Personaggi compagni di vita.

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Deleted member 11371

Guest
Niente può turbare il nostro ruolo di zie/zii, che sia la prima uscita in macchina, la scelta universitaria, il primo amore... il nostro caro parente (di terzo grado in linea collaterale) avrà i suoi genitori a fare il lavoro sporco, a noi rimane il piacere di viziarlo, senza troppi sensi di colpa e di essere depositariie dei suoi piccoli segreti che ci rendono al tempo stesso complici e felici
Condivido pienamente. E' anche il mio modo di vedere la ziitudine.
Però, a parte le notazioni autobiografiche, sono rimasta davvero conquistata da questo tuo personaggio che non conoscevo. Da come l'hai descritta, Zia Mame deve esserti piaciuta proprio tanto, sei perfino riuscita a trasmettere la tua ammirazione alla sottoscritta perché ne hai fatto un ritratto entusiasta e coinvolgente.
Grazie anche per l'originalità delle tue scelte!
 
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Deleted member 11371

Guest
Comunicazione di servizio :): ho completato la seconda parte di Lord Jim modificando il secondo post, quello con la sua immagine. Così stanno l'uno dopo l'altro, secondo me è meglio. (Sono il n.19 e il n. 20 di questo 3D)
Path
 

MaxCogre

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Ricomplimenti alevale, sei una magnifica ritrattista (stavolta è un ritratto multiplo, e il complimento va anche moltiplicato lol)
 

alevale

Well-known member
Condivido pienamente. E' anche il mio modo di vedere la ziitudine.
Però, a parte le notazioni autobiografiche, sono rimasta davvero conquistata da questo tuo personaggio che non conoscevo. Da come l'hai descritta, Zia Mame deve esserti piaciuta proprio tanto, sei perfino riuscita a trasmettere la tua ammirazione alla sottoscritta perché ne hai fatto un ritratto entusiasta e coinvolgente.
Grazie anche per l'originalità delle tue scelte!
Grazie Pathurnia, ne sono felice.
Beh sì, ho amato molto Zia Mame e spero piaccia anche a te.
Diciamo che è un personaggio che non lascia indifferenti. Come si dice: o la si ama molto o la si odia.
Perché è anche piena di difetti sai, alcuni irritanti (è sopra le righe, immatura, a volte il suo anticonformismo può risultare esagerato e fuori luogo) ma secondo me questo la rende ancora più affascinante.
Grazie, grazie a te per aver aperto uno dei 3D più belli, che spero si popoli di tanti personaggi, vecchie e nuove amicizie o nuove conoscenze a cui daremo solo un'occhiata distratta o che ci indurranno a leggere un nuovo libro, perché riusciranno ad incuriosirci, in ogni caso sarà un arricchimento.
Ora mi fermo per un po', anche se ne avrei ancora a decine di personaggi da raccontare, ma non voglio monopolizzare questo spazio e soprattutto sono curiosa di leggere i compagni di vita degli altri utenti.
Dai , dai , non siate timidi 😌
 

alevale

Well-known member
Ricomplimenti alevale, sei una magnifica ritrattista (stavolta è un ritratto multiplo, e il complimento va anche moltiplicato lol)
@MaxCogre , sei il mio motivatore, grazie!!!! Non sai quanto mi faccia piacere il tuo apprezzamento! Credo sia dal tempo delle medie che nessuno mi faceva più un complimento per un qualche mio scritto.
(Oh vuoi vedere che ho scoperto di avere un talento nascosto? 🤔😂)
Sì ma ora buttati anche tu nella mischia!
 
