Sono al capitolo 8, e mi sono affezionata tantissimo a Stoner, mentre Edith mi infastidisce di più: eppure anche lei vive una vita che non ha scelto, ogni sua aspirazione, tenerezza è stata ingabbiata fin da piccola nelle convenzioni della famiglia e della società, come Stoner. Anche se, come sempre, l'essere un uomo ha permesso a Stoner di emanciparsi di più.
Ma è come se entrambi questi personaggi avessere un mondo represso dentro, una ricchezza inestimabile ingabbiata, che in un modo o in un altro non riescono ad esprimere.
Ogni tentativo di Stoner poi fino ad adesso si è infranto contro muri invalicabili che lui accetta con rassegnazione: il suo matrimonio, il suo tentativo di amicizia o almeno di vicinanza con Sloane e Lomax, la riuscita del suo libro, il desiderio di essere un buon insegnate che trasmette davvero qualcosa. Sono tutti tentativi che fanno flop, ma un flop piccolo, un puff, svaniscono, sotto gli occhi quasi increduli di Stoner stesso, che accetta come un dato di fatto che non hanno funzionato.