Parole, parole, parole

alevale

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Ebdomadario

Settimanale, ma anche di religioso addetto al servizio o alla celebrazione del culto in una determinata settimana.

Parola incontrata nei Viceré durante la lettura del testamento della defunta Principessa Teresa Uzeda
 

Carcarlo

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Affronto un argomento a me sconosciuto, perciò, se sbaglio, correggetemi.

A

À
in italiano si adopera poco ed indica una a accentuata chiusa e corta, ad esempio là.
Tanti anni fa, ero bambino, corressi mia zia che scriveva à invece di ha e lei mi spiegò che a lei, a scuola, avevano insegnato così; infatti, in passato, si adoperava e credo, fosse una regola supportata durante il fascismo.

Á in italiano si adopera pochissimo ed indica una a accentuata aperta e lunga, ad esempio Ágata o Ádria.
In spagnolo invece, si adopera per tutte le a finali accentuate.

 sarebbe una a circonflessa, cioè, se ho capito bene, un po’ allungata come quando uno vuole distinguere principii da principi, ma non mi viene in mente nessun esempio di parolaa in italiaano con unaa a così lungaa.

à sarebbe una a un po’ nasale tipica del portoghese (mi torna) ma anche del groenlandese e del kashubiano (e lì mi sfugge un attimo).

Ä leggo che sarebbe una a con un tono medio che da quello che capisco si legge ei e viene adoperata nelle lingue che derivano dal catalogo dell’IKEA.

Å leggo che anche questa è una lettera da mangiatori di aringhe e, o sono sordo io o Google pronuncia male, mi sembra che si pronunci pure lei come la Ä.

Ā leggo che in lettone è come una a normale ma lunga tre volte tanto.
Su come si pronunci in indiano e in cinese invece, non c’ho capito nulla.

Æ leggo che ha origini latine e sta ad indicare il dittongo ae che nel tempo si è perso forse perchè i nostri avi piuttosto che complicarsi la vita, preferivano andare al mare o cucinare delle prelibatezze, ed è diventata una e e basta. I nordici invece, siccome hanno un inverno di undici mesi durante il quale non sanno cosa fare, si sono divertiti a sviluppare le varianti Ǣ, Ǽ, Æ̀, Æ̂, e Æ̃ in cui non mi inoltro perché ho di meglio da fare pure io.
 
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lettore marcovaldo

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"vendere i muri"

In un annuncio immobiliare o economico, l'espressione "vendere i muri" significa che l'oggetto della vendita è la proprietà fisica dell'immobile (le mura, appunto), e non l'attività commerciale che viene svolta al suo interno.

Espressione ambigua che mi ha fatto sempre pensare a interventi di demolizione, di asportazione. Insomma qualcosa di definitivo.
"Basta! non ne posso più! adesso prendo e vendo i muri!!" In subordine c'è anche l'immagine surreale di un tetto che rimane a levitare a mezz'aria.
Suo malgadro, perchè non ritenuto degno di commercializzazione. Orfano in qualche modo...
 

Carcarlo

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ç

La cediglia (ç)


Riassumo a modo mio quanto letto sul lemma di wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cediglia
La Cediglia (ç) è l’italianizzazione di cedilla, che in spagnolo sta per piccola c, un carattere che (se ho capito bene) va a sostituire la forma visigota ʒ: un'origine piuttosto singolare!
Il suono è africativo alveolare sordo, perciò in termini comprensibili a tutti, consente di scrivere Barça (la squadra di pallone di Barcellona) e leggere barsa.
E’ comune in tante lingue e dialetti come il Portoghese, il Catalano, il Francese, il Genovese e il Friulano ma si trova anche nello Spagnolo, nell’Occitano e (leggo) anche nell’Inglese (ma non ricordo un solo esempio).
Leggo che è presente anche in siciliano, ma in questo caso la pronuncia diventa africativa palatale sorda: sarei curioso di capire la differenza.

Leggo che in quelle lande tra la Romania e il Turkmenistan dove gli uomini mangiano yogurt e bevono acqua, hanno incrociato la ç con la s ottenendo la ş che non si chiama né mulo né bardotto, infatti in italiano pare non abbia nemmeno un nome mentre in inglese che è una lingua con la fantasia dello zerbino all’ingresso dell’INPS, si chiama s-cedilla.
Ha un suono fricativo postalveolare sordo, e cioè permette che Tofaş (una ditta turca di automobili su patente fiat) si legga tofash, o Timişoara timishoara (dove ricordo che c’erano delle ragazze bellişşime col viso delle romene e i capelli biondissimi delle serbe).