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Deleted member 11371

Guest
@MaxCogre , sei il mio motivatore, grazie!!!! Non sai quanto mi faccia piacere il tuo apprezzamento! Credo sia dal tempo delle medie che nessuno mi faceva più un complimento per un qualche mio scritto.
(Oh vuoi vedere che ho scoperto di avere un talento nascosto? 🤔😂)
Sì ma ora buttati anche tu nella mischia!
Sì max mi associo all'invito di @alevale , lo so bene che puoi. Certo, di cose interessanti ne hai scritte, fino ad oggi, ma come se ti vergognassi. Purtroppo la cosa ormai è evidente, non sei solo un casinista ma anche uno che sa scrivere, quando vuole. Come ad esempio un certo racconto "The making of" di un passato concorso. A volte io penso che tu sia un testimone che vive in un programma di protezione e quindi ha paura di essere riconosciuto, oppure un agente sotto copertura infiltrato nel forum per trovare pazzoidi geniali (o geni pazzoidi, fai tu) da clonare per chissà quali scopi.
Oppure banalmente sei pigro da far paura.
E quindi....
D A T T I .. U N A .. M O S S A ! :)
 

MaxCogre

Well-known member
Banalmente pigro lol. Dài bando alle ciance ecco il mio ritratto!

9. Calista.

Calista, tu non esisti, sei un espediente narrativo. L’obiettivo del libro (Io e mr. Wilder) è un altro, raccontare la mirabolante vita del regista Billy Wilder, questo ebreo tedesco in fuga alla seconda guerra mondiale, che diventa regista di pungenti ma eleganti e sentimentali commedie in america, tanto importanti e apprezzate da rappresentare l’america del suo tempo. Carattere volitivo, battute geniali, raffinatezza europea, intelligenza e carisma. Capace di blandire ma anche umiliare gli attori se necessario al risultato, di ottenere sempre tutto ciò che vuole. Ma, idolatrato negli anni 60, ora, nel 1977, ha due spine nel fianco: essere sorpassato dalla nuova hollywood – quella dei ‘giovani barbuti’, che il pubblico lo vogliono traumatizzare (Scorsese, Coppola) o sbalordire con i nascenti blockbuster (Spielberg). E poi c’è la madre, lasciata in europa e mai più ritrovata. Un uomo dicevamo sempre idolatrato - anche dai giovani barbuti - ma come un pezzo da museo, a cui nessuno interessa più quello che ha da dare. E forse per questo Wilder vuole fare un ultimo film, Fedora, una specie di Viale del tramonto, un melodramma per la prima volta, e ambientato in un isola greca dove una attrice famosa e oramai dimenticata si è chiusa in un ultimo isolamento.

E qui finalmente appari tu Calista, adolescente nella cruda Atene del regime dei colonnelli, e per tanto coccolata e tenuta al sicuro dall’amore di una famiglia unita, madre inglese traduttrice e papà greco insegnante di letteratura. La tua vita, complice la tua naturale introversione e timidezza scorre leggera e bella e avulsa dal mondo fuori, poche le necessità sociali ma tante curiosità intellettuali, tra libri, lingue che impari all’università (seguiresti naturalmente le orme di tua madre), e la musica che scrivi al pianoforte, temi che suoni poi senza velleità ma con grande soddisfazione con la tua amica al violino. Ma a vent’anni, nel 1977 appunto, vuoi per la prima volta fare un viaggio da sola in america, coast to coast, e per caso incontri una coetanea sola ed egualmente timida che viene dall’inghilterra e con cui fai amicizia, e per caso la accompagni a una cena a Los Angeles, che il padre di lei (erano amici dai tempi della guerra) ha organizzato ‘a distanza’ nientemeno che con Billy Wilder in un elegante ristorante stile parisienne a Beverly Hills.

