Uno su tutti, mai letto nulla di suo (e penso mai lo farò nella vita), ma trovo insopportabile il personaggio mediatico: Mauro Corona, sempre quella retorica insopportabile nostalgica da mito del "buon selvaggio", della "natura buona", rovinata dalla "civiltà cattiva", quel moralistmo sui "giovani d'oggi che senza la tecnologia non saprebbero come fare per accendersi un fuoco" (sempre questa idea assurda per cui uno dovrebbe rinunciare alle comodità perché deve per forza sentirsi in obbligo di dimostrare a qualcuno di essere bravi a far le cose difficili, mentre è del tutto ovvio e logico che si sfrutti la possibilità di far le cose che ci interessano meno, con minor tempo ed energia, per poter più liberamente concentrarsi di più sulle attività a noi più congeniali. Uno scrittore, un uomo di cultura come lui, dovrebbe essere il primo ad apprezzare le comodità tecnologiche, proprio perché minimizzando la fatica necessaria per le attività pratiche, ci lasciano più tempo per quelle teoriche e intellettuali...) Poi in tutto questo naturismo, c'è sempre un'ipocrisia enorme, perché lui non è certo un eremita, ma compare sempre in tv, che non è certo un oggetto "naturale", pubblica per le più rinomate case editrici, segno che in realtà ha i contatti giusti col tanto odiato "mondo della civiltà". insomma mi è sempre parso un personaggio da una parte insopportabile per il modo in cui si pone, e al tempo stesso, anche piuttosto costruito ad arte per un certo tipo di pubblico, quel pubblico un pò di mezza età di estrazione medio-borghese(stragrande maggioranza femminile) fissato con l'omeopatia, la new age, le robe "naturali", che subisce il fascino perverso del montanaro rude in canottiera.