Parole, parole, parole

alevale

Well-known member
In un forum di amanti delle parole scritte e parlate e da uno scambio con @Pathurnia ho pensato di aprire questo thread, (non mi è sembrato che ci sia già)

Quanto è importante esprimerci correttamente nella nostra lingua e quanto purtroppo si sta impoverendo il vocabolario delle nuove generazioni (ma nessuno è al sicuro dai duri colpi inflitti ripetutamente alla nostra lingua)
Quindi, in controtendenza, ho pensato di aprire uno spazio per:
Inserire le parole che amiamo,
Scrivere le parole che impariamo dalle nostre letture, così da creare un vocabolario di termini da sfoggiare con un certo orgoglio 😁
Etimologie , e perché no, anche l'origine dei modi di dire (alcuni sono interessanti)
Parole desuete
Insomma parole, parole, parole
Vi può piacere?
 
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alevale

Well-known member
Caudatario:

Nell'antichità l'addetto a tenere il lembo delle vesti di alti dignitari ecclesiastici.

In senso figurato: seguace pedissequo di un personaggio
Dal latino medievale: caudatarius (da cauda, coda, sec. XVI)


Appreso leggendo Notre Dame di V. Hugo
 
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Guest
Anacoluto: forma retorica in cui vien meno il nesso sintattico tra due frasi.
Es: “Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto” (Gertrude, monaca di Monza)
 
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Guest
Aspè, mi sto ricordando una cosa.
Una volta, a lezione, il Prof di linguistica ci stava mostrando quanti idioletti ci sono, ovvero quanti ambiti del parlare ristretti a certe categorie.
Lui disse "Pacciamare" ed io risposi che è quando si ripara una pianta dal freddo coprendole il piede di foglie secche per mantenere l'umidità o la temperatura (faccio giardinaggio).
Poi ne disse qualcun'altra e la sapevo.
Ma quando chiese cosa volesse dire "attergare la commessa" cominciai a ridere, ma a ridere tanto che si capiva bene che stavo pensando a una cosa molto sbagliata e molto porcella.. e alla fine si mise a ridere anche il prof.
Tra l'altro non ci svelò mai come si fa ad attergare una commessa facendo attenzione!
:ROFLMAO::D
 
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alevale

Well-known member
Aspè, mi sto ricordando una cosa.
Una volta, a lezione, il Prof di linguistica ci stava mostrando quanti idioletti ci sono, ovvero quanti ambiti del parlare ristretti a certe categorie.
Lui disse "Pacciamare" ed io risposi che è quando si ripara una pianta dal freddo coprendole il piede di foglie secche per mantenere l'umidità o la temperatura (faccio giardinaggio).
Poi ne disse qualcun'altra e la sapevo.
Ma quando chiese cosa volesse dire "attergare la commessa" cominciai a ridere, ma a ridere tanto che si capiva bene che stavo pensando a una cosa molto sbagliata e molto porcella.. e alla fine si mise a ridere anche il prof.
Tra l'altro non ci svelò mai come si fa ad attergare una commessa facendo attenzione!:ROFLMAO::D
Sai che attergare la conoscevo nel senso di scrivere dietro ad un documento... ma non credo sia quello che intendeva il tuo prof🤣
 

alevale

Well-known member
Ultroneo, è una parola che mi piace tanto

Può avere due significati:
nel linguaggio comune significa volontario , spontaneo

Ma per i giuristi ha un significato ben preciso e completamente diverso: significa superfluo, inutile.
Quindi un modo per usarlo in senso giuridico potrebbe essere questa: mi oppongo alla richiesta di controparte in quanto è ultronea e ampiamente dimostrata per tabulas (cioè attraverso documenti già depositati)
 
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Guest
Dermatillomania: è quel disturbo compulsivo per cui, ad esempio, se una zanzara ti punge e si forma una crosticina, devi per forza raschiarla via ogni volta che si riforma, quindi sanguini, si riforma la crosticina, la gratti via, e alla fine hai un cratere .. Purtroppo ne ho visti alcuni esempi, non sono carini.o_O
(A dopo)
 

alevale

Well-known member
Batracomiomachia [lett. "Battaglia dei topi e delle rane", dal greco bátrachos (rana), mys (topo) e máche (battaglia)]
In generale tutte le parole che derivano dal greco mi provocano un brivido godurioso lungo la schiena. Come selacofobia, la mia paura degli squali.
La battaglia dei topi e delle rane la conoscevo, ma la paura degli squali è una chicca.
Già mi vedo con un drink in mano a dire, no la mia amica non si fa il bagno, sai soffre di selacofobia, nel frattempo vogliamo andare in quel negozietto lì di fronte a fare un po' di spesa, ovviamente ricordiamoci di attergare in modo ultroneo la commessa😂
 
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alevale

Well-known member
Dermatillomania: è quel disturbo compulsivo per cui, ad esempio, se una zanzara ti punge e si forma una crosticina, devi per forza raschiarla via ogni volta che si riforma, quindi sanguini, si riforma la crosticina, la gratti via, e alla fine hai un cratere .. Purtroppo ne ho visti alcuni esempi, non sono carini.o_O
(A dopo)
Oddio ce l'ho.
Ora posso dargli un nome 😅
 
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Guest
Allora, anche questa è vita vissuta. C'era un mio amico che teneva un corso sulle piante Alimurgiche, cioè piante spontanee commestibili, ed una signora credeva che volesse dire "che crescono sulla Murgia" che è il particolare tipo di terreno di queste parti dove vivo, cioè un altopiano ondulato (normalmente collinare). Che è anche Parco Nazionale, ma questo non c'entra.
(Ri-a dopo)
 
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Guest
Onomatopeico: si rigerisce all' "imitazione di suoni o rumori di fenomeni naturali realizzata in espressioni del linguaggio articolato". Un esempio famoso è la poesia LA FONTANA MALATA di Aldo Palazzeschi. Eccola:

Clof, clop, cloch
cloffete
cloppete,
clocchete
chchch…

È giù nel
cortile
la povera
fontana
malata,
che spasimo
sentirla
tossire!
Tossisce,
tossisce,
un poco,
si tace,
di nuovo tossisce.
Mia povera
fontana,
il male
che ài
il cuore
mi preme.
Si tace,
non getta
più nulla,
si tace,
non s’ode
rumore
di sorta;
che forse…
sia morta?
Che orrore!
Ah no!
Rieccola,
ancora,
tossisce
Clof, clop, cloch
cloffete
cloppete,
clocchete
chchch…

La tisi
l’uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
tossire
mi fa
morire;
un poco
va bene,
ma tanto!
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Correte,
chiudete
la fonte,
mi uccide
quel suo
eterno
tossire!
Andate,
mettete
qualcosa
per farla
finire,
magari…
magari
morire!
Madonna!
Gesù!
Non più,
non più!
Mia povera
fontana,
col male
che ài,
finisci,
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch
cloffete
cloppete,
clocchete
chchch…

 
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