Visto iersera la sostituta, film molto bello, e vivacemente commentato da qweedy (è una nuova forma di commento, anche visivo, molto ben fatto brava qwee!). A me è piaciuto molto, stiamo diventando bravi a sceglierci i cineforum lol! Recitato alla grande, ti tiene incollato allo schermo, la fotografia è molto bella. Il tema della 'sostituzione', una persona che prende il posto di un'altra è molto succulento e sfruttato dal cinema - credo che sia una specie di tabù che viene infranto. Ad esempio ricordo un giallo/noir, sempre francese - sempre , di una donna (di umili origini, in fuga da un fidanzato delinquente che la vessava) che prendeva il posto di un altra donna benestante morta durante un viaggio in treno - essendone molto somigliante (qualcuno l'ha visto?). Ad ogni modo, rubare una identità: cosa significa, che conseguenze ha, ci si guadagna o perde, è desiderabile? E' fattibile? E' 'compatibile'? Questi sono i temi esistenziali che il film solleva. In merito poi alla vicenda nello specifico, bisogna considerare forse, visto l'anno di pubblicazione del romanzo originale, 1870, l'approccio da studio sociologico/positivista, ultimo tentativo di resistenza critica o obiezione alla ipocrita ideologia e morale borghese che già però guidava la scalata sociale (mi immagino gli artisti dell'epoca contemporaneamente dentro e fuori, internamente combattuti). E il fatto di averla spostata, la storia, in avanti di soli 50 anni, non cambia nulla. Forse solo addirittura un secolo dopo, nel 1970, questa ideologia ha subito una parziale revisione - alcuni dicono ancora ipocrita, a liberarsi della autorità ma badando bene a non intaccare 'davvero' i propri privilegi sociali. Ad ogni modo un film interessante, ben fatto, godibile su molti livelli - da fouilletton, esistenziale, storico, pittorico.