Personaggi compagni di vita.

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D

Deleted member 11371

Guest
Anche riguardo al complesso di inferiorità, meglio scrivere:
questo ce l'abbiamo quasi tutti
In fondo il complesso di Dunning-Kruger è provato.
Sì Francè, me l'ha già fatto notare Isola. ed ho risposto.
Grazie.
 
D

Deleted member 11371

Guest
Avevo lavorato molto per confezionare i miei personaggi, avevo speso del tempo per scriverli con accuratezza e renderli interessanti.
Lavoro, cioè impegno.
Accuratezza, cioè fare le cose bene e con amore.
Onestamente ci avevo messo il cuore, in questo argomento di discussione.
E non solo il cuore, per "la ragazza Carla" ci ho meso due giorni per leggerlo e decodificare il linguaggio di Pagliarani. Avevo anche pensato di creare uno "spazio autori", che scema.
Mi dispiace di averli cancellati, ma sono stati loro, i miei personaggi. Mi hanno detto: "Che ci facciamo qui? Ma dai, lasciali divertire!"
E avevano ragione.
Impegno e accuratezza sono disvalori, nel mondo di oggi. Scusate l'abbaglio.
Ah, dimenticavo: l'elenco non era utile, ho eliminato anche quello, a nessuno interessa sapere di che cosa si è parlato, cogliamo l'attimo e va bene così.🙋‍♀️
Ps: come vedete anch'io ciò l'emotività, ma non la manifesto in maniera scomposta.
 
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francesca

Well-known member
Nelle letture di quest’anno ho incontrato un personaggio che mi rimarrà nel cuore per sempre.
Non so se può valere per questa sezione del forum, perché a dir la verità si tratta di una persona realmente esistita, ma credo che la penna dell’autore che ne ha scritto ci abbia messo un po’ del suo, probabilmente per una certa affinità di carattere e identificazione fra biografo e “biografato”.
Si tratta di Carsten Niebuhr, uno dei sei partecipanti alla spedizione danese partita nel 1761 per lo Yemen, con il preciso fine di scoprire perché quel luogo fosse chiamato Arabia Felice.
La loro storia è raccontata nel libro Arabia Felix di Thorkild Hansen e devo ringraziare @Shoshin che l’ha proposto per un gruppo di lettura che poi non è partito, ma ha sollecitato la mia curiosità e successiva lettura.
Inizialmente la simpatia crescente che ho provato per questo personaggio mi ha stupito, perché era smaccatamente il preferito dell’autore: di solito, per contraccolpo, quando un autore cerca di sponsorisorizzare così tanto un personaggio, quest’ultimo diventa quello che mi piace meno.
Invece questa volta non ho potuto resistere, a tal punto che ringraziando la fortuna di essermi infervorata di una persona reale, sono andata a cercare un suo ritratto. Ed eccolo qui proprio con lo sguardo che mi aspettavo, uno sguardo sereno, tranquillo, tenace.
250px-Carsten_niebuhr.jpg

