Parole, parole, parole

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Come si dice afa o canicola nei vostri dialetti?

Da me si dice stofag.
Sicché la battuta pubblicitaria Antò fa caldo! se fosse ambientata nella bassa, là dove il Grande Fiume ormai in secca ha perso ogni velleità diventando una distesa di sabbia, sarebbe Toni, a gh'è stofag!
L'evidente (para)etimologia ricollega questa parola a stoffa. E infatti in questi giorni sembra di essere vestiti in un completo di panno con un mantello di feltro. E il cielo è un velluto color grigio polvere che ti impedisce di "riveder le stelle".
 
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Carcarlo

Well-known member
In genovese è sòfoco che si pronuncia sùfucu, da soffocare, ma il termine tipico tipico genovese è macaia, riferito a quel caldo umido proveniente dal mare quando non c'è una bava d'aria e non sai dove scappare.
Per contro, l'umidità, fin dalla mattina sale verso i monti e in altura, nel pomeriggio condensa e spesso tuona e piove, come accade quasi ogni giorno sul Trebbia e l'Aveto, e il caldo patito dai genovesi, permette ai piacentini di bere gratis (poi dicono che siamo spilorci).
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Mi chiedo chi abbia la sfacciataggine di definirvi spilorci 🤣 da cosa possa mai nascere questa nomea 🤣

In realtà penso che anche stofag derivi da soffocare come il tuo sofoco, la mia è un'etimologia di mia invenzione dettata dalla metafora di quelle stoffe pesanti che ti sembra di avere addosso e tutt'intorno.

Macaia è bello perché secondo me lo avete solo voi. Del resto il genovese è una lingua a sé.
 

DaneelOlivaw

I Robot
Qui il caldo umido senza una bava di vento, insomma sempre si dice Scogn.

Se non erro la nomea dei liguri deriva dal fatto che i marinai preferivano stare zitti che pagare una tassa per il diritto al mugugno.
 

malafi

Well-known member
Ebdomadario = settimanale, dicesi soprattutto di riviste periodiche.
Termine desueto, che non conoscevo, trovato nell'ottima traduzione del libro che sto leggendo
 

Carcarlo

Well-known member
Lungo e largo ha le seguenti traduzioni:
- portoghese: longo e largo
- francese: long et large
- provenzale: lonc e larg
- occitano: long e largs
- genovese: lungu e largu
- sardo: longu e ladu
- rumeno: lungime și lățime
- romancio: lung e largh

in spagnolo invece, si traduce largo y ancho, mentre in catalano llarg e ample, dove largo e llarg stanno per lungo, e ancho e ample per largo.

Non capendo perchè, inizialmente ho propeso per la Teoria Cartesiana secondo cui, a forza di fiesta e toros e a seguito di una cornata, hanno confuso le X con le Y.

Poi ho provato a consultare l'oracolo che anzichè la tauromachia, tira in ballo i falsi amici tra le lingue e lo slittamento semantico (secondo me, sfiorando il terrapiattismo), e cioè che in latino largus indicava abbondanza che in italiano è diventato abbondanza di spazio in larghezza, in senso trasversale, come se fosse una spiaggia, mentre in spagnolo abbondanza di tempo (per fare la siesta) in senso longitudinale, perciò si è invertito il significato della parola.
A me la cosa lascia un po' perplesso perchè è come se tra mille anni zucchero si dicesse sale e sale si dicesse gna-gna: non vedo cosa ci sia da slittarsi, è più da zuccata contro un marciapiede.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Alla fine gli italiani sono andati lungo l'asse X e gli spagnoli lungo l'asse Y anche nella spiegazione del tuo oracolo
 

Carcarlo

Well-known member
Farmare aura

Farmare deriva dall'inglese farming, coltivare , è un termine che nasce nel mondo dei videogiochi e si riferisce all'azione di arricchirsi di doti personali.

L'aura poi, sarebbe quella nuvoletta di poteri che avvolge il protagonista del videogioco man mano che raggiunge obiettivi.

Detto questo, non riesco a capire cosa significa nella vita reale e che bisogno c'era d'inventarlo.
Spero che qualcuno si batta per impedire che entri nel dizionario.

PS: anche quando noi avevamo 14 anni coniavamo neologismi del cavolo, diciamo la verità, però rimanevano nel nostro gergo, gli adulti non ce li copiavano. E' questa la differenza, che magari domani il capufficio darà un premio di produzione al dipendente che farmi più aura.
 
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isola74

Lonely member
Farmare aura

Farmare deriva dall'inglese farming, coltivare , è un termine che nasce nel mondo dei videogiochi e si riferisce all'azione di arricchirsi di doti personali.

L'aura poi, sarebbe quella nuvoletta di poteri che avvolge il protagonista del videogioco man mano che raggiunge obiettivi.

Detto questo, non riesco a capire cosa significa nella vita reale e che bisogno c'era d'inventarlo.
Spero che qualcuno si batta per impedire che entri nel dizionario.

PS: anche quando noi avevamo 14 anni coniavamo neologismi del cavolo, diciamo la verità, però rimanevano nel nostro gergo, gli adulti non ce li copiavano. E' questa la differenza, che magari domani il capufficio darà un premio di produzione al dipendente che farmi più aura.
Pensa che per me l'aura è il preavviso dell'emicrania😓
 

Carcarlo

Well-known member
Non lo conoscevo.
Leggo che deriva dal friulano sdrumà che risale al latino tardo *exderamare (da ramus, ramo), che significava scuotere o squassare i rami.
Secondo me, Pasolini avrebbe apprezzato che i giovani tirassero fuori un dialettismo. :)

Lì per lì ho pensato che sderenare (che non è proprio genovese ma lo adoperiamo spesso) avesse la stessa origine, invece deriva da rompere le reni.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
C'è anche pullappare che è un inglesismo derivante da pull up. Sinonimo di sdrumare.

Esempio: "prof non mi dia 4 che sennò la mamma mi sdruma/pullappa".
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
E poi l'irrinunciabile chillare (~cillare) come verbo, ma l'allocuzione verbale può anche essere stare nel chill, come tradurli? Direi oziare, rilassarsi, ma anche affrontare le cose con calma.
 
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