Eccoci qui alla seduta 4 del gruppo alcolisti anonimi lol. Confesso: da piccolo mi piacevano i robot. Goldrake, ahhhh, fantastic, ero come ipnotizzato davanti alla TV. Poi li avevo anche fisicamente, uno con le zampe rosse alto mezzo metro tutto in metallo: arma impropria se vogliamo. Poi avevo i lego, con cui facevo astronavi spaziali naturalmente – non mi piacevano i pezzi già fatti, costruivo tutto io (accettavo con un certo sdegno solo la lucina trasparente gialla o rossa o blu). Poi mi piacevano i cavalieri di re artù, di cui avevo anche il libro, che – unico esperimento di arti visive – anche disegnavo (forse che le armature somigliavano a quelle dei robot? Mi piacevano un casino anche gagliardetti e castelli). Avevo tipo 10 anni. Povera sorella mia + piccola, coinvolta in giochi inventati sempre nuovi e ogni volta diversi (e un uso diverso anche dei giochi da femmina, naturalmente lol). Ecco se cerco un fil rouge da quegli anni, forse è sempre stata la fissa di non accettare il ripetere, il confezionato, ma partire da lì per ‘personalizzare’ e costruirci sopra qualcos’altro. E subito dopo è arrivata la letteratura, regno della invenzione e della diversità, e della musica che era il gioco più bello che avessi mai ‘visto’. Mi sono bevuto avidamente le canzoni per bambini di bruno lauzi che mi somministrava mio padre, o johnny dorelli, o pippo franco lol (ma anche de andrè, o i beatles), così come le canzoni di chiesa (a catechismo andavo solo per fare pensieri impuri sulla mia compagna di panca e pensare nuovi arrangiamenti per le suddette canzoni, che rifacevo con l’organetto bontempi che sempre papà mi aveva preso). A 15 anni mi piaceva stare, a casa al mare, col gruppo di amici in cui uno spingeva molto, ma molto più di me, e inventava di sana pianta giochi/ma anche vere avventure sempre nuove (molte dei quali, ora che ci penso, assolutamente precluse a ragazzini della nostra età lol). Certo lui era assolutamente estroverso, mentre la mia curiosità e inventiva era un gioco più solitario, però in quel gruppo ci stavo davvero bene. In generale, nonostante stia bene in gruppo, non l’ho mai desiderato – di solito sto bene da solo e con un libro in mano, la testa per aria in qualche fantasticheria, o cercando di scrivere una canzone, o cercando di imparare qualcosa di nuovo, o di inventarmi qualcosa. Forse, ora che ci penso, più che la negazione per lo sport, è stata la ripetitività della operazione (o quantomeno ai miei occhi) che mi ha impedito di praticarlo. Insomma, da sempre credo che mi interessa curiosare in giro, e costruire cose. Anche adesso che sono un old dog, la curiosità di scoprire del nuovo è ingombrante, e la insofferenza verso la ripetizione peggio. Ma non dovete immaginarvi una cosa focalizzata che potrebbe trasformarsi in un lavoro, quanto piuttosto una smania diffusa, che si traduce in una collezione di stramberie mentali, un piccolo bazar di conoscenze, una serie di artefatti mezzi-fatti e mezzi-arte lol. Insomma, a me mi piace questo: curiosare in giro, assaggiare tutto, costruire ‘cose’.