87° Poeticforum - Le poesie che amiamo

D

Deleted member 11371

Guest
Va bene, dopo aver fatto la cinica ringrazio Max e raddoppio la posta con i versi di uno a cui sicuramente il nostro amico e collega si è ispirato per il suo commento (o è Carducci che si è ispirato a Max?;))

Contessa, che è mai la vita?
È l’ombra d’un sogno fuggente.
La favola breve è finita,
Il vero immortale è l’amor.
Aprite le braccia al dolente.
V’aspetto al novissimo bando.
Ed or, Melisenda, accomando
A un bacio lo spirto che muor.

La donna su ’l pallido amante
Chinossi recandolo al seno,
Tre volte la bocca tremante
Co ’l bacio d’amore baciò,
E il sole da ’l cielo sereno
Calando ridente ne l’onda
L’effusa di lei chioma bionda
Su ’l morto poeta irraggiò.
 
D

Deleted member 11371

Guest
Riepilogando, abbiamo alcune letture della poesia di Achmatova piuttosto diverse tra loro.
Nella mia lettura, leggermente (?) di orientamento femminista, l'Achmatova ha imparato ad essere intera, una persona che si realizza e si completa nella natura e nel fluire della vita. Lo sforzo c'è e il risultato non è del tutto acquisito, ma in gran parte lo è. L'altro, l'assente, è una pallida ombra che - anche se dovesse tornare - sarebbe quasi ininfluente.
Nella lettura di @Pnin, più filosofica, la protagonista ha imparato a cogliere l'attimo e a non occuparsi della possibilità - sempre presente - della morte, perché vive una vita piena all'insegna del qui-e-ora.
Nella prospettiva di @MaxCogre ciò che la poetessa cerca e coltiva, una unione estatica con l'esistenza, non è importante perché viene esclusa la dimensione erotica. Quindi se ho ben capito eros è visto come sconfitta di Thanatos ma anche come rifiuto della prospettiva contemplativa.
Interessante. Devo ammettere che mi aveva fuorviata il discorso del bacio, che se preso alla lettera è troppo sentimentale per i miei gusti, ma va preso come indicatore di una visione più esistenziale rispetto alle altre due.
 

MaxCogre

Well-known member
Path mi prende ancora per i pochi capelli (deve usare delle pinze apposite lol) per farmi uscire a forza un altra poesiola.
Ora io non sono un grande esperto e so 4 nomi in croce (e in più ho ridato arminio e mencarelli), ma uno di questi 4 nomi è un altro asso - di picche stavolta (prèvert era il 'di cuori' naturalmente) ....

Un uccello azzurro

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c’è lui

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all’aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste

poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l’ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?

Adesso ci sono computer e ancora più computer
e presto tutti ne avranno uno,
i bambini di tre anni avranno i computer
e tutti sapranno tutto
di tutti gli altri
molto prima di incontrarli
e così non vorranno più incontrarli.
Nessuno vorrà incontrare più nessun
altro mai più
e saranno tutti
dei reclusi
come me adesso.

Charles Bukowsky
 
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MaxCogre

Well-known member
Riepilogando, abbiamo alcune letture della poesia di Achmatova piuttosto diverse tra loro.
Nella mia lettura, leggermente (?) di orientamento femminista, l'Achmatova ha imparato ad essere intera, una persona che si realizza e si completa nella natura e nel fluire della vita. Lo sforzo c'è e il risultato non è del tutto acquisito, ma in gran parte lo è. L'altro, l'assente, è una pallida ombra che - anche se dovesse tornare - sarebbe quasi ininfluente.
Nella lettura di @Pnin, più filosofica, la protagonista ha imparato a cogliere l'attimo e a non occuparsi della possibilità - sempre presente - della morte, perché vive una vita piena all'insegna del qui-e-ora.
Nella prospettiva di @MaxCogre ciò che la poetessa cerca e coltiva, una unione estatica con l'esistenza, non è importante perché viene esclusa la dimensione erotica. Quindi se ho ben capito eros è visto come sconfitta di Thanatos ma anche come rifiuto della prospettiva contemplativa.
Interessante. Devo ammettere che mi aveva fuorviata il discorso del bacio, che se preso alla lettera è troppo sentimentale per i miei gusti, ma va preso come indicatore di una visione più esistenziale rispetto alle altre due.
La cosa bella di questa community è che siamo quanti siamo, ciascuno ha sempre la 'sua versione' della poesia, del libro, del film... credo che descriveremmo diversamente pure la pizza margherita lol
 
D

Deleted member 11371

Guest
La cosa bella di questa community è che siamo quanti siamo, ciascuno ha sempre la 'sua versione' della poesia, del libro, del film... credo che descriveremmo diversamente pure la pizza margherita lol
Siamo postmoderni inconsapevoli :)
 
