87° Poeticforum - Le poesie che amiamo

Pnin

Well-known member
Prossima proposta

La casa era tranquilla e il mondo calmo

La casa era tranquilla e il mondo calmo.
Il lettore diventava il libro; la note d’estate

era come l’essere consapevole del libro.
La casa era tranquilla e il mondo calmo.

Le parole erano dette come non ci fosse libro,
per quanto il lettore chino sulla pagina

volesse poggiarsi, volesse essere
lo scolaro per cui il libro è vero, per cui

la notte d’estate è come un pensiero perfetto.
La casa era tranquilla perché così doveva essere.

La casa era parte del significato, parte della mente:
l’accesso della pagina alla perfezione.

E il mondo era calmo. La verità in una parola tranquilla,
dove non c’è altro significato, lui stesso

è calmo, è estate e notte, è il lettore
chino che legge fino a tardi.

Wallace Stevens 8trovate più su le notizie sull'autore nel post di Pathurnia)
Non la so commentare, mi arriva in modo distaccato.

Mentre la poesia di Panero travolgeva fin troppo, trascinandomi in luoghi che ipocritamente preferirei evitare, questa mi sembra come un esercizio. Anche se quel calmo, così ripetuto, paradossalmente mi procura un senso di angoscia
 
D

Deleted member 11371

Guest
@MaxCogre ha scritto:
<<Anche questa poesia non mi suscita poesia , però è una efficace descrizione di una lettura immersiva, dove viene meno la coscienza, il sè .Per questo il lettore non può poggiarsi al libro, perché non c è alcuna separazione tra lui e il libro e tra la realtà e il libro. É forse questo ricongiungimento col 'fuori', questa trance, sempre il sintomo di qualche esperienza di verità o perfezione. Curiosamente capita che afferriamo le cose quando ci dimentichiamo di stringerle in mano (lol questo mi ricorda un curioso metodo creativo di tesla che si addormentava cercando di risolvere un problema con un peso nella mano>>.
L'ho solo assemblato per leggere meglio, non ho cambiato nulla.
Le considerazioni di Max sono condivisibili, Stevens sta parlando di un momento di fusione con la realtà. Ma cosa significa "Non mi suscita poesia"? Che non ti suscita uno stato d'animo incantato e/o partecipe? L'autore sta descrivendo qualcosa che a me ricorda i "momenti perfetti" di Sartre ne "La nausea", oppure le mistiche sensazioni di unione con il cosmo. In ogni caso descrive un'armonia, è come se lo scrivente stesse vibrando e risuonando all'unisono con l'universo. Allora, come potrebbe una poesia che esprime tutto ciò essere emozionante? Qui siamo in un ambito diverso che trascende le emozioni, se è questo che @MaxCogre intende per "suscitare poesia".
Andando oltre il contenuto, il ritmo lento e uniforme dei versi mi fa pensare al respiro, quando nella meditazione respiriamo lentamente, profondamente, e siamo solo quello: calma e respiro.
Mi dispiace molto di non avere la versione in lingua originale, sono sicura che anche i suoni delle parole avrebbero un'armonia tale da esprimere la lenta e tranquilla esperienza dell'abbandonarsi.
Per @Pnin : se la ripetizione della parola calma ti infastidisce, allora non provare mai a fare il training autogeno, ti farebbe l'effetto contrario. :mrgreen:
Poi se vuoi continuiamo il discorso, ma qui sarebbe un po' OT.
 
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D

Deleted member 11371

Guest
Potrei assentarmi per un po', ho degli imprevisti da fronteggiare nella vita reale.
 
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alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Dio, la mia testa!
Stamattina
già cinque caffè
e tanta nicotina
Dammi due cachet
E lo stomaco! Ci ho proprio
un chiodo nel duodeno
saranno le tre grappe
o i Campari a digiuno?
(Il Martini? ma via
ne ho preso solo uno!)
Piuttosto è la Vodka
che m’ha un po’ agitato
per fortuna col Valium
mi sono calmato
(ma, credi a me
il massimo è il Tavor
con Gin e Fernet)
Adesso però
devo star su
fino a domattina
mi sparo due caffè
Optalidon e Aspirina
e se proprio crollo
un’Anfetamina
Ah, sí le sigarette
io quando lavoro
devo aver lí sul tavolo
una stecca di Marlboro
se no, non riesco
Forza, partiamo!
Due whiskini ghiacciati
e scriviamo un bel pezzo
su quei poveri drogati
(Ahi, la mia testa,
presto altri due cachet)
Dunque: perché lo fanno?
Perché?
Perché?

