GdL straordinario "L'angolo delle tenebrrrrrr" & "L'angolino fantascienza" - I cento racconti di Ray Bradbury

Pnin

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Nemmeno nella mia edizione (ebook) sono numerati, li numero qui per comodità 😅

38. Addio
39. Il grande mondo laggiù
Li commento insieme per dire che mi impressiona la fantasia di Bradbury, si capisce proprio che è un'incessante necessità di creare creare e creare, la sua: riesce a tirar fuori storie da qualsiasi argomento!

40. Il parco giochi: anche se si capisce troppo presto dove andrà a parare trovo molto interessante questa prospettiva sull'infanzia (da piccola vedevo i miei coetanei esattamente come li vede Underhill)
 

malafi

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39. Il grande mondo laggiù
Ed ogni tanto salta fuori il Bradbury che non ti aspetti: niente fantascienza, niente thriller, niente sovrannaturale, niente surreale ... solo un'esplorazione dei sentimenti umani. Ma fatto con la solita originalità
40 Il parco giochi: un novello Faust in un format tante volte ripreso da filmetti vari, qui però sale la tensione classica di Bradbury
 

Pnin

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41. Scheletro: ma dove le pesca tutte queste idee??? E che immagini efficaci, tra l'altro.

42. L'uomo del primo piano: forse un po' affrettato, varie cose sono abbozzate o rimaste in sospeso (può anche darsi che ciò sia voluto), però l'ho trovato carino.

43. Il sacro fuoco: forse lo sviluppo è prevedibile, ma che spunto interessante!
 

Pnin

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44. L'emissario: sarò condizionata dalla presenza da coprotagonista del cane, ma questo racconto è per me davvero magnifico. Ovviamente mi ha colpita molto di più il rapporto tra Martin e Fido della parte "tenebrosa": questi due personaggi meritano un approfondimento e spero di trovare il tempo per dedicarglielo
 

Pnin

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45. Il barattolo: la creatività di quest'uomo è qualcosa di incredibile. Riesce a tirar fuori una storia da qualsiasi cosa. Me lo immagino, il nostro Bradbury, posare lo sguardo sul primo oggetto che capita e avvolgerlo nel vortice dei suoi pensieri costruendogli attorno luoghi, personaggi, avvenimenti, fino a materializzare un racconto. E può partire davvero da qualsiasi cosa, perché l'impalcatura regge sulle radici profonde delle sensazioni, che lui sa rendere con impareggiabile maestria
 

malafi

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41. Scheletro
42. L'uomo del primo piano
Li metto insieme perchè, anche se molto diversi, non mi sono piaciuti. Troppo cervellotico il primo, un po' spento il secondo.
 

malafi

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43. Il sacro fuoco: mi ricorda un racconto di Topolino di 50 anni fa, nel quale due vecchietti si mettevano in testa di redimere delle persone. Che sia copiato da Bradbury😁. racconto così così per me
44. L'emissario: bello davvero. Torna l'idea di Bradbury di persone che vivono attraverso altre persone (un cane stavolta) e fanno esperienze extrasensoriali.
 

MonicaSo

Leggo... quindi sono
Sono arrivata a COSÌ MORÌ RIABOUCHINSKA.
Non tutti i racconti mi piacciono, dico la verità, e questo rallenta un po' il mio ritmo.
Ho amato IL MERAVIGLIOSO ABITO COLOR GELATO ALLA PANNA, assurdo ma divertente
 

malafi

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44. Il barattolo
La rivincita dell'uomo debole attraverso un percorso un po' macabro ;)
45. Il piccolo assassino
Il finale dopo un po' te lo immagini ma ... grande maestro del thriller. Inquietante!!! :eek:
 

Pnin

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45. Il piccolo assassino: la sensazione di tirannia del neonato portata all'ennesima potenza. Geniale nonostante la trama prevedibile.

