87° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
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Siamo arrivati al poeticforum estivo...chissà se il caldo torrido aiuterà l'animo poetico dei forumlibrosi a venir fuori :mrgreen:
Come prima fase potete proporre le poesie che vi piacciono, e poi chi vuole le commenterà.
 
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panero.jpg
Leopoldo Maria Panero ((Madrid, 1948 – Las Palmas di Gran Canaria, 2014)
La poesia che pubblicherò è apparsa sulla rivista "Poesia" Ed. Crocetti n.273 del maggio 2014.
(seguirà la poesia, è lunga e devo copiarla manualmente)
Intanto deliziatevi con la sua biografia
 
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Pnin

Well-known member
Ecco invece la mia proposta

Ho appreso a vivere semplice e saggia,
a guardare il cielo, a pregare Iddio,
e a vagare a lungo innanzi sera,
per fiaccare un’inutile angoscia.

Quando nel fosso freme la lappola
e il sorbo giallo-rosso piega i grappoli,
compongo versi colmi di allegria
sulla vita caduca, caduca e bellissima.

Ritorno. Un gatto piumoso mi lecca
il palmo, fa le fusa più amoroso,
e un fuoco vivido divampa al lago
sulla torretta della segheria.

Solo di rado un grido di cicogna,
volata fino al tetto, squarcia il silenzio.
E se tu busserai alla mia porta,
mi sembra, non sentirò nemmeno.

Anna Achmatova (una delle tante traduzioni)
 
D

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Di Leopoldo Maria Panero

LA CANZONE DEL CROUPIER DEL MISSISSIPPI​
"Quindici uomini sulla Cassa del Morto.
Yaoo! E una bottiglia di rum
(canzone pirata)
Fumo molto. Troppo.
Fumo per ingannare il tempo e a volte ascolto la radio
e sento passare la vita come chi mette la radio.
Fumo molto. Nel posacenere ci sono
idee e poesie e voci
di amici che non ho. Ed ho
la bocca piena di sangue,
e sangue che esce dalle crepe del mio cranio
e tutta la mia anima sa di sangue,
sangue fresco non so se i porco o di uomo che sono,
in tutta la mia anima accoltellata da donne e bambini
che si muovono ingenui, maldestri, in
questa vita che ormai so.
Mi tasto il petto d'improvviso, nervoso,
e non sento un cuore. Non c'è,
non esiste in nessuno quella cosa che chiamano cuore
se non forse nell'alcol, in quel
sangue che bevo e che è il sangue di Cristo,
l'unico sangue di questo mondo che non esiste
che è come il Male programmato, o
come fabbrica di vita o un sarto
che ha scordato chi è e continua a vivere, o
forse l'orologio e le ore passano.
Mi tasto, nervoso gli occhi i piedi e il pollice
lo metto nell'occhio, e sono sporco
e la mia vita puzza.
E sogno che ho vissuto e che mi chiamo in qualche modo
e che questo racconto è certo, questo
assurdo che rivelano i miei occhi
questo delirio a Veracruz, e che questo
paese è certo, questo luogo simile all'Inferno,
che chiamano Spagna, ho sentito
dai morti che l'Inferno
è meglio di questo posto e gli somiglia.

Mi dico che sono Pessoa, come Pessoa era Alvaro de Campos
mi dico che essere ubriaco è non esserlo
tutta la vita, è
essere ubriaco di vita e non di morte,
è un sangue diverso da quell'altro
sudicio che filtra dai tetti e dalle pareti
e dai buchi della vita.