La cena, Billy e la moglie Audrey con Iz Diamond (co-sceneggiatore e ‘socio storico’ di Billy) e la moglie Barbara, e voi due Gill e ‘Cal’ non va subito bene: la comitiva degli ospiti è brillante, elegante e sofisticata (per quanto un po’ depressa perche il film di cui sopra, Fedora, non trova finanziatori), e voi ignare di tutto (non sapete neanche chi sia quel ‘famoso regista’) vi presentate dopo due settimane di ostelli con le infradito e i jeans strappati. La conversazione scorre impacciata con Billy che fa le domande e voi risposte a monosillabi (ahi, tra i film vi piace proprio “Lo Squalo” di Spielberg, l’odiato blockbuster), finchè al culmine la tua amica – che giorni prima aveva, rotto le timidezze, intrecciato una love story con un giovanotto americano – ti molla da sola scappando a metà cena per raggiungerlo. E qui il tuo imbarazzo raggiunge il culmine, ma anche succede una cosa: le mogli squagliano per la ‘romantica’ situazione, e empatizzano con te per l’abbandono. Vorresti andar via ma ti rassicurano di essere contenti che sei lì e si offriranno di ospitarti anche: non fai un pasto decente da due settimane e sembri provata dalle fatiche del viaggio. C’è un altro motivo però: nonostante la timidezza e l’imbarazzo, durante la cena la tua freschezza ha comunque conquistato tutti. Loro hanno visto tutto, tu niente, ma sei una ragazza curiosa (e affamata), aperta e empatica, e la tua riflessività, quando riesci ad aprir bocca, non passa certo inosservata. Ed è così, tra gaffe di vario genere e domande inopportune ma dettate da sincero entusiasmo, ma anche un tuo inconsapevole ‘colpo di genio’ che dà ai disillusi Iz e Billy la soluzione per un nodo della sceneggiatura, che la comitiva si amplia per includerti. Sarai la interprete dal greco durante le riprese di Fedora, che saranno su un isola che peraltro conosci bene.

Ora non è che io vi voglia raccontare il resto del libro: quello che mi piace è che Calista, Cal per gli amici, che doveva essere un espediente narrativo, diventa per il lettore importante allo stesso modo di Billy Wilder: di lui siamo curiosi, ma è per lei che facciamo il tifo. E’ la nostra eroina proprio perché non è una eroina – non ha sofferto, al contrario semmai; non ha certo un temperamento forte; non sa cosa vuole e quindi non ‘lotta per averlo’, non ha particolari talenti, non è 'passionale'. E’ tutto il contrario di Billy lol. Però è una eroina perché ci mostra, nei suoi vent’anni, un modo diverso di diventare eroi: senza voler conquistare niente a tutti i costi, ma semplicemente essendo curiosi della vita, curiosi delle persone, vogliosi di contribuire, e assolutamente decisi a non perdersi neanche una delle occasioni che la vita ci offre, per crescere, amare e godere. Ecco, mi rendo conto da altre cose che sono nel libro (e se non avessi scritto questo tuo ritratto mi sarebbero sfuggite, scusa Cal) che l’ultimo verbo (godere!!) è importante almeno quanto gli altri.

Tante volte nel libro saremo la ‘inadeguata’ ma entusiasta Cal, coi suoi pregi e i suoi difetti, a piangere e ridere assieme a lei, e fare assieme a lei un sacco di strada. Niente male per una timidona, eh?
 
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Deleted member 11371

Guest
Ripeto: wow.
Hai scritto un ritratto pieno di brio (e anche un po' innamorato) per una figura di donna traboccante di vitalità, mi piace molto quando dici
è una eroina perché ci mostra, nei suoi vent’anni, un modo diverso di diventare eroi: senza voler conquistare niente a tutti i costi, ma semplicemente essendo curiosi della vita,
Con le tue parole hai sparso nell'aria un sentore di energia frizzante, di simpatia, di giovinezza.
Sicuramente vien voglia di leggere il libro.
🤗
 

MaxCogre

Well-known member
Ripeto: wow.
Hai scritto un ritratto pieno di brio (e anche un po' innamorato) per una figura di donna traboccante di vitalità, mi piace molto quando dici

Con le tue parole hai sparso nell'aria un sentore di energia frizzante, di simpatia, di giovinezza.
Sicuramente vien voglia di leggere il libro.
🤗
Ci siamo messi daccordo con Coe per lo 0,00001 per mille dei diritti lol (affarone)
 

alevale

Well-known member
@MaxCogre grazie per questo ritratto pieno di vitalità che non conoscevo😍
Comunque basta poco, è stato facilissimo!
Basta un tag e l'utente prontamente obbedisce🤔
Oh ... io ci riprovo, con Pnin e Max ha funzionato.
@Carcarlo ti aspettiamo qui 😁
non mi sfuggira' nessuno... muahahahahagjghg (risata satanica) 👿
 
