Carcarlo
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Da un punto di vista matematico invece, e mi stupisce che Binghilla non l'abbia colto, c'è da segnalare che:Io ho trovato anche un'altra spiegazione legata al mondo dei libri. Una volta i fogli venivano stampati in multipli di 16 e il numero 48 rappresentava simbolicamente la fine di una segnatura o la conclusione di un'opera. Quindi il detto significherebbe un'interruzione definitiva
1. i divisori propri di 48 sono 1, 2, 3, 4, 6, 8, 12, 16 e 24, e il loro prodotto è 48 elevato alla 4, dove 48 sono appunto le carte dove ti mandano e 4 i loro semi (picche, cuori, fiori e bastoni).
2. come ci insegna il pustolato (che poi si è dato la crema se no le donne gli stavano lontano) di Bertrand, che forse voi conoscete come teorema di Bertrand-Chebyshev (quello che appunto gli ha dato la crema e sono diventati compagni di briscola), dimostrato poi formalmente dal matematico Robert Breusch nel 1932 (che invece era bravo coi solitari), se n>48 allora esiste un numero primo compreso tra n e 9n/8, che in genere viene applicato sia quando si gioca a scopa a coppie che a rubamazzetto scientifico.
3. Mario Adinolfi, forse il più grande giocatore di poker in Italia (è stato il primo italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour, piazzandosi al sesto posto nel maggio 2009 al Casinò di Venezia, e nel marzo 2011 ha centrato un altro tavolo finale WPT, chiudendo al quarto posto la tappa di Vienna - e se non ci credete guardate su wikipedia) è nato il 15 agosto del 1971, ovvero il 15081971, che in binario si scrive 0000.0000.0000.0000.0000.0000.0111.0010.1111.1111.0000.0001 che non a caso ha 48 cifre e sta giocando a tresette a casa sua agli arresti domiciliari perchè pare lo abbiano beccato con un due di picche nella manica della camicia: se non è andato a carte 48 lui! Però, ecco, come ci avrebbe fatto notare Nostradamus, era già scritto nella sua data di nascita!
4. 48 nella cabala napoletana è il morto che parla, e infatti quando si gioca a carte si sta zitti se no si finisce male.
5. nella cabala ebraica invece, 48 è il numero dei profeti che come ricorda Isaia, giocavano a burraco [יְשַׁעְיָהוּ שִׂחֵק בּוּרָאקוֹ תַּחַת הָאֹהֶל בַּמִּדְבָּר׃ (con la vocalizzazione masoretica) e Yəšaʿyāhū śiḥēq būrāqō táḥaṯ hāʾōhel bammidbār (traslitterizzato con la pronuncia biblica per coloro che lo preferiscono).
A me le parole piacciono, ma piacciono tanto, perchè permettono di scrivere e dimostrare qualunque cosa, tanto alla gente piacciono le storie e se le stanno ad ascoltare come se fosse una favola della buona notte.
E' per quello che non bisogna dare a mente a certa gente che scrive sui forum!
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