Per quanto riguardo libri non finiti, confesso di non avere un gran rapporto con Italo Calvino, non sono riuscito a terminare alcuni suoi libri come Se una notte d'inverno un viaggiatore (per due volte) o Il Barone Rampante. Non discuto la grandezza dello scrittore, ci mancherebbe altro (peraltro ho anche letto La giornata di uno scrutatore, che invece mi è piaciuto molto, proprio perché ho riscontrato uno stile diverso), ma ho sempre avuto di lui la percezione di un autore "freddo", che ha sempre visto la narrativa più che come qualcosa tramite cui creare coinvolgimemento emotivo nel lettore, come una materia di sperimentazione, spesso anche cervellotica, come il "metaromanzo", insomma una mente da saggista che va benissimo se devi scrivere Le Lezioni americane, ma che lui applicava anche ai romanzi, e questo mi ha sempre lasciato perplesso dato che nel romanzo, da lettore.
Detto questo, in linea generale, mi sforzo sempre di finire i libri che leggo, a volte capita che proprio non ce la faccia, ma quando interrompo lo faccio sempre con l'aspettativa, prima o poi di riprenderlo, quando mi sentirò pronto, magari pure ripartendo dall'inizio come ho fatto ora col Maestro e Margherita. Magari in certi casi non lo farò mai, però tenere aperta la possibilità mi fa sentire più in pace con la coscienza. Sentivo qualche tempo fa un influencer che consigliava ai lettori, se dopo 20 pagine un libro non vi piace, buttatelo. Io non giudico gli approcci individuali alla lettura, ognuno si approccia ai libri per come si sente, ma come consiglio che si propone di diventare tendenza sociale generalizzata, penso sia una cosa molto brutta e diseducativa da dire. Personalmente, avessi seguito il consiglio, diversi dei libri amati di più nella mia vita non li avrei finiti, e sarebbe stato un gran peccato (forse su questo argomento potrei pensare di aprire un topic a parte, prima o poi).