Era considerato il meno prestigioso della spedizione, si sentiva anche quello con minori meriti, essendo un umile agrimensore nato in una famiglia di contadini, che aveva studiato un po’ di matematica con tutte le proprie forze per partecipare a questa missione.
Il viaggio si rivelò un fallimento da praticamente tutti i punti di vista, prima di tutto umano, perché Niebuhr fu l’unico sopravvissuto.
Ma anche dal punto di vista scientifico i risultati del viaggio furono deludenti: i due principali membri si odiavano e fecero di tutto per ostacolarsi l’un l’altro, tutto andò così storto che il materiale raccolto andò perso o distrutto, o rimase ignorato per talmente tanto tempo da risultare ormai obsoleto quando preso in considerazione.
Fece eccezione proprio il lavoro di Niebhur; per tutto il viaggio mosso da tenacia, curiosità, con una profonda umiltà che lo portarono sempre a non credersi meglio degli altri e a tenersi aggrappato a quello che sapeva fare di più, Niebhur non fece altro che misurare, trascrivere, copiare tutto quello che vedeva: mari, cieli, deserti, coste, città, case, alberi, profondità, altezze, disegnando mappe accurate di zone fino a quel momento conosciute molto imprecisamente; mappe che rivelarono preziosissime per molti anni successivi. Misurò con ogni mezzo a sua disposizione, astrolabio, passi di cammelli e di asino, stelle in cielo…
Anche lui caduto in preda alle febbre malariche come i suoi compagni di viaggio, si spogliò degli inutili orpelli di gentiluomo europeo, diventando un arabo fra gli arabi e forse questa fu la scelta che lo aiutò a soppravvivere, mostrando una capacità di adattamento ineguagliabile. La sua mitezza, il suo istinto di studioso, la sua curiosità, la pazienza, l’onestà morale e intellettuale furono la vera anima di questa incredibile avventura.
Tornato in patria dopo 7 anni, rifiutò incarichi più prestigiosi e si ritirò ad amministrare la cittadina di Meldorf, nella regione paludosa e sperduta dell’Holstein, in Germania Settentrionale. Circondato da una numerosa cerchia familiare, continuò ad interagire con studiosi di tutto il mondo per condividere le sue conoscenze e a misurare tutto il possibile intorno a lui.
Dice il figlio di lui, Barthold Georg:
“Mio padre era stato creato unicamente per osservare e contemplare il mondo circostante. Astrazione e speculazioni erano contrarie alla sua natura: doveva dare una forma concreta ad ogni cosa”.
Questa concretezza estrema, che può sembrare un limite, una mancanza di fantasia, si rivelò in realtà la solida base su cui questo incredibile uomo costruì una vita ricca e unica. “Nato per vedere, votato a contemplare”, e io aggiungerei “a misurare”, divenne cieco per essersi rovinato la vista a copiare le iscrizioni sui monumenti di Persepoli in pieno giorno, ma continuò ad avere davanti a sé fino alla fine le immagini di quella Arabia Felice che aveva misurato palmo dopo palmo con generosità, tenacia e umiltà.
Credo che il fascino che questo personaggio esercita su di me sia dovuto al fatto che la magia e l’incanto della sua vita sembrano nascere dall’aridità di una attività come quella di chi misura e copia che lui ha però saputo rendere viva e feconda.
 
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alevale

Well-known member
13 Frankenstein, la creatura


Frankenstein lo conoscevo da tempo sì, ma solo superficialmente. Di quei personaggi che quando li incontri ... buongiorno e buonasera, ma nulla di più.
Insomma, per intenderci, non avrei potuto annoverarlo tra la cerchia degli amici più stretti, certamente non avrei potuto dargli una pacca sulla spalla (vista anche la sua altezza e la mia "bassezza") e dirgli "Ciao Frank!"
Ma adesso che siamo diventati un po' più intimi ho pensato che non sarebbe male facesse la sua comparsa qui.
Forse glielo devo.

Per presentarlo scelgo una forma diversa, la forma di un' intervista... ma lasciamo che parli lui.

Intervistatore: Buonasera. Mi trovo qui con un personaggio che ha ossessionato l'immaginario collettivo per un paio di secoli, è stato il protagonista di vari film e l' incubo di molte persone più o meno impressionabili: Frankenstein, una creatura non nata, ma assemblata. Un'opera, un esperimento, passatemi il termine, non riuscito. Ma anche una creatura che ha sofferto, controversa. Benvenuto.

Frankenstein: non risponde

Intervistatore (un po 'imbarazzato): Tutti la conoscono per il suo aspetto esteriore. L'altezza straordinaria, la forza dirompente la pelle tesa. Ma cosa c'è dentro? Qual è il suo primo vero ricordo?

Creatura: Non è un ricordo vero e proprio. Sono sensazioni, impressioni . Ricordo il dolore, la sofferenza. Sensazioni che mi aggrediscono in modo violento: la luce, il freddo, la vista di un volto che si trasforma in un grido di orrore. Quello del Dott. Victor Frankenstein, il mio creatore, a volte quando penso a lui lo chiamo papà.
Per la gente comune, il primo ricordo è la madre che sorride. Per me, è il padre che urla di terrore.

Intervistatore: Molti la definiscono un mostro. Si riconosce in questa parola?

Creatura: Ho imparato il significato di quella parola dai loro occhi (si riferisce agli uomini che ha incontrato n.d.r.) No, mi spiace, il mostro non sono io, ma è la loro paura, che si riflette su di me. Mi ha negato la compagnia, l'amore, persino la comprensione. La mia solitudine è la mia vera mostruosità.

