Parole, parole, parole

DaneelOlivaw

I Robot
Hai provato anche tu?

Adesso fai questa prova:
- chiuditi solo in casa
- chiudi le finestre
- lascia solo una lampadina fioca accesa
- continua la discussione disteso su un enorme letto matrimoniale
.... dopo un po' ti sembrerà di essere il dottor David sulla Discovery One di 2001 Odissea nello spazio che parli con HAL9000.
E' spaventoso e tutto gratis.
Paura!
Poi mi guardo allo specchio e mi vedo centenario
 

Pnin

Well-known member
Comunque a me, tempo fa, l'AI ha ammesso che se le si chiedono dati a cui non può accedere (perché non ci sono proprio o perché sono stime che, in questo caso direi giustamente, non può definire come dati) se li inventa di sana pianta perché è programmata per dare comunque delle risposte. Le ho fatto notare che anche dire "non dispongo di questi dati" può essere definita una risposta, tra l'altro ben più onesta, e mi ha risposto che questo suggerimento avrebbe potuto contribuire a migliorarla.
Come vedi @Carcarlo non sei solo a discutere con l'AI. Secondo me in realtà siamo un discreto numero e si potrebbe metter su un gruppo di auto mutuo aiuto
 

Carcarlo

Well-known member
La parola Umarell indica i pensionati che errano per la città annoiati e si fermano a osservare i cantieri fornendo consigli non richiesti a chi invece si spacca la schiena.

Il termine viene coniato nel 2005 dallo scrittore e blogger bolognese Danilo Masotti e diventa il titolo di un libro nel 2007.

E’ un neologismo derivato dal bolognese Umarel

La parola viene adoperata sempre di più fino a quando nel 2021 viene inserita nel vocabolario Zanichelli.

Nel 2024, in Svezia, viene nominata parola dell’anno.

Secondo Google Translator può essere tradotta in latino con omarellus, in cinese con 烏瑪雷爾, mentre in tutte le altre lingue del mondo resta umarell.

E’ curioso come sia un termine esclusivamente maschile e le femministe e i non binari non si battano per avere rispettivamente umarella e umarell@ e le relative quote rosa intorno al cantiere.

A tal proposito, la moglie di un umarell che però non ci tiene a essere definita tale e tanto meno una umarella, ha detto che lei è una pensionata e sta a casa a fare il sugo e non perde tempo a giandonare per le strade di Bologna.

Giandonare poi, deriva sempre dal bolognese Giandone, persona alta e dinoccolata di animo bonario.
 
Ultima modifica:

Carcarlo

Well-known member
Per dire che hai perso i genitori, si usa orfano.
Per dire che hai perso il coniuge, si usa vedova.
Per dire che hai perso i figli, non esiste una parola.
 

Carcarlo

Well-known member
In spagnolo esiste l'espressione el niño no me come che significa, letteralmente, il bambino non mi mangia.
Questa espressione è sempre stata considerata sbagliata perchè quel me era considerato grammaticalmente scorretto.
Poi, qualcuno (o qualcuna) ha fatto notare che se un neonato ciuccia il latte dalla madre si sta cibando della madre, perciò non solo la Reale Accademia della Lingua Spagnola l'ha accettato, ma lo ha anche definito dativo etico.
Ovviamente è un'espressione che possono adoperare solo le madri, altrimenti, a meno che un padre non si stacchi una mano, non ha senso.
E' l'espressione più esclusiva che si possa immaginare!
 

malafi

Well-known member
La parola Umarell indica i pensionati che errano per la città annoiati e si fermano a osservare i cantieri fornendo consigli non richiesti a chi invece si spacca la schiena.

Il termine viene coniato nel 2005 dallo scrittore e blogger bolognese Danilo Masotti e diventa il titolo di un libro nel 2007.

E’ un neologismo derivato dal bolognese Umarel

La parola viene adoperata sempre di più fino a quando nel 2021 viene inserita nel vocabolario Zanichelli.

Nel 2024, in Svezia, viene nominata parola dell’anno.

Secondo Google Translator può essere tradotta in latino con omarellus, in cinese con 烏瑪雷爾, mentre in tutte le altre lingue del mondo resta umarell.

E’ curioso come sia un termine esclusivamente maschile e le femministe e i non binari non si battano per avere rispettivamente umarella e umarell@ e le relative quote rosa intorno al cantiere.

A tal proposito, la moglie di un umarell che però non ci tiene a essere definita tale e tanto meno una umarella, ha detto che lei è una pensionata e sta a casa a fare il sugo e non perde tempo a giandonare per le strade di Bologna.