(continua)
 
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Guest
(Continuazione)

Ed è che non c'è altra comunione
né altro spasmo che questo del vino
e nessun altro sesso né donna
che il bicchiere di alcol che mi bacia le labbra
con questo bicchiere di alcol che porto nel
cervello, nei piedi nel sangue.
Che questo bicchiere di vino scuro o bianco
di gin o di rum o quel che sia
- gin e birra, per esempio -
che è come l'infanzia, e non è
fuga, né evasione né sogno
ma l'unica vita reale e tutto il possibile
e afferro di nuovo la coppa come il collo della vita e racconto
a qualche essere che è probabile che sia
lì la vita degli dei
e alcuni giorni sono Caino, e altri
un giocatore di poker che beve whisky perfettamente e altri
un cacciatore di doti che peraltro sono stato
ma il mio è come ne "La dolce ala della giovinezza"
un cacciatore di doti bello e alcolizzato, e altri giorni,
un assassino timido e psicotico, e altri
qualcuno che è morto chissà quando,
in che città. fra marinai ebbri. Alcuni mi
ricordano, dicono,
con la coppa in mano, che parlo molto,
che parlo per potere esistere
di come non ci sia di meglio che dirsi
una proposizione di Wittgenstein mentre sale
la marea del vino nel sangue e nell'anima.
Oppure uno perso nelle gallerie dello specchio
che cerca la sua Sposa. E altre volte
sono Abele che ha un piano perfetto
per riscattare la vita e recuperare gli uomini
ed altre volte piango perché non sono uno schiavo
negro del sud, che piange
nelle piantagioni!
E' così bella la rovina, così profonda
so tutti i suoi colori ed è
come una sinfonia la musica della fine.
Come musica che suonano nell'aldilà,
e ormai non ho più sangue nelle vene, ma alcol,
ho sangue negli occhi da ubriaco
e l'anima pervasa di sangue come una vomitata,
e vomito l'anima tutte le mattine
dopo la notte passata a giurare
davanti a una bambola di gomma che esiste Dio.

(continua)
 
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Deleted member 11371

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(continuazione)

Scrivere in Spagna non è piangere, è bere
è bere la rabbia di chi non si rassegna
a morire negli angoli, è bere e maledire
e bestemmiare contro la Spagna
contro questo paese senza dèi ma con
statue di dèi,
è bere nella chiesa con musica di organo
è cadere ubriaco ai recital e macchiare di vino
rosse e sangue Le Livre des Masques di Remy de Gourmont
cadere umido sbavante e imbecille e
crollare come un albero davanti ai lampioncini
di questa sagra culturale. Scrivere in Spagna è avere
fino all'orlo nel sangue questo alcol di pazzia che oramai
non giustifica niente e nessuno, nessuna ombra
di quelle che vi erano al principio.
E dire morendo, quando avrò
già in bocca e nella testa la bava de suicidio
gridare alle ombre, alle tante che ci sono e ai fantasmi
in questo paradiso per gli spettri
ed anche ai cervi che ho visto nel bosco,
e agli uccelli e ai lupi per strada
in agguato a tutti gli angoli
"Fifteen men on the Dead Man's Chest
Fifteen men on the Dead Man's Chest
Yahoo! And a Bottle of rum".

FINE
 
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Deleted member 11371

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Mamma mia, da brividi! Sono veramente curiosa di leggere poi la poesia che hai scelto!
Ti rispondo con le parole di Jacques Derrida "Una poesia corre sempre il rischio di non aver senso, e non avrebbe alcun valore senza questo rischio".
Buona lettura :whistle:
 
D

Deleted member 11371

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Wallace Stevens ((Reading, Pennsylvania, 1879 - Hartford 1955). è considerato uno del massimi poeti americani del '900. Conseguì il premio Pulitzer per la poesia nel 1955*
Secondo alcuni critici, il perno della poetica di Wallace Stevens consiste nella convinzione che " Ci avviciniamo alla realtà con una comprensione frammentaria, mettendo insieme parti del mondo nel tentativo di renderlo coerente. Dare un senso al mondo significa costruire una visione del mondo attraverso un esercizio attivo dell'immaginazione. Non si tratta di un'attività arida e filosofica, ma di un impegno appassionato nel trovare ordine e significato."
Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Wallace_Stevens
images


La casa era tranquilla e il mondo calmo

La casa era tranquilla e il mondo calmo.
Il lettore diventava il libro; la note d’estate

era come l’essere consapevole del libro.
La casa era tranquilla e il mondo calmo.