In Lettonia si fanno prendere la mano e la cediglia la seminano come l’erba, facendo così germogliare le ģ, ķ, ļ, ņ e la ŗ.

I polacchi invece l’appiccicano alle vocali ottenendo ą, ę, į, ų lasciando la ǫ ai soli norreni che si vede che ne sentivano il bisogno.

Pare che nel codice ASCII esistano anche ç, ģ, ķ, ļ, ņ, ŗ, ş, ţ che non capisco chi li adoperi, ma forse le hanno fatte per portarsi avanti e soddisfare le richieste più bizzarre.

Piccola nota: tra la A e la C ci sarebbe la B, che non è che l'ho saltata, ma è che pare che la B si legga B in tutte le lingue del mondo e a nessuno sia passato per la testa di allungarla, accorciarla, africarla, strisciarla, dentarla, palatarla, accentuarla, abbassarla di mezzo tono, tirarla di una semicroma o chissà cos’altro: grazie.

Scherzi a parte, è incredibile la varietà di ghirigori necessari per rappresentare l'infinità dei suoni delle diverse lingue del mondo con cui parliamo e pensiamo...e si parla solo di lingue con caratteri latini senza tirare in ballo ebraico, arabo, cinese, armeni, indiani, giapponesi, indonesiani....
 
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Carcarlo

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"vendere i muri"

In un annuncio immobiliare o economico, l'espressione "vendere i muri" significa che l'oggetto della vendita è la proprietà fisica dell'immobile (le mura, appunto), e non l'attività commerciale che viene svolta al suo interno.

Espressione ambigua che mi ha fatto sempre pensare a interventi di demolizione, di asportazione. Insomma qualcosa di definitivo.
"Basta! non ne posso più! adesso prendo e vendo i muri!!" In subordine c'è anche l'immagine surreale di un tetto che rimane a levitare a mezz'aria.
Suo malgadro, perchè non ritenuto degno di commercializzazione. Orfano in qualche modo...
Esistono anche il diritto di superficie, un istituto giuridico che separa la proprietà dell'edificio da quella del suolo, e poi la nuda proprietà del costrutto senza diritto di usufrutto, e l'accessione a cui hai diritto se mi costruisco una casa sul tuo terreno...
Sarebbe curioso capire a chi appartiene l'uovo se la gallina di Piero lo depone sul materasso di un barbone che per usucapione aveva diritto a 2mq sul terrazzino della casa fatta costruire da Gino, appartenente a Pino che non aveva finito di pagarla ad una banca fallita, costruita abusivamente sul terreno di Caio, i cui muri appartenevano ad Anna e l'usufrutto a Luisa. :)
 

Carcarlo

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Scopro, copio e incollo che Hippopotomonstrosesquipedaliofobia è la paura irrazionale e intensa delle parole lunghe, un termine ironico che è esso stesso una parola incredibilmente lunga, derivato da radici greche e latine che significano "grande", "mostruoso", "lungo un piede e mezzo" e "paura" (phobos). Questa fobia specifica, nota anche come sesquipedalofobia, può causare ansia e difficoltà nella vita quotidiana, anche se spesso viene vista con un'accezione umoristica data la sua complessità e lunghezza.

  • Etimologia:
    La parola combina:

    • Hippopotamus (ippopotamo) e monstrum (mostro) per indicare qualcosa di grande e terrificante.
      • Sesquipedalis (dal latino "lungo un piede e mezzo") per le parole esageratamente lunghe.
      • Phobos (paura) dal greco.
    • Caratteristiche:
      Chi ne soffre può provare ansia e disagio di fronte a parole lunghe o complesse, arrivando a temere la pronuncia o la lettura stessa.
    • Nomenclatura:
      È anche conosciuta più semplicemente come sesquipedalofobia (o sesquipedaliofobia).
sarei curioso di capire come si cura e come ci convivano tedeschi e ungheresi che con le parole ci fanno delle cose spaventose
 

qweedy

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Esistono anche il diritto di superficie, un istituto giuridico che separa la proprietà dell'edificio da quella del suolo, e poi la nuda proprietà del costrutto senza diritto di usufrutto, e l'accessione a cui hai diritto se mi costruisco una casa sul tuo terreno...
Sarebbe curioso capire a chi appartiene l'uovo se la gallina di Piero lo depone sul materasso di un barbone che per usucapione aveva diritto a 2mq sul terrazzino della casa fatta costruire da Gino, appartenente a Pino che non aveva finito di pagarla ad una banca fallita, costruita abusivamente sul terreno di Caio, i cui muri appartenevano ad Anna e l'usufrutto a Luisa. :)
Direi che appartiene a Caio, essendo il proprietario del terreno, tutto cio' che c'e' sopra e' suo. 😀😇
 

