Nooo niente duello!
Pur rimanendo ognuna sulle reciproche posizioni, si può andare avanti con i personaggi (questo lo avevo preparato ieri sera ed in effetti avevo voglia di condividerlo, soprattutto per la mia ammirazione per Stefano Benni e in occasione della sua scomparsa, poi si vedrà)
Intanto ecco a voi cari lettori l'undicesimo personaggio
11. La Luisona
(Piccolo tributo al grande Stefano Benni, nel giorno della sua scomparsa)
Mi piace ricordarlo così, con una delle pagine più esilaranti della letteratura italiana (secondo me)
Per quei (spero) pochi che non conoscono la Luisona e magari si immaginano una bionda e sinuosa signora alta 1.80 no, siete fuori strada .
La Luisona è una pasta. No, non una pastasciutta tipo i maccheroni o le pennette, è una pastarella, un prodotto pasticcero, insomma, ora avete capito.
E non storcete il naso per il fatto che non sia una persona né immaginaria, né reale.
La Luisona è una delle protagoniste principali e mai dimenticata del Bar Sport di Stefano Benni.
Qui trama non ce n'è , si tratta di episodi, uno più esilarante dell'altro, di vita vissuta e di qualche anno fa, in cui prima dell'avvento dei social (chissà poi perche' si chiamano così se tutto fanno tranne che favorire la socializzazione) il luogo del bar era un punto di ritrovo importante e... ed ecco che arriva lei.
Avventori e utenti del forum , vi presento, (rullo di tamburi,) la Luisona.
La Luisona è un mito, sì perché non è una semplice pasta, è in realtà un fossile che in barba alle leggi del tempo si trova nel bancone del bar da diversi decenni , credo dagli anni 50 (praticamente una cosa da radio carbonio 14)
Essa o forse è meglio scrivere lei, non è mai stata toccata da nessuno, beh a parte le mosche temerarie che hanno tentato invano di penetrare la sua invalicabile crosta.
Quindi va da sé che non si mangia, semmai la si contempla, la si studia (Benni ci racconta che dal cambiamento del colore delle sue muffe si possono stabilire delle correlazioni con il cambiamento del tempo).
La Luisona è un'icona , è la leggenda del Bar Sport, potremmo quasi definirla un vero e proprio monumento all'attesa!
È entrata per antonomasia a buon diritto nel linguaggio comune , un po' come la Perpetua del Manzoni, Es. "ma che fai , vuoi davvero quel dolce, ma che non lo vedi che è come la Luisona, chissà da quanto tempo sta lì? Vieni andiamo a fare colazione da un'altra parte)
Quante volte sono stata tirata via per un braccio davanti a quelle affascinanti paste fossili, avete presente quelle con la improbabile glassa rosa o verde fluo? Non che le volessi realmente mangiare, ma perché hanno su di me un effetto ipnotizzante.
Quante, quante risate con questo libro caro Stefano Benni!
Un pizzico di trama ora la devo inserire... anche se forse a qualcuno anticipo il finale.
La Luisona purtroppo non si trova più nel Bar Sport, sì lo so, è molto triste, ma è così.
Non è sopravvissuta alla voracità di un cliente di passaggio, un rappresentante di Milano.
Ehhhhhh ma non temete, la vendetta della Luisona è stata terribile, che nemmeno quella del Conte di Montecristo (e a dir la verità la Luisona è stata rapidissima, giusto il tempo di raggiungere la toilette di un autogrill)
Ed ora vi lascio con la descrizione della Luisona da parte del suo autore
"Al Bar Sport non si mangia quasi mai. C’è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d'artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. Entrando dicono: 'La meringa è un po’ sciupata, oggi. Sarà il caldo'. Oppure: 'È ora di dar la polvere al krapfen'. Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacrario.
Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una grande pasta bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio. Subito nel bar si sparse la voce: 'Hanno mangiato la Luisona! [...]
Ciao Stefano! ❤