Le parole erano dette come non ci fosse libro,
per quanto il lettore chino sulla pagina

volesse poggiarsi, volesse essere
lo scolaro per cui il libro è vero, per cui

la notte d’estate è come un pensiero perfetto.
La casa era tranquilla perché così doveva essere.

La casa era parte del significato, parte della mente:
l’accesso della pagina alla perfezione.

E il mondo era calmo. La verità in una parola tranquilla,
dove non c’è altro significato, lui stesso

è calmo, è estate e notte, è il lettore
chino che legge fino a tardi.

Fonte: https://atelierpoesia.it/parole-allorlo-wallace-stevens/

.....
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Dio, la mia testa!
Stamattina
già cinque caffè
e tanta nicotina
Dammi due cachet
E lo stomaco! Ci ho proprio
un chiodo nel duodeno
saranno le tre grappe
o i Campari a digiuno?
(Il Martini? ma via
ne ho preso solo uno!)
Piuttosto è la Vodka
che m’ha un po’ agitato
per fortuna col Valium
mi sono calmato
(ma, credi a me
il massimo è il Tavor
con Gin e Fernet)
Adesso però
devo star su
fino a domattina
mi sparo due caffè
Optalidon e Aspirina
e se proprio crollo
un’Anfetamina
Ah, sí le sigarette
io quando lavoro
devo aver lí sul tavolo
una stecca di Marlboro
se no, non riesco
Forza, partiamo!
Due whiskini ghiacciati
e scriviamo un bel pezzo
su quei poveri drogati
(Ahi, la mia testa,
presto altri due cachet)
Dunque: perché lo fanno?
Perché?
Perché?
Stefano Benni
 

Pnin

Well-known member
Lamento per il Sud
La luna rossa, il vento,
l'agnello strappato,
e l'albero del mio sangue
sul campo fiorito.
Terra mia,
terra mia lontana,
faccia di povero Cristo
su croci di legno.
Le sere che fanno tremare
le campagne,
la voce dell'acqua che scende
lenta dai colli,
il mio cuore che ascolta
tra le pietre e le erbe,
la mia voce che chiama
la luna, la luna rossa
e il vento del Sud.

Salvatore Quasimodo
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Per ora iniziamo! Chiunque si voglia aggiungere è sempre in tempo.
Prima poesia...

Ho appreso a vivere semplice e saggia,
a guardare il cielo, a pregare Iddio,
e a vagare a lungo innanzi sera,
per fiaccare un’inutile angoscia.

Quando nel fosso freme la lappola
e il sorbo giallo-rosso piega i grappoli,
compongo versi colmi di allegria
sulla vita caduca, caduca e bellissima.

Ritorno. Un gatto piumoso mi lecca
il palmo, fa le fusa più amoroso,
e un fuoco vivido divampa al lago
sulla torretta della segheria.

Solo di rado un grido di cicogna,
volata fino al tetto, squarcia il silenzio.
E se tu busserai alla mia porta,
mi sembra, non sentirò nemmeno.

Anna Achmatova (una delle tante traduzioni)
 
