Non ci ho capito un punto!

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
Vabbè "mamme vegane" lo lessi anch'io ma non c'è da vergognarsi☺️, alcuni post erano esilaranti. No, non disturbare tuo marito per così poco, se il Kindle era suo lo avrà registrato a suo nome e quindi i libri non spariranno.
 

DaneelOlivaw

I Robot
Vabbè "mamme vegane" lo lessi anch'io ma non c'è da vergognarsi☺️, alcuni post erano esilaranti. No, non disturbare tuo marito per così poco, se il Kindle era suo lo avrà registrato a suo nome e quindi i libri non spariranno.
Oppure se ne ha preso uno nuovo più attuale, continueranno ad arrivarti i libri che acquista. :D

A meno che non sia uno do quelli di prima generazione i quali non potranno più fare acquisti online a breve.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Ritornando all'articolo, a me ha fatto tenerezza quel gruppo di amici che comprano i libri in gruppo dividendosi la spesa e poi se lo passano. Mi suscitano un senso di stupore e rispetto per la loro determinazione. In un mondo che spesso usa la mancanza di soldi o di tempo come scusa per non leggere, questi ragazzi si inventano un micro-sistema organizzativo (il foglio Drive, i bigliettini nel cestino, l'ex libris condiviso) pur di non rinunciare ai libri. È ingegnoso: una ristrettezza economica in un rito quasi sacro.
Il loro metodo restituisce al libro il suo valore più autentico e antico: la comunità. Oggi la lettura è un atto prevalentemente individuale e persino consumistico (compro, metto in libreria, accumulo, mi struggo per la mancanza di spazio, butto, ricompro, riaccumulo). Loro hanno ricreato una piccola biblioteca circolare in cui lo stesso oggetto passa di mano in mano, si carica delle impronte, del tempo e dei pensieri di cinque amici. Fa venire voglia di far parte di un gruppo così.
Ma c'è una profonda ingiustizia di fondo. Parliamo di ragazzi giovani, spesso laureati o colti ("lettori forti"), costretti a contare i centesimi e a dividere in cinque una spesa di 18 euro per potersi permettere un bene culturale. La frase finale di Simone colpisce come un pugno: "Il problema non è l'editoria: è il lavoro". Questa consapevolezza lascia addosso un senso di amaro in bocca e di impotenza.
Eppure nonostante la precarietà, in questo gesto c’è un'enorme dignità. Non si rassegnano a essere esclusi dalla vita culturale perché "non se lo possono permettere". Trovare il modo di accedere alla bellezza a dispetto delle proprie condizioni economiche è una forma di resistenza silenziosa e potentissima.
In un'epoca in cui si compra tanto per "possedere" e si mostra la libreria piena sui social, questo gruppo di amici ci ricorda che il valore di un libro non sta nella proprietà dell'oggetto, ma nell'atto di leggerlo e nel legame che riesce a creare tra le persone.
 

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
Per me il problema è l'editoria, invece, non il lavoro. Sono certo che se un ebook costasse al massimo 3-4 euro e un cartaceo 12-13, la gente comprerebbe e leggerebbe di più. Un ebook di Stephen King a 17€ è inaccettabile, uno di Carrisi a 12€ idem. Che costi hai per un file? Mica c'è la stampa, i resi da gestire, il conto vendita, il distributore, il macero. Un cartaceo con copertina rigida 23-24€? E cos'è, è stampato a caratteri d'oro? Mi dispiace, so che il lavoro va pagato ma finché i prezzi sono questi non ho remore a scaricare sui siti pirata.
 

MaxCogre

Well-known member
Germ, il prezzo di un bene, in una società capitalistica/liberista lo sappiamo determinato solo e unicamente da una cosa, ce lo ha spiegato Adam Smith nel 1700... Il caro Adam ha detto che finché lo stato non mette bocca in questi santi e santi meccanismi economici, si genera profitto per tutti. Eccolo qui il nostro profitto lol
 

MaxCogre

Well-known member
Lamentarsi del prezzo, e non del sistema che tale prezzo determina, mi sembra un po' la favola della luna e il dito.
 

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
Lamentarsi del prezzo, e non del sistema che tale prezzo determina, mi sembra un po' la favola della luna e il dito.
Lamentarsi del prezzo, e non del sistema che tale prezzo determina, mi sembra un po' la favola della luna e il dito.
il dito (l'editore) lo posso boicottare e "combattere" non accettando le sue condizioni, quindi con un'azione concreta, con la luna (lo Stato) cosa potrei mai fare? Una PEC di rimostranze? :ROFLMAO:
 

MaxCogre

Well-known member
No, non lo stai combattendo, perché sei perfettamente dentro al meccanismo della domanda e della offerta, lo stesso che ha determinato il prezzo esattamente a 17 euro, il prezzo GIUSTO per S. King in formato kindle (ma anche perché un ora di lavoro si compra a poco, se c'è la giusta offerta - o un calciatore a uno sproposito se c'è la giusta richiesta). Caro vecchio Adam Smith lol
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Ho comprato una serie di 6 libri cartacei su e-bay. 20 euro quando la somma dei prezzi di copertina sarebbe 66. La signora che me li ha venduti è stata così gentile di accompagnarli con dei segnalibri. È una cosa che ho notato spesso in questo genere di compravendita dell'usato: associare allo scambio una cortesia, che sia un biglietto o un piccolo oggetto come appunto un segnalibro.
È una bella idea: rende questo genere di rapporti più umani
 
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