Carcarlo

Well-known member
Direi che appartiene a Caio, essendo il proprietario del terreno, tutto cio' che c'e' sopra e' suo. 😀😇
Ragioni da capitalista imperialista 🇺🇲🪖che pone la proprietà a base del diritto 👑
Io che da giovane leggevo Proudhom e sono per un giusnaturalismo primitivo ⚖️, sostengo invece che in base al diritto naturale, l'uovo appartiene hasta siempre alla Gallina! :ninja:
:)
 

Carcarlo

Well-known member
In italiano, destra deriva dal latino dexter che voleva dire destra, e, voglio dire, è abbastanza sensato.
In tedesco si dice recht che deriva da recht mentre in inglese si dice right che deriva dall'antico inglese riht, risalente al proto-germanico *rehtaz e, in ultima analisi, dalla radice indoeuropea *$reg- (dirigere, raddrizzare). In entrambi i casi, significa retto o giusto.

La parola sinistra deriva dal latino sinister-tra-trum, che indicava ciò che sta dalla parte del cuore, spesso considerato nel mondo antico come meno agile o "differente dal destro"
In tedesco si dice links mentre in inglese si dice left che deriva dall'inglese antico lyft, e in entrambi i casi significava "debole", "sciocco" o "paralizzato".
Fino qui, in un mondo di italiani, inglesi e tedeschi destrimani, ha senso che la destra si chiami in un modo nobile e la sinistra in un modo dispregiativo. E’ una logica, ingiusta per i mancini, ma una logica c’è.

In portoghese, spagnolo e francese invece, si dice rispettivamente derecha, dereita e droit che derivano dal latino directum. E anche fino a qui, tutto OK.
Il bello diventa quando sinistra in francese, che si diceva senestre, nel secolo XV, passa a chiamarsi gauche che invece ha un'origine germanica, derivando probabilmente dal termine *wankaz (curvo, debole, incerto), mentre in spagnolo e in portoghese si dice rispettivamente izquierda e esquerda che derivano dal vasco ezkerra, che di nuovo sta per debole e storto.
E dove sta la stranezza? Che secondo me è assurdo chiamare le due mani con due parole provenienti da due lingue diverse!
Io capisco che spagnoli, portoghesi e francesi ad un certo punto abbiamo smesso di chiamarla domus e siano passati a casa o meson, va bene, ma non puoi cambiargli nome a una mano e all’altra no! o_O
Eppure lo hanno fatto.
Lo hanno fatto perché ad un certo punto, sinistra era diventato un tabù linguistico perciò gli cambiarono nome con un termine straniero per non pronunciarla più.😱
Che assurdità! :rolleyes:

*Ringrazio Google che spiega tante cose!
 

Carcarlo

Well-known member
L’accrescitivo di culo è culaccio che indica ciò sta in fondo, come appunto il culaccio del salame o della baguette.

Il culaccino invece è il diminutivo di culaccio, e siccome il culaccio è l’accrescitivo di culo, allora in base alle regole dei sillogismi aristotelici, il culaccino è il diminutivo dell’accrescitivo del culo, perciò applicando le proprietà delle operazioni inverse dovremmo tornare al culo di partenza?

No, perché il culaccino non è un culone che si è fatto la liposuzione per rientrare nei jeans, ma il segno che lascia un bicchiere bagnato sulla tovaglia, che, voglio dire, ci fa capire la logica con cui nascono le parole!

Inoltre, se cercate su Maps, scoprirete che è anche il nome di due ristoranti in Germania e di un altro in India: chissà se lo sanno?
 

Carcarlo

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NON E' SPAM, TRANQUILLI!

La titina, chiamata anche connectina, è una proteina presente negli esseri umani che fornisce una connessione elastica tra i filamenti del cuore.

