3° Jukebox 2026 - canzoni (forse) non tanto famose che vorremmo far conoscere agli altri

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff

Impegnata e malinconica, bellissimo testo. Chi l'avrà proposta?
 

Pnin

Well-known member
Cose da grandi di Irene Grandi

Non è decisamente il mio genere.
Non sopporto i testi sentimentali (non me ne frega niente per cui non mi coinvolgono) e musicalmente la trovo noiosissima.

AVVISO: spero di non offendere nessuno coi miei commenti acidi, mi rendo conto di essere odiosamente intollerante quindi compatitemi 🙏🏻 è un problema mio, infatti non parlo quasi mai di musica con i miei amici ed è pure uno dei motivi per cui esitavo a partecipare al jukebox
 

Pnin

Well-known member
Nessuna conquista è per sempre
C'è sempre qualcuno che è interessato a toglierla
Per cui resistere è non solo un dovere
Ma anche una necessità dei giovani
Altrimenti non si va
A vent'anni son partito per la Russia, siamo stati portati in Don
Poi in gennaio siamo stati attaccati e abbiamo dovuto far la ritirata
Io facevo parte della Triettina
Che poi è stata quella che ha dovuto sfondare tutti gli attacchi dei paesi
Per arrivare fino a Nikolaev, sarà l'ultima battaglia che è stata fatta
E lì ci sono stati molti morti
Per il pericolo oltre di esser ferito
C'erano 40 gradi di freddo sotto zero
Ti si ghiacciava la pelle
Come indovinato da @Minerva6 La pianura dei sette fratelli l'ho proposta io.
È dei Gang, scritta da Marino Severini, paroliere e cantante del gruppo ed è la più recente delle canzoni entrata ufficialmente nel novero dei canti popolari italiani.
Questi pezzi di testo che hai citato però nella versione originale non ci sono
 

malafi

Well-known member

Di una cosa possiamo essere certi. Non è di @Pnin visto che ha stroncato le canzoni struggenti.;)

Una Nannini meno rockettara e più melodica, anche se il suo timbro vocale dà sempre un'anima rock ai suoi brani. Alessandra?
 

isola74

Lonely member
Testo (tradotto)

A quel tempo tu stavi, sicura di te, della tua logica,
guidando e parlando ininterrottamente.....
ed io, che già non ti ascoltavo più, (come ipnotizzato),
seguivo gli occhi che seguivano i colori,
i raggi elettrici della città.
Chissà cos'è quel moto che ci unisce e ci divide,
e quel parlare inutilmente delle nostre incomprensioni,
di certi passeggeri malumori.
Amata solitudine,
isola benedetta.
A quel tempo di te, amavo il tuo pensiero logico
e quella linea perfetta del baciare,
la simmetria delle tue carezze;
vivificato dal chiarore vibrante di sapore:
scintilla di una mente universale.
Ero in te come un argomento del tuo amore sillogistico,
conclusione di un ragionamento.
Ma mi piaceva essere così,
avviluppato dai tuoi sensi artificiali.
Ora sono come fluttuante....

Amata solitudine,
isola benedetta.

Così é finita, mi stacco da te, da solo continuo il viaggio.
Rivedo daccapo il cielo colorato di sole, di nuovo vivo.
 
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