scomoda, anzi decisamente stancante. Altri difetti di questo modo di leggere:
- è oggettivamente difficile tornare indietro a rileggere un periodo particolarmente interessante
- non fa certo bene agli occhi
- manca il bello di ritrovare le sottolineature, le note a margine, insomma le tracce di un rapporto d'amore anche molto fisico che invece esiste con i libri "veri".
E poi c'è una considerazione decisiva. Può sembrare un controsenso, ma quando ho "assaggiato" un testo leggendolo dal computer mi viene un desiderio irrefrenabile di possedere il libro materiale per gustarlo in maniera molto più profonda e, perché no, anche comoda. E credo che lo stesso possa succedere a chi legge come me dal computer.
Infine, se pensate che questa sia una excusatio non petita, forse avete ragione. Ma forse è meglio parlare (e invogliare all'acquisto) di un libro non particolarmente pubblicizzato che consumare best seller che troppo spesso non fanno nulla per ampliare gli orizzonti della conoscenza ma ubbidiscono solo a logiche di mercato.
Quindi, secondo me rivolgersi alle biblioteche reali o virtuali può solo contribuire a schiodarsi dalla pappa mainstream e cercare un tipo di lettura che spazi dal contemporaneo all'antico, magari sfuggendo anche alla cancel culture. Perché credo che in questo modo anche il comprare diventi un comprare consapevole.
 

MaxCogre

Well-known member
Nell'articolo mi pare che tenti di spiegare perchè l'editore è costretto o adescato a pubblicare tutti quei titoli o comunque tutta quella quantità, però io non tanto l'afferro questa cosa... è una cosa che ha a che fare col gioco d'azzardo lol?
 

MaxCogre

Well-known member
Nessuno mi leva dalla testa però che i costi per produrre le 'merci culturali' sono scesi consentendo a tutti di provare a fare l'editore, il produttore: da qui in poi più o meno è matematica. Costa anche meno scrivere eh! Mettici in conto pure questo, eccoci qua dove siamo.
 

MaxCogre

Well-known member
in un certo senso il gioco d'azzardo c'entra: se il rischio personale è basso MA se ti dice culo diventi J. K. Rowling (o l'editore di JK Rowling) perché non provarci? Ed una volta che tutti ci hanno provato indipendentemente dalla professionalità e dal talento, sputtanando il mercato e impedendo con una tale mole qualsiasi cernita di critica o di pubblico, poi veramente cambiano le regole del gioco: tra migliaia di titoli siamo costretti a scegliere la copertina dal colore più vivace, o il titolo eclatante, o lo scandalo o il caso annunciato, o una pubblicità azzeccata e guitta, e poi c'è la botta di culo: il libro, proprio quello, diventa virale così come il video su youtube dell'anonimo utente pippo... ecco: la libreria oggi per me è diventata come youtube, non mi vergogno di non andarci lol
 
Ultima modifica:

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Certo che i nostri efficientissimi servizi di biblioteca per i cittadini, di cui io sono ampio utilizzatore (leggo sui 15-20 libri/anno e non compro un libro da parecchi anni 😇) non favorisce il mercato.
A volte mi chiedo se questo trade off (come dicono quelli bravi) abbia una soluzione.
A volte mi chiedo se devo vergognarmi di utilizzare così massicciamente il servizio messo a disposizione dal mio Comune.
Assolutamente no,uno deve agire in base alle proprie esigenze. Anch io prendo molti libri, in Biblioteca,poi ,se ne trovo uno incredibilmente bello lo compro per avere la possibilità di rileggerlo e sottolineare i passi che mi hanno colpito.
 

DaneelOlivaw

Well-known member
No, ma infatti, il problema va ricercato nel numero di lettori.
Secondo le ultime statistiche in Italia è considerato "lettore" chi ne legge almeno uno l'anno, quindi non è che noi che saremo l'un per cento del popolo italiano dobbiamo sostenere tutta l'editoria.
 

gamine2612

Together for ever
Ci sono sempre più punti "book sharing "nelle città e lo trovo molto carino:) come sistema.
Io ne ho portati ed anche presi.
 
Alto