CXIV Cineforum - La parola ai giurati di Sidney Lumet

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Sicuramente è un bel film, impegnato, che suscita diverse riflessioni sulla giustizia, su quanto gli esseri umani siano influenzabili, su quanto il vissuto di ciascuno può condizionare decisioni anche importantissime, questioni, come in questo caso, di vita o di morte.
Penso anche che fosse innovativo nel 1957, non solo nei contenuti ma anche per quanto riguarda la struttura minimale e l'ambientazione, il fatto che si svolga tutto in una stanza.
La discussione tra i giurati mi ha convinto nella sostanza di fondo ma non nel modo di esprimersi dei giurati, i dialoghi mi sono sembrati troppo semplicistici, oggi secondo me non reggerebbero e infatti è un film che dimostra i suoi anni.
 

MaxCogre

Well-known member
Concordo con Alex perchè i dialoghi della versione teatrale che ho visto io sono gli stessi. I personaggi sono bidimensionali, prevedibili, come se fossero delle maschere che dicono quello che ci si aspetta dicano. Una recita a soggetto.
 

MaxCogre

Well-known member
Detto meglio, nn parlano 12 personaggi ma 12 stereotipi, per cui un film modernissimo da un certo punto di vista è vecchio da questo altro. Se ne innamorò Peter fonda di questo commentario sociale teatrale (non era il protagonista in furore anche?) e volle produrre il film, ma al botteghino all epoca fece flop.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Henry??🙂Secondo me i personaggi non sono così stereotipati, il fatto che cambino idea durante la discussione mostra il duplice lato di ognuno. Ciò che ho trovato datato sono i dialoghi, le argomentazioni non così facilmente convincenti come il film.vorrebbe far credere
 

MaxCogre

Well-known member
lol, hai ragione, almeno il film l'ho imbroccato, era Furore. Per quanto riguarda gli stereotipi, non è certo il cambio di opinione che può trasformarli in personaggi complessi e unici, reali. Ma mi rendo conto che parlo di un film che non ho visto! Però ecco, io in un film cerco il bel personaggio, e se c'è, è reale, va bene anche il trash lol (e infatti tra i 10 che ho dato nella nostra sfida 'europea'...).
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
lol, hai ragione, almeno il film l'ho imbroccato, era Furore. Per quanto riguarda gli stereotipi, non è certo il cambio di opinione che può trasformarli in personaggi complessi e unici, reali. Ma mi rendo conto che parlo di un film che non ho visto! Però ecco, io in un film cerco il bel personaggio, e se c'è, è reale, va bene anche il trash lol (e infatti tra i 10 che ho dato nella nostra sfida 'europea'...).
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Però, per alcuni, nel momento in cui cambiano opinione emerge il loro vissuto, le motivazioni talvolta molto personali per cui sono agguerriti per il no e poi viceversa.

Poi certo, il tutto si svolge in maniera un po' ingenua e troppo semplice, per questo l' ho trovato datato.
 

greenintro

Well-known member
Visto finalmente il film, poi mi son rivisto delle parti che nella prima visione, anche per stanchezza, avevo seguito un pò distrattamente. Mi è piaciuto, forse non entusiasmato, ma credo potrebbbe essere uno di quei film che, visione dopo visione, finiscono col conquistarmi sempre di più, perché generalmente amo questo genere di film fortemente teatrali e dialogici. Mi aspettavo sinceramente uno stile più elegante e posato nelle conversazioni (tipico delle commedie brillanti dell'epoca, alla Cary Grant, per capirci), mi hanno colpito molto, negativamente, alcune scene in cui c'erano minacce e aggressioni verbali contro i giurati che esprimevano le loro opinioni, una cosa inaccettabile dal punto di vista del diritto e della serenità necessaria per discutere casi così delicati. Penso però anche che si sia voluto andare su un registro più crudo e realistico anche per evidenziare le differenze di ambientazione tra quando, come nel film in questione, sono persone prese "dalla strada" a giudicare su casi di cronaca nera, e quando invece ci si trova in contesti molto più regolati e con protagonisti dei professionisti, come siamo abituati a vedere nel classico cinema da "tribunale". Ho avuto l'impressione che forse si sarebbe potuto, ogni tanto, come dire "volare un pò più in alto", con considerazioni e riflessioni più profonde sull'aspetto etico, però ho comunque apprezzato il realismo nell'aver dato voce a più credibili discorsi di persone comune, per cui mi riservo di rivederlo forse un giorno con più calma, e riconoscendo comunque che si tratta di un gran film, anche se forse non del tutto all'altezza delle mie aspettative ingenue.
 

Pila

Well-known member
L'ho rivisto anche io, ricordavo dalla prima volta che lo vidi che mi era piaciuto molto e anche questa seconda visione ha mantenuto questo giudizio positivo, anche se sapevo cosa aspettarmi. Green ha ragione sul fatto che lo stile delle conversazioni e dei commenti sia crudo e credo che sia proprio quello il nocciolo del film. Il titolo originale è "12 uomini arrabbiati" che per me è anche più indovinato rispetto al titolo italiano più neutro dove sono solo giurati, tralasciando che siano arrabbiati. Di grande impatto per me sono stati i primi piani che esprimevano i loro sentimenti come rabbia, fiducia, dubbio accompagnati dalla camicie madide di sudore che aumentava col passare del tempo rendendo il film man mano più claustrofobico. Anche la capitolazione delle persone maggiormente convinte della colpevolezza del giovane è stata d'impatto per me perché la loro convinzione non c'entrava nulla con le prove o il processo ma era lo specchio della loro situazione nella vita reale e delle loro convinzioni, quindi non hanno solo cambiato parere, ma hanno rivisto i loro valori. Il caso giudiziario per me è servito solo per far emergere spicchi di società e metterne in evidenza pregi e difetti.
 

MaxCogre

Well-known member
Ecco qual era quel film che avevo visto e ci somigliava tanto lol. Ma il caso nn é un parricidio, ma una causa contro la vendita di armi se nn erro
 
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