Paglia, Camille - Arte e decadenza da Nefertiti a Emily Dickinson

Yuri Radaelli

Yuri Radaelli
Camille Paglia è una delle voci più potenti e meno conosciute del nostro tempo.
Insegna storia dell'arte da qualche parte negli USA e aveva fatto scalpore come femminista fuori dal coro negli anni '90 e 2000.
È autrice di un testo pazzesco sulla storia dell'arte occidentale catturata attraverso la lente antropologica e proiettata sulle forme d'arte contemporanee più disparate spaziando in maniera interdisciplinare da Freud a Madonna, da Mozart ai Sex Pistols, da Nietzsche a Andy Warhol.
La sua visione è ampia, coraggiosa, spietata, coerente.
Finalmente qualcuno con il coraggio di offrire una chiave del vivere umano comprensibile e onesta.
Femminista odiata dall'establishment femminista accademico, lesbica dichiarata che non fa sconti, non lascia indifferenti: a ogni riga, e intendo letteralmente a ogni riga che scrive, tocca, muove, critica, spiega.
Se scrivo questa raffazzonata apologia è perché sono vent'anni che cerco qualcuno con cui confrontarmi che abbia i piedi per terr, grande visione e cultura, ma l'onestà di non fare sconti: di dire quello che pensa fregandosene del politically correct.
Camille Paglia è così (e anche in Youtube il suo stile è unico). Ha origini italiane, atea, politicamente di sinistra liberale, usa spesso Nietzsche e Freud ed è stata sempre intenzionalmente ignorata perché non segue nessuna ideologia dominante.
La sua opera magna, Sexual Personae, Arte e decadenza da Nefertiti a Emily Dickinson è un voluminoso tomo di 1000 pagine dedicata all'intera storia dell'arte, il cui primo capitolo parla della dialettica tra umanità e natura, la cui intersezione è la sessualità e l'arte come luogo di attrito irrisolvibile, rifacendosi alla nascita della tragedia di Nietzsche. Se qualcuno conosce Gombrich e Argan, può trovare in Paglia la stessa passione, chiarezza, lucidità e genialità interpretativa traslte nei fenomeni mediatici più recenti.
La cosa incredibile è che secondo me anche chi non ha solide basi di storia dell'arte, può proprio a partire dalla sua prosa chiara e schietta capire il perché del fare artistico nelle diverse correnti e valori sociali e essere introdotto/a ai sacri misteri del simbolo, della bellezza e del bisogno di senso che l'arte cerca da sempre di creare, disvelare e, nello stesso tempo, nascondere.

Ecco Wiki in italiano sull'opera: https://it.wikipedia.org/wiki/Sexual_Personae
 
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Carcarlo

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Non la conoscevo.
Ho cercato un po' ma trovo tutto in inglese, perciò mi ci vuole un po' di tempo per ascoltarlo con calma.
Sembra interessante.
Me l'appunto
Grazie
 

Yuri Radaelli

Yuri Radaelli
Non la conoscevo.
Ho cercato un po' ma trovo tutto in inglese, perciò mi ci vuole un po' di tempo per ascoltarlo con calma.
Sembra interessante.
Me l'appunto
Grazie
Ahimè, neppure io non ho trovato niente in italiano su YouTube, tutto in inglese e qualcosa in spagnolo come:

Il volume sulla storia dell'arte occidentale, però, esiste ben tradotto anche in italiano.
 

Carcarlo

Well-known member
Sto guardando questa intervista in inglese coi sottotitoli in portoghese (che leggo meglio di quanto capisca l'altro).
Sono arrivato a metà e ne riassumo alcuni argomenti mettendo tra parentesi le mie note, che credo possano essere anche sue:

1. Il multiculturalismo è assurdamente passivo e tenta di sostituire la ragione con l'empatia

2. un tempo c'era un mondo maschile ben separato da quello femminile, ognuno coi suoi ruoli professionali, sociali e famigliari che generavano solidarietà intersessuale che generava sicurezza e felicità; oggi questo mondo si è perso e tante donne si ritrovano sole, spaesate e incomprese in una società dove tutti e tutte fanno gli uomini (a basso tasso di testosterone però)

3. le femministe di un tempo volevano abbattere il paternalismo maschile per avere la libertà di autogestirsi ed essere responsabili; oggi le femministe vorrebbero un nuovo paternalismo sociale, sportivo, scolastico, professionale che (a base di quote rosa) le tuteli tornando indietro. Il nuovo femminismo in pratica, si è dimenticato della responsabilità individuale che tanta fatica era costata.

