86° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
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Sempre in ritardissimo...ecco la prossima poesia
La primavera.



Così arrivi, come sempre,

a spargere il sospetto del paradiso,

e prima ancora

di aprire la finestra

ti riconosco dalla luce più lenta

dai pulviscoli sospesi

e senza direzione

dalla replica ossessiva

degli uccelli,

e se non fossero gli uccelli

sarebbe un’altra cosa,

per ogni posto

hai le tue specialità;

e quando entri

e ti lascio i miei sensi

riabito case sconosciute

e ho nostalgia

di cose mai avvenute.

E attraverso i tuoi labirinti

sospingi addosso a me

i continenti e le stagioni

e io divento la parete

degli urti e dei rimbalzi

l’appoggio dove

cominciano le fughe

fino al risucchio silenzioso

dell’estate.

Patrizia Cavalli
 
D

Deleted member 11371

Guest
In definitiva (?) questa poesia potrebbe anche piacermi, ma
- prima di tutto la sento molto discontinua, come se la poetessa avesse tentato di trasmettere le proprie sensazioni ma ogni tanto il pensiero interrompesse il fluire libero del suo canto. Un esempio?
Già dall'inizio quel "sospetto del paradiso" mi sembra un artificio letterario, freddo ma proprio freddo freddo. Insomma, ricercato. Andiamo avanti.
- e prima ancora/di aprire la finestra/ti riconosco dalla luce più lenta/dai pulviscoli sospesi/e senza direzione/dalla replica ossessiva/degli uccelli, questa parte mi piace e mi convince perché arriva in modo diretto, è molto sensoriale
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ma poi
-e se non fossero gli uccelli/sarebbe un’altra cosa,/per ogni posto/hai le tue specialità;/e quando entri/e ti lascio i miei sensi/riabito case sconosciute/e ho nostalgia/di cose mai avvenute, qui secondo me ricasca nella descrizione, nel troppo pensato, non posso dire che non sia poesia (chi può dirlo?) ma non mi emoziona
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- e io divento la parete/degli urti e dei rimbalzi/l’appoggio dove/cominciano le fughe, questi versi secondo me sono riusciti perché esprimono bene il senso di spaesamento e la mancanza di punti di riferimento quando tutto si trasforma, ma subito dopo c'è quel risucchio dell'estate che non mi piace affatto.
Proprio quel risucchio mi mette in testa il sospetto che la poesia sia stata costruita a tavolino.
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Questo non è un commento ma un'autopsia poetica.
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Ultima modifica di un moderatore:

Pnin

Well-known member
Nemmeno io la trovo troppo coinvolgente, ma nemmeno brutta.
La vivo come certi quadri che pur trovandoli ben fatti non mi danno quell'emozione che mi stupisce (faccio questo paragone perché siccome è raro che un quadro mi emozioni ho ben presente questo tipo di sensazione che però è tutta personale e non ho la più pallida idea di come definire, quindi è decisamente un obbrobrio di esempio ma non me ne vengono altri) però mi piacciono. Ma poi non mi rimane in mente il nome del pittore o dove possa averlo visto
 
D

Deleted member 11371

Guest
Nemmeno io la trovo troppo coinvolgente, ma nemmeno brutta.
La vivo come certi quadri che pur trovandoli ben fatti non mi danno quell'emozione che mi stupisce
Sei riuscita a dire il succo di quello che intendevo. Hai il dono della sintesi, mentre io mi dilungo nelle analisi, mo però taccio altrimenti c'è uno che insinua che siamo hegeliane..;)
 

alessandra

Lunatic Mod
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Vi chiedo scusa ancora una volta per i miei imperdonabili ritardi...so che @Pathurnia stava già meditando di scrivere un'altra poesia sulla morte del Poeticforum...o forse stavolta potrebbe scriverci su un raccontino :mrgreen:


MATTA



A quella donna cresce un nido nella testa.

Tutti i giorni nascono gli uccelli.

Alcuni hanno tre occhi, altri vivono d’acqua.

È tutto ciò che ha. E i suoi rimpianti.

Con questi ultimi dà da mangiare loro,

e per questo gli animali sono tristi.

Il suo petto è una gabbia. (Che ironia)

E il suo ventre l’otre da cui beve il vento.

Il vento che è stato un nido.

Il cuore che ha avuto tante ali.

E la testa matta in cui crescono i parassiti

e nella quale un triste cielo deposita le sue nubi.


