93° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Che ci siano partecipanti o no io apro il prossimo Poeticforum, non vorrei farlo morire :eek:
Proponete le poesie che volete ... anche più di una visto che siamo sempre così pochi!
 

Pnin

Well-known member
Condizionata dal clima del libro che ho appena finito di leggere (Atti umani di Han Kang) mi viene automatica questa...

Io non sono altro che una macchia di sangue che parla.
Nikita Stănescu
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Domani io posterò una letta oggi ne L'uomo senza qualità di Musil. All'inizio credevo fosse una sola, invece sono 3 brevi, devo scegliere quale proporre.
@Ondine se hai voglia anche tu puoi postare quella del libro che stai leggendo.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Ho scelto questa ma non so il titolo né se è completa

Sei tu stesso o non lo sei? Io non ne so nulla, ne sono ignara e sono ignara di me. Sono innamorata e non so di chi; non sono né fedele né infedele. Che cosa sono dunque? Sono ignara perfino del mio amore; ho il cuore pieno d'amore e vuoto d'amore a un tempo!

Farid al-Din 'Attar (poeta persiano)
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Le hanno scavato una tomba, troppo fredda e umida
Per un'anima così calda e sincera;
Ed ella se n'è andata al Lago della Palude Tetra,
Dove, per tutta la notte, alla luce di una lucciola,
Rema sulla sua canoa bianca.

E presto rivedrò la luce della sua lucciola,
E presto sentirò il rumore della sua pagaia;
Lunga e piena d'amore sarà la nostra vita,
E nasconderò la fanciulla sotto un cipresso,
Quando il passo della morte sarà vicino.

Si diresse veloce verso la Palude Tetra –
Il suo cammino era aspro e impervio,
Attraverso ginepri intricati, canneti,
Attraverso molte paludi dove si nutre il serpente,
E che uomo non aveva mai calpestato prima.

E quando sprofondò nella terra per dormire,
Se le sue palpebre conobbero il sonno,
Giaceva dove la vite mortale piangeva
La sua lacrima velenosa e ogni notte inondava
la carne di rugiada bruciante!

E vicino a lui la lupa agitava il roveto,
E il serpente di rame gli soffiava nell'orecchio,
Finché, sussultando, gridò, svegliato dal sogno:
"Oh! Quando potrò vedere il lago oscuro,
E la canoa bianca della mia amata?"

Vide il lago, e una meteora luminosa
Veloce danzava sulla sua superficie –
"Benvenuta", disse, "luce della mia amata!"

E la riva oscura riecheggiò per molte notti
Il nome della fanciulla dal freddo mortale.

Finché non scavò una barca con la corteccia di betulla,
Che lo portò via dalla riva;
Lungo, lontano seguì la scintilla della meteora,
Il vento era forte e le nuvole scure,
E la barca non fece più ritorno.

Ma spesso, dall'accampamento del cacciatore indiano,
Quest'amante e la sua fanciulla così fedeli
Sono visti nell'ora umida di mezzanotte
Attraversare il lago alla luce di una lampada a lucciola,
E remare sulla loro canoa bianca!

Thomas Moore - Il lago della tetra palude
 
Ultima modifica:

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Strinsi le mani sotto il velo oscuro…
«Perché oggi sei pallida?»
Perché d’agra tristezza
l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.
Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore…
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.
Soffocando, gridai: «È stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai».
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: «Non startene al vento».

Anna Achmatova

Non mi ricordo se era già uscita in qualche poeticforum però mi piace tanto!
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Pallacanestro

L’intreccio delle braccia
ricama l’aria
divaria
in salti silenziosi.
Il pavimento
geme
e i passi
sono tonfi di sassi in acqua.
L’applauso scoppia.
Occhi,
sui denti, di fuoco.
Azzurri e bianchi
i colori del gioco.