D

Deleted member 11371

Guest
Però devo ammettere che ho accettato la storia del bacio perché l'hai detta tu in (poetica) buona fede.
Cioè, con le tue belle parole: " E' poi così bella la vita nella semplice contemplazione della bellezza, senza partecipare dei suoi inutili affanni? Piuttosto preferisco chi anela alla eternità di un singolo bacio". :giggle:
Invece per il 99,999% degli uomini che conosco, questa frase suonerebbe banalmente così:
"E' poi così bella la vita nella semplice contemplazione della bellezza, senza partecipare dei suoi inutili affanni? Piuttosto preferisco chi anela alla eternità di una sola schizzatina!":cautious:
Forse tu sei rimasto l'unico poeta vivente che ci crede ancora, a quel bacio.:cry:
Scusa il disincanto.🙏
 

MaxCogre

Well-known member
!!! non è mica roba mia, è stato quel prèvertito di prèvert a uscirsene con la storia del bacio. La fregatura dei poeti però è che sono convincenti, e senza che te ne accorgi ti fanno passare in quello sfigato 0,001% lol
 
D

Deleted member 11371

Guest
Bè, se non altro adesso ti riconosco! 😜
Prèvertito di prèvert, sììììì è tornato il vero Max!
(Erano stati i baccelli degli Ultracorpi a sostituirsi a lui)
 
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Deleted member 11371

Guest
Vorrei tornare un attimo su quello che ha detto @MaxCogre sulla polifonia di questa community. L'amico Max, (che quando è nella modalità dottor Jekyill dice delle cose molto profonde :cool::cool:), ha colto la diversità di prospettive ed io gli ho risposto che siamo postmoderni inconsapevoli.
E questo perché?
Non ne so tantissimo di postmodernismo, ma mi piace capire le cose, soprattutto quando mi fanno innervosire. E molti romanzi contemporanei, che i miei valorosi e valorose co-forumisti hanno letto, sono davvero destabilizzanti.
Non c'è la prospettiva classica del narratore unico ma la storia è raccontata dal punto di vista di molti. E quindi diventa una molteplicità di storie che possono dis/orientare.
La visione del mondo non è unitaria ma frammentata. Non esiste un'interpretazione univoca della storia.
Potremmo dire che lo Zeitgeist del nostro tempo è di non avere Zeitgeist. O potremmo dire che è tutto un casino. o_O
Quindi, perché la poesia dovrebbe sottrarsi a tutto questo? Ahimè, sono finiti i tempi in cui uno bravo ti diceva "Il poeta vuol dire così e cosà".
Possiamo solo dire: il poeta secondo me voleva dire.....ecc.
Ovviamente questo non ci esime dal valutare ed apprezzare stile, forma, metro, musicalità, originalità ed eleganza delle immagini e capacità di suscitare emozioni o suggestioni. Ma comunque l'approccio resta sempre una meravigliosa polifonia.
Scusate la lungaggine, so che @Pnin l'avrebbe detto con due frasi, ma 'sta cosa del postmodernismo mi affascina e ..niente, volevo esprimerla (e l'ho fatto) e comunicarvela (e non lo so se ci sono riuscita)
Buona giornata
 
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Deleted member 11371

Guest
grazie @qweedy, mi piace la tua presenza silenziosa. Poi, se vuoi postare qualcosa anche qui, so che sei un'appassionata di poesia..:):)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Non ero ancora riuscita a leggervi, mi sono persa in questa bella discussione e in queste poesie così particolari... per ora mi limito a inserire la seconda proposta
Di Leopoldo Maria Panero

LA CANZONE DEL CROUPIER DEL MISSISSIPPI​
"Quindici uomini sulla Cassa del Morto.
Yaoo! E una bottiglia di rum
(canzone pirata)
Fumo molto. Troppo.
Fumo per ingannare il tempo e a volte ascolto la radio
e sento passare la vita come chi mette la radio.
Fumo molto. Nel posacenere ci sono
idee e poesie e voci
di amici che non ho. Ed ho
la bocca piena di sangue,
e sangue che esce dalle crepe del mio cranio
e tutta la mia anima sa di sangue,
sangue fresco non so se i porco o di uomo che sono,
in tutta la mia anima accoltellata da donne e bambini
che si muovono ingenui, maldestri, in
questa vita che ormai so.
Mi tasto il petto d'improvviso, nervoso,
e non sento un cuore. Non c'è,
non esiste in nessuno quella cosa che chiamano cuore
se non forse nell'alcol, in quel
sangue che bevo e che è il sangue di Cristo,
l'unico sangue di questo mondo che non esiste
che è come il Male programmato, o
come fabbrica di vita o un sarto
che ha scordato chi è e continua a vivere, o
forse l'orologio e le ore passano.
Mi tasto, nervoso gli occhi i piedi e il pollice
lo metto nell'occhio, e sono sporco
e la mia vita puzza.
E sogno che ho vissuto e che mi chiamo in qualche modo
e che questo racconto è certo, questo
assurdo che rivelano i miei occhi
questo delirio a Veracruz, e che questo
paese è certo, questo luogo simile all'Inferno,
che chiamano Spagna, ho sentito
dai morti che l'Inferno
è meglio di questo posto e gli somiglia.