4. il femminismo ha la arroganza di pretendere che di colpo tutto il mondo si adegui agli standard borghesi e occidentali (che però disprezzano) senza nemmeno rendersi conto di quanto ciò sia fuori dalla realtà;

5. il sesso è un fatto biologico, non mentale. Ci si può operare finchè si vuole, i cromosomi non cambiano. Consentire e incoraggiare il cambio di sesso nei bambini e negli adolescenti è sbagliato, se non altro perchè nessuno sa come potranno cambiare nel giro di pochi anni. Sono processi da riservare a persone adulte.

6. lungo la storia c'è una strana e pericolosa correlazione tra l'incoraggiamento della transessualità e la decadenza della società

7. oggi ci permettiamo di dare addosso al maschio perchè la nostra società se lo può permettere finchè va tutto bene, poi appena c'è un problema tecnico , allora si dà per scontato che ci pensino loro, allora sì che ci ricordiamo che sono maschi. Il testosterone non è un nemico della società (sic!)

8. la lotta di alcune femministe contro la pornografia è solo una forma recente di bigottismo

Continuo appena posso, che non sarà a breve.
 
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Yuri Radaelli

Yuri Radaelli
Sto guardando questa intervista in inglese coi sottotitoli in portoghese (che leggo meglio di quanto capisca l'altro).
Sono arrivato a metà e ne riassumo alcuni argomenti mettendo tra parentesi le mie note, che credo possano essere anche sue:

1. Il multiculturalismo è assurdamente passivo e tenta di sostituire la ragione con l'empatia

2. un tempo c'era un mondo maschile ben separato da quello femminile, ognuno coi suoi ruoli professionali, sociali e famigliari che generavano solidarietà intersessuale che generava sicurezza e felicità; oggi questo mondo si è perso e tante donne si ritrovano sole, spaesate e incomprese in una società dove tutti e tutte fanno gli uomini (a basso tasso di testosterone però)

3. le femministe di un tempo volevano abbattere il paternalismo maschile per avere la libertà di autogestirsi ed essere responsabili; oggi le femministe vorrebbero un nuovo paternalismo sociale, sportivo, scolastico, professionale che (a base di quote rosa) le tuteli tornando indietro. Il nuovo femminismo in pratica, si è dimenticato della responsabilità individuale che tanta fatica era costata.

4. il femminismo ha la arroganza di pretendere che di colpo tutto il mondo si adegui agli standard borghesi e occidentali (che però disprezzano) senza nemmeno rendersi conto di quanto ciò sia fuori dalla realtà;

5. il sesso è un fatto biologico, non mentale. Ci si può operare finchè si vuole, i cromosomi non cambiano. Consentire e incoraggiare il cambio di sesso nei bambini e negli adolescenti è sbagliato, se non altro perchè nessuno sa come potranno cambiare nel giro di pochi anni. Sono processi da riservare a persone adulte.

6. lungo la storia c'è una strana e pericolosa correlazione tra l'incoraggiamento della transessualità e la decadenza della società

7. oggi ci permettiamo di dare addosso al maschio perchè la nostra società se lo può permettere finchè va tutto bene, poi appena c'è un problema tecnico , allora si dà per scontato che ci pensino loro, allora sì che ci ricordiamo che sono maschi. Il testosterone non è un nemico della società (sic!)

8. la lotta di alcune femministe contro la pornografia è solo una forma recente di bigottismo

Continuo appena posso, che non sarà a breve.

Molti suoi argomenti e punti di vista non li conoscevo, sicuramente è un'intellettuale contro tendenza e molto provocatoria, un suo libro non a caso si intitola "Provocations". Nella storia dell'arte la ritengo eccezionale, in altre aree dovrò anche io approfondire il suo pensiero.
 

Yuri Radaelli

Yuri Radaelli
Estratti

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Carcarlo

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Allora, aricominciamo:

9. Le donne spesso sono settarie, creano dei gruppi chiusi (usa il termine club) in cui finiscono per parlare di problemi propri togliendo universalità alla lotta femmista.