Intervistatore: Lei è un accanito lettore e anche per questo, credo che si troverà bene qui (le suggerisco di dare un'occhiata alla nostra piccola biblioteca, troverà delle ottime recensioni)
Cosa ha appreso dalla lettura di tutti questi libri?

Creatura: Ho letto di sentimenti nobili, di eroismo, di compassione.Ho appreso che la bellezza dell'umanità sta nella sua interiorità, non nel suo corpo, ma poi ho capito che tutte queste cose belle esistono soltanto nei libri, non nella vita reale.

Intervistatore: il suo desiderio più grande?

Creatura: un tempo avrei detto trovare una compagna, ma ero un illuso.
Ora chiederei la pace interiore e anche avere un nome tutto mio un nome di battesimo.


Intervistatore: Le sue azioni hanno causato la morte di vittime innocenti e la profonda sofferenza di quello che lei stesso ci ha confessato di chiamare ancora papà. E' pentito?

Creatura: Non provo pentimento, perché il mio odio è stata una risposta alla loro crudeltà. Ma... se mi guardo indietro, vedo il dolore causato.. La mia condanna è eterna.

Intervistatore: Un ultima domanda: se oggi avesse l'opportunità di parlare con il Dott.Victor Frankenstein, cosa gli direbbe?

Creatura: Gli direi: ". TI ringrazio per avermi dato la possibilità di esistere. Anche se la mia è stata una vita dolorosa,, è stata l'unica che abbia mai conosciuto. E per questo, ti resterò per sempre legato."

Intervistatore: grazie per avere accettato di rilasciare a Forum libri questa toccante intervista. Buonasera

Frankenstein: non risponde, ma sul suo volto terribile appare un ghigno, una smorfia.
È "soltanto" il suo modo di sorridere, un piccolo miracolo della fantasia, che tutto può.
 
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francesca

Well-known member
Frankenstein, la creatura


Frankenstein lo conoscevo da tempo sì, ma solo superficialmente. Di quei personaggi che quando li incontri ... buongiorno e buonasera, ma nulla di più.
Insomma, per intenderci, non avrei potuto annoverarlo tra la cerchia degli amici più stretti, certamente non avrei potuto dargli una pacca sulla spalla (vista anche la sua altezza e la mia "bassezza") e dirgli "Ciao Frank!"
Ma adesso che siamo diventati un po' più intimi ho pensato che non sarebbe male facesse la sua comparsa qui.
Forse glielo devo.

Per presentarlo scelgo una forma diversa, la forma di un' intervista... ma lasciamo che parli lui.

Intervistatore: Buonasera. Mi trovo qui con un personaggio che ha ossessionato l'immaginario collettivo per un paio di secoli, è stato il protagonista di vari film e l' incubo di molte persone più o meno impressionabili: Frankenstein, una creatura non nata, ma assemblata. Un'opera, un esperimento, passatemi il termine, non riuscito. Ma anche una creatura che ha sofferto, controversa. Benvenuto.

Frankenstein: non risponde

Intervistatore (un po 'imbarazzato): Tutti la conoscono per il suo aspetto esteriore. L'altezza straordinaria, la forza dirompente la pelle tesa. Ma cosa c'è dentro? Qual è il suo primo vero ricordo?

Creatura: Non è un ricordo vero e proprio. Sono sensazioni, impressioni . Ricordo il dolore, la sofferenza. Sensazioni che mi aggrediscono in modo violento: la luce, il freddo, la vista di un volto che si trasforma in un grido di orrore. Quello del Dott. Victor Frankenstein, il mio creatore, a volte quando penso a lui lo chiamo papà.
Per la gente comune, il primo ricordo è la madre che sorride. Per me, è il padre che urla di terrore.

Intervistatore: Molti la definiscono un mostro. Si riconosce in questa parola?

Creatura: Ho imparato il significato di quella parola dai loro occhi (si riferisce agli uomini che ha incontrato n.d.r.) No, mi spiace, il mostro non sono io, ma è la loro paura, che si riflette su di me. Mi ha negato la compagnia, l'amore, persino la comprensione. La mia solitudine è la mia vera mostruosità.

Intervistatore: Lei è un accanito lettore e anche per questo, credo che si troverà bene qui (le suggerisco di dare un'occhiata alla nostra piccola biblioteca, troverà delle ottime recensioni)
Cosa ha appreso dalla lettura di tutti questi libri?

