Pnin
Well-known member
Non la so commentare, mi arriva in modo distaccato.Prossima proposta
La casa era tranquilla e il mondo calmo
La casa era tranquilla e il mondo calmo.
Il lettore diventava il libro; la note d’estate
era come l’essere consapevole del libro.
La casa era tranquilla e il mondo calmo.
Le parole erano dette come non ci fosse libro,
per quanto il lettore chino sulla pagina
volesse poggiarsi, volesse essere
lo scolaro per cui il libro è vero, per cui
la notte d’estate è come un pensiero perfetto.
La casa era tranquilla perché così doveva essere.
La casa era parte del significato, parte della mente:
l’accesso della pagina alla perfezione.
E il mondo era calmo. La verità in una parola tranquilla,
dove non c’è altro significato, lui stesso
è calmo, è estate e notte, è il lettore
chino che legge fino a tardi.
Wallace Stevens 8trovate più su le notizie sull'autore nel post di Pathurnia)
Mentre la poesia di Panero travolgeva fin troppo, trascinandomi in luoghi che ipocritamente preferirei evitare, questa mi sembra come un esercizio. Anche se quel calmo, così ripetuto, paradossalmente mi procura un senso di angoscia