87° Poeticforum - Le poesie che amiamo

MaxCogre

Well-known member
Anche a me piace molto, è molto diretta, semplice come una canzone. Oddio l'hai appena detto tu lol.
Va be che aggiungere, se non due canzoni (?famose?) che parlano del sud? Io le trovo altrettanto commoventi e belle

Ad esempio a me piace il sud​


Ad esempio a me piace la strada
col verde bruciato, magari sul tardi
macchie più scure senza rugiada
coi fichi d'India e le spine dei cardi

Ad esempio a me piace vedere
la donna nel nero nel lutto di sempre
sulla sua soglia tutte le sere
che aspetta il marito che torna dai campi

Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
Se mai qualcuno capirà
sarà senz'altro un altro come me

Ad esempio a me piace rubare
le pere mature sui rami se ho fame
e quando bevo sono pronto a pagare
l'acqua, che in quella terra è più del pane

Camminare con quel contadino
Che forse fa la stessa mia strada
parlare dell'uva, parlare del vino
che ancora è un lusso per lui che lo fa

Ad esempio a me piace per gioco
tirar dei calci a una zolla di terra
passarla a dei bimbi che intorno al fuoco
cantano giocano e fanno la guerra

Poi mi piace scoprire lontano
il mare se il cielo è all'imbrunire
seguire la luce di alcune lampare
e raggiunta la spiaggia mi piace dormire

Terra mia

Comm'è triste e comm'è amaro
Sta' assettato e guardà
Tutt'e ccose e tutt'e parole
Ca niente pònno fa'

Si m'accido ie agg'jettato
Chellu poco 'e libertà
Ca 'sta terra, che sta gente
Nu juorno m'adda da'

Terra mia, terra mia
Comm'è bello a la penza'
Terra mia, terra mia
Comm'è bello a la guardà

Nun è overo, nun è sempe 'o stesso
Tutt'e juorne po' cagnà
Ogge è deritto, dimane è stuorto
E chesta vita se ne va

E vecchie vanno dint'a chiesa
Cu' a curona pe' prià
E 'a paura 'e 'sta morte
Ca nun ce vo' lassà

Terra mia, terra mia
Tu si' chiena 'e libertà
Terra mia, terra mia
I' mò a sento 'a libertà
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Ogni tanto mi ricordo...vi chiedo ancora scusa...
questa è la prossima proposta

Le Jardin

Des milliers et des milliers d’années
Ne sauraient suffire
Pour dire
La petite seconde d’éternité
Où tu m’as embrassé
Où je t’ai embrassèe
Un matin dans la lumière de l’hiver
Au parc Montsouris à Paris
A Paris
Sur la terre
La terre qui est un astre.

Jacques Prévert



Il giardino

Mille anni e poi mille
Non possono bastare
Per dire
La microeternità
Di quando m’hai baciato
Di quando t’ho baciata
Un mattino nella luce dell’inverno
Al Parc Montsouris a Parigi
A Parigi
Sulla terra
Sulla terra che e’ un astro.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Non so se questi ultimi versi e quelli di Bukowski fossero stati postati con l'intenzione di commentarli, comunque se volete eccoli qua.

Da "Jaufré Rudel" di Giosuè Carducci

Contessa, che è mai la vita?
È l’ombra d’un sogno fuggente.
La favola breve è finita,
Il vero immortale è l’amor.
Aprite le braccia al dolente.
V’aspetto al novissimo bando.
Ed or, Melisenda, accomando
A un bacio lo spirto che muor.

La donna su ’l pallido amante
Chinossi recandolo al seno,
Tre volte la bocca tremante
Co ’l bacio d’amore baciò,
E il sole da ’l cielo sereno
Calando ridente ne l’onda
L’effusa di lei chioma bionda
Su ’l morto poeta irraggiò.
 

Pnin

Well-known member
😍😍 sono stata dileggiata spesso per questo, ma amo troppo il ritmo da marcia del Carducci, non posso farci niente!
 

MaxCogre

Well-known member
Beh è stupenda, che dire. Peraltro la regolarità ne farebbe un testo perfetto per una canzone o un ... opera? Se già non è!
 

MaxCogre

Well-known member
(Se solo mi ricordassi ma ho sentito citare queste due strofe proprio, e di recente)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Inserisco la prossima poesia, che mi sa che è anche l'ultima...

Un uccello azzurro

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c’è lui

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all’aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste

poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l’ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?

Adesso ci sono computer e ancora più computer
e presto tutti ne avranno uno,
i bambini di tre anni avranno i computer
e tutti sapranno tutto
di tutti gli altri
molto prima di incontrarli
e così non vorranno più incontrarli.
Nessuno vorrà incontrare più nessun
altro mai più
e saranno tutti
dei reclusi
come me adesso.

Charles Bukowski
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Questa poesia mi piace moltissimo, bellissima e molto evocativa la metafora dell'uccello azzurro e il modo in cui Bukowski la vive e la sviluppa. Mi fa morire quando gli chiede se vuol far saltare le vendite dei suoi libri, in realtà se l'uccellino non avesse mai messo lo zampino (è proprio il caso di dirlo) nelle sue opere, secondo me non avrebbe avuto tanto successo.
L'ultima parte fa rabbrividire da quanto è profetica, anche se io penso che non saremo mai dei reclusi, l'essere umano ha bisogno di vedere altre persone e di comunicare dal vivo, se si vive in modo intelligente la tecnologia può aggiungere qualcosa alle nostre vite dal punto di vista sociale (se no non saremmo qui sul forum) ma non sostituirle.
 
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