Agguato Creativo - The Game

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Vorrei tanto continuare a leggervi ma non ci sto con la testa e neppure con gli occhi 😞. Lo farò appena possibile.
 

MaxCogre

Well-known member
Eccoci qui alla seduta 4 del gruppo alcolisti anonimi lol. Confesso: da piccolo mi piacevano i robot. Goldrake, ahhhh, fantastic, ero come ipnotizzato davanti alla TV. Poi li avevo anche fisicamente, uno con le zampe rosse alto mezzo metro tutto in metallo: arma impropria se vogliamo. Poi avevo i lego, con cui facevo astronavi spaziali naturalmente – non mi piacevano i pezzi già fatti, costruivo tutto io (accettavo con un certo sdegno solo la lucina trasparente gialla o rossa o blu). Poi mi piacevano i cavalieri di re artù, di cui avevo anche il libro, che – unico esperimento di arti visive – anche disegnavo (forse che le armature somigliavano a quelle dei robot? Mi piacevano un casino anche gagliardetti e castelli). Avevo tipo 10 anni. Povera sorella mia + piccola, coinvolta in giochi inventati sempre nuovi e ogni volta diversi (e un uso diverso anche dei giochi da femmina, naturalmente lol). Ecco se cerco un fil rouge da quegli anni, forse è sempre stata la fissa di non accettare il ripetere, il confezionato, ma partire da lì per ‘personalizzare’ e costruirci sopra qualcos’altro. E subito dopo è arrivata la letteratura, regno della invenzione e della diversità, e della musica che era il gioco più bello che avessi mai ‘visto’. Mi sono bevuto avidamente le canzoni per bambini di bruno lauzi che mi somministrava mio padre, o johnny dorelli, o pippo franco lol (ma anche de andrè, o i beatles), così come le canzoni di chiesa (a catechismo andavo solo per fare pensieri impuri sulla mia compagna di panca e pensare nuovi arrangiamenti per le suddette canzoni, che rifacevo con l’organetto bontempi che sempre papà mi aveva preso). A 15 anni mi piaceva stare, a casa al mare, col gruppo di amici in cui uno spingeva molto, ma molto più di me, e inventava di sana pianta giochi/ma anche vere avventure sempre nuove (molte dei quali, ora che ci penso, assolutamente precluse a ragazzini della nostra età lol). Certo lui era assolutamente estroverso, mentre la mia curiosità e inventiva era un gioco più solitario, però in quel gruppo ci stavo davvero bene. In generale, nonostante stia bene in gruppo, non l’ho mai desiderato – di solito sto bene da solo e con un libro in mano, la testa per aria in qualche fantasticheria, o cercando di scrivere una canzone, o cercando di imparare qualcosa di nuovo, o di inventarmi qualcosa. Forse, ora che ci penso, più che la negazione per lo sport, è stata la ripetitività della operazione (o quantomeno ai miei occhi) che mi ha impedito di praticarlo. Insomma, da sempre credo che mi interessa curiosare in giro, e costruire cose. Anche adesso che sono un old dog, la curiosità di scoprire del nuovo è ingombrante, e la insofferenza verso la ripetizione peggio. Ma non dovete immaginarvi una cosa focalizzata che potrebbe trasformarsi in un lavoro, quanto piuttosto una smania diffusa, che si traduce in una collezione di stramberie mentali, un piccolo bazar di conoscenze, una serie di artefatti mezzi-fatti e mezzi-arte lol. Insomma, a me mi piace questo: curiosare in giro, assaggiare tutto, costruire ‘cose’.
 
Ultima modifica:

Pnin

Well-known member
Off topic (si dice così?):
@MaxCogre il tuo gioco a quanto pare è sbloccante!
È arrivato uno dei libri incagliatisi in biblioteca e ho avuto un'idea geniale (va beh, più o meno) che mi ha permesso di sbloccare la situazione e fare la famosa telefonata di lavoro!

A titolo informativo: si può tornare indietro e dire un'altra cosa che non riesco a fare? (si sa mai che si sblocchi anche questa... 😎)
 

Pnin

Well-known member
Sii creativa e fregatene pnin!
Allora...
...non riesco a far sapere alla persona che non dimenticherò mai ciò che avrei voluto fargli sapere attraverso quello che ho scritto nella sfida della lettera d'amore...

...vorrei farlo ma contemporaneamente non voglio perché ho paura di creargli problemi... quindi cerco di farmene una ragione, ma il desiderio che lui sappia che non lo dimentico non se ne va, non se ne può andare
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Boh! Io comunque ti immagino così
images
e quindi qualunque cosa tu scriveressi io l'assocerebbi 😀a questa immagine.
Grazie!! Mi sembra una donna raffinata, e infatti non mi somiglia per niente :ROFLMAO:Gli anni però ci sono, eccome...
 

isola74

Lonely member
Sono in ritardo sulla tabella di marcia, sono giorni difficili. Oggi provo a recuperare
 

MaxCogre

Well-known member
R5.
Ci sono aspetti della nostra vita che ci rendono 'stanchi'? Cerchiamo di individuarli:
*parlare col commercialista
*occuparmi della burocrazia
*pulire casa
*uscire con gli amici a bere (questa sulla carta sembra divertente, ma se ci affossa un motivo ci sarà)
R6.
come mi sono trovato in questa 'situazione'? Torniamo lì. Pensiamo a quella scelta: c'erano altre scelte?