Finisce in questa discussione perché il suo nome scientifico è methionylthreonylthreonylglutaminylarginyltyrosylglutamylserylleucylphenylalanylalanylglutaminylleucyllysylglutamylarginyllysylglutamylglycylalanylphenylalanylvalylprolylphenylalanylvalylthreonylleucylglycylaspartylprolylglycylisoleucylglutamylglutaminylserylleucyllysylisoleucylaspartylthreonylleucylisoleucylglutamylalanylglycylalanylaspartylalanylleucylglutamylleucylglycylisoleucylprolylphenylalanylserylaspartylprolylleucylalanylaspartylglycylprolylthreonylisoleucylglutaminylasparaginylalanylthreonylleucylarginylalanylphenylalanylalanylalanylglycylvalylthreonylprolylalanylglutaminylcysteinylphenylalanylglutamylmethionylleucylalanylleucylisoleucylarginylglutaminyllysylhistidylprolylthreonylisoleucylprolylisoleucylglycylleucylleucylmethionyltyrosylalanylasparaginylleucylvalylphenylalanylasparaginyllysylglycylisoleucylaspartylglutamylphenylalanyltyrosylalanylglutaminylcysteinylglutamyllysylvalylglycylvalylaspartylserylvalylleucylvalylalanylaspartylvalylprolylvalylglutaminylglutamylserylalanylprolylphenylalanylarginylglutaminylalanylalanylleucylarginylhistidylasparaginylvalylalanylprolylisoleucylphenylalanylisoleucylcysteinylprolylprolylaspartylalanylaspartylaspartylaspartylleucylleucylarginylglutaminylisoleucylalanylseryltyrosylglycylarginylglycyltyrosylthreonyltyrosylleucylleucylserylarginylalanylglycylvalylthreonylglycylalanylglutamylasparaginylarginylalanylalanylleucylprolylleucylasparaginylhistidylleucylvalylalanyllysylleucyllysylglutamyltyrosylasparaginylalanylalanylprolylprolylleucylglutaminylglycylphenylalanylglycylisoleucylserylalanylprolylaspartylglutaminylvalyllysylalanylalanylisoleucylaspartylalanylglycylalanylalanylglycylalanylisoleucylserylglycylserylalanylisoleucylvalyllysylisoleucylisoleucylglutamylglutaminylhistidylasparaginylisoleucylglutamylprolylglutamyllysylmethionylleucylalanylalanylleucyllysylvalylphenylalanylvalylglutaminylprolylmethionyllysylalanylalanylthreonylarginylacetylseryltyrosylserylisoleucylthreonylserylprolylserylglutaminylphenylalanylvalylphenylalanylleucylserylserylvalyltryptophylalanylaspartylprolylisoleucylglutamylleucylleucylasparaginylvalylcysteinylthreonylserylserylleucylglycylasparaginylglutaminylphenylalanylglutaminylthreonylglutaminylglutaminylalanylarginylthreonylthreonylglutaminylvalylglutaminylglutaminylphenylalanylserylglutaminylvalyltryptophyllysylprolylphenylalanylprolylglutaminylserylthreonylvalylarginylphenylalanylprolylglycylaspartylvalyltyrosyllysylvalyltyrosylarginyltyrosylasparaginylalanylvalylleucylaspartylprolylleucylisoleucylthreonylalanylleucylleucylglycylthreonylphenylalanylaspartylthreonylarginylasparaginylarginylisoleucylisoleucylglutamylvalylglutamylasparaginylglutaminylglutaminylserylprolylthreonylthreonylalanylglutamylthreonylleucylaspartylalanylthreonylarginylarginylvalylaspartylaspartylalanylthreonylvalylalanylisoleucylarginylserylalanylasparaginylisoleucylasparaginylleucylvalylasparaginylglutamylleucylvalylarginylglycylthreonylglycylleucyltyrosylasparaginylglutaminylasparaginylthreonylphenylalanylglutamylserylmethionylserylglycylleucylvalyltryptophylthreonylserylalanylprolylalanyltitinmethionylglutaminylarginyltyrosylglutamylserylleucylphenylalanylalanylisoleucylcysteinylprolylprolylaspartylalanylaspartylaspartylaspartylleucylleucylarginylglutaminylisoleucylalanylseryltyrosylglycylarginylglycyltyrosylthreonyltyrosylleucylleucylserylarginylalanylglycylvalylthreonylglycylalanylglutamylasparaginylarginylalanylalanylleucylprolylleucylasparaginylhistidylleucylvalylalanyllysylleucyllysylglutamyltyrosylasparaginylalanylalanylprolylprolylleucylglutaminylglycylphenylalanylglycylisoleucylserylalanylprolylaspartylglutaminylvalyllysylalanylalanylisoleucylaspartylalanylglycylalanylalanylglycylalanylisoleucylserylglycylserylalanylisoleucylvalyllysylisoleucylisoleucylglutamylglutaminylhistidylasparaginylisoleucylglutamylprolylglutamyllysylmethionylleucylalanylalanylleucyllysylvalylphenylalanylvalylglutaminylprolylmethionyllysylalanylalanylthreonylarginylacetylseryltyrosylserylisoleucylthreonylserylprolylserylglutaminylphenylalanylvalylphenylalanylleucylserylserylvalyltryptophylalanylaspartylprolylisoleucylglutamylleucylleucylasparaginylvalylcysteinylthreonylserylserylleucylglycylasparaginylglutaminylphenylalanylglutaminylthreonylglutaminylglutaminylalanylarginylthreonylthreonylglutaminylvalylglutaminylglutaminylphenylalanylserylglutaminylvalyltryptophyllysylprolylphenylalanylprolylglutaminylserylthreonylvalylarginylphenylalanylprolylglycylaspartylvalyltyrosyllysylvalyltyrosylarginyltyrosylasparaginylalanylvalylleucylaspartylprolylleucylisoleucylthreonylalanylleucylleucylglycylthreonylphenylalanylaspartylthreonylarginylasparaginylarginylisoleucylisoleucylglutamylvalylglutamylasparaginylglutaminylglutaminylserylprolylthreonylthreonylalanylglutamylthreonylleucylaspartylalanylthreonylarginylarginylvalylaspartylaspartylalanylthreonylvalylalanylisoleucylarginylserylalanylasparaginylisoleucylasparaginylleucylvalylasparaginylglutamylleucylvalylarginylglycylthreony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così per ore fino ad arrivare a ......................................glutaminylserxisoleucine