D

Deleted member 11371

Guest
10. LA RAGAZZA CARLA dal romanzo in versi di Elio Pagliarani

Com'è piccola Carla. Viene correndo giù dalle scale della scuola e correndo si toglie il grembiulino nero di seta. Oggi ha i capelli sciolti e sembra ancor più ragazzina, non dimostra i suoi diciassette anni. E' stato l'ultimo giorno di scuola, ed ora lei corre verso quel brutto ponte della ferrovia, verso casa dove la aspettano la mamma, la sorella Nerina e suo cognato. Milano oggi sembra più cupa, la scuola è finita ed ora chissà.
Ma come sono tristi i ponti, è stato lì che Piero le ha toccato goffamente il seno, lei è fuggita, come sono brutti i ponti.
ha una voglia
di piangere di compatirsi
ma senza fantasia

come può immaginare di commuoversi?
No, non ha fantasia, Carla Dondi. Che fantasia vuoi avere, con pochi metri per dormire in soggiorno, la mamma che dorme sul divano, mentre nell'unica stanza da letto ci sta la sorella, da quando si è sposata, insieme al marito. Carla
...sta attenta a non muoversi
ché il sonno di sua madre è così lieve nel divano accanto
– ma dormirà davvero, con Angelo e Nerina
che fanno cigolare il vecchio letto

della mamma!
Uscire, fare qualcosa. Scuola serale. Dattilografia Uno stanzone affollato di gente che impara a scrivere a macchina, gente così.
Studiava senza voglia, ma studiava
a casa si sa bene che un purgante
va preso, e a tempo debito, però

chissà cosa voleva..
Non sono divertenti quello stanzone, quella scuola, quel nebbioso futuro, ma studiare è così, la purga fa bene anche se è amara. Carla non desidera niente, Carla avanza nel presente incolore e ogni tanto c'è Piero che l'accompagna a casa.
Ecco ti rendo
i due sciocchi ragazzi che si trovano
a casa tutto fatto, il piatto pronto.
Non ti dico risparmiali
Colpisci, vita ferro città pedagogia
I Germani di Tacito nel fiume
li buttano nel fiume appena nati

la gente che s’incontra alle serali.
E' così: dicono che un tempo i bambini storpi venissero buttati da una rupe. Storpi o diseredati, non cambia.
Come avrete notato, nel poemetto NON è sempre Carla che pensa o parla, il più delle volte il narrante si esprime in considerazioni sulla vita e sulla ragazza, sul suo ambiente, ma anche su Milano e le sue atmosfere plumbee
o, in certi versi, sul degrado urbano, sul lavoro sempre più alienante, addirittura sul senso della felicità.
Ho detto versi, perché quello di cui stiamo parlando è un racconto in versi che appartiene a buon diritto alla "Poesia narrativa".
Ma torniamo a Carla. Conseguito il diploma, viene assunta in una grande ditta, la Transocean Limited.
Ora c'è un collega di lavoro che la corteggia, qualche volta vanno insieme a sentire un comizio o a una mostra (se l'ingresso è gratuito). In famiglia qualcosa è cambiato, la madre le dice
Perché non mangi? Adesso che lavori ne hai bisogno
adesso che lavori ne hai diritto
molto di più.
Ecco, fermiamoci un attimo. A me questa frase fa un effetto angosciante. Ora Carla ha valore, ora ha dei diritti, ora (agli occhi della madre e forse ai propri) ha una sua dignità. Mangia, ora puoi.
Più di tutte le disavventure della giovane, più del padrone della ditta che tenta di abbordarla, più della sua stessa fuga terrorizzata per una città fredda e disumana, ciò che mi mozza il fiato è questo verso.
adesso che lavori ne hai diritto
molto di più.

