ç
La cediglia (ç)
Riassumo a modo mio quanto letto sul lemma di wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Cediglia
La Cediglia (ç) è l’italianizzazione di
cedilla, che in spagnolo sta per
piccola c, un carattere che (se ho capito bene) va a sostituire la forma visigota
ʒ: un'origine piuttosto singolare!
Il suono è africativo alveolare sordo, perciò in termini comprensibili a tutti, consente di scrivere Barça (la squadra di pallone di Barcellona) e leggere
barsa.
E’ comune in tante lingue e dialetti come il Portoghese, il Catalano, il Francese, il Genovese e il Friulano ma si trova anche nello Spagnolo, nell’Occitano e (leggo) anche nell’Inglese (ma non ricordo un solo esempio).
Leggo che è presente anche in siciliano, ma in questo caso la pronuncia diventa africativa palatale sorda: sarei curioso di capire la differenza.
Leggo che in quelle lande tra la Romania e il Turkmenistan dove gli uomini mangiano yogurt e bevono acqua, hanno incrociato la ç con la s ottenendo la
ş che non si chiama né mulo né bardotto, infatti in italiano pare non abbia nemmeno un nome mentre in inglese che è una lingua con la fantasia dello zerbino all’ingresso dell’INPS, si chiama
s-cedilla.
Ha un suono fricativo postalveolare sordo, e cioè permette che Tofaş (una ditta turca di automobili su patente fiat) si legga
tofash, o Timişoara
timishoara (dove ricordo che c’erano delle ragazze bellişşime col viso delle romene e i capelli biondissimi delle serbe).
In Lettonia si fanno prendere la mano e la cediglia la seminano come l’erba, facendo così germogliare le
ģ,
ķ,
ļ,
ņ e la
ŗ.
I polacchi invece l’appiccicano alle vocali ottenendo
ą,
ę,
į,
ų lasciando la
ǫ ai soli norreni che si vede che ne sentivano il bisogno.
Pare che nel codice ASCII esistano anche
ç,
ģ,
ķ,
ļ,
ņ,
ŗ,
ş,
ţ che non capisco chi li adoperi, ma forse le hanno fatte per portarsi avanti e soddisfare le richieste più bizzarre.
Piccola nota: tra la A e la C ci sarebbe la B, che non è che l'ho saltata, ma è che pare che la B si legga B in tutte le lingue del mondo e a nessuno sia passato per la testa di allungarla, accorciarla, africarla, strisciarla, dentarla, palatarla, accentuarla, abbassarla di mezzo tono, tirarla di una semicroma o chissà cos’altro: grazie.
Scherzi a parte, è incredibile la varietà di ghirigori necessari per rappresentare l'infinità dei suoni delle diverse lingue del mondo con cui parliamo e pensiamo...e si parla solo di lingue con caratteri latini senza tirare in ballo ebraico, arabo, cinese, armeni, indiani, giapponesi, indonesiani....