Il risultato è la parola più lunga del mondo composta dalla bellezza di 189.819 lettere tutteattaccate che non riporto completamente per evitare di mandare in crash il Forum.

Comunque se volete leggervela, mettetevi comodi e cliccate su https://gist.github.com/drewchee/5284824

PS: la sua formula chimica è nientepopodimeno che C169723H270464N45688O52243S912
 
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Carcarlo

Well-known member
Per favore, vi prego, potete fare una prova su Google, perché io ho avuto il seguente dialogo con l’IA:

Io: qual è la parola italiana con più i?
Google: anticostituziolissimamente è la parola italiana più corta con 6 i
Io: ma se ne ha 5! Sarà difficilissimi che ne ha 6 ed è ancora più corta.
Google: hai ragione, scusa. Allora è indivisibilissimi che ne ha 7
Io: ma cosa dici? Indivisibilissimi ne ha 8
Google: hai ragione, ne ha 8
Io: ma perché fai questi errori?
Google: Ho commesso questi errori perché il mio sistema elabora il testo dividendo le parole in frammenti di caratteri chiamati token, anziché analizzare le singole lettere in modo visivo come fa un essere umano. Quando devo contare quante volte compare una specifica lettera all'interno di una parola lunga, questo metodo di calcolo basato su blocchi di testo può portarmi a sbagliare il conteggio matematico, specialmente con parole ripetitive o alterate al superlativo (come i suffissi -issimi). Per evitare che risucceda, posso usare un codice di programmazione per analizzare le stringhe in modo esatto. Vuoi provare?
Io: va bene, dimmi la parola italiana con più a
Google: internazionalizzatissimamente: contiene 5 lettere "A" (su 29 lettere totali).
Io: internazionalizzatissimamente: ne ha solo 4, non 5
Google: Hai perfettamente ragione….

A questo punto ho lascioto perdere e mi sono rivolto a voi e vi prego di fare la prova perché è un periodo che discuto con tutti (e va bene), ma litigare col PC non è un bel segno e per giunta averci ragione è da manicomio.
Per favore, potete fare la prova anche voi e dirmi se devo parlarne con uno specialista? Ma non non di informatica.
E se vado lì e invece di dirgli che non ho superato l’edipo gli dico che l’IA non capisce niente perché mi dà torto, ma fa subiuto un siringone?

Oggi, si capisce, niente parola stramba :cry:
 

DaneelOlivaw

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- qual è la parola italiana con più a?
- particolareggiatissimamente che contiene 7 a su 27 lettere
- particolareggiatissimamente contiene solo 4 a.
- Hai perfettamente ragione ...
😂
 

Carcarlo

Well-known member
- qual è la parola italiana con più a?
- particolareggiatissimamente che contiene 7 a su 27 lettere
- particolareggiatissimamente contiene solo 4 a.
- Hai perfettamente ragione ...
😂
Hai provato anche tu?

Adesso fai questa prova:
- chiuditi solo in casa
- chiudi le finestre
- lascia solo una lampadina fioca accesa
- continua la discussione disteso su un enorme letto matrimoniale
.... dopo un po' ti sembrerà di essere il dottor David sulla Discovery One di 2001 Odissea nello spazio che parli con HAL9000.
E' spaventoso e tutto gratis.
 
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