Certo, (non l'avevo ancora detto) siamo all'inizio degli anni '50, c'è stata la seconda guerra mondiale e già incombe l'ombra di una possibile terza guerra. Non è ancora cominciato il boom economico e la classe operaia non va in paradiso, piuttosto vive in un cupo limbo di degrado.
Ma quel verso è per me una stilettata.
Non così per Carla.
Lei a volte sente qualcosa..
se guardi dai cristalli
quella gente che marcia al suo lavoro
diritta interessata necessaria
che ha tanto fiato caldo nella bocca
quando dice buongiorno
è questa che decide
son dei loro

non c’è altro da dire.
Allora, lo comprendiamo. lei si sente una di loro e già le rotaie del tram le si stringono intorno alle caviglie come serpenti (dice in un verso Pagliarani).
Ancora una volta è il cibo a rivelare le gerarchie in casa, tra lei, il cognato Angelo, la sorella Nerina e la madre:
Angelo un osso buco intero, con patate
Carla un pezzo col midollo che le piace
l’altro pezzo Nerina - la madre le patate.
Il tempo passa, il ritmo quotidiano diventa routine, la giovane donna si adatta ma non c'è in lei crescita, non c'è consapevolezza
Carla,
sensibile scontrosa impreparata
si perde e tira avanti, senza dire
una volta mi piace o non lo voglio
con pochi paradigmi non compresi
tali, o inaccettati; desideri
precisi da chiarirsi non le avanzano
a fine mese
a fine mese sangue
maculato tra le gambe pallide

la fa tremare sempre, e Praték quando
la chiama nel suo ufficio per dettare.

Ma un brutto giorno il "Capo" Pratek tenta un approccio diretto e inequivocabile. Carla fugge inorridita. Ecco come l'Autore ci dipinge la fuga e quel che segue:
No, no, no – Carla è in fuga negando
una corsa fra i segnali del centro non si nota
se non c’è fra i venditori di sigarette
un meridionale immigrato di fresco
ancora curioso di facce
avanti in marcia
chi ci mette la carica?
scapigliata pallidona
non è vero se non urli, come, paonazzo atrabiliare,
quel tale per diffondere un giornale
Ho paura, mamma Dondi ho paura

c’è un ragno, ho schifo mi fa schifo alla gola
io non ci vado più.
Nell’ufficio B non c’era nessuno

mi guardava con gli occhi acquosi
se tu vedessi come gli fa la vena

ha una vena che si muove sul collo
Signorina signorina mi dice

mamma io non ci posso più stare
è venuto vicino che sentivo
sudare, ha una mano
coperta di peli di sopra
io non ci vado più.
Schifo, ho schifo come se avessi
preso la scossa
ma sono svelta a scappare

io non ci vado più.
La vedova signora Dondi

forse si sarà spaventata
ma non ha dato tempo a sua figlia
Non ti ha nemmeno toccata
gli chiederemo scusa
fin che non ne trovi un altro

tu non lascerai l’impiego.
----------------------------------------------------------
LA RAGAZZA CARLA PARTE SECONDA


Per non lasciare i miei due lettori e mezzo con il fiato sospeso, vi svelo la decisione di Carla: torna, torna. E non solo torna in ufficio, ma porta anche un enorme mazzo di fiori alla moglie del "Capo", per scusarsi di aver abbandonato precipitosamente il lavoro.
A questo punto, continuando a fare torto a Pagliarani nel tralasciare le parti non strettamente inerenti alla fabula, due scene - quasi due fulminee inquadrature di un film - mi restano da descrivere, entrambe significative.
Nella prima la sorella Nerina insegna a Carla a mettere il rossetto e ad usare le calze di nylon,
nell'ultima invece c'è la nostra protagonista (forse per la prima volta non solo di nome ma anche di fatto), che il lunedì mattina entra in ufficio a testa alta e "Buongiorno!" esclama, aggiungendo poi con intenzione: "A tutti!".
La storia di Carla finisce qui, ma ci sono tante considerazioni da fare... un giorno o l'altro.
No, aspè, una cosa la devo dire per tutti i milanesi, milanisti, milanofili: quando si parla dell'atmosfera plumbea, del cielo di lamiera, dell'opprimente cupezza dell'ambiente, dei ponti tristi e grigi, stiamo parlando di periferia inizio anni '50. Quindi non risentitevi, o comunque prendetevela con Pagliarani,
 