10. Molte donne hanno sostituito il loro fanatismo religioso o politico di un tempo, con l'ideologia femminista che è è diventata un'ideologia fine a se stessa.

11. Chi abusa e picchia le donne spesso ha avuto una madre ossessiva e opprimente. Si dice che la donna è costretta a subire perchè, soprattutto se ha figli piccoli, non ha i mezzi per scappare e sostenere da sola la famiglia, però questo non spiega perchè ci siano tante donne di classe media o addiritture abbienti che continuino a subire. Fa l'esempio di Rihanna (prendete con le pinze perchè non sapevo chi fosse) che, da quello che ho capito, pur essendo ricca è tornata dal compagno che la pestava perchè doveva occuparsi di lui, e poi si domanda se il femminismo non debba anche fare i conti con alcuni processi psicologici propri delle donne.

12. Madonna, che ritiene una delle più grandi artiste e disgraziatamente tra le ultime dei nostri tempi, tra gli anni 80 e 90 ha avuto il coraggio di fare una musica di rottura contro la Chiesa, vera fonte del patriarcato, anche sessualizzando il proprio corpo pur di provocare e ferire; poi però, fatti i soldi, si è imborghesita e la rottura e il dissenso è finito e ha continuato ad adoperare il suo corpo ma come lo avrebbe potuto fare sua figlia adolescente.

13. Fa un parallelismo tra Laoconte e Pollock di cui non ho capito nulla; fatevene una raqgione.

14. Si ritorna ad alcuni discorsi precedenti secondo cui il femminismo attuale è diventato una setta, un club di borghesi occidentali ricche che guardano solo ai loro capricci e a cui non interessa nulla dei problemi veri delle donne nel resto del mondo; in pratica, una teologia dell'egoismo.

15. L'intervista è precedente al primo mandato di trump e dice che hillary clinton perderà le elezioni perchè non rappresenta i problemi delle donne americane, mentre le vincerà trump proprio perchè se ne infischia di tutto e rompe con i soliti schemi dei politici, piace alla gente, ma che alla fine durerà poco :rolleyes::cry:. Aggiunge che è meglio così, perchè se una donna deve vincere le elezioni presidenziali, deve farlo guadagnandoselo, non all'ombra del marito, altrimenti è inutile. Di donne in gamba ce ne sono, solo che quando è il momento di scendere nell'arena e sopportare anni di insulti e umiliazioni (come qualsiasi altro candidato USA), si tirano indietro e lasciano il passo agli uomini.

16. Fa un paragone tra Angela Merkel, da una parte marziale, seria e decisa, ma dall'altra anche molto umana, femminile e amante della vita, e hillary clinton che vive in un mondo artificiale e non suscita nessuna sicurezza in chi vive in quello reale.

Spero vi vada bene, se non siete soddisfatti della traduzione, cercate tra Mondadori, Feltrinelli ed Einaudi. :)
 

Carcarlo

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Premesso che ogni argomento andrebbe contestualizzato e comunque richiederebbe dei tomi di approfondimento, non i suoi due o tre minuti da me tradotti un po' dall'inglese, un po' dal portoghese e riassunti alla bellemeglio, mi sembra che abbia ragione (tranne su Laoconte, Pollock, Madonna e Rihanna di cui non so nulla).

Aldilà di ogni singolo argomento, mi ha fatto molto piacere sentire una femminista che distingue tra i problemi delle donne africane e asiatiche e quelle occidentali, e tra queste ultime, tra quelle della classe operaia (termine che non sentivo più adoperare da anni come se si fosse estinta coi mammuth) e quelle che fanno shopping con la Mini Cooper sciccosa.
GRAZIE, GRAZIE davvero, è commovente sentire che i problemi di quelli che lavorano vengono prima di quelli che vanno dall'estetista, grazie. 🥲