Antonio Barolini, Elegie di Croton, 1959
 
Ultima modifica:

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Così, su due piedi mi viene da confrontarla con cogito ergo sum. Qui invece che nel pensiero, nel dubbio logico, l'esistenza è racchiusa in mera materia biologica. Il sangue che si fa vita, che parla attraverso il poeta, ma che è anche morte, racchiusa in una macchia.
Io non sono altro => la riduzione dell' essenziale
Che una macchia di sangue => la violenza subita o inferta
Che parla => eppure, questa macchia parla. La parola, la poesia, l'arte sono l'unica cosa che riesce a dare voce al dolore, al trauma e alla carne lacerata.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Mi fa venire in mente una frase di Jane in Jane Eyre sono fatta di sangue e carne, e penso che davvero il nostro corpo è pieno di mistero, i nostri nervi, le nostre connessioni sinaptiche registrano tutto, a volte la mente può mitigare i nostri sintomi emotivi, altre volte non ce la fa e ha bisogno di un aiuto farmacologico perchè il corpo va per conto suo e condiziona anche la nostra parola, il nostro modo di esprimerci, a parole e non, forse ho divagato un po' ma ho scritto di getto quello che questa frase mi trasmetteva.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
A me fa pensare a una persona vittima di violenze. Una macchia di sangue, un grumo di dolore, ma che ancora può parlare, e quelle due paroline finali comunicano forza in contrapposizione al resto del verso. Però quel sangue potrebbe essere metaforico e allora per me il senso cambia, è come se il poeta sminuisse se stesso, identificandosi col dolore.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Questa è la seconda poesia (o una sua parte) proposta.

Sei tu stesso o non lo sei? Io non ne so nulla, ne sono ignara e sono ignara di me. Sono innamorata e non so di chi; non sono né fedele né infedele. Che cosa sono dunque? Sono ignara perfino del mio amore; ho il cuore pieno d'amore e vuoto d'amore a un tempo!

Farid al-Din 'Attar (poeta persiano)
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Francamente mi risulta difficile e non so nemmeno perché. Aspetto le vostre idee per decifrarla.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Secondo me non puo' essere che questa donna sia così inconsapevole di ciò che prova, puo' avere dubbi su chi sia l'altro ma se stessa no, o perlomeno mi risulta difficile crederlo. Dietro tanta incertezza si nasconde, sempre secondo me, tanta paura di provare a vivere.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Non mi ero accorta che è la poesia che ho proposto io. Ero indecisa fra tre che avevo letto ne L'uomo senza qualità di Musil. Mi sorprende che il poeta scriva al femminile, non vorrei aver fatto confusione tra le 3 per l'autore 🤔. Mi ha colpita perché io sono un'eterna indecisa però lei mi supera 🤭. Al momento non riesco a scrivere qualcosa di serio, fa troppo caldo 🥵.
 

NardaNick

Narda che legge... e scrive
Non conosco l'autore ma la trovo molto bella

Sogno

Ti ho sognato
mentre spegnevi il mio nome
tra le labbra di un’altra voce.
Eppure sorridevi,
e io non ti odiavo.
Solo restavo lì,
nella parte del sogno
che nessuno ricorda.
 

Pnin

Well-known member
Questa è la seconda poesia (o una sua parte) proposta.

Sei tu stesso o non lo sei? Io non ne so nulla, ne sono ignara e sono ignara di me. Sono innamorata e non so di chi; non sono né fedele né infedele. Che cosa sono dunque? Sono ignara perfino del mio amore; ho il cuore pieno d'amore e vuoto d'amore a un tempo!

Farid al-Din 'Attar (poeta persiano)
Non comprendo il fatto di essere ignari, ma il resto sì. Si tratta di portare in sé molte contraddizioni, fatto tipicamente umano; forse ci sono resistenze nel guardarsi dentro fino in fondo e accettare questa realtà, ma così facendo si resta un po' disorientati...
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Non comprendo il fatto di essere ignari, ma il resto sì. Si tratta di portare in sé molte contraddizioni, fatto tipicamente umano; forse ci sono resistenze nel guardarsi dentro fino in fondo e accettare questa realtà, ma così facendo si resta un po' disorientati...
Il fatto di essere ignari invece era l'unica cosa comprensibile per me 😅
L'avevo letta come un trovarsi in un momento di transizione in cui il vecchio "io" sta scomparendo ma il nuovo non è ancora nato
 
Alto