334° MG - Finzioni di Jorge Luis Borges

D

Deleted member 11371

Guest
Io invece, con una buona dose di autoironia, scelgo L'Autodidatta, anche se sto ancora alla B di Borges..:mad:
 

Pnin

Well-known member
L'uomo della memoria mi ha appassionata. Davvero mi incanta la capacità di immaginare simili realtà.
Mi ci sono immersa talmente che è diventato reale, come uno dei casi estremi descritti da Oliver Sacks nei suoi libri. E mi ha portata a riflettere su come ognuno percepisca alla fin fine ogni cosa a modo suo.
Un gran bel viaggio: cosa davvero non comune per un racconto così breve
 

isola74

Lonely member
L'uomo della memoria mi ha appassionata. Davvero mi incanta la capacità di immaginare simili realtà.
Mi ci sono immersa talmente che è diventato reale, come uno dei casi estremi descritti da Oliver Sacks nei suoi libri. E mi ha portata a riflettere su come ognuno percepisca alla fin fine ogni cosa a modo suo.
Un gran bel viaggio: cosa davvero non comune per un racconto così breve

Io ho interpretato questo racconto come un elogio alla dimenticanza.
Ricordare tutto, ogni dettaglio, ogni singolo istante è una condanna non da poco, e finisce con l'isolarti e farti morire da solo.
Ogni tanto è salutare dimenticare e andare avanti
 

Pnin

Well-known member
Riportato su di un piano molto pratico è anche l'esemplificazione di come quella che può sembrare una dote sovrumana sia in realtà come un deficit che va ad inficiare altre capacità necessarie alla sopravvivenza
 

Pnin

Well-known member
Tema del traditore e dell'eroe
Mi viene spesso da interpretare questi racconti come illustrazioni dei vari meccanismi che caratterizzano l'umanità e le società e su questo mi chiedo... complottismo e/o mistificazione?

La morte e la bussola
Veramente intricato... ammetto di essermici persa e aver dovuto rileggere alcuni passaggi. Non sono avvezza ai gialli e questo racconto, a suo modo, lo è: amerei quindi conoscere il parere degli appassionati del genere

Il miracolo segreto
Concordo nel consideralo poetico e non complicato. Ognuno può poi vederci quel che vuole, anche la passione per la propria missione creativa che diventa ragione di vita e fa dimenticare la paura della morte
 

Pnin

Well-known member
Terminato domenica, ma sono poi stata fagocitata dal lavoro e non ho scritto niente.

Tre versioni di Giuda: ne vorrei una versione commentata da Erri De Luca, sarebbe il massimo!

La setta della fenice: ho letto nelle note che, da dichiarazione stessa dell'autore, il rito di cui si parla senza nominarlo sarebbe l'atto sessuale; effettivamente con questo suggerimento diventa facilmente comprensibile ma perde di suspense: sono contenta di aver letto le note alla fine! 😄

Il sud mi ha fatto l'effetto dell'uomo della memoria in versione onirica e poetica

Tralascio di commentarne alcuni altrimenti mi sembra di fare i compiti!

Sono molto soddisfatta di questa lettura, immaginavo Borges molto più ostico e negativo, è stata una magnifica sorpresa. Grazie davvero a questo minigruppo, chissà quanto avrei rimandato senza l'opportunità che mi ha offerto 💞💫
 

Wayself

New member
niente pubblicità a siti esterni al forum. Primo avvertimento
No, ma quale paura. Io l'ho ascoltato oggi mentre sfaccendavo in cucina, in giro ci sono gli audio di molti dei racconti dell'antologia, ma ascoltando "La biblioteca di Babele" a un certo punto ho sentito una parola inesistente e buffissima e son scoppiata a ridere.
In ogni caso, se assumete LSD, peyote & mescalina o altri allucinogeni non ascoltate Finzioni, potreste avere dei pessimi trip.
Oppure potreste prendere il computer e buttarlo dalla finestra, o anche andare a profanare la tomba di Jorge Luis.
Se riuscite a stemperare queste emozioni con la santa pazienza, la divina curiosità e il piacere dell'immaginazione, alla fine è anche divertente.
In ogni caso .. non morde.:D
Haha, capisco cosa intendi! "La biblioteca di Babele" è davvero un racconto che ti porta in un vortice di pensieri e, a volte, puoi sentirti un po’ perso tra tutte quelle parole e concetti. È interessante che ti sia scappata una risata per una parola buffa! Quella sensazione di disorientamento è proprio il cuore del racconto, in fondo. Borges aveva un modo speciale di giocare con la mente del lettore.

Per quanto riguarda gli allucinogeni... eh, sì, credo che non siano proprio necessari per entrare nel "trip" borgiano! La sua scrittura è già abbastanza labirintica e surreale di per sé. Ma sono d’accordo con te: se riesci a leggere con calma e senza farti sopraffare dalla complessità, c’è un piacere incredibile nell’esplorare le sue opere. Alla fine, è una sorta di gioco intellettuale che merita di essere esplorato con curiosità, senza prenderla troppo sul serio.
 
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