Quando poi parlava di Responsabilità, allora era da alzarsi, urlare, prenderla tra tutti, lanciarla per aria e farle fare tutto il giro del Colosseo in braccio.
Io vivo circondato da sciroccati (uomini e donne, sia ben chiaro) che la prima cosa che pensano quando si alzano (svegliarsi sarebbe una parola grossa) è qual'è la prima cazzata che posso fare oggi? E subito dopo, la seconda cosa che pensano, è a chi posso dare la colpa?
Sia chiaro: il discorso lo trovo fenomenale in genere, a prescindere dalle donne e dal femminismo: per me è da applicare con lo sparachiodi sulla fronte della metà della popolazione umana.
La Paglia invece, lo applica con foga e con piglio (ma senza lo sparachiodi) alle donne, ricordando loro che hanno il diritto di vestirsi come vogliono, di mandare agli uomini i messaggi sessuali che desiderano, ma hanno comunque il dovere di ricordarsi che ci sono comunque gli schizzati e perciò devono essere pronte a lottare per la loro libertà di vestirsi come le pare....
Ecco, curiosamente, a me se il discorso in generale entusiasmava, applicato a questo aspetto delle donne...no, mi ritraggo un pochino.
Mi dispiace, io sono un uomo, un maschio, perciò non me la sento di concordare sul fatto che le donne devono essere pronte a lottare ad armi impari contro gli schizzati che gli saltano addosso....no, no.
Credo sì che debbano girare con lo spray al peperoncino in borsetta fasciato intorno a un bisturi da piantare addosso a quello che si copre gli occhi prima di scappare via e chiedere aiuto, ma poi sia anche doveroso proporre di lottare insieme e individuati certi individui, soprattutto se recidivi, risolvere definitivamente e per sempre il problema senza i soliti buonismi e problemi di coscienza.

Io, se posso dire una cosa, mi dispiace non aver mai sentito una femminista parlare di cooperazione, perchè spesso i migliori alleati possono essere proprio il fratello, il papà, il figlio, il compagno, anzi, spesso se uno solo prova a tirare fuori l'argomento ti mangiano la faccia, perciò, per me, c'è una grande occasione persa.

Grazie mille per il suggerimento: valeva la pena il tempo dedicatogli. :)
 
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Carcarlo

Well-known member
Che strano modo di scrivere però, soprattutto considerando che sarebbe una filosofa.
Non c'è un perchè, un sebbene, un qualora.
In genere, uno dovrebbe esporre un argomento alla volta e dimostrarlo prima di andare avanti, a base di congiunzioni subordinanti e infiocchettamenti vari.
Non dico di ripartire dalla tesi, antitesi e sintesi di Hegel, ma partire dalle conclusioni mi sembra strano.
Nemmeno io che ragiono come se tutto avesse un manuale di istruzioni, scrivo così.
boh!
 

Yuri Radaelli

Yuri Radaelli
Io ho scoperto Camille Paglia come studiosa di storia dell'arte che parte da un'impostazione freudiana, diciamo.
La tua sintesi per punti del suo pensiero di femminista mi ha abbastanza sconvolto... non ne conoscevo questa combattività radicale!
Iasmina Pani so che è una professoressa di italiano e parla spesso di questioni linguistiche, ma anche lei tende ad essere di una sinistra tradizionale, diciamo, che non segue le tendenze forse radicali più recenti, credo.

Io mi sono sempre dichiarato femminista perché ritengo indiscutibile il principio di uguaglianza di fronte alla legge di ogni persona a prescindere dalle caratteristiche di ognuno, e certamente oggi possiamo - e dobbiamo - superare le costrizioni di ruolo tipiche di società più antiquate: la libertà di scelta è un bene fondamentale che offrono le democrazie occidentali.

Quello che per me è importante non è tanto la specifica posizione di paglia e di Pani, quanto la discussione.
Quello che spesso noto è una tendenza populista sia a destra che a sinistra che censura il dissenso e la pluralità di posizioni.
Mi pare ci sia una tendenza nell'odierna sinistra a condannare moralmente chiunque non si allinei con le posioni ufficiali, proprio come spesso fanno alcuni credenti estremisti, oggi più spesso musulmani, ma ieri cattolici versus protestanti.
Considerare, cioé, che chi non la pensa come noi non ha diritto di parola e non merita rispetto umano perché non è semplicemente in errore, ma è moralmente cattivo, malvagio, criminalmente pericoloso. (Lo si può quindi censurare, insultare, minacciare, perfino uccidere)

Io credo che la discussione e il dialogo siano l'anima vitale della democrazia.
 

Pnin

Well-known member
👏👏👏
Non ho messo emoticon vari perché preferisco scriverlo qui: GRAZIE per questa interessantissima discussione @Yuri Radaelli e @Carcarlo!!!