Oh ovviamente non è che dovete verbalizzare qui eh, altrimenti davvero fa alcolisti anonimi.
Però io credo di cominciare a capire il senso e l'idea nuova di questo particolare libro sulla creatività e anche perché ha avuto tanto successo.
 

malafi

Well-known member
Però io credo di cominciare a capire il senso e l'idea nuova di questo particolare libro sulla creatività e anche perché ha avuto tanto successo.
Alla fin fine è un percorso di acquisizione di consapevolezza si propri limiti/ostacoli/trappole mentali ... E probabilmente la creatività si sprigiona meglio liberandosi di questi limiti? E' questo il senso ultimo del libro?
 

MaxCogre

Well-known member
direi proprio di sì. Di solito quando si parla di creatività si chiama una parte 'intuitiva/emotiva' a collaborare con una parte razionale che gli fa la domanda, gli pone il problema. Di solito il problema è "scrivo una canzone, scrivo un libro". Stavolta il problema è a monte: "cosa mi va di fare, davvero? e cosa proprio non mi va di fare"? E' un problema un po' più complesso lol
 

Pnin

Well-known member
Ma capita che uno dica "scrivo una canzone, scrivo un libro" se non gli va di farlo? (A meno che non sia costretto per mestiere)
 

francesca

Well-known member
R2: Blocco
Non riesco mai a prepararmi come vorrei quando devo uscire a cena o per andare da qualche parte. Inizio dalla mattina e mi dico: oggi inizio per tempo, così mi trucco (io non mi trucco MAI, l’ultima volta è stato tre anni fa per un matrimonio, ovvio quindi che mi sto mentendo), scelgo qualche gioiello, una combinazione azzeccata di vestiti…. Poi, indovinate un po’? E’ sempre troppo tardi per qualsiasi cosa, niente trucco, una collana a casaccio, niente orecchini perché non avrei tempo di scegliere quelli che mi stanno meglio ecc.. ecc…

Non mi voglio truccare ciò perché tanto non mi vedo mai con niente, se mi trucco mi sento ridicola.

Non voglio scegliere gioielli perché mi hanno rubato anni fa tutto l’oro a casa, cose che avevo da anni ed erano ricordi preziosi, ho deciso di non ricomprare più niente, le poche cose che ho le nascondo talmente bene che non so quasi dove sono, e secondo me non ho mai superato davvero il trauma. Non voglio superare il trauma perchè sono legata ai ricordi che quei gioielli rappresentavano, tanto che quando vedo una vecchia foto in cui indosso una delle cose che mi hanno rubato ho un tuffo al cuore.

Non voglio stare lì a scegliere vestiti perché ho da tanti anni delle protesi alle anche, sono in lista per sostituirle, adesso zoppico e ho dolore, quindi sono goffa nel camminare e niente può superare questa goffaggine che ho sempre avuto e che si sta acuendo per ragioni fisiologiche.
E anche perchè ho preso diversi chili negli ultimi anni ma non voglio proprio mettermi a dieta ecc…

E mi fermo perché non so dove potrei arrivare.
Però mi sento meglio!
 

francesca

Well-known member
R3: lamento

Tendo a lamentarmi spesso di ciò che mangio, sia che sia stato fatto da me che da altri: piccole cose, tipo: potevo mettere più sale, potevano metterci meno condimento, è cotto poco, troppo, freddo, caldo… eppure poi mangio tutto e non mi faccio problemi, ma ho proprio questo vizio iniziale, di essere subito colpita da qualcosa che “poteva essere fatto meglio”.

Per le cose fatte da me penso sia una forma di difesa preventiva del tipo: non mi dite che è venuto male, perché so già da me i difetti che ha.

Per le cose fatte da altri o al ristorante, mensa di lavoro… forse è una mia tendenza alla critica che ho in molti altri campi.

A pensarci bene, se cercassi di trovare i pregi invece che i difetti al primo assaggio, mi gusterei di più ciò che mangio, ma tenuto conto della mia golosità per quasi tutto il mangiabile, non so se sarebbe una buona cosa.
 

gamine2612

Together for ever
Terzo argomento :lamento
Mi lamento sempre con le amiche o con mia zia, che mia sorella non mi telefona mai.
Cioè la chiamo sempre sempre io (abitiamo distanti 800 km), a volte devo cercare degli argomenti per trattenerla un po'a parlare altrimenti lei dopo pochi minuti laconicamente chiuderebbe. Mi lamento anche del fatto che io vado a trovarla, ma lei non dice mai " quando verrai?"
Praticamente mi autoinvito.
Ha perso quasi del tutto l'empatia, lo so ha una vita difficile...però . Io sto li ad aspettare un piccolo cenno di affetto.
A volte occorre anche vedere le cose dall'altro lato e che non sia sempre uno a farlo.
 

isola74

Lonely member
R3
Mi lamento ( almeno una volta a settimana) di avere un po' di pancia e le braccia a tendina
....ovvio, non faccio la ginnastica mirata (ho pure comprato tappetino e pesetti)

Mi lamento ( almeno una volta al mese) delle responsabilità che mi danno al lavoro anche quelle che toccherebbero ad altri

Mi lamento del disordine di mio figlio e mio marito (quotidianamente, anche più volte al giorno)
 
Alto