Visto finalmente il film, poi mi son rivisto delle parti che nella prima visione, anche per stanchezza, avevo seguito un pò distrattamente. Mi è piaciuto, forse non entusiasmato, ma credo potrebbbe essere uno di quei film che, visione dopo visione, finiscono col conquistarmi sempre di più, perché generalmente amo questo genere di film fortemente teatrali e dialogici. Mi aspettavo sinceramente uno stile più elegante e posato nelle conversazioni (tipico delle commedie brillanti dell'epoca, alla Cary Grant, per capirci), mi hanno colpito molto, negativamente, alcune scene in cui c'erano minacce e aggressioni verbali contro i giurati che esprimevano le loro opinioni, una cosa inaccettabile dal punto di vista del diritto e della serenità necessaria per discutere casi così delicati. Penso però anche che si sia voluto andare su un registro più crudo e realistico anche per evidenziare le differenze di ambientazione tra quando, come nel film in questione, sono persone prese "dalla strada" a giudicare su casi di cronaca nera, e quando invece ci si trova in contesti molto più regolati e con protagonisti dei professionisti, come siamo abituati a vedere nel classico cinema da "tribunale". Ho avuto l'impressione che forse si sarebbe potuto, ogni tanto, come dire "volare un pò più in alto", con considerazioni e riflessioni più profonde sull'aspetto etico, però ho comunque apprezzato il realismo nell'aver dato voce a più credibili discorsi di persone comune, per cui mi riservo di rivederlo forse un giorno con più calma, e riconoscendo comunque che si tratta di un gran film, anche se forse non del tutto all'altezza delle mie aspettative ingenue.