Mi trovo d'accordo su molti punti e vedo che purtroppo il mondo occidentale, nelle nuove generazioni soprattutto, si sta polarizzando sempre più sulle posizioni del femminismo "moderno" sopra descritto (che personalmente definirei semplicemente femminismo di comodo o - se non fosse un detto antifemminista nonché da biasimevoli gozzovigliatori - del voler la botte piena e la moglie ubriaca) per le donne e su teorie da redpillatori per gli uomini, creando un varco sempre più ampio tra le reciproche posizioni. Posizioni che però sono accomunate da un'evidente caratteristica: non assumersi un briciolo di responsabilità e vedere nell'altro, chiunque esso sia, la fonte di tutti i mali.
L'età dell'oro dei fuffaguru, che su queste polarizzazioni e con la diffusa tendenza a voler trovare agevolazioni e scorciatoie per tutto, fanno soldi a palate.

Benvengano quindi queste riflessioni 😃
Grazie di nuovo 🤩
 

Yuri Radaelli

Yuri Radaelli
👏👏👏
Non ho messo emoticon vari perché preferisco scriverlo qui: GRAZIE per questa interessantissima discussione @Yuri Radaelli e @Carcarlo!!!

Mi trovo d'accordo su molti punti e vedo che purtroppo il mondo occidentale, nelle nuove generazioni soprattutto, si sta polarizzando sempre più sulle posizioni del femminismo "moderno" sopra descritto (che personalmente definirei semplicemente femminismo di comodo o - se non fosse un detto antifemminista nonché da biasimevoli gozzovigliatori - del voler la botte piena e la moglie ubriaca) per le donne e su teorie da redpillatori per gli uomini, creando un varco sempre più ampio tra le reciproche posizioni. Posizioni che però sono accomunate da un'evidente caratteristica: non assumersi un briciolo di responsabilità e vedere nell'altro, chiunque esso sia, la fonte di tutti i mali.
L'età dell'oro dei fuffaguru, che su queste polarizzazioni e con la diffusa tendenza a voler trovare agevolazioni e scorciatoie per tutto, fanno soldi a palate.

Benvengano quindi queste riflessioni 😃
Grazie di nuovo 🤩

Sì, mi pare di aver letto che le nuove generazioni dopo quella dei millennials, la "Gen Z" mostri una divaricazione tra Gen Z donne e Gen Z uomini rispettivamente inclini verso il femminismo intersezionale o Social Justice oppure verso vari fenomeni "Red Pills" e Incel eccetera.
Complice, ahimé, la nuova era dei social media, temo, che "premia" con like e popolarità le posizioni estremiste, diffondendole.
Secondo me è dovere di noi "vecchietti" e "vecchiette" (io sono della GenerationX) trasmettere la staffetta dei valori liberali.

P.S.
L'esempio del detto che hai citato (da... "biasimevoli gozzovigliatori" 🤣🤣🤣 ) in effetti èun palese esempio di machismo linguistico retaggio di tradizioni patriarcali che, e giustamente, oggi dobbiamo avere come fai tu la sensibilità di criticare e quindi abbandonarne l'uso oaggiornarli, tipo...
Non si può avere la botte piena e gli ospiti brilli
 

Pnin

Well-known member
Sì, mi pare di aver letto che le nuove generazioni dopo quella dei millennials, la "Gen Z" mostri una divaricazione tra Gen Z donne e Gen Z uomini rispettivamente inclini verso il femminismo intersezionale o Social Justice oppure verso vari fenomeni "Red Pills" e Incel eccetera.
Complice, ahimé, la nuova era dei social media, temo, che "premia" con like e popolarità le posizioni estremiste, diffondendole.
Secondo me è dovere di noi "vecchietti" e "vecchiette" (io sono della GenerationX) trasmettere la staffetta dei valori liberali.
In effetti il mito dei like a mio parere sta facendo parecchi danni.
Il ragionamento sulle generazioni mi fa condividere con voi un mio cruccio: quando eravamo ragazzini noi ragionavamo per annate? Nel senso che parlando del tizio o della tizia si diceva "ha 13 anni, ha 15 anni" ecc... ma ora sento che dicono "è un 2013, è un 2011" ecc... risulta anche a voi?