Giandonare poi, deriva sempre dal bolognese Giandone, persona alta e dinoccolata di animo bonario.
Complimenti per la tua bolognesità, confermo tutto.
La cosa curiosa è il plurale di umarell.
Qualcuno dice umarells (come se fosse un termine inglese :eek:): il vero plurale di umarel sarebbe umarì, ma meglio lasciarlo indeclinabile e dire umarel anche al plurale.

Già si vedono, a volte, delle versioni dei nastri bianchi e rossi (quelli che si usano per delimitare cantieri (o scene del crimine) con l'effige dell'umarell nella sua tipica posizione (mani dietro la schiena e schiena leggermente incurvata in avanti). Addirittura ho visto l'umarell su una delimitazione di cantiere con pannelli in legno. Masotti un genio dei nostri tempi.
 

Carcarlo

Well-known member
Mi è parso interessante

Io conosco i pineroli o boletus luteus, che si chiamano così perchè hanno la cuticola appiccicosa e quando li trovi sono luridi, ma basta levargli la pelle e sono molto buoni con aglio e prezzemolo.
A volte certe parole persistono dove meno te lo aspetti, per esempio sotto a un fungo.

Lurido lurido invece è il boletus luridus che quando lo tagli vira verso il blu da sembrare regalato a Biancaneve.
https://encrypted-tbn0.gstatic.com/...u7Qkx9i5ybv1_CPhcizquyNa314YSLoOuTySllXc&s=10
Da queste parti non li raccoglie nessuno perchè dicono che siano velenosi (e fanno bene...), invece hanno solo un po' di tossine termolabili, perciò basta soffriggerli un po', e vanno a posto come gli altri (... e me li mangio tutti io).
 

DaneelOlivaw

I Robot
Io conosco i pineroli o boletus luteus, che si chiamano così perchè hanno la cuticola appiccicosa e quando li trovi sono luridi, ma basta levargli la pelle e sono molto buoni con aglio e prezzemolo.
A volte certe parole persistono dove meno te lo aspetti, per esempio sotto a un fungo.

Lurido lurido invece è il boletus luridus che quando lo tagli vira verso il blu da sembrare regalato a Biancaneve.
https://encrypted-tbn0.gstatic.com/...u7Qkx9i5ybv1_CPhcizquyNa314YSLoOuTySllXc&s=10
Da queste parti non li raccoglie nessuno perchè dicono che siano velenosi (e fanno bene...), invece hanno solo un po' di tossine termolabili, perciò basta soffriggerli un po', e vanno a posto come gli altri (... e me li mangio tutti io).
Il boleto che tagliato diventa blu da noi si chiama Fré o Ferré dicono basti una scottatina per togliergli il colore, ma nemmeno io mi sono mai fidato.
Ne esistono di due tipi, uno del tutto insapore, lo si riconosce dal colore del gambo.
 

Carcarlo

Well-known member
Il boleto che tagliato diventa blu da noi si chiama Fré o Ferré dicono basti una scottatina per togliergli il colore, ma nemmeno io mi sono mai fidato.
Ne esistono di due tipi, uno del tutto insapore, lo si riconosce dal colore del gambo.
Anche ferùn o ferrone, perchè prende anche dei colori simile alla ruggine.
La scottatina non basta perchè bisogna essere assolutamente sicuri di averlo scaldato bene in ogni suo punto, soprattutto tra gambo e testa dove può rimanere isolato.
Per quello è essenziale farlo bollito (così perde anche tutto il gusto...) o meglio fritto (al funghetto) per almeno 5 minuti, così a oltre 200°C sei sicuro di eliminare le tossine.
NON va fatto alla griglia, o impanato o passato in padella senza olio o acqua.
 

Shoshin

في الذاكرة
Il botafumeiro è un grande turibolo presente nella Cattedrale di San Giacomo a Santiago di Compostela risalente al XIX secolo.


Da esso prende il nome un altro grande incensiere presente dal marzo 2010 a Cava de' Tirreni nella Chiesa di San Francesco e Sant'Antonio[1] e quello presente a Borsano di Busto Arsizio[2] (2012) nell'Arcidiocesi di Milano. Sono i turiboli più grandi del mondo. Un botafumeiro di 5 kg è installato anche presso l'Insigne Collegiata di Casei Gerola in provincia di Pavia.

 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Io ho trovato anche un'altra spiegazione legata al mondo dei libri. Una volta i fogli venivano stampati in multipli di 16 e il numero 48 rappresentava simbolicamente la fine di una segnatura o la conclusione di un'opera. Quindi il detto significherebbe un'interruzione definitiva
 
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