46. Il primo della lista: in questo racconto mi sembra che sia la penna che trascina il nostro Ray e non viceversa. È come se fosse preda di una furia creativa che lo porta in giro senza che lui sappia dove andare a parare. E se, qua e là, si trovano disseminati indizi che fanno intuire il finale, mi piace pensare che li abbia aggiunti dopo per dare struttura e una conclusione alla storia.
Ho trovato bellissime le descrizioni delle mummie e della città

47. Saltamartino: una casa-mondo, una prigione dorata, i danni dell'iperprotezione... povero bimbo, mi ha fatto una gran pena!
 

malafi

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46. Il primo della lista: in questo racconto mi sembra che sia la penna che trascina il nostro Ray e non viceversa. È come se fosse preda di una furia creativa che lo porta in giro senza che lui sappia dove andare a parare. E se, qua e là, si trovano disseminati indizi che fanno intuire il finale, mi piace pensare che li abbia aggiunti dopo per dare struttura e una conclusione alla storia.
Ho trovato bellissime le descrizioni delle mummie e della città
Racconto molto più lungo degli altri: ad un certo punto anche io ho avuto la sensazione che non sapesse dove andare a parare. Sensazione che ho avuto fino a conclusione del racconto, che non del tutto capito.:unsure:
 

Pnin

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50. La macchina della felicità: una breve lezione sul sapersi accontentare delle piccole cose, su come accettare la realtà? Io l'ho interpretato così, ma attendo pareri, se qualcuno vorrà darne

51. Chiamando il Messico: chissà da dove gli venivano tutti questi spunti... certo Bradbury doveva avere una capacità di immedesimazione notevole. Anche nella vita reale, mi piace pensare.
 

malafi

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49. Esorcismo: boh?!?

Davvero boh. Sì, diciamo che c'è un po' di 'soprannaturale', ma è un racconto sciocchino e senza potenza

50. La macchina della felicità: una breve lezione sul sapersi accontentare delle piccole cose, su come accettare la realtà? Io l'ho interpretato così, ma attendo pareri, se qualcuno vorrà darne
Sì, anche secondo me il senso è esattamente quello. Un racconto con la morale, però che bella costruzione per arrivare a questa semplice morale.
 

Pnin

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52. Il meraviglioso abito color gelato alla panna: metafora della cooperazione con tutti i suoi umani risvolti, nel bene e nel male. Molto bello e a mio avviso profondo.

53. Erano bruni con gli occhi d'oro: mannaggia non ricordo proprio quasi più nulla di Cronache marziane... Eppure questo racconto mi è piaciuto molto. Il pianeta che ti assimila e ti plasma: davvero interessante...
 

Pnin

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54. Il vetro color fragola: questo racconto mi è caro per un motivo del tutto personale.
Ero una bambina molto solitaria, preferivo giocare per conto mio e con l'immaginazione più che coi giocattoli ed era con l'immaginazione che trasformavo il momento e il luogo in cui mi trivavo in qualcosa di completamente diverso... Un mondo completamente subacqueo in cui tutto era immerso e fluttuava e si respirava acqua, i movimenti erano più lenti e calmi, i suoni ovattati... oppure un mondo tutto verde, dove non esistevano cemento o plastica, primitivo ma rigoglioso, i letti erano mucchi di paglia, strade e cortili tappeti di prato, si mangiava con le mani su grosse, rigide foglie: ero talmente a mio agio! Giusto per fare due esempi.
E giocavo continuamente così, trasformando una realtà per me difficile da affrontare in qualcosa di più facile e divertente. Tutta la realtà diventava un gioco: un po' come osservare attraverso i vetri colorati del racconto.
Ma nessuno sapeva che stavo giocando, perché giocando facevo normalmente tutto quello che era obbligatorio fare: andare a scuola, parlare con gli altri, andare a trovare amici e parenti, svolgere commissioni...
Non ricordo nemmeno quando tutto questo finì, ma sarebbe bello avere ancora questa capacità!
E non ho mai raccontato a nessuno di questa cosa: lo faccio solo ora, qui e grazie a questo racconto che alla fin fine, sia col guardare attraverso i vetri colorati che col circondarsi di vecchie cose familiari, parla di come provare a rendere emotivamente accettabile la realtà in cui ci si trova.

Scusate la lunga e pesante divagazione!!!
 

malafi

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51. Chiamando il Messico: sempre originale il nostro Bradbury, e sempre una punta di surreale/grottesco/dramma, ma preferisco i racconti brrrrrrrrrrrr ..........;)
 
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