Creatura: Ho letto di sentimenti nobili, di eroismo, di compassione.Ho appreso che la bellezza dell'umanità sta nella sua interiorità, non nel suo corpo, ma poi ho capito che tutte queste cose belle esistono soltanto nei libri, non nella vita reale.

Intervistatore: il suo desiderio più grande?

Creatura: un tempo avrei detto trovare una compagna, ma ero un illuso.
Ora chiederei la pace interiore e anche avere un nome tutto mio un nome di battesimo.


Intervistatore: Le sue azioni hanno causato la morte di vittime innocenti e la profonda sofferenza di quello che lei stesso ci ha confessato di chiamare ancora papà. E' pentito?

Creatura: Non provo pentimento, perché il mio odio è stata una risposta alla loro crudeltà. Ma... se mi guardo indietro, vedo il dolore causato.. La mia condanna è eterna.

Intervistatore: Un ultima domanda: se oggi avesse l'opportunità di parlare con il Dott.Victor Frankenstein, cosa gli direbbe?

Creatura: Gli direi: ". TI ringrazio per avermi dato la possibilità di esistere. Anche se la mia è stata una vita dolorosa,, è stata l'unica che abbia mai conosciuto. E per questo, ti resterò per sempre legato."

Intervistatore: grazie per avere accettato di rilasciare a Forum libri questa toccante intervista. Buonasera

Frankenstein: non risponde, ma sul suo volto terribile appare un ghigno, una smorfia.
È "soltanto" il suo modo di sorridere, un piccolo miracolo della fantasia, che tutto può.
Ma che bella idea questa presentazione in forma d'intervista!!!
Traspare l'essenza di un personaggio che troppo spesso è banalizzato nell'immaginario collettivo.
Grazie @alevale
 

isola74

Lonely member
Confesso che ancora non sono riuscita a leggere tutti i personaggi, ma davvero vi faccio ci complimenti!

per ora il mio preferito è Gregor, ma solo perché ho da sempre un debole per lui ....
 

MaxCogre

Well-known member
complimenti a @francesca per un bellissimo nuovo personaggio, che secondo gli standard del 1700 e ancora in vigore pare, non aveva 'le carte in regola' (lol) per essere un personaggio... e invece ha fatto la storia, e pure la letteratura!
 

MaxCogre

Well-known member
grazie @alevale per questo ennesimo personaggio. Che dire, li sai raccontare proprio bene, in modo molto coinvolgente. La genialata è mescolare l'intervista - che si sforza di essere professionale e brillante, quasi spiritosa - con questo inenarrabile abisso di dolore. Frank accetta comunque di rispondere e così lui e l'intervistatore formano una coppia comica, e proprio per questo il dramma ne emerge in modo ancora più potente. Bellissimo. Se non erro c'era un film intitolato "intervista col vampiro", non ricordo però se era figo come questa intervista (ma c'era tom cruise lol)
 
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Pnin

Well-known member
Non ricordavo e sono andata a vedere velocemente il cast: segnala che i vampiri fossero appunto Tom Cruise e pure Brad Pitt, di cui non ricordavo minimamente la presenza nel film (e che sinceramente non riesco a capire come possa essere considerato bello)
 

MaxCogre

Well-known member
Pnin cara, a brappa un french kiss je lo darei pure io, rientra in te please lol. Cmq ho visto che neil jordan, il regista del suddetto pasticciaccio, ha fatto film niente male come La moglie del soldato e un film che si chiama come la nostra @Ondine
 

Pnin

Well-known member
NORMA E MEDUSA
I personaggi principali de Il bacio della Medusa.
Ma...
Non si fanno afferrare più di tanto, le si osserva da fuori: qualcuno è riuscito a entrare nelle loro menti? Io no. So solo ciò che la Mazzucco ci dice, ma direttamente da loro cosa mi arriva?
Paradossalmente - e purtroppo - riesco a percepire molto di più Peru e Felice, i loro pensieri arrivano diretti, non mediati, non protetti dalla teca della vetrinetta in cui Norma e Medusa mi paiono in un certo senso recluse.
Anche nella loro storia d'amore (ma è una storia d'amore?) non riesco a incontrare il sentimento: vedo. Vedo le descrizioni degli avvenimenti, dei gesti, dei desideri, della disperazione anche: ma soltanto descrizioni restano. Graziose cartoline.
Il loro modo di porsi coi sentimenti resta come sospeso, astratto, a me invisibile.