Piedad Bonnett, poetessa colombiana
 

Pnin

Well-known member
Ehm... scusatemi ma ho avuto genitori poco normativi e fatico ad afferrare le regole (che bello poter dare la colpa a loro 🤣): si può commentare di già?
Perché se sì devo dire che mi fa veramente impressione, evocandomi un'immagine spaventosamente triste e raccapricciante, oltre che incomprensibile... quindi probabilmente il titolo è davvero ben rappresentato...
 
D

Deleted member 11371

Guest
Ehm... scusatemi ma ho avuto genitori poco normativi e fatico ad afferrare le regole (che bello poter dare la colpa a loro 🤣):
@Pnin mi hai fatto ridere, perché io ho avuto genitori troppo normativi e non sopporto le regole..:ROFLMAO:, sì, è comodo poter dare sempre la colpa a loro!;)
Commenta, commenta, che io ho un crampo alla mano e non posso scrivere (no, è che in questo momento non sopporto le tristezze, sto coltivando la gioia in mezzo alle malve).
🙋‍♀️
 
D

Deleted member 11371

Guest
La poetessa esprime in maniera intensa e coinvolgente uno stato d'animo molto penoso.
Oltre a ciò si potrebbe ipotizzare che i parassiti che crescono nella sua testa siano idee deliranti (o forse realistiche ma estremamente luttuose) di perdita e di rovina.
Un solo barlume di vitalità mi sembra appaia nel verso "il cuore che ha avuto tante ali"
Se l'autrice fosse davanti a me in questo momento, le chiederei di raccontarmi com'era quando aveva tante ali, per attivare le parti sane attraverso il ricordo.
Ma sono solo una lettrice e il mio ruolo è di apprezzare la forza delle sue metafore che sono davvero potenti.
 
D

Deleted member 11371

Guest
Novità assoluta, l'86° forum è stato sorteggiato per un raddoppio poetico!
No, scherzo, è solo che ho trovato in giro una mia vecchia poesia, o meglio, è una poesia ragazzina e stupidina che vagava nel mondo e voleva che io ricordassi com'ero.
Ok, senza pretese, eccola.

Erano le cinque di mattina.
Il tetto rabbrividiva, intercalato
da frecce meteoriti sogni cadenti e voli.

La donna sulle tegole voleva un abbraccio sferico
un tocco d'immensità sull'epidermide.

C'era una stella piccola, aggrappata alla luna,
velate entrambe, diafane in partenza.

Che sciocca - pensò la donna - quella stella
crede di prender luce da un satellite.

Che sciocca -pensò la stella - quella donna
che aspetta l'alba per cominciare a sorgere.


By Path
 
D

Deleted member 11371

Guest
Eh sì, sono io che ho dato il cattivo esempio!😔
Normalmente mettiamo prima tutte le poesie e poi ad una ad una la prof. @alessandra apre i commenti.
Però, regole a parte, la poesia è piena di pathos e quindi GRAZIE!
(e benvenuto in questo angolino,:love: c'era bisogno di nuove energie!)
 

Pnin

Well-known member
Novità assoluta, l'86° forum è stato sorteggiato per un raddoppio poetico!
No, scherzo, è solo che ho trovato in giro una mia vecchia poesia, o meglio, è una poesia ragazzina e stupidina che vagava nel mondo e voleva che io ricordassi com'ero.
Ok, senza pretese, eccola.

Erano le cinque di mattina.
Il tetto rabbrividiva, intercalato
da frecce meteoriti sogni cadenti e voli.

La donna sulle tegole voleva un abbraccio sferico
un tocco d'immensità sull'epidermide.

C'era una stella piccola, aggrappata alla luna,
velate entrambe, diafane in partenza.

Che sciocca - pensò la donna - quella stella
crede di prender luce da un satellite.

Che sciocca -pensò la stella - quella donna
che aspetta l'alba per cominciare a sorgere.


By Path
Non è stupidina, anzi è molto fresca e carina!!! 😍 inoltre tanto di cappello veramente alla te quindicenne! 🎩
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
LE MIE MANI

Le mie mani,
ricordando che tu le trovasti belle,
io accorata le bacio,
mani, tu dicesti,
a scrivere condannate crudelmente,
mani fatte per più dolci opere,
per carezze lunghe,
dicesti, e fra le tue le tenevi
leggere tremanti,
or ricordando te
lontano
che le mani soltanto mi baciasti,
io la mia bocca piano accarezzo.

Sibilla Aleramo

Ecco la prossima poesia...

Benvenuto Max! Devo capire come rivoltare la foto, così potrò leggere la poesia (non è uno scherzo, giuro)
Path ma eri già bravissima! Ma ci sei salita davvero su quel tetto?
 
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