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alevale

Well-known member
Per premiare :p la tua curiosità ti indico dove trovare il testo completo
Comunque no, dopo che entra in ufficio dobbiamo lasciarla andare..:LOL:😥
Letto tutto grazie... ma era quasi finito!😁
Bellissimo comunque, non la conoscevo .
Mi è piaciuto!
 

MaxCogre

Well-known member
Allora, cerco di commentare tutto, perché la discussione è interessante. Del ritratto familiare di @Pnin mi colpisce l'esemplificazione del tema "personaggi compagni di vita", perché quanto si può essere compagni se con questi personaggi ci parli proprio? E un'altra cosa è quanto poco 'ci frega' della trama, rispetto a quanto ci interessa il personaggio. Oppure, detta in altri termini, per quanto articolata e geniale, una bella trama non è nulla se non è abitata da personaggi all'altezza. Oppure, detta in altro modo: una parte della trama è nella trama, ma una parte è nei personaggio. Oppure... lol
 

Pnin

Well-known member
Allora, cerco di commentare tutto, perché la discussione è interessante. Del ritratto familiare di @Pnin mi colpisce l'esemplificazione del tema "personaggi compagni di vita", perché quanto si può essere compagni se con questi personaggi ci parli proprio? E un'altra cosa è quanto poco 'ci frega' della trama, rispetto a quanto ci interessa il personaggio. Oppure, detta in altri termini, per quanto articolata e geniale, una bella trama non è nulla se non è abitata da personaggi all'altezza. Oppure, detta in altro modo: una parte della trama è nella trama, ma una parte è nei personaggio. Oppure... lol
@MaxCogre non ho capito la tua domanda sui compagni: me la puoi spiegare? 🙏🏻grazie😊
Sulla trama invece devo dire che in genere a me è la cosa che interessa meno. Di solito un libro mi appassiona prima di tutto per il modo in cui è scritto. Ma siamo fuori tema!
 
