Genocidio
genocidio: [ge-no-cì-dio] meno com. genicidio s.m. (pl. -di)
Secondo lo splendido lemma di Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio
Con genocidio, secondo la definizione adottata dall'ONU, si intendono «gli atti commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso».
Negli studi giuridici, storici, politici e sociologici, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, il concetto di genocidio, sviluppatosi in origine nell'ambito del diritto internazionale, è stato utilizzato in diversi contesti e con diverse accezioni:
che riassumo brutalmente sotto sperando che le mie mancanze non siano causa di errori madornali:
Origine ed etimologia
Neologismo coniato nel 1944 da Raphael Lemkin, giurista polacco di origine ebraica specialista dello sterminio degli armeni ad opera dei turchi di ataturk, per descrivere l’Olocausto.
Curiosamente, nel 1941, Churchill aveva dovuto definire le azioni commesse dal regime nazista come
crimine senza nome.
Il termine deriva dal greco γένος (ghénos, "razza", "stirpe") e dal latino
caedo ("uccidere").
Nel secondo dopoguerra, viene recepito dal diritto internazionale ed adoperato durante il processo di Norimberga.
Definizione ufficiale delle Nazioni Unite (1946)
Per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:
(a) uccisione di membri del gruppo;
(b) lesioni gravi all'integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
(c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
(d) misure miranti a impedire nascite all'interno del gruppo;
(e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.
Genocidi riconosciuti
- Olocausto perpetrato dai nazisti sugli ebrei (Shoah)
- Genocidio cambogiano perpetrato dai khmer rossi
- Guerra in Bosnia Erzegovina perpetrato dalla Serbia
- Genocidio del Ruanda perpetrato dagli hutu a scapito dei tutsi
- Genocidio degli Herero e dei Nama perpetrato dai tedeschi in Namibia
- Holodomor, genocidio attuato dall’URSS, soprattutto in Ucraina, attraverso la fame.
- Terrore rosso er carestia in Etiopia di Menghistu
- Guerra civile in Guatemala perpetrato dai diversi regimi militari
- Genocidio curdo perpetrato da saddam hussein
- Darfur, nel Sudan, è stato il primo genocidio del XXI secolo
- Stato islamico in Iraq e Siria
Genocidi non riconosciuti
- Genocidio armeno degli ottomani
- Genocidio armeno dei giovani turchi
- Genocidio assiro (dei cristiani assiri, caldei e siriaci) sempre dei turchi
- Genocidio dei greci del Ponto, ancora dei turchi
Tribunali speciali giudicanti possibili genocidi
- Kosovo
- Timor Est
- Sierra Leone
(…)
Negli ultimi anni si discute molto a proposito di questa parola.
Ieri, su un’intervista pubblicata su La Repubblica che mi sono perso (se qualcuno è abbonato e la posta, mi fa una cortesia), David Grossman ha dichiarato:
Per anni ho rifiutato di utilizzare questa parola: ‘genocidio’. Ma adesso non posso trattenermi dall’usarla, dopo quello che ho letto sui giornali, dopo le immagini che ho visto e dopo aver parlato con persone che sono state lì”. …. “Voglio parlare come una persona che ha fatto tutto quello che poteva per non arrivare a chiamare Israele uno Stato genocida. E ora, con immenso dolore e con il cuore spezzato, devo constatare che sta accadendo di fronte ai miei occhi”. …“Magari avere a che fare con uno Stato vero, con obblighi reali, non con un’entità ambigua come l’Autorità palestinese, avrà i suoi vantaggi. È chiaro che dovranno esserci condizioni ben precise: niente armi. E la garanzia di elezioni trasparenti da cui sia bandito chiunque pensa di usare la violenza contro Israele.
Oggi, sempre La Repubblica, pubblica due interviste.
La prima ad Anna Foa - che ha vinto il Premio Strega 2025 per la saggistica con Il suicidio di Israele – e che dice che:
1. è d’accordo con Grossman nonostante sia terribile farlo per un ebreo
2. si sta creando una frattura all’interno dell’esercito israeliano
3. le piacerebbe che coesistessero due popoli in uno stato, ma siccome è impossibile, bisogna accontentarsi di due popoli in due stati.
La seconda a Liliana Segre che invece sostiene che sì, che Grossman è nel giusto, che
è straziante vedere sprofondare Israele in questo abominio … ma che bisogna uscire da questa associazione fra Israele e il genocidio. Prima di tutto, non dobbiamo permettere che chi ha sentimenti antisemiti usi e manipoli la parola genocidio perché troppi antisemiti non vedono l’ora di sbatterlo in faccia agli ebrei.
Dice inoltre chiaramente che
Israele non è né l’erede né il rappresentante degli ebrei europei vittime della Shoah.
Io concordo con Anna Foa; capisco Liliana Segre ma penso anche che se non vuole che ala fine dell'estate sia diventato antisemita anche chi fino a ieri non sapeva nemmeno che israele esistesse (che sono i più pericolosi perché più manipolabili), bisogna che dopo aver dichiarato il distacco tra le Vittime della Shoah e israele, per difendere la memoria dei primi ed evitare che la loro sofferenza venga banalizzata, lei e tutti gli altri ebrei occidentali facciano uno sforzo semantico e vomitino l’impossibile su quel macellaio di netanyahu.
Quello che sta succedendo è imperdonabile e rimuoverà dalla memoria collettiva l'Olocausto stesso, per il quale il termine
genocidio venne appunto coniato.