91° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Il tetto si e' bruciato:
ora
posso vedere la luna.

Mizuta Masahide
(1657-1723)

Passiamo a commentare questa poesia.
 

Pnin

Well-known member
Sì davvero bellissimo questo haiku!
Ed è una filosofia di vita che condivido, anche se più prosaicamente fino ad ora mi sono sempre limitata a citare il proverbio non tutto il male vien per nuocere. 😆 ora lo sostituirò con questi versi, decisamente più poetici!
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Posso mettere questa? L'ho presa da queedy che l'aveva postata su : La poesia del giorno. E' bellissima.

E intanto era aprile,
e il glicine era qui, a rifiorire.
Prepotente, feroce
rinasci, e di colpo, in una notte, copri
un’intera parete appena alzata, il muro
principesco di un’ocra
screpolato al nuovo sole che lo cuoce.
E basti tu, col tuo profumo, oscuro,
caduco rampicante, a farmi puro
di storia come un verme, come un monaco:
e non lo voglio, mi rivolto – arido
nella mia nuova rabbia,
a puntellare lo scrostato intonaco
del mio nuovo edificio.
Tu che brutale ritorni,
non ringiovanito, ma addirittura rinato,
furia della natura, dolcissima,
mi stronchi uomo già stroncato
da una serie di miserabili giorni,
ti sporgi sopra i miei riaperti abissi,
profumi vergine sul mio eclissi,
antica sensualità.

Pier Paolo Pasolini
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Posso mettere questa? L'ho presa da queedy che l'aveva postata su : La poesia del giorno. E' bellissima.

E intanto era aprile,
e il glicine era qui, a rifiorire.
Prepotente, feroce
rinasci, e di colpo, in una notte, copri
un’intera parete appena alzata, il muro
principesco di un’ocra
screpolato al nuovo sole che lo cuoce.
E basti tu, col tuo profumo, oscuro,
caduco rampicante, a farmi puro
di storia come un verme, come un monaco:
e non lo voglio, mi rivolto – arido
nella mia nuova rabbia,
a puntellare lo scrostato intonaco
del mio nuovo edificio.
Tu che brutale ritorni,
non ringiovanito, ma addirittura rinato,
furia della natura, dolcissima,
mi stronchi uomo già stroncato
da una serie di miserabili giorni,
ti sporgi sopra i miei riaperti abissi,
profumi vergine sul mio eclissi,
antica sensualità.

Pier Paolo Pasolini
Adoro Pasolini ,una sensibilità esasperata ,combattuto tra i sensi di colpa per la sua sessualità e l'aspirazione alla bellezza e alla purezza.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Il tetto si e' bruciato:
ora
posso vedere la luna.

Mizuta Masahide
(1657-1723)

Passiamo a commentare questa poesia.
Incredibile come in tre versi e pochissime parole si possa esprimere così bene un concetto così importante e in maniera così...beh, poetica :mrgreen:
Sorvolare sulle avversità e vederne immediatamente il lato positivo. Sarebbe bellissimo, e chi ci riesce?
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Lontano un trillo.
L’usignolo non sa
che ti consola.

Jorge Luis Borg


Ecco il prossimo haiku!
 

Pnin

Well-known member
Sorvolare sulle avversità e vederne immediatamente il lato positivo. Sarebbe bellissimo, e chi ci riesce?
Se a volte ci riesco lo devo alla positività trasmessami dai miei genitori (immensa fortuna!)

Lontano un trillo.
L’usignolo non sa
che ti consola.
Meraviglioso 💗
La capacità di portare gioia e bellezza inconsapevolmente, semplicemente con il proprio modo di essere, di vivere, di cantare...
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Lontano un trillo.
L’usignolo non sa
che ti consola.

Jorge Luis Borg


Ecco il prossimo haiku!
Bella, la natura sa guarire le anime con semplicità. Basta ascoltarla. Povere quelle persone in quei condomini enormi di periferia di cemento .
L' uomo lontano dalla natura è sofferente.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Prima di cercare il significato io l'avevo inteso così (in sintesi): non vale la pena arrabbiarsi tanto alla fine tutti dobbiamo morire. Non bisogna sprecare la propria vita.
Invece il poeta suggerisce che, come la cicala, anche l'uomo dovrebbe dedicare la propria vita a una "canzone" (il proprio scopo, l'arte, la passione) senza preoccuparsi troppo del futuro, vivendo appieno il presente. Il guscio non è visto come un cadavere macabro, ma come l'esoscheletro abbandonato dopo la muta, simbolo di una rinascita o di una trasformazione in qualcos'altro, un tema presente anche nella cultura Zen. L'haiku celebra la bellezza di un'esistenza vissuta fino in fondo, dedicata a un'unica espressione passionale, anche a costo di svuotarsi completamente.
 
Ultima modifica:

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Prima di leggere la spiegazione riportata da @Minerva6, anch'io l'avevo interpretata come lei: non arrabattarti tanto che alla fine poi non resta niente... e invece quello strillare è una passione, e il guscio è vuoto ma porta a una rinascita, a un ricominciare da capo. Un po' contorta ma bella.
 

Pnin

Well-known member
Prima di leggere la spiegazione riportata da @Minerva6, anch'io l'avevo interpretata come lei: non arrabattarti tanto che alla fine poi non resta niente... e invece quello strillare è una passione, e il guscio è vuoto ma porta a una rinascita, a un ricominciare da capo. Un po' contorta ma bella.
Anch'io l'avevo interpretata come voi. Forse la parola strillare, che ha una connotazione non proprio positiva (chissà com'è in giapponese), forse la favola della cicala e della formica, forse entrambe le cose ci hanno guidate verso questa interpretazione?
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Prossimo haiku!

L'usignolo canta
davanti a Sua Maestà
lo stesso canto

Kobayashi Issa
Cosa si può dire di fronte a questo bellissimo haiku? Di fronte a un usignolo, agli animali, siamo tutti uguali ... o forse diversi ma non per il ceto sociale... E' bello il modo in cui un concetto profondo è stato espresso in maniera efficace con pochissime parole. Questo è il bello della poesia.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
E per concludere abbiamo l'unica poesia non-haiku di questo Poeticforum!

E intanto era aprile,
e il glicine era qui, a rifiorire.
Prepotente, feroce
rinasci, e di colpo, in una notte, copri
un’intera parete appena alzata, il muro
principesco di un’ocra
screpolato al nuovo sole che lo cuoce.
E basti tu, col tuo profumo, oscuro,
caduco rampicante, a farmi puro
di storia come un verme, come un monaco:
e non lo voglio, mi rivolto – arido
nella mia nuova rabbia,
a puntellare lo scrostato intonaco
del mio nuovo edificio.
Tu che brutale ritorni,
non ringiovanito, ma addirittura rinato,
furia della natura, dolcissima,
mi stronchi uomo già stroncato
da una serie di miserabili giorni,
ti sporgi sopra i miei riaperti abissi,
profumi vergine sul mio eclissi,
antica sensualità.

Pier Paolo Pasolini
 
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