Allora.. (attenzione, quando inizio con "allora" sta per arrivare il pippone!

)
Prima di vederlo avevo paura, ma poi visto che l'ho votato mi sono fatta forza.
Bè, alla fine si è visto che non c'era bisogno di fare una seduta di mindfulness, poi un quarto d'ora di movimenti oculari desensibilizzanti e ristrutturanti (E.M.D.R.) poi una sessione di training autogeno e poi un'ora di meditazione vipassana seduta nella posizione del loto che è tanto gradita alle mie ginocchia

, e non c'era nemmeno bisogno della tisana al biancospino o delle gocce di valeriana.
E' un film certamente imperniato su di una vicenda penosissima che coinvolge migliaia di nostri simili, ma non è crudo, angosciante o terrificante. Anzi, se vogliamo, glissa abbastanza sugli aspetti più truculenti (come direbbe
@alevale) della situazione. Denuncia ciò che sappiamo, evidenzia crudeltà e disumanizzazione, ma lo fa senza nessun rischio di sovraffollamento dei reparti di unità coronarica.
Non ho la buccia dura, almeno credo, mi sono dispiaciuta molto per quelle giovani vite disperate, ma non mi ha detto niente di più di quello che angoscia il mio animo quando ci penso.
Invece mi hanno dato fastidio le scene in cui il protagonista, appunto come nel quadro di Chagall, immagina la donna morente volare in una specie di mistica trasfigurazione.
Consolatevi, occidentali borghesi, in fondo gli emigranti allo stremo delle forze possono anche sognare.
E poi quando finalmente vedono la terra promessa possono sempre gioire, tanto li aspetta il campo di concentr.. pardon, il Centro di Permanenza per i Rimpatri.
Non è solo un film difficile perché spinoso è l'argomento (chi lo nega), ma è anche consolatorio. Per me è perfino assolutorio.
Ancor più paturnievolmente vostra
Path