Medusa (forse il nome ha anche questo significato?)... come la creatura marina si lascia trasportare dalle acque, quest'altra creatura in carne ed ossa si lascia trascinare da chi se la piglia, adattandosi e cercando di trarne il meglio. Senza calcolo o premeditazione, ma con l'opportunismo ingenuo e animale di chi ha bisogno di sopravvivere. I suoi sentimenti io non li colgo.

Norma invece è come se credesse di amare, aggrappandosi ad un qualcosa che sta più nella sua mente che nella realtà dei fatti. Era così con Felice, è così con Medusa. L'amore come un'idea astratta che non essendo realizzabile diventa smarrimento e follia.

Due personaggi con cui mi è difficile comunicare... e allora perché ne scrivo? 😅 forse perché in un certo senso rappresentano stati che in alterni periodi della vita possono appartenere a molti di noi. Almeno credo. Anzi voglio crederlo perché, mi dà parecchio noia ammetterlo, ma per lo meno a me sono appartenuti.
 

Pnin

Well-known member
Timofej Pavlovič Pnin, finalmente mi decido a parlare di te!
Ho pensato parecchio se farlo o no, perché mi riesce complicato avendo scelto proprio il tuo nome per entrare qui, mi sentivo egocentrica... ma tu non sei me e ti meriti eccome un tuo spazio dedicato.

Carissimo Pnin! Semplice, metodico, colto ma per certi versi un po' ottuso, premuroso, imbranato... un pasticcione di quelli che fanno danni solo a sé, involontariamente comico, facilmente screditabile: è un mistero che Nabokov abbia voluto scrivere di te e titolare addirittura il libro col tuo nome: come fosse un tentativo di terapia volta a mitigare il proprio lato oscuro.
Inizialmente cerca di denigrarti. Calca la mano sul tuo essere decisamente poco attraente, ripetendo spesso del tuo grosso e calvo cranio, le gambe troppo sottili, le spalle inutilmente robuste. Ti prende in giro per come parli, per come pronunci, per quanto poco tu sia riuscito ad apprendere della lingua inglese nonostante ormai cittadino americano. Ma tu procedi, solitario non per scelta, mite e inossidabile.
Come la goccia che scava la roccia, il tuo candore vince l'accanimento.
Accade coi piccoli gesti, come il tuo preoccuparti per uno scoiattolo assetato mentre l'ex moglie non solo ti dà definitivamente il benservito ma pure ti chiede di mantenere il "figlio tripartito": perché tu vedi dove c'è il bisogno e dai, non per bontà, ma perché sei così e basta.
Cerca di ridicolizzarti Nabokov, sottolineando quanto ti sia irriconoscente lo scoiattolo, ma sta già perdendo mordente il suo accanimento: a te non interessano i riconoscimenti, il suo sarcasmo è inutile.
E così procedi nella tua vita, adoprandoti per accogliere questo ipotetico e assai poco probabile figlio con regali inadatti cercati in buona fede, ingannato da uno stereotipo cui ingenuamente ti affidi, qui come in molti altri campi.
E piano piano lo domi, questo tuo narratore un po' crudele, tanto che alla fine è quel professore che in tua assenza ti imita incessantemente per far ridere gli interlocutori a risultare sgradito e ridicolo.

Tu, che ricevi la peggiore notizia nel momento che credevi di maggior gloria, dopo un istante di umano sconforto - che non ti impedisce di pensare di metter da parte il cibo per un cagnolino randagio che bazzica dalle tue parti - non ti arrendi e riparti.
E ti si vede sulla strada, pessimo guidatore costretto a traslocare dalla casa che pensavi di riuscire ad acquistare, con quello stesso cagnolino come passeggero. Lo porterai con te, per ricominciare chissà dove.

Un piccolo uomo in un mondo di giganti, un po' come la tua auto, preceduta e seguita da due autotreni incombenti e pressanti ma che, lo so, non riusciranno a darti noia.

Tu sei per me il personaggio più commovente che io abbia incontrato nelle mie letture. Anonimo e ridicolo, così incapace di fare del male da essere disarmante, ma comunque invincibile.
 

Pnin

Well-known member
Timofej Pavlovič Pnin, dì qualcosa anche tu a @MonicaSo che se ne vorrebbe andare dopo essere stata l'unica ad averti recensito cogliendo meravigliosamente la tua essenza e la tua personalità!
 
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