A volte mi sono chiesta se il mio leggere libri da Internet Archive danneggi l'editoria. Francamente penso di no, perché dei libri che leggo ne parlo ampiamente, e questo potrebbe (dovrebbe?) invogliare alla lettura degli stessi libri in formato cartaceo.
Inoltre, non ritengo probabile che molti altri leggano dal computer, è una lettura fisicamente scomoda, anzi decisamente stancante. Altri difetti di questo modo di leggere:
- è oggettivamente difficile tornare indietro a rileggere un periodo particolarmente interessante
- non fa certo bene agli occhi
- manca il bello di ritrovare le sottolineature, le note a margine, insomma le tracce di un rapporto d'amore anche molto fisico che invece esiste con i libri "veri".
E poi c'è una considerazione decisiva. Può sembrare un controsenso, ma quando ho "assaggiato" un testo leggendolo dal computer mi viene un desiderio irrefrenabile di possedere il libro materiale per gustarlo in maniera molto più profonda e, perché no, anche comoda. E credo che lo stesso possa succedere a chi legge come me dal computer.
Infine, se pensate che questa sia una excusatio non petita, forse avete ragione. Ma forse è meglio parlare (e invogliare all'acquisto) di un libro non particolarmente pubblicizzato che consumare best seller che troppo spesso non fanno nulla per ampliare gli orizzonti della conoscenza ma ubbidiscono solo a logiche di mercato.
Quindi, secondo me rivolgersi alle biblioteche reali o virtuali può solo contribuire a schiodarsi dalla pappa mainstream e cercare un tipo di lettura che spazi dal contemporaneo all'antico, magari sfuggendo anche alla cancel culture. Perché credo che in questo modo anche il comprare diventi un comprare consapevole.