Stefano Benni

Prossima proposta
 

MaxCogre

Well-known member
Bella, mi piace. Perchè sembra una boutade però ha un suo messaggio e un suo perchè. Anzi, ce ne ha tre (di perchè ;-)
 
D

Deleted member 11371

Guest
Simpatica.
 
D

Deleted member 11371

Guest
Certo è difficile cavarsela con una poesia che non ci dice granché.
Ignorarla sarebbe mancanza di cortesia, almeno per me.
E quindi faccio parlare una recensione trovata sul web. Eccola.
<< Leggere poesia oggi è raro e controcorrente. Scrivere poesia oggi è, non solo raro e controcorrente, ma un vero e proprio azzardo. Stefano Benni ci prova con una serie di ballate, canzoni, motti e filastrocche di diversa lunghezza e intensità sui più svariati argomenti. Poesie leggere o filosofiche, retoriche o satiriche, articolate o sciocche, alcune riuscite ma altre, ahimè, ben lontane dall’esserlo. Divertente nel complesso, ma decisamente Benni è più versato nella prosa>>.
Fonte:https://www.geniochilegge.it/recensioni/s-benni-ballate/
Il grassetto l'ho aggiunto io.
 

MaxCogre

Well-known member
Ma veramente a ben leggere, con gli occhiali giusti certo, quel poveri alla fine, e la ripetizione del perchè dà al consueto gioco cui benni ci ha abituato un risvolto più serio. Al terzo perchè il giornalista non se le sta chiedendo solo per scrivere l'articolo, ma empatizzando con loro e riconoscendone la miseria. Ed è qui che scatta la comicità e il dramma, di non vedere di essere anche lui costretto (non riesco) ad evadere dalla realtà, dalla quotidianità aberrante. Certo c è anche la possibilità che la reiterazione dei perchè sia un semplice vincolo di metrica, e in quel caso rivendico i miei 'occhiali' e il mio significato
 

MaxCogre

Well-known member
Talvolta solo scherzando si possono dire le cose più feroci, e questo è secondo me la chiave per tutto un certo filone di nostra comicità 'amara', da monicelli, a sordi, a paolo villaggio...
 
D

Deleted member 11371

Guest
Ma veramente a ben leggere, con gli occhiali giusti certo, quel poveri alla fine, e la ripetizione del perchè dà al consueto gioco cui benni ci ha abituato un risvolto più serio. Al terzo perchè il giornalista non se le sta chiedendo solo per scrivere l'articolo, ma empatizzando con loro e riconoscendone la miseria. Ed è qui che scatta la comicità e il dramma, di non vedere di essere anche lui costretto (non riesco) ad evadere dalla realtà, dalla quotidianità aberrante. Certo c è anche la possibilità che la reiterazione dei perchè sia un semplice vincolo di metrica, e in quel caso rivendico i miei 'occhiali' e il mio significato
Bè, sì.
Convincente(y)
Bella la storia degli occhiali.:)
 
D

Deleted member 11371

Guest
Occhei, vediamo cosa leggo io se @MaxCogre mi presta una lente d'ingrandimento.
Il Benni esaspera il gioco della trave nel proprio occhio e in questo esasperare ci svela l'intento di demistificare la tendenza a considerare diversi coloro che hanno l'etichetta della dipendenza.
Non un banale "siamo nella stessa barca" ma un voler smettere di disumanizzare l'altro attraverso lo stigma.
E tutto ciò con un linguaggio che si giova del paradosso per strappare prima un sorriso e poi un pensiero
più empatico, come dice giustamente il mio illustre predecessore:).
(Grazie di avermi invogliata a una diversa lettura )
🙋‍♀️
 
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alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Nuovamente dimenticata...lo so, sono incorreggibile! Ecco la prossima proposta.

Lamento per il Sud
La luna rossa, il vento,
l'agnello strappato,
e l'albero del mio sangue
sul campo fiorito.
Terra mia,
terra mia lontana,
faccia di povero Cristo
su croci di legno.
Le sere che fanno tremare
le campagne,
la voce dell'acqua che scende
lenta dai colli,
il mio cuore che ascolta
tra le pietre e le erbe,
la mia voce che chiama
la luna, la luna rossa
e il vento del Sud.

Salvatore Quasimodo
 
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