D

Deleted member 11371

Guest
Lo ammetto, alla prima lettura c'ero cascata. Complice anche l'assenza di titolo (ma forse è meglio).
Avrei detto: bene, è una formula per coltivare la serenità; guardare il cielo è un ottimo esercizio per innalzarsi ad un livello etereo e sì, anche la preghiera, in fondo cosa facevo stamattina baciando un convolvolo appena sbocciato, se non pregare?
E poi invece la trafittura di un tormento, il vagare per fiaccare l'angoscia. Che è inutile, cioè senza speranza. Allora signora cara è qui che volevi arrivare.
D'accordo, mi metto al passo con i tuoi esercizi per propiziare un improbabile stato di quiete. Ci immergiamo nel rosso, nel giallo, nella lussureggiante pienezza dei grappoli e delle lappole che poi sarebbero queste
images
e anche se non fossero queste sarebbero perfette perché hanno un suono come di cose buone. Meditiamo insieme sulla vita caduca e bellissima. Sì, sì, come quel tizio inseguito dalla tigre che si aggrappa a un ramo, vede la fragola, la coglie ed è buonissima.
Non è che per caso stai facendo trapelare nella tua allegria un contrasto, un presagio di fine, un retrogusto di perdita? Ma sì che lo stai facendo, cara signora, sei proprio brava a portarmi dove vuoi, ed io mi arrendo alla tua finzione. Con i poeti arrendersi è inevitabile. Molto più che la sospensione del giudizio, qui si tratta di affidarsi totalmente, ecco tieni ti porgo le mie emozioni e andiamo.
Ci immergiamo in sei versi di assoluto afflato gioioso e di sensorialità pura.
Sorpresa! Gatto-fusa-linguetta rasposa che dona brividi tenerezza, fuoco-torre- lago e quindi spazio, spazio che tende verso l'alto del fuoco e della torre, spazio ampio e sconfinato del lago e brividi fugaci di uccelli in volo.
Mente che si dilata, corpo che si dimentica.
Quasi non ci accorgiamo che (in cauda venenum) la poetessa ci ha parlato di un'assenza.
Chapeau.
 

Pnin

Well-known member
A me ha dato l'impressione di un inno al carpe diem per sfuggire alla sunnominata angoscia. Concentrarsi completamente sul momento per non ascoltare il macinìo della propria mente.
A maggior ragione se allude alla morte quando dice che non la sentirà bussare
 
D

Deleted member 11371

Guest
A me ha dato l'impressione di un inno al carpe diem per sfuggire alla sunnominata angoscia. Concentrarsi completamente sul momento per non ascoltare il macinìo della propria mente.
A maggior ragione se allude alla morte quando dice che non la sentirà bussare
Non mi era proprio balenata l'idea della morte.
Sarà che io sono immortale..:rolleyes:
 

MaxCogre

Well-known member
Bene avevo sbagliato solo di 11 poeticforum lol (ecchèsarà). Lo riposto qui nell'indicativo presente:

Le Jardin

Des milliers et des milliers d’années
Ne sauraient suffire
Pour dire
La petite seconde d’éternité
Où tu m’as embrassé
Où je t’ai embrassèe
Un matin dans la lumière de l’hiver
Au parc Montsouris à Paris
A Paris
Sur la terre
La terre qui est un astre.

Jacques Prévert



Il giardino

Mille anni e poi mille
Non possono bastare
Per dire
La microeternità
Di quando m’hai baciato
Di quando t’ho baciata
Un mattino nella luce dell’inverno
Al Parc Montsouris a Parigi
A Parigi
Sulla terra
Sulla terra che e’ un astro.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Bene avevo sbagliato solo di 11 poeticforum lol (ecchèsarà). Lo riposto qui nell'indicativo presente:

Le Jardin

Des milliers et des milliers d’années
Ne sauraient suffire
Pour dire
La petite seconde d’éternité
Où tu m’as embrassé
Où je t’ai embrassèe
Un matin dans la lumière de l’hiver
Au parc Montsouris à Paris
A Paris
Sur la terre
La terre qui est un astre.

Jacques Prévert



Il giardino

Mille anni e poi mille
Non possono bastare
Per dire
La microeternità
Di quando m’hai baciato
Di quando t’ho baciata
Un mattino nella luce dell’inverno
Al Parc Montsouris a Parigi
A Parigi
Sulla terra
Sulla terra che e’ un astro.
Grazie, mi hai risparmiato il lavoro...stavo ancora studiando come farlo :)))
 

MaxCogre

Well-known member
chi 'non aspetta' la achmatova? La morte, un amante? Un amico? E' poi così bella la vita nella semplice contemplazione della bellezza, senza partecipare dei suoi inutili affanni? Piuttosto preferisco chi anela alla eternità di un singolo bacio
 
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