D

Deleted member 11371

Guest
@MaxCogre non ho capito la tua domanda sui compagni: me la puoi spiegare? 🙏🏻grazie😊
Sulla trama invece devo dire che in genere a me è la cosa che interessa meno. Di solito un libro mi appassiona prima di tutto per il modo in cui è scritto. Ma siamo fuori tema!
@Pnin tesoro, forse io lascerei stare il dubbio di essere fuori tema, perché per fortuna il discorso è ampio e nessuno ci vieta di spaziare.
Sulla trama posso aggiungere una considerazione: se parliamo di Gregor Samsa non abbiamo bisogno di specificare niente, immagino che quasi tutti lo conoscano, ma in altri casi è anche giusto inquadrare la vicenda del personaggio.
Come giustamente dice @MaxCogre, che con il suo cervellino come un laser va dritto al cuore del problema, una bella trama non convince se non è abitata da un bel personaggio. Ma anche è vero il contrario. Il personaggio diventa un simbolo di qualcos'altro nel momento che gli accade qualcosa. Se 'Ntoni di padron 'Ntoni non perdesse il carico di lupini, tutti continuerebbero la loro vita e amen. Però qui non stiamo né a raccontare la trama e l'intreccio, nè tantomento a dire come l'Autore vede la sua creatura.
Noi quella creatura possiamo reinventarla per come ci sembra, per come la percepiamo, per come ci risuona dentro. E così la facciamo diventare il nostro personaggio.
Effettivamente con Carla Dondi mi sono dedicata più che altro alla descrizione della protagonista e della vicenda. Però la ragazza fino a ieri era una sconosciuta, andava presentata. Ma a quello che provo per lei e cosa lei rappresenti per me ci sto ancora pensando, in fondo l'ho scelta più per il suo valore letterario che per altro, in quanto la poesia narrativa mi attira molto e ancor più mi attira l'idea di discutere con voi su cosa sia la poesia..:D
(altrove, s'intende).
Però è un discorso aperto, credo che il bello di questa discussione sia la possibilità di tirare in ballo i personaggi anche dopo un certo tempo, non mi sembra che gli argomenti siano infilzati come farfalle su di uno spillo (questa l'ho detta per far disperare @Pnin, che sadica sono):love:
Per Ruth ho dichiarato la mia ammirazione e la grande considerazione che merita secondo me. Ma Ruth era un assaggino tanto per rompere il ghiaccio dietro il caro invito di @francesca
Per Aglaja assulutamente sì, ho esternato il mio punto di vista ma in maniera implicita. Infatti l'ho raccontata come una stronzetta e potevo invece farne la vittima di un sistema repressivo che educava le fanciulle all'idea di accalappiare un marito, e povera Aglaja di qua, e povera mosca-in-bottiglia di là, eccetera. Ci avevo pensato, cioè mi era venuta voglia di scrivere: "Aglaja: la parola alla difesa" e forse potrei ancora farlo.
Con Jim invece mi sono proprio coinvolta e anche manifestata e poi, in fondo, diciamolo, Lord Jim c'est moi.
E non aggiungo altro perchè, se è vero che sono Jim, allora non posso svelarmi altrimenti dovrei fuggire...
Uhaaaaaaaaa!!!!!
 
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MaxCogre

Well-known member
Non sono tanto daccordo: il succedergli qualcosa è la scusa affinchè possiamo conoscere 'prima' il personaggio. È solo nel suo punto di vista (magari nuovo, sicuramente unico), nella sua reazione, che la storia acquista per noi un interesse. Gregor Samsa, all ennesimo stupro che la società fa della sua anima dimostrandogli di poterlo costringere in qualsiasi modo e insensatezza, CERCA DI FARE I SUOI DOVERI UGUALE A PRIMA. Non me la ricordavo questa cosa, grazie alevale. Ecco che la storia diventa la storia di qualcuno in particolare che possiamo capire e con cui possiamo relazionarci, quindi ci interessa.
 
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Pnin

Well-known member
Anch'io vivo la trama un po' come una scusa: per portare contenuti, nella narrativa, occorre una storia (poi ci sono anche storie senza contenuti - o con contenuti che io non rilevo - ma questo è un altro discorso ancora), che dal mio punto di vista è come un veicolo. Le emozioni, i messaggi, le riflessioni, i pensieri che lo scrittore suscita sono il viaggio. I personaggi sono i passeggeri del veicolo e i viandanti che incontriamo nel viaggio.
Quindi: posso prendere un'auto di lusso e finire in un vicolo cieco o impantanarmi in compagnia di vacui chiacchieroni lamentosi e petulanti (trama che potrebbe essere anche molto bella come idea, ma scritta male, in modo piatto, poco interessante o tutti i peggiorativi che vogliamo) o fare una meravigliosa escursione con una bici scalcagnata in buona compagnia e incappando in piacevoli incontri (trama qualsiasi ma resa in modo da far appassionare, pensare, ragionare e anche dare vita ai personaggi di cui quindi possiamo appropriarci come suggerisce @Pathurnia ). Poi, se per trasmettere quello che lo scrittore desidera ha bisogno di un particolare, preciso veicolo, certo è che la trama deve avere una ben precisa struttura... e per questo dal mio punto di vista la fantascienza un po' esula da queste considerazioni perché ha bisogno di astronavi, ma non sempre 😄
Va beh, scusate la similitudine un po' stupida, ma non sapevo rendere in altro modo quello che ho in testa... e probabilmente non ci sono comunque riuscita!
 
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