Mi dico che sono Pessoa, come Pessoa era Alvaro de Campos
mi dico che essere ubriaco è non esserlo
tutta la vita, è
essere ubriaco di vita e non di morte,
è un sangue diverso da quell'altro
sudicio che filtra dai tetti e dalle pareti
e dai buchi della vita.

Ed è che non c'è altra comunione
né altro spasmo che questo del vino
e nessun altro sesso né donna
che il bicchiere di alcol che mi bacia le labbra
con questo bicchiere di alcol che porto nel
cervello, nei piedi nel sangue.
Che questo bicchiere di vino scuro o bianco
di gin o di rum o quel che sia
- gin e birra, per esempio -
che è come l'infanzia, e non è
fuga, né evasione né sogno
ma l'unica vita reale e tutto il possibile
e afferro di nuovo la coppa come il collo della vita e racconto
a qualche essere che è probabile che sia
lì la vita degli dei
e alcuni giorni sono Caino, e altri
un giocatore di poker che beve whisky perfettamente e altri
un cacciatore di doti che peraltro sono stato
ma il mio è come ne "La dolce ala della giovinezza"
un cacciatore di doti bello e alcolizzato, e altri giorni,
un assassino timido e psicotico, e altri
qualcuno che è morto chissà quando,
in che città. fra marinai ebbri. Alcuni mi
ricordano, dicono,
con la coppa in mano, che parlo molto,
che parlo per potere esistere
di come non ci sia di meglio che dirsi
una proposizione di Wittgenstein mentre sale
la marea del vino nel sangue e nell'anima.
Oppure uno perso nelle gallerie dello specchio
che cerca la sua Sposa. E altre volte
sono Abele che ha un piano perfetto
per riscattare la vita e recuperare gli uomini
ed altre volte piango perché non sono uno schiavo
negro del sud, che piange
nelle piantagioni!
E' così bella la rovina, così profonda
so tutti i suoi colori ed è
come una sinfonia la musica della fine.
Come musica che suonano nell'aldilà,
e ormai non ho più sangue nelle vene, ma alcol,
ho sangue negli occhi da ubriaco
e l'anima pervasa di sangue come una vomitata,
e vomito l'anima tutte le mattine
dopo la notte passata a giurare
davanti a una bambola di gomma che esiste Dio.

Scrivere in Spagna non è piangere, è bere
è bere la rabbia di chi non si rassegna
a morire negli angoli, è bere e maledire
e bestemmiare contro la Spagna
contro questo paese senza dèi ma con
statue di dèi,
è bere nella chiesa con musica di organo
è cadere ubriaco ai recital e macchiare di vino
rosse e sangue Le Livre des Masques di Remy de Gourmont
cadere umido sbavante e imbecille e
crollare come un albero davanti ai lampioncini
di questa sagra culturale. Scrivere in Spagna è avere
fino all'orlo nel sangue questo alcol di pazzia che oramai
non giustifica niente e nessuno, nessuna ombra
di quelle che vi erano al principio.
E dire morendo, quando avrò
già in bocca e nella testa la bava de suicidio
gridare alle ombre, alle tante che ci sono e ai fantasmi
in questo paradiso per gli spettri
ed anche ai cervi che ho visto nel bosco,
e agli uccelli e ai lupi per strada
in agguato a tutti gli angoli
"Fifteen men on the Dead Man's Chest
Fifteen men on the Dead Man's Chest
Yahoo! And a Bottle of rum".

 
D

Deleted member 11371

Guest
Per questa volta mi piacerebbe leggere i commenti dei miei esimi colleghi prima di esprimermi. Quindi attendo. :)
 

MaxCogre

Well-known member
Allora comincio. Ci sono belle immagini e qualche brivido lo dà, ma dopo un pò è un flusso di coscienza piu che una poesia.
Un
flusso di coscienza
con
degli
a capo (e un po' di anadiplosi) lol.
È lunga anche per essere una canzone. Per non parlare del significato.
 
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