Non si può avere la botte piena e gli ospiti brilli
Versione accogliente e inclusiva 👍😂
 

Yuri Radaelli

Yuri Radaelli
In effetti il mito dei like a mio parere sta facendo parecchi danni.
Il ragionamento sulle generazioni mi fa condividere con voi un mio cruccio: quando eravamo ragazzini noi ragionavamo per annate? Nel senso che parlando del tizio o della tizia si diceva "ha 13 anni, ha 15 anni" ecc... ma ora sento che dicono "è un 2013, è un 2011" ecc... risulta anche a voi?


Versione accogliente e inclusiva 👍😂

Hai ragione, l'ho sentito dire anche io. Interessante. Noi ragionavamo per età, mentre riferendosi agli anni si contestualizza più il tipo di background sociale. Mi sembra più interessante, in effetti...
Come dire che conta di più QUANDO hai avuto 13 o 15 anni piuttosto che evidenziare se ne hai 13 o 15.

Aggiungo: ho la sensazione che la storia, ultimamente, si sta muovendo più in fretta... ma magari è il mio cervello a rallentare per l'età! :LOL:
 

Pnin

Well-known member
Io ho l'impressione che tutto vada più veloce, non solo la storia... tanto che il tempo per pensare, almeno a me, viene spesso a mancare!
 

Carcarlo

Well-known member
Sì, mi pare di aver letto che le nuove generazioni dopo quella dei millennials, la "Gen Z" mostri una divaricazione tra Gen Z donne e Gen Z uomini rispettivamente inclini verso il femminismo intersezionale o Social Justice oppure verso vari fenomeni "Red Pills" e Incel eccetera.
Complice, ahimé, la nuova era dei social media, temo, che "premia" con like e popolarità le posizioni estremiste, diffondendole.
Secondo me è dovere di noi "vecchietti" e "vecchiette" (io sono della GenerationX) trasmettere la staffetta dei valori liberali.
Secondo me il femminismo di un tempo ha avuto alcuni grandi pregi come:
1. occuparsi di problemi reali
2. occuparsi di problemi che riguardavano la maggior parte delle donne e quindi anche del resto della società
e quindi di problemi che se affrontati e risolti, avrebbero migliorato la vita delle donne ma anche di tutti.
Inoltre era un femminismo fatto di carta stampata e manifestazioni di massa, fatti che richiedono riflessione e organizzazione, due cose che già di suo filtrano, non garantiscono la verità, ma le peggio scemenze iniziano a lasciarle da parte.

Oggi, secondo me, il femminismo di un tempo, in occidente, per fortuna è in gran parte sorpassato perchè il nostro mondo - grazie ad esso - è cambiato e migliorato, perciò una rinfrescata non gli farebbe male, ma se la via è urlare su internet, si finisce per buttare via il pupo con l'acqua sporca, e infatti i risultati non sono all'altezza.
Vista l'offerta immensa ma spesso di bassa qualità, spiluzzico qui e là cercando di capire e scegliere, e per esempio mi trovo molto (non in tutto ma in molto sì) d'accordo con la Paglia, la Pani e l'anti-sessismo in genere; trovo che possono essere interessanti le basi del femminismo intersezionale (cerchiamo di chiarire sempre se parliamo di Parigi o del Sudan!), mentre da Red Pills e Incel (non sapevo cosa fossero) prenderei le dovute distanze.

Rileggendo le note sulla Paglia ho anche capito bene i motivi per cui mi trovo in disaccordo con i miei amici di gioventù: loro mi accusano di non essere (più) di sinistra perchè non sostengo certe battaglie, mentre io sostengo che se tornassi ad avere 20 anni continuerei a non sostenerle perchè essendo battaglie basate sulla percezione di una minoranza e non sulla realtà che colpisce una grande parte delle persone, non sono battaglie di sinistra ma che più piccole borghesi non si può (se vogliamo vedeerla da questo punto di vista). Io poi, accuso loro di essere affetti di oicofobia, di odiare la propria cultura di origine, che anche se andrebbe continuamente messa in discussione, non va gettata alle ortiche perchè poi, in giro, non mi sembra ci sia di meglio per rimpiazzarla, e visto che le idee della sinistra nascono proprio in occidente, buttarle via non è gramsciano ma maoista, che proprio di sinistra (come s'intendeva noi), non era.

Peccato: mi piacerebbe poter immedesimarmi con un movimento che facesse qualcosa di pratico e di buono.
 
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